Offlaga Disco Pax

Intervista

Offlaga Disco Pax
Gli Offlaga Disco Pax, che si autodefiniscono come “Collettivo neosensibilista contrario alla democrazia nei sentimenti”, escono allo scoperto col disco “Socialismo tascabile (prove tecniche di trasmissione)” (Santeria, 2005), che attraverso un semplice passaparola si è trasformato in un piccolo caso musicale. Inutile concentrarli in una definizione: elettronica, rumorismo, new wave, micro racconti musicati, nostalgia del blocco comunista, l’Emilia Rossa, le rovine sentimentali, il crollo delle illusioni.
 
Andrea Consonni e Dario Stefanoni hanno viaggiato nella pioggia per intervistarli prima del loro concerto al Bloom di Mezzago, venerdì 4 novembre 2005, seduti in quel camerino dove anni prima avevano sostato anche i Nirvana di Bleach.
 
Cominciamo l’intervista un po’ nervosi, seduti attorno a un tavolo, un bicchiere di birra su una sedia, le voci che tremano, un computer aperto, loro tre schierati
 
Syd-Vi ho visto per la prima volta ad Arezzo e ho subito avuto la sensazione che stavate facendo esattamente quello che vi andava di fare, che avevate in testa e dopo tutto questo “successo”, tutte queste date, vi sono rimasti ancora questa stessa voglia, piacere, sincerità?
 
Enrico-Prima di tutto risponderei con una domanda…come mai hai percepito che facessimo quello che ci andava di fare? Perché è interessante saperlo…
 
SYD-È stata…
 
-non è un dibattito…, si sente nel sottofondo fra le risate.
 
Syd-Ho vissuto il concerto come se voleste raccontarmi una storia…-non sono io l’intervistato-…una serie di micro racconti musicati…senza pretesa…molto sincera…come approccio…quasi punk…
 
Enrico-Punk…molto figo…fa molto piacere…diciamo che all’inizio addirittura il progetto probabilmente voleva essere più difficile di quanto poi lo sia diventato…nel senso che a livello…(pausa)…le musiche in sé potevano essere anche un po’ più tendenti a colonna sonora ultra dilatata e non in forma canzone…è venuta in realtà da sé, da sola col tempo la necessità di fare quello che stavamo facendo…di fare dei veri e proprio pezzi…….sicuramente suonare così tanto ti porta un attimo a farti macchina…noi abbiamo sempre avuto un po’ la tendenza ad improvvisare dal vivo…gli stessi inediti che suoniamo adesso dal vivo, praticamente non sono mai stati provati in sala prove…sempre questa tendenza…è ovvio che dopo 10, 12 date in un mese, soprattutto in certe situazione, ti tiri un attimo indietro soprattutto dopo l’uscita del disco…c’è chi ha scritto che venire al nostro concerto può da un certo punto di vista annoiare, dare meno, poco, rispetto al concerto di un qualsiasi altro artista perché alla fine non facciamo altro che riprodurre quello che sta sul disco, la riteniamo un’osservazione poco attenta perché in realtà noi dal vivo siamo ciò che siamo dal vivo, e siamo su disco quello che siamo su disco e sono 2 cose secondo me ben distinte perché poi seguono una traccia, un filo comune, uno stesso tipo di discorso…come dici tu siamo sinceri e volevamo esserlo su disco e penso siamo riusciti ad esserlo…io mi sono chiesto, detto tante volte che mi piacerebbe andare a un concerto in cui il gruppo che amo, di cui conosco i pezzi a memoria, suoni non dico esattamente i pezzi come su disco ma un buon 80% almeno e secondo me...ho parlato troppo…
 
Max-È difficIle pensare a un progetto come il nostro preparato a tavolino, sarebbe inaccettabile, sarebbe talmente evidente la macchinosità, la artificiosità che non reggerebbe, secondo me il gruppo ha ottenuto in così poco tempo tanta popolarità un po’ per una serie di fattori, circostanze, fortune come al solito…culo…molto oltre le nostre aspettative, il pubblico ha percepito questo aspetto, la sincerità…di fare una cosa che era al di fuori di ogni canone attuale, trend, moda…poi quanto questo piaccia, quanto questo sia percepito come tale non tocca a noi dirlo…è stato così…noi siamo contenti…..alle volte abbiamo la sensazione di essere capiti….che non capita a tutti i gruppi…
 
