Hewitt Angela

Pianoforte

Hewitt Angela

Quando sabato sera la sagoma incantevole di Angela Hewitt, fasciata in un originale abito disegnato appositamente per lei dal designer canadese Richard Robinson, si è presentata sul palco del Teatro Sperimentale di Ancona, ospite dell’associazione “Amici della Musica”, non vi nascondo di aver provato una sensazione di intensa emozione.

Ovviamente non soltanto la sua disarmante bellezza, che occhieggia sovente dalle riviste e dai siti internet che la ospitano, ma la soprattutto l’avvolgente sensualità della sua musica da molto tempo avevano provocato in me l’indomabile richiamo di una forte seduzione. Non avrei mai immaginato un giorno di poter assistere ad un suo concerto proprio nella città in cui risiedo.

L’artista canadese, che The Guardian ha giudicato la principale interprete di Bach, ha rivelato nel corso di una recente intervista rilasciata in Italia, ove si trova attualmente in tournée, di aver raccolto la passione per il genio di Eisenach dal padre, che era organista presso la cattedrale di Ottawa, iniziando a studiare pianoforte fin dalla tenera età di tre anni.

Nel 2005, anno in cui ha fondato il Trasimeno Music Festival, ha definitivamente portato a termine il suo ormai decennale progetto di registrare tutte le principali opere per tastiera di Bach e nel 2006 è stata insignita del Premio Artista dell’anno dal Gramophone Awards, ultimo di un’infinita serie di ambìti riconoscimenti.

Benché il suo ricco repertorio includa artisti appartenenti a diverse tradizioni e periodi musicali, spaziando tra Couperin, Beethoven, Chopin, Ravel ed altri ancora, la Hewitt considera la musica di Bach il miglior viatico, in quanto a perfezione formale, per comprendere Mozart e Beethoven. Così come Svjatoslav Richter anche la Hewitt fa tesoro dell’esperienza e delle conoscenze della moderna prassi interpretativa del barocco leggendone riproducendone tutte le sfumature emotive senza appiattirle nel tentativo di riprodurre timbro e dinamica del clavicembalo.

Ad Ancona ha presentato un programma interamente dedicato all’esecuzione dell’imponente I Libro de “Il Clavicembalo ben temprato” . Ha riletto la successione di Preludi e Fughe di J. S. Bach in gruppi di quattro, con notevole accuratezza, riproducendone con naturale disinvoltura le cadenze espressive della progressione cromatica, facendoci dimenticare che il timbro e la dinamica del pianoforte moderno erano estranei all’orizzonte sonoro di Bach. La sua musica è uscita con studiata lentezza dalla tastiera del suo inseparabile Fazioli  procedendo, con tocco pieno e delicato ad un tempo, in un’atmosfera di sospesa pensosità, capace di trasportarci in un viaggio nel tempo.

Rapiti dalla leggiadria della sua sonorità ci sembra infatti di trovarci nel clima ovattato delle stanze della musica settecentesche, anche noi "imbellettati" in quei costumi d'epoca.

Nessuno meglio di lei riesce a riprodurre quel senso di profonda spiritualità che costituisce il nucleo essenziale della musica del grande sassone, evocando attraverso la raffinata purezza del suono suggestioni di sublime e tenera serenità. Capace di imprimere alla reiterata ed ostinata esecuzione di un linguaggio musicale in movimento una caratterizzazione duttile ma priva di enfasi, l’artista nordamericana si è rivelata ancora una volta un punto di riferimento imprescindibile per la comprensione della dimensione espressiva del grande J. S. Bach, restituendo “Il Clavicembalo ben temprato”, in una  sapiente sintesi di poesia e sensualità, al piacere anche fisico del suono.

Gian Paolo Grattarola

12.XI.2007

ANGELA HEWITT  

Pianoforte 

Teatro Sperimentale di Ancona  

10.XI.2007

ISBN/EAN: 
000

Commenti

Amices!
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Gian Paolo: in apertura scrivi "sabato sera" - ocio che nel web siamo al di là del tempo. Specifica sempre le date, sempre.

Omaggi

"fasciata in un originale abito disegnato appositamente per lei dal designer canadese Richard Robinson"

> Non conosco questo stilista. Puoi integrare qualcosa?
Il Canada è in un periodo di vera effervescenza culturale...

