Japandroids

Post-Nothing

Japandroids

Ci sono dischi che non cambieranno certo il corso della storia, che non rivoluzioneranno il panorama musicale (seppur quello attuale versi in uno stato comatoso), che non diverranno pietre miliari con cui sarà impossibile non confrontarsi ma che dopo un ascolto riconcilieranno con la musica quegli ascoltatori stanchi di dischi iper-prodotti (con e dalle case discografiche), di gruppi troppo attenti alle tendenze in voga (qualunque esse siano e sponsorizzate spesso da riviste e blog di ogni genere) e al look estetico da assumere nei set fotografici, durante concerti e interviste.
"Post-Nothing" dei Japandroids, duo proveniente da Vancouver, Canada, è uno di questi dischi che dopo che li avrete ascoltati non potrete che stare meglio.
Il duo, formato da David Prowse alla chitarra e Brian King alla batteria, realizza un disco entusiasmante, registrato e da ascoltare a volumi altissimi, che se è vero che guarda al nuovo rumorismo statunitense di stampo No-Age e non disdegna più di una strizzata al punk, al garage, all'indie-alternative anni '90 alla Dinosaur Jr, Pavement, Sebadoh, primi Smashing Pumpkins, all'emo-core, con un cantato che in alcuni ha ricordato al sottoscritto persino quello di Robert Smith dei The Cure (forse solo un'impressione, eppure...) ma lo fa con una tale semplicità, freschezza e genuinità da conquistare l'ascoltatore e riempirlo di un'energia che è davvero raro trovare nei gruppo del Ventunesimo Secolo.
L'attacco del disco "The Boys Are Leaving Town" (il titolo non vi ricorda qualcosa..forse...) è superbamente tardo-adolescenziale con quella chitarra anni '90 e la batteria che irrompe furibonda insieme alle voci che cantano "The boys are leaving town Now // Will we find our way back home? // I don't know", una città da dove sono scappati alla ricerca di sogni forse per non tornare mai più, seguita immediatamente da "Young Hearts Spark Fire" che potrebbe tranquillamente trasformarsi nell'inno di una generazione che finalmente riscopre la vita, che si lascia andare, che continua a credere nei sogni "We finished our old lives // Like we finished off the wine // Now we're used to staying up all night // Two hearts beating // Oh yeah, oh yeah" e li urla con una rabbia velata dalla malinconia e sfido chiunque mentre ascolta questo pezzo a rimanere seduto sulla sedia e a tenere chiusa la bocca perchè i Japandroids ti cercano, ti invitano ad unirti alla loro musica, al ritmo indiavolato della batteria e quando la voce si quieta ecco "Wet Hair", un altro brano frenetico, eccitante con una chitarra che cerca il contatto con l'ascoltatore e la batteria che scandisce il ritmo di questo abbraccio che in realtà è un bacio "So we can French kiss some French girls" alle più belle ragazze del mondo. Quando rallentano il ritmo e si adagiano su tonalità vocali e musicali più dissonanti e post hard-core i Japandroids perdono inevitabilmente qualche colpo e questo succede in brani come "Rockers East Vancouver" dedicata esplicitamente alla loro città, al loro quartiere, a come e dove hanno vissuto "We used to go out // Get drunk and get sad // Good friends // But this town // And this scene // Has gone bad" oppure come "Crazy/Forever" che sembra suggellare un legame di vita e non solo musicale fra i due e così anche "Sovereignty" con la sua tristezza risolta da una ragazza "It's raining In Vancouver // But I don't give a fuck // Because I'm far from home tonight // It's raining In Vancouver // But I don't give a fuck // Because I'm alone with you tonight" irrisolta nella sua indecisione musicale. Volutamente alla fine lascio due pezzi bellissimi per motivi differenti: la scurissima e anfetaminica "Heart Sweats" Your heart is as cold as ice girl // And i should know // I've been to the north pole // Your soul is as black as death girl" con quelle due frasi semplicissime da cantare accompagnate da una batteria incendiaria "Some hearts bleed // Our hearts sweat" e il brano conclusivo "I Quit Girls" che fin quasi alla fine si gioca solo su chitarra e voce sofferente di desiderio "She wears white // Six days a week // She was just // One of those girls // And if you're lucky // On the seventh day // She'll wear nothing" fino all'irrompere della batteria che accompagna questo brano fino al termine, fino a morire nella neve.
"Post-Nothing" è un disco vero, struggente nel suo furore catartico, che dovrebbe infiammare i ventenni alla ricerca di emozioni e risvegliare quei trentenni delusi e depressi alla ricerca di quei lampi di vita di cui questa epoca è così tanto avara.

Brevi note:

I Japandroids sono un duo canadese formatosi nel 2006 e composti da Brian King (chitarra) e David Prowse (batteria).

Discografia:

Album:
Post-Nothing (Polyvinyl, 2009)
Ep:
All Lies (Autoprodotto, 2007)
Lullaby Death James (Autoprodotto, 2008)
 

Approfondimenti in rete:

http://japandroids.com/

http://www.myspace.com/japandroids

http://www.youtube.com/watch?v=VeVUWMwR6Pg&feature=channel

ISBN/EAN: 
644110018427

Commenti

Japandroids by and.

Japandroids by and.

esordio di andrea consonni

esordio di andrea consonni nel nuovo Lankelot!

(ocio a non dimenticare, in futuro, il tag cardine - per i dischi, il tag è musica - altrimenti l'articolo non appare nella sezione giusta:))) )

"Il duo, formato da David

"Il duo, formato da David Prowse alla chitarra e Brian King alla batteria, realizza un disco entusiasmante, registrato e da ascoltare a volumi altissimi, che se è vero che guarda al nuovo rumorismo statunitense di stampo No-Age e non disdegna più di una strizzata al punk, al garage, all'indie-alternative anni '90 alla Dinosaur Jr, Pavement, Sebadoh, primi Smashing Pumpkins, all'emo-core, con un cantato che in alcuni ha ricordato al sottoscritto persino quello di Robert Smith dei The Cure"

> abbastanza per mandarmi subito in fissa & in cerca

grosso:)

il richiamo alla voce di

il richiamo alla voce di smith, non lo so, boh, è solo che in alcuni passaggi vocali mi sembrava proprio lui. io li aspetto al secondo album ma sono stati una gran bella botta di vita.

smith si sente...

smith si sente...

grazie. li sto ascoltando

grazie. li sto ascoltando adesso (-:

spero ti piacciano.

spero ti piacciano.

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