Enrico-Fa piacere…
 
Andrea-Ascoltandovi dal punto di vista musicale mi avete fatto l’impressione di una sorta di versione punk del coro dell’Armata Rossa, di una banda musicale dell’Unione Sovietica ma dopo il crollo, con una serie di eventi che sono successi, con una certa dose di angoscia nei testi che trasmettete…pensavo a Good Bye Lenin, all’Ostalgie di alcune cose…il non rinnegare cosa è stato e quindi le  tragedie, gli orrori ma ribadendo comunque alcune cose che sono passate nei sogni, nelle singole persone, nella quotidianità…una malinconia espressa anche dalla musica, penso alla cupezza di Tatranky…un incedere cupo…marziale…penso all’Emilia, la regione rossa per eccellenza…Cofferati…l’attualità…..il crollo del muro innestato sulla musica…e adesso le cose come vanno…?
 
Max-Adesso come va, è una cosa che riguarda abbastanza poco quello che riguarda l’aspetto del testo, che è quello di cui mi occupo io…nel senso che ben difficilmente la politica di oggi mi coinvolge al punto da scriverne…se scrivo di cose contemporanee tendo a scriverne di altro tipo piuttosto che cose politiche,  dopo di che noi siamo cittadini del nostro tempo, siamo attenti, ci mancherebbe..siamo informati, ci interessiamo di queste cose..se devo esprimere un’opinione su Cofferati, ho un po’ di brividi tra l’altro, perché è una persona che ammiro molto e mi sono trovato un po’ disorientato dai suoi atteggiamenti, però riguarda relativamente l’immaginario a cui fa riferimento il gruppo che è un immaginario almeno fino ad oggi assolutamente definito: una rivisitazione io credo personale legata al proprio territorio, origini, esperienza personale di quello che è stato quel tipo di mitologia, quel tipo di storia…è un po’ anche il gioco dei testi che passano dall’immaginario collettivo, gigantesco di quella storia alla lente d’ingrandimento, o rimpicciolimento, a seconda del punto di vista dell’esperienza personale che invece  è molto più pratica, banale, quotidiana e nei mie testi è uscita anche involontariamente questa dicotomia, credo che sia inevitabile che partendo questi racconti musicati…definizione imperfetta…in qualche modo il tono ironico, sofferente del testo venisse poi in qualche modo riprodotto dalla musica…poi qualche volta anche per contrasto e non per similitudine…alle volte la musica fa contrasto col testo…è difficile pensare a un pezzo come Tatranky con una marcetta divertita…almeno per me …poi magari per gli altri è diverso…
 
Enrico-…io nel frattempo mi sono dimenticato la domanda…ho perso il filo…
 
Max-Tono malinconico generale
 
Enrico-Quando cominciamo a lavorare sulle musiche di un brano..adesso siamo un po’ fermi…quando l’abbiamo fatto, la tendenza era di cercare di dialogare fra di noi, di interpretare quali potevano essere le linee da adottare, in tal senso c’è un calcolo perchè  in un pezzo come Kappler per esempio, non volevamo essere fraintesi in nessuna maniera e quindi l’idea di metterci un qualcosa che sfiorasse quasi  il lounge, la bossanova, che avesse questa cadenza appunto molto easy da subito l’idea di sdrammatizzazione, di presa di posizione di distacco, rispetto al personaggio storico e questo solo per fare un esempio..idem per Tatranky…per quanto riguarda invece il discorso dela situazione attuale e quella passata: io e Daniele generazionalmente siamo assolutamente fuori dalla possibilità di confrontarci con l’epoca, siamo del 77 tutti e due, abbiamo vissuto gli 80 da fanciullini fino a questi anni in cui compare una specie di coscienza politica…sicuramente….per quanto riguarda Bologna, c’è insomma un attimo di spaesamento…cosa scrive L’Unità?…io leggo Il Manifesto che non può scrivere bene di certe posizioni e comunque lo leggo sempre in maniera distaccata, non affido mai le mie idee, sul vissuto e le parole di altri…sui punti di vista degli altri…a quanto pare le cose non stanno andando bene…Cofferati non sta facendo una grossa pubblicità anche per le elezioni a venire a quella sinistra che magari non è la mia…senza tenere conto del fatto che comunque, se vuole andare incontro ai cittadini bolognesi, Bologna è abitata da gente di tutta Italia e cioè è una vetrina piuttosto importante..e comunque vedremo che cosa succederà più avanti…
 