"Ovviamente non soltanto la sua disarmante bellezza, che occhieggia sovente dalle riviste e dai siti internet che la ospitano"

> www.bach-cantatas.com/Pic-Bio-BIG/Hewitt-Angela-59%5BM-Yamanou%5D.jpg

non è il mio tipo:).

"L?artista canadese, che The Guardian ha giudicato la principale interprete di Bach, ha rivelato nel corso di una recente intervista rilasciata in Italia, ove si trova attualmente in tournée, di aver raccolto la passione per il genio di Eisenach dal padre, che era organista presso la cattedrale di Ottawa, iniziando a studiare pianoforte fin dalla tenera età di tre anni."

> Personalmente, come spesso accade, ti leggo pensando: grazie, mi insegni qualcosa di nuovo. Quanto vorrei potermi confrontare su opere e artisti condivisi, con te. Prima o poi capiterà;)

"La sua musica è uscita con studiata lentezza dalla tastiera del suo inseparabile Fazioli procedendo, con tocco pieno e delicato ad un tempo, in un?atmosfera di sospesa pensosità, capace di trasportarci in un viaggio nel tempo."

> Fazioli.
Questo nome necessariamente evocherà qualcosa. Raccontaci e insegnaci cosa. Danke.

"piacere anche fisico del suono."

> Fondamentalmente, fisico. Quindi, spirituale.;)

1. Touché. Giusto. Ne farò tesoro per le prossime recensioni.
2. Si tratta dello stilista al momento più noto in Canada. Dirige l'Accademia di Fashion Designer ad Ottawa ed ha disegnato gli abiti di alcune delle personalità più in vista del mondo dello spettacolo, della cultura, dello sport e dello spettacolo nel suo paese.
3. Effettivamente quella foto non rende il giusto merito alla sua bellezza. Si tratta di una donna molto affascinante, che privilegia eteree trasparenze, romantica, sensuale, raffinata, di classe, che parla sottovoce, predilige lo spirito e un po? di sana cultura. Tutte doti fuori mercato e quindi ricercatissime.
5. La Fazioli è una nota ditta veneta produce di pianoforti a coda e da concerto fondata per iniziativa di Paolo Fazioli, pianista egli stesso.

Un caro saluto
Gian Paolo Grattarola

Ho studiato Bach per molti anni, l'ho suonato alla nausea dovendolo studiare, ma alla fine l'ho odiato abbastanza, come molti studenti mediocri, suppongo.
Se devo scegliere, preferisco il Bach "sinfonico" per così dire.
Non credo mi sia mai capitato di sentire la Hewitt, mentre ho in mente le esecuzioni di Bahrami.
Certo è che se si conosce quello che si ascolta è molto, molto diverso il giudizio globale.
Mi sono regalata l'incubo della mia adolescenza, le suites inglesi (per clavicembalo) e devo dire che lì per lì non sapevo se ridere o piangere. Perché notavo i passaggi su cui ho speso settimane e settimane, e nello stesso tempo l'insieme che neanche in dieci anni avrei potuto produrre.

Caro Grattarola, ha fatto bene ad andare a sentire una bella e brava signora. Io purtroppo avrei totalmente ignorato la prima e mi sarei disperata sentendo la seconda :)

Gentile Ildelaura,

Le confesso che anche io durante il periodo adolescenziale mi cimentai con le partiture di Bach e convengo con lei che non sia un compito agevole.
Tuttavia mi consenta di osservare che il fatto di non averlo saputo suonare non possa costituire un motivo sufficiente per non saperne cogliere la lettura preziosa ed autorevole da parte della sua più blasonata interprete. Oltretutto converrà con me che dovremmo essere grati alla Hewitt e a Dantone per aver reso più vivace e gioiosa la musica barocca rileggendola attraverso l'impiego del pianoforte. Pensi a quanto era più statica e monumentale quella riprodotta dal suono del clavicembalo, quando negli '70 e '80 si impose la scuola filologica di Harnoncourt e Leonhard...
Ma ovviamente de gustibus non disputandum est.

Un caro saluto
Gian Paolo Grattarola

Ma naturalmente, Le do ragione piena su tutto.
Il clavicembalo ha un suono impossibile, la musica sembra tutta uguale (scusi l'eresia, Le ho detto: ero una studentessa mediocre e forzata, un brutto connubio). Dicendo che se si conosce ciò che si ascolta il giudizio cambia intendevo proprio insistere sulla mia personale mediocrità: mi rendo conto di quanto meglio sia stato aver fatto tutt'altro mestiere, ecco...

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