Finisterre

In Ogni Luogo

Finisterre
Piccole coincidenze talvolta nascondono grandi scoperte. Scartabellando tra gli scaffali di un negozio specializzato in musica progressive rock, alla ricerca dell’ennesimo gruppo scandinavo maestro del genere, lo sguardo mi cadde un giorno su questo nome, “Finisterre”. Finisterre rimandò la mia memoria a una splendida raccolta di poesie di Montale, che tanto avevo interiorizzato, tanto mi era rimasta sulla pelle che decisi di acquistare quel cd, alla cieca.

Oggi so, e sanno gli appassionati del progressive rock italiano, che i Finisterre sono uno dei gruppi più importanti nella scena nazionale, sia con il gruppo medesimo che attraverso le uscite di gruppi e progetti paralleli, curati in particolare dal bassista Fabio Zuffanti, tra i quali emerge “Höstsonaten”.

L’album in questione, “In ogni luogo”, uscito nel 1999, è a mio avviso di grandissima qualità. Giunto in un momento di svolta nella carriera del gruppo, rappresenta un passaggio dagli schemi più tradizionali di composizione progressive rock a un rock più moderno, meno “logorroico” e più diretto, ma sempre molto articolato e accurato nelle scelte strumentali. Spicca però una rinnovata attenzione ai testi, una presenza più incisiva della chitarra di Stefano Marelli e l’inserimento di una voce femminile, quella di Francesca Lago, in alcune canzoni tra cui la title-track.

Gran parte delle canzoni rimangono completamente strumentali, ma con alcune soluzioni davvero interessanti. Tra queste, la bellissima “Snàporaz”, che presenta nel ritornello una citazione ripresa integralmente da “La dolce vita” di Fellini, nella quale la voce di Marcello Mastroianni dona alla canzone un magnetismo irresistibile.
Molto belle anche la song d’apertura, “Tempi moderni”, con un’accattivante solo di chitarra che si evolve lungo tutta la durata della canzone, e quella di chiusura, “Wittgenstein mon amour”, placida e rilassante, con soluzioni piuttosto sperimentali quanto a strumenti usati.

Un disco, in conclusione, che merita un ascolto anche da parte di coloro che non hanno un buon feeling con il progressive rock, perché questo è un disco che va ben oltre qualsiasi tipo di etichetta e classificazione.

DISCOGRAFIA ESSENZIALE e BREVI NOTE

Finisterre, 1994.
In limine, 1996.
In ogni luogo, 1999.
La meccanica naturale, 2004.

Line-up:

Stefano Marelli: chitarra
Andrea Orlando: batteria
Boris Valle: tastiere
Fabio Zuffanti: basso.

Special guests: Francesca Lago (voce), Edmondo Romano (fiati) Sergio Caputo (archi).

Finisterre sul web: Sito ufficiale.
Articoli e approfondimento: Ondarock / Zuffanti Projects.

ISBN/EAN: 
00

Commenti

Ciao Byrno!
Ho uniformato e sistemato l?articolo, nel rispetto delle istruzioni
http://www.lankelot.eu/?page_id=32

e del format
http://www.lankelot.eu/?page_id=1837

Ho inserito i tags e corretto il titolo; ho inserito l?archivio Lankelot. Ave!

Disco che mi attira molto, lo cercherò. Grazie per la chiara introduzione.

"alla ricerca dell?ennesimo gruppo scandinavo maestro del genere, lo sguardo mi cadde un giorno su questo nome, ?Finisterre?. "

> seu "Thule"?
http://it.wikipedia.org/wiki/Thule_(mito)

"passaggio dagli schemi più tradizionali di composizione progressive rock a un rock più moderno, meno ?logorroico? e più diretto, ma sempre molto articolato e accurato nelle scelte strumentali. "

> quindi postrock, alla Slint?

"Tra queste, la bellissima ?Snàporaz?, che presenta nel ritornello una citazione ripresa integralmente da ?La dolce vita? di Fellini, nella quale la voce di Marcello Mastroianni dona alla canzone un magnetismo irresistibile."

> concordo e sottoscrivo.
Pezzo molto molto indovinato.

copertina!

copertina!

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