Gretchen Simona

Gretchen pensa troppo forte

Gretchen Simona

Quanta sincera irruenza, quanta voglia di far esplodere in musica una vita, è presente in "Gretchen pensa troppo forte" esordio sulla lunga durata della ventiduenne faentina Simona Gretchen.

Un'esigenza vitale che corre lungo gli undici brani di un disco composto in gran parte sul dualismo chitarra/voce con innesti di violini e pianoforte, dalle molteplici influenze, su tutti la prima Cristina Donà, Ginevra di Marco, Massimo Volume, Diaframma e Le luci della Centrale Elettrica, nome oggiorno sulla bocca di tutti.

Un'anima nera di chitarra e voce che si aggira fra streghe e comodini, fra incubi e malessere nero, fra immagini poetiche e realtà nuda e cruda ed è forse in questo sincero "esagerare", nel desiderio di fare tabula rasa di tutto e tutti, di esserci sempre e comunque, pur se sottoforma di fantasma, di non concedersi mai una pausa di riflessione, di sparare in maniera fin troppo ridondante tutte le parole a propria disposizione che sta il limite di questo disco.

"Gretchen pensa troppo forte" si apre con la litania di "Alpha ouverture": "A volte è più forte il pensiero di avere pensato qualcosa di vero", "non bevo non fumo non dormo nè mangio quasi e ancora non riesco a disintossicarmi", prosegue col disagio chitarristico marleniano de "Le mi fate": "questa voce che mi uccide io la imploro di tacere", "dormono e poi chiedono perdono forse chiedono perdono le mie fate", la dolcezza incalzante di "Cera" somigliante al canto intonato da una strega furiosa "Mi si avvicina questa specie di strega o il fantasma di lei qualche secolo fa bruciata davanti a schiere di buffoni", l'incubo claustrofobico con la voce docilmente filtrata di "Fockus" "Hai mai pensato ci siano già abbastanza persone convinte che l'accettazione abbia a che fare con la fede peggio con la rassegnazione che guardano alle spalle mai una volta avanti a loro che se la morale manca rischiano di sentirsi sole soggette a presunzione prescrizione presupposto e finte malattia che diano un loro diverso colore in cerca di un'attività ulteriore", la canzone da strada di "Due apprendisti", la luce elettrica e ginevrina di "Bianca in fondo al mare": "se c'è una cosa che non tollero è chi gioca a far l'ingenuo." e "ricordami di santificare le feste, il padre e la madre, la terra su cui poggio i piedi, la crisi economica, il fuoco e l'acqua, unicorni e cartomanti, umiltà, omertà, castità e salute e disfarsemene in tempo"; l'ironica "O nostre pelli" intonata su pianoforte e giochi di voce "E' il sorriso di chi mi paga e compra"; la ninna nanna a Margherita di "Vuota": "sente il peso del suo corpo, teme il buio e stanca dorme, nasconde" e "nasconde i semi del rimorso e poi si sveglia vuota, colpiscimi e per te rendimi speciale"; l'incompiuta "Simpatia per B. C." ; la teatralità un Piero Ciampi del 2000 di "Ieri" "Te l'hanno mai detto che il vero attore non recita mai" e la finale "Non trovo più le chiavi" con un piglio che ricorda molto da vicino i quadri lividi dei primi Massimo Volume "e come in stephen king da ogni buco buio del mondo c'è sempre un fotttuto mostro pronto a staccarti un braccio con un morso solo e il sangue è ovunque hai paura di vederlo fosse pure nel lavandino del bagno."

E' un disco acerbo, pieno di difetti e obiettivi fuorifuoco che dovranno essere necessariamente calibrati meglio se Simona Gretchen auspica a diventare, come è nelle sue possibilità, una voce autonoma nel panorama musicale odierno, conquistandosi uno spazio che sia solo di Simona Gretchen, ma "Gretchen pensa troppo forte" resta comunque un disco sincero, genuino, che non passa inosservato proprio per l'ansia vitale che trasmette, per una fisicità lacerata che pretende spazio, a costo di prenderti a pugni, nel cuore e nella testa di ogni ascoltatore.

 

Brevi note:

Simona Gretchen è una cantautrice indie-folk di 22 anni, nata a Faenza (Ravenna).

Entra a far parte di diverse formazioni come chitarrista, fino a che, nel 2005, si improvvisa bassista nei Karmica* (Fabrizio Barnabé – chitarra e voce; Simona Darchini – basso e voce; Saverio Galanti – batteria), i quali vivono un’intensa attività live e registrano l’album "Cabina-Suicidio" (2008, autoprodotto). Simona esce dalla band nell’estate 2008 per divergenze artistiche. compone alcuni brani acustici e decide in breve di dar vita ad un progetto solista: Simona Gretchen.

"Gretchen pensa troppo forte", Disco Dada, 2009.

Approfondimenti in rete:

http://www.myspace.com/simonagretchen

http://www.simonagretchen.it/  

Commenti

Andrea racconta:

"Quanta sincera irruenza, quanta voglia di far esplodere in musica una vita, è presente in "Gretchen pensa troppo forte" esordio sulla lunga durata della ventiduenne faentina Simona Gretchen."

Simona Gretchen, una giovane voce incazzata.

(inverto nome e cognome nel titolo!)

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