Max-Questo esula da questioni che riguardano il gruppo, qui siamo nell’espressione di una opinione personale…io sono uno che vedeva in Cofferati un certo tipo di sinistra e un certo tipo di approccio che in qualche modo fosse intellettualmente onesto rispetto al suo percorso, provenienza…ero molto contento che facesse il sindaco a Bologna affinché potesse dimostrare come per Nicky Vendola in Puglia che comunque non bisogna essere necessariamente democristiani per governare questo paese…ecco, scusate mi è uscito dallo stomaco…..questo suo tipo di approccio non lo comprendo, io non lo comprendo culturalmente, sono disorientatissimo e non ci capisco nulla…e prima di dare un giudizio che istintivamente è terrificante..vorrei saperne un po’ di più…francamente non capisco dove cazzo voglia arrivare…prima di esprimere un giudizio totalmente negativo vorrei saperne di più..
 
Syd-Sempre a proposito di Bologna, dell’Emilia più in generale, passando all’aspetto musicale, sembra che la zona, la città si stiano rinnovando, come per esempio nell’area più hard core con i Death of Anna Karina, i La Quiete…voi cosa ne pensate? Come vi rapportate con queste altre realtà?
 
Enrico-Io suonavo con Adriano, il batterista dei Death of Anna Karina, 5 o 6 anni fa, fine anni ‘90…nella scena hard core…con Giulio il cantante, è bello vedere come negli anni queste persone dimostrano di tenerci a queste cose…alla fine la spuntano e penso che valga anche per loro il discorso sulla sincerità e fa ancora più piacere sapere che sono approdati a un’etichetta bolognese a me particolarmente vicina, la Nip Records, per cui ogni tanto lavoro per loro…idem i Disco Drive, conosco Andrea Pomini sempre per la scena hard core e non come facente parte dei Fichissimi, all’epoca suonava nei Morn…lui ci organizzò un concerto all’El Paso a Torino, dove suonammo con gli Altro che non conoscevo e che ho reincontrato quest’anno e che mi hanno ricordato che avevamo suonato insieme…c’è un circolo….direi più che una scena musicale…considerato che qui al Nord Italia viviamo più o meno tutti vicini...è un rapporto umano innanzitutto…questo mi esce emotivamente dai ricordi hard core…fa impressone sapere che ci sono ancora in giro i With Love…io non li ho ancora ascoltati, mai ascoltati…mi hanno detto che fanno delle belle cose…non li vedo da un sacco di anni…gli stessi Giardini di Mirò…conoscevo Jukka Reverberi da prima che entrasse nei Giardini..anche lui proviene dalla scena hard core..andava alla due giorni a Padova..io da questo punto di vista non ritrovo un grosso fermento in questo periodo in Emilia Romagna…purtroppo…trovo che queste siano delle punte emergenti perché sono rimasti nel corso degli anni…con le esperienze fatte…trovo molto più movimento in Piemonte, anche se anche lì è tutta gente che suona da molti anni…io sono un patito dei Larsen…non amo i Perturbazione anche se li stimo molto come persone, per quello che fanno e per come lo fanno e i Disco drive..altri gruppi meno noti…l’ultimo gruppo che ho ascoltato e mi ha aperto il cervello sono gli Uoki toki perché ci ho ritrovato l’idea di fare qualcosa di veramente sincero…..forse in maniera alcune volte troppo sfrontato, un po’ arrogante…però sincero, punk…un filo conduttore molto forte con noi…
Daniele-La scena indie italiana la vedo popolata non da cose nuove ma da cose vecchie che si ripropongono…a me piacciono molto i Bachi da pietra o gli Ovo che sono persone che suonano da tantissimi anni, non nuovi…a parte che ascolto poca roba italiana…adoravo gli Scisma, per me il “gruppo italiano”…è un peccato che sia finita così…Paolo Benvegnù porta avanti il suo discorso, non sono gli Scisma…comunque è sempre qualcosa di valido…in Italia c’è troppo esterofilia….quindi, anche i gruppi nuovi…che si ripropongono…sono in pochi che lo fanno in italiano…io per primo canto in un altro gruppo in inglese e dovrei stare zitto…però è una cosa mia, che vedo mia anche perché non mi propongo quasi a nessuno se non lasciando il cd ad amici, persone che conosco…senza darlo a un’etichetta...lo faccio perché mi piace e mi va di farlo..se capita, bene…altrimenti va bene lo stesso…suono due volte l’anno con l’altro gruppo..sono contentissimo così…è un peccato che in Italia ci sia tutta questa esterofilia e i gruppi che cantano in italiano non siano tantissimi e più che altro ci sia questo legarsi all’italiano come legarsi alla musica commerciale o pop o di un certo tipo..si canta in italiano, sono sotto una major, faccio musica pop, entro in classifica, faccio un video su Mtv, anche perché di gruppi indie che hanno video su Mtv anche se meritano tantissimo ce ne sono ben pochi, anche se sono belli…gira su Brand New a mezzanotte il video degli Altro..e penso che non lo manderebbero mai a un altro orario…va bene per me non dormo mai…
 
