Il suo indiscutibile virtuosismo pianistico vola tra le alte cime della solennità, trascende la soglia entro la quale l’orecchio umano coglie la musica e ci avvolge in un’atmosfera ammaliante dal primo respiro fino all’ultimo.
Il volo spicca subito sul tonico incipit dell’Allegro Vivace – primo movimento della Sonata n. 17 in Re maggiore D 850 di Franz Schubert – che dopo essersi cautamente disteso su lontane tonalità melodiche si chiude con passo brillante e vigoroso. Il seguente movimento Con moto ci trasferisce tra la quiete contemplativa della natura che, benché marezzato di guizzi possenti e progressivi, disegna un quadro armonico di una bellezza incantevole. Qui il pianismo di Lupu raggiunge a mio avviso il più alto livello di splendore sonoro dell’intero concerto. La Sonata , dopo aver ripreso il tono iniziale nello Scherzo (Allegro e vivace) si chiude sulla grazia svagata e disinvolta del Rondò.
Nella seconda parte assistiamo alla melodia né triste né allegra dei Preludi I Libro di Claude Debussy, che recano il sapore ineffabile della suggestione fantastica. Il pianista esegue la composizione con studiata lentezza, in fedele ossequio alla volontà del compositore e al climax d’indefinita ambiguità in cui si viene proiettati. Come un refolo dal soffio veloce ma leggerissimo che accarezza la superficie oleosa del mare, le dita scorrono delicatamente sulla tastiera, trasfigurando in musica il verso di Charles Baudelaire les sons et les parfums tournent dans l’air du soir che nomina il quarto preludio. Un accenno di nostalgia dai contorni delicati e banali della cantilena ci introduce quindi tra i silenzi ovattati di un paesaggio invernale algido e dolente, che riportano alla mente la Louveciennes impressionista di Alfred Sisley. Nemmeno il tempo di goderne il lieve candore che il ratto soprassalto tonale della romba agita i flutti di nuove tensioni armoniche, creando con andamento irregolare una disgregante sensazione di straniamento e di squilibrio dinanzi alle guglie inghiottite e poi riaffiorate della cattedrale d’Ys. Il concerto culminerà infine a sorpresa nell’ultimo preludio con un nuovo prevaricante ritorno del ritmo brillante e beffardo.
Si è trattato di una prova intensa e convincente con cui Lupu non ha tradito l’aspettativa di quanti hanno inteso avvalersi del raro privilegio di assistere al recital di un’icona assoluta del pianismo internazionale. Il suo talento si è rivelato sapientemente incisivo consentendo alla musica di gonfiarsi sotto il suo tocco imperioso e di tornare a distendersi maestosa nel suo alveo lirico ed intimistico, lasciandosi alle spalle un paesaggio stravolto dai primordi di un antesignano linguaggio grottesco, che si affermerà stabilmente nel periodo tra le due guerre mondiali.
RADU LUPU Gian Paolo Grattarola 31.X.2007
Pianoforte
TEATRO DELLE MUSE di ANCONA
Martedì 30.X.2007 ore 21.00
Stagione concertistica 2007/2008
Commenti
Amices!
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"Lupu non è mai stato connivente con il circo mediatico e non se n?è mai lasciato coinvolgere, rilasciando rare interviste ed offrendo di sé l?immagine di un uomo solitario, schivo e sfuggente. Il suo volto conserva fin dai primi momenti una calma impenetrabilità, destinata a frustrare il desiderio di poterlo facilmente decifrare. Escludendo il nostro sguardo curioso dal suo io interiore, sembra voglia difendere il mistero della propria musica che pure ci concede benevolmente, rivelandosi un interprete dal ciglio augusto benchè capace di inaspettate tenerezze. Dietro l?spetto ieratico ed austero di un barbuto filosofo dell?antica Grecia, si cela infatti quella fragilità mortale tipica dei semidei, che li rende amabili al pubblico quanto e forse più dei loro stessi successi."
> C'è poco da fare. Quando qualcuno o qualcosa ti entusiasma tu ami e idolatri con una chiarezza e una genuinità che disperavo di ritrovare tra gli adulti. Tutto questo è molto umano e molto bello, ma inevitabilmente ti sbilancia. Credo tu ne sia cosciente, sbaglio?;)
"Un accenno di nostalgia dai contorni delicati e banali della cantilena ci introduce quindi tra i silenzi ovattati di un paesaggio invernale algido e dolente, che riportano alla mente la Louveciennes impressionista di Alfred Sisley."
> Molto bello questo passo.
"recital di un?icona assoluta del pianismo internazionale. Il suo talento si è rivelato sapientemente incisivo consentendo alla musica di gonfiarsi sotto il suo tocco imperioso e di tornare a distendersi maestosa nel suo alveo lirico ed intimistico, lasciandosi alle spalle un paesaggio stravolto dai primordi di un antesignano linguaggio grottesco"
> Vale il commento due. Sei pieno di passione. Non lasciare che la passione ti domini. Domala.
Frequento il mondo della musica classica e dell'opera lirica da moltissimi anni. Ho assistito a centinaia di concerti e di allestimenti lirici. Nelle mie recensioni sono stato giudicato molto spesso troppo esigente e poco generoso. Tuttavia quando con l'associazione Amici della Musica siamo riusciti a portare ad Ancona personalità del calibro di Trevor Pinnock, di Lupu, di Angela Hewith che suonerà domenica prossima, l'ensemble de l'Academy S. Martin in the Fields, numerosi amici mi hanno telefonato da tutta Italia increduli ed entusiasti. Io non so se Tu abbia mai colto il raro privilegio di ascoltarli dal vivo, ma posso assicurarti che il valore assoluto di questi artisti e la loro capacità di interpretare la musica vengono riconosciute in tutto il mondo di un valore indiscutibile. Oltretutto l'altra sera Lupu è apparso in stato di grazian ed il consenso della critica nei giorni seguenti è stato unanime.
Gian Paolo Grattarola
Beh, è difficile definirti troppo esigente. Non ricordo una volta in cui non fossi entusiasta di un'opera. E' sempre così.
Non so chi ti abbia chiamato "poco generoso", ma ad occhio e croce direi che non si tratta di un critico:).
Ciò detto, no, dal vivo ascolto band di prog rock, post rock, indie rock. Alternative rock, e via dicendo. Appartengo a un altro ambiente, più incline alle stroncature:).
Complimenti per quel che avete organizzato con l'Associazione, in ogni caso.