Stanotte. Vorrei, ascoltare con te.
Stanotte. Sogno di stare con te.
Mano nella mano. Persi tra le note di questo disco che amiamo.
Senza distanze.
Spegni la luce.
Chiudi gli occhi.
Stringimi.
1984. Firenze. Più o meno.
3 note di chitarra piena di Flanger. Basso e batteria. La canzone diventa poi un arpeggio, un moto lento. Carica di atmosfera. Poi la voce. Grossa, potente di Miro Sassolini.
Il testo è di una poesia malinconica, preziosa. Incredibilmente affascinante, che va a sposarsi perfettamente con le cadenze barocche della musica.
Il basso gira ed è di una bellezza da mozzare il fiato. Serpeggia. Accarezza, sinuoso.
" I nostri occhi impauriti
nelle stanze gelate,
al chiarore del petrolio bruciato
e oltre il muro il silenzio,
oltre il muro solo ghiaccio e silenzio
Aspettero' questa notte pensandoti,
nascondendo nella neve il respiro,
poi in un momento diverso dagli altri
io copriro' il peso di queste distanze...
di queste distanze... di queste distanze...
Di queste distanze..."
Splendido il solo di sax, che squarcia, insinuandosi tra le nostre carezze. Le nostre carezze.
Sfiorandomi come petali di rosa.
(Siberia) Non fa così freddo vicino a te.
Timpano. Enorme a dettare il ritmo. Un tribale cosparso di chitarra. Basso.
Poi le ombre si allungano nelle stanze vuote di un albergo. Insegne Blu.
"Chiudero' il sentimento
in scatole vuote,
quei ricordi appassiti
in un frammento d'autunno.
Il tuo candore
sta svenando i miei giorni
ferendo il bagliore della luce notturna
che si allontana in un sogno
racchiuso nel buio.
Come una morte breve
nelle stanze d'albergo"
Ancora uno squarcio poetico, tra rasoi chitarristici, che tagliano velocemente. Poi scompaiono. E ancora feriscono prepotenti. Nella fase di attesa divantano un ticchettio nascosto tra il basso e la batteria. Che crescono. Fino al finale dove compare anche una tastiera, tetra ed oscura.
Il tuo candore mi sta facendo perdere il sonno. Acquisto pensieri. Ti attendo.
(NeoGrigio)
Di nuovo l'arpeggio di chitarra. A dettare i tempi. Un altro squarcio di poetica inquietudine. D'amore.
"Per ogni cosa che ci divide
resta soltanto
qualche segno sbiadito sul muro
che ho scritto,
e cancellato.
Nelle stanze piu' fredde
scoppia un caldo sorriso.
dove ho imparato a sentirti
studiando il respiro
quando il giorno tende a scomparire".
Adoro le aperture melodiche di questo pezzo. Un incredibile lavoro di basso. Meraviglioso.
Tra coccole di chitarra e batteria. Ipnotizza, ti gira intorno. Ti ferma. La scrittura si blocca. Ascolti. Chiudendo gli occhi, ti sto cercando. Sento i tuoi occhi, al tatto, il tuo naso, la tua bocca. Tocco la tua voce. Che adoro ascoltare. T.A. La tua pelle, è delicatezza sulle mie dita. Scivolo, tra i tuoi baci. (Impronte)
Amsterdam è un piccolo capolavoro musicale. Allucinante la versione fatta con i Litfiba. Di una bellezza sconvolgente. E' perdersi. Tra sentieri vocali. Armonici di chitarra, spezzano il fiato poggiandosi in levare su altre 2, 3, infinite chitarre.
"Cercando qualcosa di indefinito, la notte svanisce sul piano di sopra" è uno dei versi più belli. Incantevole tutta la canzone. La rabbiosa interpretazione di Sassolini.
L'incredibile macchina ritmica formata da Leandro e Gianni Cicchi, macina chilometri di note, impreziosendo ancor di più questo fantastico dipinto sonoro.
E ti seguo ancora, ti seguo. Il tuo suono. Incantato da ciò che pensi. Da ciò che mi dici. Perdo il tempo accanto a te. Non esiste Tempo, ne spazio. (Amsterdam)
Balla il basso ora. Prepotente. E' attore protagonista tra arpeggi di chitarra. Batteria. E Voce.
E' ancora malinconia e poesia il testo. Solitudine.