Max-La notte è la discarica dei video (lo dice ridendo)
 
Daniele-Anche Andrea Chimenti ha fatto un bellissimo video ma passa solo di notte…mi viene da dire…che..
 
Andrea-Passano i Baustelle…
 
Daniele-Ma i Baustelle sono un gruppo major, volendo però mi viene da dire, bello il fatto perché anche prima passavano i loro video…li faceva uno all’interno di Mtv…è brutto pensare che anche la televisione oltre a molte  radio di grande ascolto siano monopolizzati da un certo fattore commerciale lasciando poco spazio all’ambiente indie…che volendo guardare bene è fin troppo pieni da un certo punto di vista, tantissime etichette e moltissima gente, non dico tutti, fanno cd che poi escono sul mercato e vengono distribuiti…è una ricchezza ma c’è saturazione di mercato che crea un certo disordine e io vendendo dischi questo lo vedo…non sai più cosa ascoltare…troppe cose…mi possono piacere 5, 6 gruppi, 10 gruppi ma io ragazzino che seguo il mondo indie non mi posso permettere di comprarli tutti…poi finisco di scaricarli e il gruppi indie non ha guadagni…tipo quel discorso vado a un concerto e prendo il disco…non vale neanche più
Andrea-Non si può anche dire che il mercato indipendente italiano, come dite un po’ voi in Tono metallico standard, è un circolo un po’ chiuso, dove spesso chi fa musica è lo stesso che ne usufruisce, i gruppi sono gli stessi ascoltatori…è un cerchio chiuso…lo si nota per esempio ai piccoli festival, ai concerti…l’indipendenza italiana non esiste…
 
Max-Sull’esistenza dell’indipendenza italiana possiamo discuterne, io per primo sono contento che un gruppo come i Baustelle abbiano firmato per una major diventando più visibile, perché erano tanti anni che nessun gruppo indie faceva il salto, l’industria  musicale forse si è resa conto che l’Italia non può più essere rappresentata solo da un certo tipo di musica…però da un punto di vista musicale viviamo una certa povertà…10, 15 anni fa ci sono stati gruppi che hanno fatto un salto importante e poi per molto tempo questi gruppi non ci sono più stati…e poi c’è un problema generazionale, oggi i ragazzini sono cambiati, io ho 38 anni e quando io ero un ragazzino, cazzo mettere su un gruppo era una cosa importante, un’esperienza importante, lo stesso accadeva 10 anni fa, oggi oggettivamente per un ragazzo di 16, 17, 18 anni mettere su un gruppo non è una cosa così importante come poteva esserlo allora…
 
Enrico-È meno faticoso comprar la X-Box2 o mettersi davanti al televisore…fa molto più figo, è una catena di montaggio che si è andata a rompere,….come da noi, dove molti locali hanno chiuso e gli spazi per provare sono pochissimi…
 
Andrea-Non avete mai pensato di avere trovato così spazio, visibilità, di aver fatto questo salto, sì per il valore della vostra musica, di quello che dite ma anche per tutto quello che ci sta attorno, la pubblicità, quello che viene scritto sul giornale, un caso montato su di voi, sfruttato abilmente?
 
Max-Capisco che vista da fuori ci possa essere questa lettura, in realtà, io personalmente e anche loro, ho sempre avuto la percezione che tutta questa roba inseguisse quello che stava già avvenendo, in realtà noi veniamo assolutamente, totalmente da un’esperienza dal basso in cui ci siamo costruiti con un po’ di fortuna ma anche passione, noi avevamo gente che veniva a vedere i nostri concerti, i primi 20, 25 concerti…noi abbiamo finito i nostri primi 40 concerti ancora prima che uscisse il disco…abbiamo suonato una quarantina di volte in tutta Italia sin dall’inizio e ai nostri concerti c’era gente che si faceva 200, 300 km quando il gruppo non aveva neanche un demo…è nata una cosa dal basso, che poi di questa cosa in qualche modo tutti ne parlino, si incuriosiscano, è normale...
 
