
The Earth Is Not A Dead Cold Place Un titolo manifesto per un album di emozioni cristalline. Dopo il sorprendente "Those Who Tell The Truth Shall Die, Those Who Tell The Truth Shall Live Forever" (Temporary Residence, 2001), disco di tragica sperimentazione musicale atto a tracciare una via personale al post rock, rarefazione e irruenza, rifuggendo sempre dal facile estetismo avanguardistico (trappola nella quale spesso cadono i gruppi di genere, compresi gli ormai defunti e irraggiungibili The Godspeed You! Black Emperor), gli Explosions In The Sky, giovane band texana, registra un album imprescindibile per gli amanti del genere ma non solo. Un disco che colpisce al cuore per le sue linee melodiche trasognanti, per le sue frustate improvvise, per i suoi crescendi chitarristici supportati da una batteria impetuosa, che creano un'alchimia magica da carezza amicale, da bacio sulle labbra, di sentimenti puri. Un uragano sonoro di emozioni. Un disco di tristezza infinita ma che riscalda la Terra con la sua bellezza, che ti invita a non sentirti mai solo, che ti porge la mano nei momenti di sconforto, come in "Your hand in mine", il pezzo che chiude il disco. Prendi la mia mano, rialzati, ti sostengo io, anche e soprattutto nei momenti più neri. Brani interamente strumentali, mai rovinati da una voce, che ognuno è chiamato a riempire secondo la propria sensibilità, seguendo il corso dei titoli, significativi ed evocativi: "First Breath After Coma" (09:33): Le chitarre in punta di dita, i colpi di batteria finale su un crescendo impetuoso. Qualunque cosa ti sia successa, qualunque menomazione, tragedia devi respirare, uscire dal letto, dalla tua stanza, dalla tua casa e respirare per riprenderti la vita. "The Only Moment We Were Alone" (10:14): La suite più lunga e complessa dell'album. Costruita perfettamente su onde sonore armoniche nei loro crescendo. Quel noi stampato nel titolo del brano. Quei colpi di batteria nello stomaco. I tuoi occhi che li cercano. Il silenzio della prateria texana o della via sotto casa. Il silenzio assordante di un mondo dove le vite sono alla sbando. Ma noi non siamo mai allo sbando perchè siamo perfezione pur se fallaci. Fermatevi, sembra dire questo brano. A questo mondo non siamo mai soli con noi stessi, assediati dalla ferocia, e lo stomaco non può che esplodere come nel finale dove vomiti tutto l'orrore del mondo nelle mani e lo puoi solo cancellare con un grido liberatorio. "Six Days At The Bottom Of The ocean" (8:43): Il brano forse più scuro e criptico dell'album. Come le profondità dell'oceano. A occhi chiusi e senza ossigeno. Si può e si deve affondare per ritornare a galla. Affondare, giù, sempre più giù, fino agli abissi imperscrutabili. Lasciarsi andare, trascinare. Come nell'immagine finale di "Europa" di Lars Von Trier con un cadavere spinto dal fiume fino al mare. Una voce dentro di te. La chitarra che sale e sale prendendoti alla gola. Perchè anche la morte può essere luce. "Memorial" (8:50): Una parete dove scrivere nomi dimenticati, successi, sconfitte, morti, amori, progetti abortiti e dove tornare a portare fiori, a parlare col tuo passato e il tuo futuro. I cimiteri di guerra. Il piccolo cimitero sotto casa. Il rumore dei passi sulla ghiaia bianca dei viali. Il diario segreto scritto i pomeriggi di scuola. Le ferite sulle braccia. I baci nascosti in un armadio segreto. La testa che si spezza. Il finale devastante. La città distrutta. La fine dell'umanità. "Your hand in mine" (8:17): Il brano più bello forse in assoluto degli Explosions In The Sky. Reso da un video esplicativo di tutto ciò che rappresenta questo gruppo. http://www.youtube.com/watch?v=36U4ez7AzKA Soffrire ma ricominciare. Sempre. Discografia essenziale e brevi note: "How Strange, Innocence" (Temporary Residence, 2000); "Those Who Tell The Truth Shall Die, Those Who Tell The Truth Shall Live Forever" (Temporary Residence, 2001); "The Earth Is Not A Cold Dead Place" (Temporary Residence, 2003); "Friday Night Lights - soundtrack" (Hip-O, 2004) "The Rescue" (mini) (Temporary Residence, 2005); "All Of A Sudden I Miss Everyone" (Temporary Residence, 2007) Line up: Mark Smith (chitarra); Munaf Rayani (chitarra); Christopher Hraski (batteria); Michael James (basso) Sito ufficiale: 
Commenti
Un gruppo che adoro, spesso accusato di essere ripetitivo, noioso, statico. Per me non lo sono, e rimangono uno dei miei gruppi preferiti. Sempre.
E questa piccola recensione è l'inizio di un più lungo futuro libercolo sugli Explosions.
Gruppo fondamentale per me. Fonte inesauribile per la nostra musica. Incredibili dal vivo. Sembra che suonino sempre dentro una cameretta da soli, pure se ci sono migliaia di persone a guardarli.
Michael James, suona soprattutto la chitarra. In poche tracce c'è il basso. In effetti le 3 chitarre che s'incrociano è il marchio di fabbrica degli Explosions :)
infatti. 3 chitarre che si intrecciano e dal vivo sono spaventosi.
Intanto aggiungo codice ean + tag "musica".
Stasera commento
Quando suona il basso, lo suona con la stessa strumentazione che ha per la chitarra(Stessi effetti, stesso ampli).. Suonandolo a mò di chitarra, appunto :)
Sai che non ho ancora capito nulla dei tag.
Musica - di default per tutto quel che riguarda i dischi
Letteratura - di default per tutto quel che riguarda i libri
Cinema - di default per tutto quel che riguarda i film
poi la nazionalità, come secondo tag: ad es musica americana, cinema etiope, letteratura afgana
quindi cognome dell'autore o nome della band e dei musicisti princiapali o cognome del regista e degli attori principali
quindi titolo dell'opera
quindi genere dell'opera (noir, thriller, indie rock, alternative rock, reggae, non so:) dipende)
infine, parole chiave. sesso, droga, roma, torino, liverpool dipende dall'opera;)
http://www.lankelot.eu/index.php?archivione=1 tutto serve per navigare sempre meglio qui dentro, selezionando le varie voci si riducono, man mano, le circa 3400 voci dell'archivio di lanke
AOI
Guarda, mi è toccato metterlo su adesso....(-: thanku.
Bellissima pagina. Per un album come giustamente noti melodico, malinconico e sognante. Lo possiedo solo scaricato, quasi quasi lo compro se lo trovo. é un po' che non lo ascolto. Suggestivo il richiamo a "Europa" di von Trier (detto tra noi, mi piacerebbe scrivere della trilogia Europa, Epidemic, L'elemento del crimine - per concludere con The Kingdom). Perchè anche la morte può essere luce...