Gainsbourg Charlotte

5:55

Gainsbourg Charlotte

Iniziamo la scoperta della moderna scena musicale francese in maniera simbolica, con il disco di una figlia d’arte, Charlotte Gainsbourg. Quello della Gainsbourg è uno di quei rari casi in cui un artista riesce a divincolarsi egregiamente dal peso del proprio nome, con una carriera di assoluto valore. Caratterizzata da una bellezza non classica come quelle che invadono gli schermi hollywoodiani, la Gainsbourg ha un fascino tutto particolare che l’ha imposta all’attenzione del grande pubblico in film come 21 Grammi di Inarritu, I’m not there di Todd Haynes e soprattutto L’arte del sogno di Michel Gondry. Nel 2006, a più di dieci anni dalla sua ultima prova da chanteuse - la colonna sonora del film diretto dal padre Charlotte forever - ha pubblicato un disco, 5:55, che vede la collaborazione di nomi illustri del panorama musicale internazionale: Air, Neil Hannon dei Divine Comedy e Jarvis Cocker dei Pulp. Il tutto sotto la sapiente guida di Nigel Godrich, storico produttore dei Radiohead. La direzione del disco è quindi chiara sin dall’inizio: del sano pop nella sua forma più nobile, arrangiato egregiamente con strumenti elettronici ed acustici ed interpretato in maniera delicata - a volte fin troppo leziosa, ma il fascino è anche in questo - dalla Gainsbourg con una voce sempre sul filo del sospiro. L’apertura del disco è affidata alla title track, una canzone che sembra uscita direttamente da Talkie Walkie caratterizzata com’è da un leggero beat e da un pianoforte che rievoca i fasti di Cherry Blossom GirlThe Operation è la canzone con l’incedere meno lezioso, con una batteria di chiara  matrice new wave, mentre The Song that We Sing, è l’episodio più squisitamente pop, con una maestosa orchestrazione e un suonare di campanellini che accompagnano la chitarra acustica per tutta la durata della canzone. A dispetto dei luoghi comuni che vedono i francesi dei bigotti nazionalisti snob che hanno in odio l’inglese, ad essere cantata in francese è soltanto una canzone, Tel Que Tu Es, che non a caso è l’episodio che più da vicino ricorda quei territori solcati dalla madre Jane Birkin nella sua carriera discografica. Resta comunque un comune denominatore per queste undici canzoni: una sobria eleganza lontana dalle derive kitches di tanto pop patinato “made in england”. Un’elegenza che è sempre ad un passo dal divenire fredda esecuzione, ma capace di riscattarsi, grazie ai suontosi arrangiamenti di Godrich e alla penna della coppia Godin/Dunckel (Air) da questo pericolo. E basterebebro i tre minuti della conclusiva Morning Song a fare da testimonianza a quanto detto. Una canzone quella conclusiva, con un titolo che rispecchia pienamente il mood dell’album: lezioso e caldo come un pomeriggio autunnale parigino.

 

Un disco, in definitiva, 5:55 per quelli che nella musica non cercano sempre e soltanto il capolavoro, ma sono più inclini verso quella malinconica piacevolezza che caratterizza artisti come Belle & Sebastian o gli stessi coautori del disco della Gainsbourg, gli Air. Un disco pop, semplicemente.

 
Tracklist

1. 5:55
2. Af60715
3. The Operation
4. Tel Que Tu Es
5. The Songs That We Sing
6. Beauty Mark
7. Little Monsters
8. Jamais
9. Night - Time Intermission
10. Everything I Cannot See
11. Morning Song

Discografia essenziale

5:55, Wea, 2006

Approfondimento in rete: Sito ufficiale / Myspace

Giovanni di Benedetto, maggio 2009. Prima pubblicazione: My desk

ISBN/EAN: 
0825646365227

Commenti

neo GDB!

(inverto il titolo: Gainsbourg Charlotte. Ocio che cambierà l'indirizzo)

ops, pardon! non ci avevo pensato. :)

Io la adoro, come attrice (credo di aver visto tutti i film in cui recita, anche quelli poco noti in cui è diretta dal padre). E mi piace anche molto come donna (ne sono da sempre innamorato: lo so, è un po' adolescenziale per un ultratrentenne, ma tant'è...). Musicalmente non è male, e il tuo pezzo è ottimo nel segnalarne i pregi. Convincente anche la presentazione dell'artista. In definitiva, un bel pezzo e una bella segnalazione, Giovanni.

grazie Leon! :)
Sono da poco rientrato da un bel viaggio a Parigi, ed una delle cose che ho fatto, è stato ascoltare tanta musica "locale". Ho scoperto un mondo davvero affascinante, pieno di artisti davvero validi. Col permesso di Gianfranco, mi piacerebbe pubblicare una serie di recensioni di artisti francesi contemporanei. Credo che ne varrebbe la pena. La Gainsbourg, come ho scritto nel pezzo, col nome che porta è la giusta iniziatrice. Un ponte di collegamento tra classico (di cui sappiamo già tanto, credo) e moderno (di cui si sa ben poco, a parte probabilmente gli Air).

(vai vai:) )

Gran bel pezzo. Questo disco l'ho ascoltato parecchio quando è uscito, anche se come cantautrice preferisco qualcosa di più dark ed eclettico tipo Soap&Skin o Emilie Autumn o Beach House.

In Francia c'è una scena pazzesca! Position Parallele, Noir Desire, Matmatah, Derniere Volonte, Sylvian Chaueau e un sacco di altri artisti di talento...

7. tra quelli che citi, conosco solo i Noir Desir, per cui segno mi segno i nomi per questa serie di recensioni che vorrei fare sul panorama francese. Grazie! ;)

gran bella segnalazione e una voce molto interessante! cercherò!

7, 8, 9. Intravedo interessanti collaborazioni, all'orizzonte. Bene:)

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