"La mia sola alleata
che mi ha seguito ovunque
e che mi rende piu' forte
del mio stesso male.
Fra i minuti scanditi
dai colpi di una telescrivente
qualcuno scrive la mia storia,
prima che finisca...
prima che finisca... prima che finisca...
prima che finisca... prima che finisca...
prima che finisca..."
Un altro piccolo pezzo di bravura di Federico Fiumani, compositore e chitarrista dei Diaframma. Finisce la prima parte riavvolgo il nastro. Seduto. Riascolto. Portando via i fumi di una sigaretta.
A stento tengo aperti gli occhi, immaginandoti avvolta tra le coperte. Sognante. Aspettami, mi sto per avvicinare.
(Delorenzo)
Un fastidioso Rumore, mi porta alla realtà. La cassetta gira l'angolo e ritrova il lato. Ricomincia a suonare.
L'atmosfera è sempre più dark. Il cielo è stelle e pianeti notturni, oceani di luce.
Tastiere. Ritmi e tenebre. Mi cospargono. Lento. Una ballata al chiarore di luna. Assapora la luna.
"Ascoltando le grida del giorno
la mia notte respira,
ascoltando le grida...
Che cosa mi attira allora
nei suoi passi fantasma,
che cosa mi spinge a seguirli.
Se non il filo
che mi lega alle cose,
se non il suono della sua voce?
Lacerata dai pianeti notturni,
quando cerca il primo corpo caduto
in questo oceano di luce?"
E sul finale si velocizza. Poi finisce. Sulla voce. Vivendo per qualcuno.
Credo di averti incontrata tra Negroni, nero d'avola e birra tedesca. e in un pub in capo al mondo vorrei portarti per ubriacarmi di te. Con te. Tra la magia e la poesia delle strade innevate.
(Memoria)
Entra prepotente. A pieno regime. Voce, chitarra, basso e batteria. Un attacco sonoro oscuro.
Il basso ancora una volta è spettacolo. Che meraviglia, cribbio!!
"Ogni cosa
aspetta di andare,
o ritornare al suo posto
ed io potrei essere ancora la'
accarezzando l'inverno
in uno specchio d'acqua,
io potrei essere ancora,
accarezzando l'inverno
in uno specchio d'acqua,
io potrei essere ancora...
io potrei essere ancora...
io potrei essere ancora la'".
Delizia lo "special" con un gustoso duetto chitarra/basso che sembrano collassare insieme cercandosi dentro le pelli dei tamburi. Così sia anche nel finale.
Portami tra le tue onde. Persi. Tra Sale e sabbia. Sotto il calore di una coperta, ascolto il tuo respiro avvolto dalla brina della notte. Vorrei. Davvero. Una stella mi casca in mezzo al cuore.
(Specchi D'acqua)
Questa volta la voce si nasconde tra gli strumenti. Si sente il canto in lontanza nelle strofa.
Crescendo insieme alla musica sui ritornelli. Una ninna nanna di chitarre, che vengono aggredite dalla sezione ritmica. Massiccio, impressionante e gocciolante di tastiere lo strumentale che lancia il finale.
"Quando aspetti in silenzio la resa,
quando l'odio accarezza il tuo cuore
e gli occhi socchiusi implorano.
Poi il letto ritorna vuoto
e tu sorridi nell'ombra".
Ho sempre odiato la tv. Ancor peggio di notte. Cerco la luce per addormentarmi. Immagini per trovare il sonno. Sonno che non trovo, pensandoti. Come zucchero. Come Droga. Dormi.
Ti troverò, sorgente dei miei sogni.
(Desiderio del nulla)
Ora l'atmosfera sembra incredibilmente distesa. Oceani di tastiere bagnano le chitarre. Un paesaggio lunare, in un giorno qualunque.
"Incrociando rotaie, seduto su vagoni deserti
ho guardato il presente solcare il passato
fermandomi al vetro.
E il tuo volto ha il colore
di un'estate fantasma
che hai lasciato senza fretta cadere
come un vestito...come un vestito...
come un vestito...come un vestito...
in un giorno qualunque...in un giorno qualunque...
in un giorno qualunque...in un giorno qualunque..."
Uno dei pezzi storici di questa band. Uno degli episodi più belli. Per testo e musica. Sognante. Astratta. Ipnotica. Merita, qualche ascolto in più. Per assaporare la delicatezza sonora e lirica.
