“Flower power” non è il miglior disco dei THE FLOWER KINGS, questo è bene dirlo subito.
Tuttavia, ne rappresenta per così dire la summa “ideologica”, una sorta di raccolta delle idee, delle esperienze, dei sogni del gruppo e in particolare del leader, il chitarrista (e cantante) Roine Stolt.
Una filosofia, quella del gruppo di Uppsala (Svezia) tutta all’insegna del sessantottino “peace ‘n love”, con una nostalgia dei tempi degli hippies che affiora spessissimo nel disco.
Filosofia di vita ed estetica insieme, la “forza dei fiori” decantata in questo progetto altro non è che un richiamo, talvolta anche piuttosto banale nei testi, ai valori del bene, dell’amore, della fratellanza. L’aspetto positivo però è che a differenza di troppo soventi inneggiamenti al pacifismo portati al contrario con violenza per le strade, nelle manifestazioni, ecc., nella vita come nelle canzoni del leader Roine Stolt questi valori emergono con dolcezza, con purezza, con serenità.
L’album, uscito nel 1999, era originariamente nato come un concept-album: una sorta di viaggio all’interno della mente umana che si concentra soprattutto nel primo cd (anche questo, come quasi tutti gli album dei flower kings, è un doppio), imperniato sulla suite “garden of dreams” (ben 59 minuti di ottima musica).
Va detto che il genere di musica suonato dai The Flower Kings non è un genere molto “easy”, potrebbe essere definibile come un progressive rock con influenze anni ’70 ma anche molto sperimentale, in particolare per quanto riguarda l’uso delle tastiere elettroniche. Come nei lavori precedenti è ben in mostra l’influenza dei Genesis, ma ciò che colpisce è come sempre la grande capacità di Roine nello sfornare melodia, ora attraverso assoli di chitarra ora con melodie vocali dolci e calde; il tutto sempre ritmato da una sezione ritmica precisa e accurata, formata da Michael Stolt e dal bravissimo batterista cileno Jaime Salazar.
Proprio il basso rimane a mio parere, come anche negli altri albums, il punto debole del gruppo, in quanto troppo statico e con poca personalità.
Questo disco, dopo l’inarrivabile “stardust we are”, è comunque il miglior album del gruppo, grazie a canzoni bellissime quali “Deaf numb & blind”, dal ritmo incalzante, o “Painter”, dolce e soave ballata.
Numerosi anche i pezzi strumentali, scritti per lo più dal tastierista Thomas Bodin, vero funambolo delle tastiere e degli effetti, musicista eclettico ed eccentrico, come dimostra anche il bel lavoro da solista intitolato “ballerina from beyond”, dagli accenti vagamente psichedelici. I testi come detto possono suonare talvolta un po’ ripetitivi e banali, ma l’ingenuità che ne traspare diviene purezza, quella stessa purezza che si riscontra nei grandi personaggi della letteratura nordica, figlia dei paesaggi e degli idilli che fanno parte della tradizione di quelle terre.
Questo è un disco non facile, come tutti i dischi di progressive rock, ma che dopo svariati ascolti, quando cioè le complesse melodie cominceranno a rimanere impresse nella memoria, lascerà in chi lo ascolta piacevolissime sensazioni, dall’energia del rock alla serenità di ballate accattivanti, il tutto senza mai scadere nella banalità o nella ripetitività.
Attualmente il leader, Roine Stolt, è coinvolto anche in altri progetti, il più importante dei quali è “Transatlantic”, insieme a ottimi musicisti quali Pete Trewavas dei Marillion, Mike Portnoy dei Dream Theater, Neal Morse degli Spock’s beard, un progetto musicalmente molto interessante ma non all’altezza dei dischi “stardust we are” e “Flower Power” per quanto riguarda le emozioni che trasmette.
BREVI NOTE
THE FLOWER KINGS - “FlowerPower”, 1999
Prodotto da: Don Azzaro per Foxtrot records.
Commenti
Ciao Byrno!
Ho uniformato e sistemato l?articolo, nel rispetto delle istruzioni
http://www.lankelot.eu/?page_id=32
e del format
http://www.lankelot.eu/?page_id=1837
Ho inserito i tags e corretto il titolo;
"Questo è un disco non facile, come tutti i dischi di progressive rock, ma che dopo svariati ascolti, quando cioè le complesse melodie cominceranno a rimanere impresse nella memoria, lascerà in chi lo ascolta piacevolissime sensazioni, dall?energia del rock alla serenità di ballate accattivanti, il tutto senza mai scadere nella banalità o nella ripetitività."
> annotati ex novo.
Fatti sentire Byrno! Aspettiamo tue novità.
Vale
gf