Enrico-Funziona sempre così…quando le cose emergono dal basso, c’è un fenomeno…è stato così, non voglio accomunare le due cose per importanza, figuriamoci ma è stato così per il punk, in Inghilterra il punk viene dal basso e viene acquisito esattamente in un secondo tempo dalle major…pensiamo ai Clash…noi adesso non abbiamo intenzione di firmare, almeno per il momento, per una major, e al momento nessuna major si è fatta sentire…non escludiamo che accada e che si facciano sentire…il punto è che è praticamente ovvio che quando c’è un fenomeno, ci condensi un certo interesse…
 
Max-Ma questa attenzione non è indotta…
 
Enrico-È normalissimo, non avevamo alle spalle delle recensioni sui giornali, noi non avevamo un blog, avevamo delle locandine, dei libretti, dei live mal registrati, devo dire che è normalissimo che i giornali, i media si interessino automaticamente..che poi lo gonfino, lo presentino sotto spoglie imprecise è un altro discorso..
 
Max-Però di tutte le cose di cui si parla, a proposito, a sproposito, per un motivo, perché le hai comprese oppure no, perché ti tira oppure no, perché è di moda, io credo che alla fine c’è sempre una controprova, tu vai a vedere un gruppo perché te ne hanno parlato, ti hanno detto che sono bravi, che piacciono, che sono forti, e poi vai lì e ti fanno cagare, potranno continuare a dirtelo ma se ti fan cagare ti fanno cagare…può darsi che questo fenomeno mediatico, blog, internet, stampa…la stampa in verità è stata molto più diffidente che internet, i giornali ufficia e parlo di Blow Up, Il Mucchio, li hanno inseguito il fenomeno, hanno recensito il disco con molta prudenza, parlandone bene ma prudentemente e poi hanno rincorso questa cosa che stava montando e che non hanno contribuito a montare…questa cosa secondo me si è montata da sola, si è autoalimentata, però credo anche che alla fine in qualche modo se è una bolla di sapone si scioglie alla prova dei fatti…
 
Enrico-James murphy dei lcd system, in un’intervista che ho letto tanto tempo fa diceva “Se c’è davvero tanto interesse rispetto alla mia musica, vuol dire che in giro non c’è un cazzo di buono”, 
 
Max—Un provocazione
 
Enrico-A prescindere dalla malizia, da quanto possa essere furba la dichiarazione in se, dal tono finto umile, potremmo non essere tanto lontani da dire la stessa cosa, però per quanto riguarda la musica in Italia e non per quella nel mondo, noi cominciamo ad avere un’età da nostalgici, cominciare a dire che esce meno roba, anche se ne esce troppa…è tipico della globalizzazione, prendere dei fenomeni locali e portarli in alto…qualsiasi cosa succeda andando avanti, che passino il video su Mtv, quando uscirà, se uscirà o meno, noi rimarremo noi stessi e continueremo a fare come diceva Syd prima, quello che ci piace fare…
 
Max-Anche perché con un progetto come il nostro sarebbe impossibile fare diversamente.
 
Syd-Come ci si sente ad suonare in un posto dove hanno suonato i Nirvana?
 
Enrico-Io i Nirvana li ho visti nel ‘94 al Palazzetto di Modena, a febbraio, lo chiedi a uno che ha notato subito la scritta lì dietro sul muro, Bleach Tour, non credo che sia originale, non lo so, prima sono entrato qui dentro e l’ho cercata…mi fa un certo effetto, il Bloom mi ricorda l’epoca, i primi anni ’90, quando ci passavano tutti da qui, che io mi ricordi anche se non li ricordo tutti, suonarono persino le Hole nel ‘91, per il primo disco suppongo, per me emotivamente sicuramente è una cosa molto forte, quello era un periodo per quanto riguarda ai Nirvana stessi, anche se tutto ciò non c’entra nulla con gli offlaga disco pax, molto diverso dal periodo durante il quale io li ho visti dal vivo, mi basta ricordare la registrazione del concerto di Roma su Mtv del tour di Nevermind ed era una cosa ben diversa dal concerto che ho visto io, anche se io avevo 15 anni. 16 anni, quando li vidi ed ero comunque euforico, ero cieco, solo ascoltando bootleg tempo dopo mi sono reso conto che la voce di Kurt Cobain era assolutamente irriconoscibile. Fa effetto ma da l’idea di qualcosa che è cambiato proprio, nel senso che non mi sembra più lo steso posto, sembra un brandello del Muro di Berlino oppure uno stargate come lui definisce spesso  il Busto di Lenin a Cavriago nel senso che è un posto che ti trasporta in un’epoca lontana e diversa, sarà che riguarda la mia vita quindi emotivamente rimango trascinato però non c’è più quella stessa situazione, non so se sia un bene o un male…
 
