Giardini di Mirò, Circle South

Pordenone, 28 Novembre 2003

Giardini di Mirò, Circle South

La musica dal vivo è lo spazio per eccellenza di espressione di un gruppo musicale, è quella che possiamo avvicinare prima e dopo un concerto, senza torme di guardie del corpo o troppe transenne tra palco e pubblico; quella musica che viene suonata da ragazzi che si incontrano nei locali e ai concerti di altri gruppi.
Questo lega ascoltatori di dischi, musicisti e musicanti, da ogni paese che sia; prendi alcuni amici e degli strumenti, ascolta tanta musica e amala, resta modesto ma non troppo da stare in disparte. La musica leggera ha sempre una smorfia presuntuosa addosso, ma si fa perdonare dalla passione.

Forse così è iniziata anni fa l’avventura di un gruppo che come musicalità e capacità non ha nulla da invidiare ai grandi nomi del post-rock o brit-sound, o come si voglia chiamarlo. Siamo in ascolto di un’Italia che cerca di uscire dai suoi limiti imparando dalla nuova musica rock, coltivando i propri suoni e le proprie esibizioni con una professionalità invidiabile.

I Giardini di Mirò sembrano venire dal Nord Europa, eppure si sono formati a Reggio Emilia, e si sono potuti ascoltare anche a Pordenone nella sala grande dello Spazio Cultura Excerit. Ad introdurli si sono esibiti i Circle South, un valido gruppo locale, capace di una musica magnetica in bilico tra le fascinazioni dei Cure e dei Joy Division, riassunte nella moderna mescolanza di elettronica e di chitarre.

È poi iniziato il mondo dei Giardini sulle note di un’introduzione strumentale portata dalla band mentre il cantante restava ai lati del palco; di fronte ad un pubblico nutrito, la forza e la precisione del pezzo ha subito illuminato la loro grande capacità strumentale, rafforzata da un’immagine on stage curata e intensa. La strumentazione presenta era davvero ampia, due chitarre, basso e batteria, tastiere e pezzi campionati, violino e tromba, voce. Complessivamente i Giardini di Mirò hanno dato la sensazione di grande esperienza e rilassatezza durante i concerti; anche il cantante, non appena salito on stage, ha saputo ricamare la propria figura con una presenza estatica e rapita dall’ambientazione melanconica della loro esibizione.

Il rapporto con il pubblico è stato degno di nota; se solitamente molti gruppi vedono l’esibizione live come un quadro non comunicativo, una sorta di video a cui gli spettatori assistono, i Giardini di Mirò hanno invece preferito avvicinarsi al pubblico, scherzandoci e ringraziando del sincero sostegno; anche uno dei momenti meno felici della serata – il collasso di una ragazza in primissima fila – ha dimostrato il rapporto dei Giardini con il pubblico, quando senza fermare la musica sono intervenuti dando le proprie bottiglie d’acqua e spingendo i presenti più vicini ad aiutare la ragazza.

Così l’esposizione live del loro ultimo album “Punk Not Diet” ha mantenuto le alte aspettative di un ottimo disco, caratterizzato da un’atmosfera melanconica ma avvincente, degna dei grandi nomi del genere – Mogwai ed il post-rock, i Radiohead e il brit sound di gruppi come gli Elbow.

Lo stesso giudizio è in fine valso anche per questo concerto, dove chi è potuto intervenire ha avuto la fortuna di sentire una musica matura e moderna, certo espressione di un genere tendenzialmente malinconico, ma comunque articolato ed espressivo. Perciò, davvero, l’estero non è così tanto lontano, e la buona musica ha ancora la possibilità di circolare senza costi altissimi e sostenibili a fatica.

Bei concerti sono spesso disponibili a soli cinque euro, che pur di poco valore economico, danno l’accesso al valore ben più grande di una scena musicale italiana allineata a generi internazionali ampiamente diffusi. Quindi grazie all’impegno di tutti i gruppi che credono nella musica libera e viva, e soprattutto a chi lotta per offrire spazio a offerte musicali impegnative di spessore.

I Giardini di Mirò: Jukka Riverberi, Lorenzo Lanzi, Mirko Venturelli, Luca di Mira, Corrado Nuccini.

Andrea Vergani

ISBN/EAN: 
5099767374023

Commenti

Prima pubblicazione: Lankelot.com

"Complessivamente i Giardini di Mirò hanno dato la sensazione di grande esperienza e rilassatezza durante i concerti; anche il cantante, non appena salito on stage, ha saputo ricamare la propria figura con una presenza estatica e rapita dall?ambientazione melanconica della loro esibizione."

> Mogwai - che nomini poco oltre - in primis. Li ho visti a Ostia Antica, con Closer, a ottobre 2006: una band appassionante e molto tecnica, totalmente postrock - suonarono in anteprima parecchi impressionanti pezzi del disco in uscita, "Dividing Opinions".

(i Circle South che fine hanno fatto?)

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