Io ho quasi finito. Mi manca L'ultimo Boulevard. Poi sarò fumo, coperte e sogno. Notte ad accarezzarmi. Aspettando le tue. Carezze. Non vedo l'ora. Credimi.
(Elena)
E' come camminare. L'ultima canzone, è come osservare, camminare, scappare.
Camminando da solo
attraverso gli specchi di un labirinto
ho creduto di tracciare sentieri
dove seguire il cammino dei giorni,
dove seguire... dove seguire il violento cammino dei giorni.
O sono stati loro a seguire me,
o sono stati loro a seguire me,
o sono stati loro... loro a seguire me!
... loro a seguire me!
O sono stati loro a seguire me,
o sono stati loro a seguire me,
o sono stati loro... loro a seguire me!
... loro a seguire me!
... loro a seguire me!
... loro a seguire...
E la musica è perfetta. Un altro pezzo grandioso. Che ti fa venir voglia di cantare a squarciagola. Inseguendo la potentissima voce di Miro Sassolini, che quì si esprime, secondo me, al meglio.
Ancora tastiere, bellissime. Il basso è bellezza allo stato puro e si incastra, perfetto, con la batteria. La chitarra è colata di note preziose. Tutto poi, è fine.
Ora sono con te.
Un'ode alla mia Musa.
Federico Fiumani - Chitarre
Miro Sassolini - Voce
Leandro Cicchi - Basso
Gianni Cicchi - Batteria
Tracklist:
1. Siberia
2. Neogrigio
3. Impronte
4. Amsterdam
5. Delorenzo
6. Memoria
7. Specchi D'Acqua
8. Desiderio Del Nulla
9. Elena
10. Ultimo Boulevard
Scritta stanotte. O anni fa.
Note:
Questo disco non è un capolavoro, sia chiaro. Ma ha dentro un sacco di ottime cose:La Voce di Sassolini, la vena artistica di Fiumani. La sezione ritmica imperiosa. Sono una serie di canzoni che a volte si somigliano, vero. Ma che viste all'interno di un disco, formano un bel discorso sonoro. Quindi come primo album, non ci si può affatto lamentare. Nota dolente: Credo che questo disco sia introvabile. Quindi questa opinione non servirà a nulla. Perfetto!!
Ehm, adoro mischiare musica, realtà, sogni e pensieri.
A night like This.
Fabio Mele. Originariamente apparsa su ciao.it, a firma Dr Caraffa
Commenti
Sì, non è precisamente legato alla grande distribuzione. Ecco un'altra delle buone ragioni per festeggiare la presenza di un articolo sui Diaframma da queste parti.
*
(La prima buona ragione è il tuo ritorno!)
Fiumani era poche settimane fa a Sassari. Ha suonnato in facoltà i vecchi pezzi e ha filosofeggiato per un'oretta. Una persona di grande interesse. Il prossimo album dei Diaframma a novembre, dice.
beh, il disco non so, ma la recensione fa una buona impressione. Diffido dei romanticismi eccessivi e gratuiti specie nei testi delle canzoni (i pensieri sono affare di chi pensa, non giudico, al massimo, invidio la destinataria) ma qui l'hai messa in modo talmente poetico... bravo, bravo...
La neve è bella.
il video:
http://www.youtube.com/watch?v=BKEUnjgoGK0
e la cover fatta dai Marlene Kuntz per l'album omaggio ai Diaframma.
Tutta un'altra cosa, eh.
Ma non male.
http://www.youtube.com/watch?v=B8dSuThK_SQ&feature=related
Diciamo che Fiumani non è cambiato poi molto, credo. Certo che.
Anche questi mattacchioni di toscani non me li lasciai sfuggire dal vivo: Suburbia di Perugia, meta' anni Ottanta. Cento persone a vederli - gli aficionados della discotechina rock, che era un ex cinema di periferia adattato con quattro soldi... ossia l'unica discoteca frequentabile a Perugia.
Tempi dorati, gente!
prima o poi ti presento il mio - nostro - amico Closer. Lui potrebbe dirti parecchie cose di quegli anni, e dei Diaframma...
...che cosa mi attira allora
nei suoi passi fantasma
che cosa mi spinge a seguirli
se nn il filo che mi lega alle cose
se nn il suono della sua voce....
introvabile...?Ma tu lo hai vero?