Daniele-Tutti i loro dischi li ho e li ho ascoltati. È comunque emozionante come suonare comunque in un altro posto…sono molto feticista per i dischi ma per certe cose molto meno, non mi emoziona suonare in un posto perché ci ha suonato un altro gruppo ma magari mi emoziona suonare in un posto perché comunque è bello il posto stesso dove suonare, cioè ci capiterà di suonare  venerdì prossimo al Vox  ma non sono emozionato di andare al Vox perché ci ho visto così tanti concerti di quei gruppi che amo, sono emozionato per quello che rappresenta quel posto, che è bello, perché essere su quel palco dopo essere stato così tante volte sotto al palco crea una certa emozione, poi ok ci hanno suonato Paul Weller, la scorsa settimana e già per questo potrei non avere il coraggio di salirci su quel palco…
 
Enrico-C’è una bella differenza fra passare di qua e sentire dire i Nirvana hanno suonato qua da averli visti suonare qui…io al Vox ci ho visto i Sonic Youth nel ‘95 o ‘96, il tour di Washing Machine, so che nel ‘97 nel giro di pochi mesi ci hanno suonato Bjork, Massive Attack, Radiohead, Portishead, da noi non è un posto tipo Forum di Assago ma a livello di musica manenstream su major di qualità è un posto importante e quindi ci farà un certo effetto…due o 3 settimane fa abbiamo suonato in una discoteca di m…delle nostre parti, dove pare hanno suonato i Suicide nei primi anni ’80 e addirittura Nico e fa effetto saperlo…ma comunque rimane sempre una discoteca di m…e avremmo preferito tornare indietro di 20 anni e vederceli piuttosto che suonarci 20 anni dopo...
 
Daniele-Ci suonarono i Mazzy Star del primo disco…
 
Max-Io che sono sempre piuttosto auto referenziale nelle mie cose, trovo molto emozionante suonare al Bloom non tanto per i Nirvana che è comunque un gruppo che ho amato tantissimo, di quelli che ho amato di più, tra l’altro li ho conosciuti e li ho vissuti in un periodo in cui ero già abbastanza adulto, non li ho vissuti da ragazzino, quando è uscito Nevermind avevo 24 anni…(scherzano fra loro sull’età)…mi emoziona suonare qua per un aspetto più banale e spicciolo, ci sono venuto 10 anni fa per vedere il concerto di un amico che suonava, io non ho mai suonato in vita mia, non so suonare, non so cantare, sono finito in questo gruppo perché questi due pazzi mi hanno tirato dentro in questa avventura, non finirò mai di ringraziarli per questo, mi hanno scoperto un mondo che io conoscevo soltanto da sotto, io sono sempre andato ai concerti, erano tanti anni che andavo ai concerti, sono un appassionato di musica, soprattutto di musica italiana, ho sempre seguito l’indie italiana, ed ero venuto qui a vedere questo amico che avevo conosciuto a un altro concerto, cosa classica, conosci gente ai concerti, questo mio amico milanese aveva un gruppo che si chiamava Volontari, sconosciutissimo, avevano un dischetto per una indie poi scomparsa, che faceva soprattutto bootleg nel periodo dei bootleg, e sono venuto al Bloom in Panda con la mia ragazza d’allora per vedere questo concerto, saremo stati in 20 persone, un classico, gruppo sconosciuto e mi fa impazzire l’idea che 10 anni dopo  e ci sono io sul palco, una cosa totalmente non pronosticabile…
 
Syd-Vi state ancora divertendo?
Max-Alla stragrande..alla stragrandissima!!!
 
