Come una imponente falciatrice, il cyber si fa avanti nei primi anni '90. Con tutta l'ingordigia del nuovo fenomeno culturale, la rivoluzione formato mignon muove l'assalto praticamente su tutti i fronti accessibili: letteratura - con la ribalta di autori come William Gibson e graphic novels di culto come Steampunk; arti visive - con figure del calibro del Professor Bad Trip o H.R. Giger, fondatore dello stile bio-meccanico e designer di silhouette storiche, tra cui il mostro di Alien. Naturalmente il genere investe anche il volubile universo musicale: figlio dell'industrial più spinto, l'industrial dei Ministry e degli Skinny Puppy, il cyber è una fusione a caldo tra ritmi techno e abberrazioni del metal estremo. I Fear Factory sono gli orgogliosi alfieri di questa nuova concezione della tecnologia, nuova nell'intendere i rapporti tra progresso ed uomo, nuova nel ridefinire i limiti di quest'ultimo. Barriere verranno abbattute...
Demanufacture è il secondo album dei Fear Factory, capolavoro di compattezza e furia omicida. Soul of a new machine, primo album del gruppo, lasciava già presagire bene ma l'evoluzione dei singoli musicisti e del gruppo - in quanto fusione superiore all'addizione delle parti - è incredibile. Le 11 tracce urlano verso il futuro, i ritmi serrati a farla da padrone. Il batterista Raymond Herrera detta legge con furiose evoluzioni, cavalcate impietose di 4/4 sparati velocissimi, sedicesimi di grancassa a doppio pedale che non sgarrano mai. La chitarra a sette corde di Dino Cazares è uno strumento che da una decina d'anni fa parlare molto, grazie anche alla pubblicità fatta da gruppi della scena metal americana come Korn, Flaw e cloni vari. Cazares sfoggia una tecnica sopraffina, di chiara matrice death-metal, inventando riff precisi come colpi di bisturi. La performance del cantante Burton C. Bell è sorprendente: ottimo nelle parti di growl più estremo - il tipico cantato gutturale del grindcore e del death-metal, notevole nei ritornelli melodici, spesso accompagnato da tastiere ed elementi prettamente ambient. Demanufacture è un album che metterà a dura prova i timpani di chi oserà l'ascolto prolungato, ma premierà chi non avrà avuto paura di provare un'esperienza sonora senza precedenti.
La title-track Demanufacture apre le danze in grande stile. Un pesantissimo riff monocorda doppiato dai velocissimi tocchi di Herrera. E' la bocca dell'inferno: la macchina ci ingoia, tra le spire di tastiere techno e la voce baritonale di Bell.
Self bias resistor è il cavallo di battaglia del gruppo, un piccolo gioiello di perfezione cybernetica. L'incipit è brutale: chitarra e batteria all'unisono in un ritmo sincopato fanno da trampolino all'ossessivo e rauco delirio del cantante, fino ad arrivare ad uno dei più epici ritornelli della musica metal. Impossibile stancarsene, da ascoltare a rotazione continua.
Zero signal flirta esplicitamente con le atmosfere gotico-ambient degli anni '80: le tastiere sognanti di Rhys Fulber subiscono la dura lezione dei FF. Notevole la poderosa carica iniziale.
Replica mostra il cuore della Macchina. Ingranaggi perfettamente oliati battono forte, ruote dentate innescano penetrazioni violente e contrazioni improvvise. L'urlo rauco di Bell è l'anima intrappolata nel corpo, l'orso che si dibbatte rabbioso nella tagliola affilata, l'uomo stesso che si spoglia della sua umanità per diventare una cosa sola con la sua prigione di metallo. Disperato inno alla fusione tra carne e tecnologia.
New breed ci porta tra i circuiti neuro-elettronici della Macchina: un rigido schema percussivo techno imbriglia saldamente la canzone, che si avvicina più al grind che non al death-metal. Velocità e precisione di esecuzione. Micidiale. Toglie il fiato per qualche minuto.
Dog day sunrise è una cover degli Head of David. Il pezzo schiaccia esplicitamente l'occhio all'elettronica e all'ambient, ai Kraftwerck e ai Depeche Mode. Gli accordi aperti della chitarra e le tastiere con phaser regalano un attimo di quiete, ma è solo l'occhio dell'uragano.
Il pezzo più blasonato dell'album è senza dubbio Body Hammer, brano death-metal senza mezzi termini. Forte l'influenza di band seminali come i Carcass e gli Slayer.
Flashpoint ci riporta nel nucleo dell'eperienza FF. Cadenzato, marziale, batteria potente e chitarre taglienti. Ancora una grande performance di Burton.
H-K (Hunter-Killer) strapazza un po' la musica gotica, si avvicina a un certo black metal sinfonico. I FF hanno precorso i tempi e hanno esercitato una grande influenza anche su gruppi apparentemente lontani dal genere. Il cantato di Bell, ritmato e cavernoso, a volte vicino al rap, ne è solo un esempio.
I possenti cori hardcore di Pisschrist fanno da contrappunto ad una vera bestemmia sonora. Ancora volta in stato di grazia, Cazares mitraglia triplette - trio di note suonate molto velocemente - a velocità impressionante; Herrera pesta come un dannato dietro le pelli. Da pogo indemoniato.
Chiude l'album A therapy for pain, quasi dieci minuti di distorsione e feedback che sarebbero piaciuti ai Sonic Youth. E' l'uscita dal tunnel, su in alto a cercare ossigeno, a buttar fuori lo zolfo dai polmoni. Ma il sipario cala molto lentamente.
Demanufacture esce nel 1995, spartiacque perfetto anche cronologicamente. La produzione è ottima, il missaggio perfettamente cosciente di cosa si vuole ottenere. Disco cult per ogni amante della musica pesante, è un viaggio estremo in un mondo freddo e meccanico, basato sulla ripetizione e sull'unità modulare. Musica d'impatto, l'opera vanta proprio la compattezza e l'omogeneità dei componenti - il che può anche essere un difetto, dipende dai punti di vista. Uno sguardo ad un futuro apocalittico.
Discografia dei Fear Factory
Soul of a new machine (1992) - Demanufacture (1995) - Obsolete (1998) - Digimortal (2001) - Archetype (2004) - Transgression (2005).
Commenti
Mi mancano, non li conoscevo. Ti ringrazio per avermene parlato.
Bella scheda, e bella visione d'insieme sul cyber.
Grazia a te per la lettura. Avrei voluto citare molti altri artisti vicini, ma sarebbe stato un po' caotico.
A proposito, Franco, ho qualche problema nel cambiare la mia foto sul profilo! Non riesco ad uploadare praticamente nessuna immagine.
(una nuova la vedo! sbaglio?)
Come non detto... Forse non riuscivo io a visualizzarla... Danke