Giunti alla seconda prova dopo il trascinante "A New Position For A Second Degree Burnt" (opera segnata dalla guerra in Iraq del 2003), gli svizzeri Kovlo sfornano un disco di rara potenza espressiva per una band gravitante nello strabordante ma stitico sottobosco post rock che guarda con sguardo nuovo alle trame emozionali disegnate dagli Explosions in the Sky.
"I'm so Happy on this boat" (On The Camper Records, 2007) è un'opera musicale complessa che necessita svariati ascolti per essere interiorizzata. Un disco dedicato alla Follia che già nel titolo ricorda "La nave dei folli" comparsa a Basilea nel 1494, in occasione del Carnevale altorenano,dedicata al viaggio in rime dei folli verso una lontana redenzione. Ogni canzone è uno sguardo sulla follia, sul disagio, sulla non comprensione da parte del mondo dei "diversi", degli "irregolari", dei "folli", delle "streghe".
"Il vagabondare senza meta dei folli sulle loro imbarcazioni, evento simbolico-reale dell'immaginario rinascimentale, permetteva alle società di allora di espellere i loro indesiderati, destinandoli ad un eterno circumnavigare nel quale, forse, i pazzi facevano esperienza di una libertà assoluta resa possibile dalla loro esclusione totale" scrivono gli stessi Kovlo nella presentazione del loro album.
Un disco partorito nel ventre gelido della Svizzera perbenista, con la collaborazione sapiente di Rob Ellis (produttore di Pj Harvey, Placebo) e Davide Lenci (tecnico del suono di Marlene Kuntz e Uzeda), la Confederazione Neutrale, asciutta, dove tutto apparentemente funziona alla perfezione come gli ingranaggi di quell'orologio diventati simbolo, marchio d'esportazione per lo stato rossocrociato, virtàù divina. Una nazione che rivendica di saper fornire ai propri cittadini la pace sociale, il lavoro (il ruolo dell'apprendista nell'economia reale), tutti i comfort, la tranquillità di vedute alpine e piazze finanziarie dove ubriacarsi di ricchezza (l'ormai consunto segreto bancario), sciate, formaggio, giocate al Casinò.
La follia gestita nella/dalla tranquillità. La tranquillità diventata serena accettazione della disperazione. La follia diventata quotidianità. Quel corpo ritratto in copertina che fa pensare a un suicidio.
Sfogliare i titoli dei brani della durata media di 8 minuti provoca, per i loro rimandi storici e letterari, brividi alla schiena come le sferragliate di questo gruppo costruito su un piano luminoso nella sua glacialità (sembra davvero ghiaccio che suona), sulle sferragliate delle chitarre, sui giri di basso nello stomaco, sulla batteria impeccabile: "Nancy Otori", la regina del sadomaso nel fumetto giapponese Silver, l'ascesi sonora del pianoforte nello strazio della carne: "Zuan Polo", il buffone di corte morto nel 1540, una carezza di chitarre per ridare voce alle parole negate; "Anna Goeldin", l'ultima donna ad essere condannata a morte per stregoneria in Europa, accusata di essere un'avvelenatrice e decapitata a Glarona in Svizzera il 13 giugno 1782, dura, furiosa la chitarra che si schianta sulla paura del mondo, sull'accusa rivolta ai più deboli; "Pierre Riviere", il giovane reso celebre dal libro di Michel Foucault, che nel 1835 sgozzò la madre, il fratello e la sorella, le scariche adrenaliche come i colpi di coltello sulla gola; "Charlotte", l'apoteosi sonora dell'amore rubato, dell'affondare nella solitudine, il brano migliore dell'intero album, che vorresti ascoltare dalla cima di una montagna che s'affaccia sul mondo.
Un quadro allucinante, duro ma vivo, pulsante, intenso da ascoltare senza avere paura di perdersi nelle sue pieghe, di piangere, di urlare tutto il proprio dolore.
E domande che si ripercuotono lungo tutto il corpo. Cos'è la follia? Esiste la follia? Vive dentro di noi? E' il mondo la follia?
Discografia essenziale e brevi note:
A New Position For A Second Degree Burnt (On The Camper Records, 2005); "I'm So Happy On This Boat" (On The Camper Records, 2007)
Line up: Stefano Chiassai (guitar) Donatello Laurenti (guitar) Giona Mattei (bass) Alessio Galupi (drums) e Alessandro Del Fiore (piano) che ha abbandonato da poco il gruppo.
Contatti:
www.myspace.com/onthecamperrecords
Commenti
Un disco da non perdere.
Ave caro Andrea.
Da oggi - 21° pezzo - sarai fisso in homepage, nello staff. Complimenti (era ora!;) ).
http://www.lankelot.eu/index.php/staff/756/(a)nd per il quadro completo dei tuoi pezzi;
http://www.lankelot.eu/index.php?staff=1
per il riquadro "top writers"
(cambio qualche tag; levo letteratura e metto musica; levo saggistica trattatistica e metto svizzera e rock)
Per aggiungere una nota che ha un po' del ridicolo "Il 27 agosto 2008, a più di 226 anni dall'esecuzione, il parlamento cantonale di Glarona ha deciso di riabilitare Anna Goeldin
Il titolo di un saggio in italiano:
"Eveline Hasler, L'ultima strega. Dadò, Locarno, 1994"
Assolutamente gustoso. Anche se non sembra il mio genere credo proprio che li ascolterò. In particolare la storia dietro quest'album è davvero affascinante. Grazie!
Il disco è una valida compagnia se ne hai passate e sentite delle belle nella tua vita.
La storia dietro è veramente affascinante e quella di Anna Goeldin è toccante nel suo dramma.
E visti dal vivo, in Svizzera, sono portentosi.
"Una nazione che rivendica di saper fornire ai propri cittadini la pace sociale, il lavoro (il ruolo dell?apprendista nell?economia reale), tutti i comfort, la tranquillità di vedute alpine e piazze finanziarie dove ubriacarsi di ricchezza (l?ormai consunto segreto bancario), sciate, formaggio, giocate al Casinò.
La follia gestita nella/dalla tranquillità.
La tranquillità diventata serena accettazione della disperazione.
La follia diventata quotidianità."
> Sai che mi sto sognando un grande libro sulla svizzera (e contro la svizzera)?
lo sto scrivendo pure io. ho una 70 di pagine pronte su quaderno.
Ottimo allora. Sarai tu il primo a propormelo:)