Daniele-Anche perché se non mi divertissi non andrei a lavorare domani mattina…
 
Max-Credo che si veda…
 
Enrico-Dicono che Max fa delle facce strane sul palco come se non si divertisse…(e qui si scatenano le risate di tutti)
 
Max-Quando sono  sul palco siccome non sono nel mio stato naturale, non sono un performer naturale, e ho molta tensione lì sopra e in generale ho sempre pensato che per le cose che dico, ammiccare più di tanto sui contenuti non mi sembra il caso, anche perché sono contenuti che hanno già di per se un contenuto abbastanza ironico, con più chiavi di lettura che mi sembra fuori luogo mettermi a sottolinearle…così come sono cazzone con gli amici, non mi sento cazzone sul palco…le due cose sono molto differenti…
 
La chiacchierata si conclude fra scambi di battute, lo spegnimento del registratore e lo scambio di oggetti alieni.
 
Redazione Offlaga:
Enrico Fontanelli: basso, moog prodigy, casiotone, basi, premeditazioni grafiche, pensiero debole
Daniele Carretti: chitarre, basso, mutuo quinquennale
Max Collini: voce, testi, ideologia a bassa intensità.
 
Offlaga Disco Pax
 rifiuta la socializzazione
delle perdite e ritiene 
la vostra esistenza
approssimata per difetto 
Offlaga Disco Pax,
la memoria sta seduta a tavola 
di qualche misero caffè
e non fa sconti comitiva. 
 
Offlaga Disco Pax,
il socialismo in un solo quartiere".
 
Offlaga Disco Pax:
tutto il resto è desistenza”         
 
(Dal volantino distribuito al concerto)
 
NOTE:
 
a cura di D.S e A.C.
Novembre 2005, prima di un compito di astronomia e senza lavoro.
 
Già pubblicato su www.lankelot.com
 
Contatti:
 
 
 
 
ISBN/EAN: 
8016670209225

Commenti

L'impaginazione è venuta malino, correggila dando uno sguardo all'anteprima.

Comunque l'album degli Offlaga è davvero notevole.
Gira ininterrottamente nel lettore dal giorno del mio compleanno, da quando mi è stato regalato, insomma.

Secondo me deve essere corretto anche il titolo tutto maiuscolo, per coerenza con quelli degli altri articoli.

sì, in effetti io non sono un granché col pc, anzi, proprio valgo meno di zero. se qualcuno mi può dare una mano a reimpaginarla, mi farebbe un piacere. altrimenti ci riprovo. grazie
andrea

Beh, mi pare che adesso vada molto meglio no?

Beh, Charlie Brown è un po' cafone ma ha il cuore d'oro. Agisce in silenzio.

scusate, la vecchia zia cerca di capire che piega prende 'sto sito e si legge anche le cosine di cui conosce meno di zero (pure lei!). Gli Offlaga li ho sentiti nominare (mi salvo!) e forse ho anche ascoltato qualcosa che però non mi deve essere rimasto impresso a causa del fatto che ascolto poca radio, tele quasi sempre spenta e ho le mie antiquate preferenze (sennò che vecchia zia sarei?). Qualche appunto: l'intervista è chilometrica, veramente troppo per chi non è un fan patito del gruppo. Poi. Come mai dagli interventi iniziali particolarmente faticosi da leggere (tutti quei puntini di sospensione che fanno pensare alle famose "poche idee ma ben confuse"!) si passa verso la fine a un discorso più fluido, anche linguisticamente meno approssimativo? Come parlano in realtà questi ragazzi? E' lecito, se serve, rimaneggiare i contenuti di una registrazione? E da ultimo, come mai se questa era un'intervista ci sono così poche domande, pochissimi interventi degli intervistatori? Badate, non mi aspetto un "botta e risposta" telegrafico, ma serve anche ad alleggerire discorsi un po' da addetti ai lavori... Dite che è meglio che continui a leggere recensioni di libri??? :))

Charlie Brown agisce in silenzio ma agisce bene.

...grazie dell'aiuto...mah alla fine l'intervista era durata quasi 7 ore...e ha subito vari andamenti, alcuni sussurrati che non si si capiva nulla, altri goderecci, altri così veloci (tipo alla fine, che si stava avvicinando il concerto, per il botta e risposta continuo...mah, cambiare, elaborare, era la volontà di andare controcorrente a tutte quelle interviste riarrangiate, rielaborate,aggiustate......era anche la prima intervista dei sottoscritti....

Veramente bello ritrovare qui l'intervista. Grazie Andrea.
E grazie a Charlie Brown per il pronto intervento.
Magnifico.

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