Consorzio Suonatori Indipendenti

Ko De Mondo

Consorzio Suonatori Indipendenti

Ko De Mondo è il primo fortunato disco del Consorzio Suonatori Indipendenti. Gruppo nato dalle ceneri dei C.C.C.P. (Ferretti e Zamboni) e da alcuni membri dei Litfiba (Maroccolo e Magnelli). Registrato in Bretagna nel 1993, questo disco racchiude alcune canzoni che poi sono diventate dei veri e propri inni, negli anni a venire.

La prima curiosità è che, mentre il resto del gruppo componeva in casa le musiche, Giovanni Lindo Ferretti, passeggiando per la spiaggia, prendeva appunti per scrivere i testi.
La sera univano le due cose facendo nascere le canzoni. Le differenze che subito vengono all’orecchio, tra C.C.C.P. e C.S.I., sono subito evidenti. Suono più ricercato, testi meno politici (ma pur sempre piuttosto impegnati), la trasformazione di Ferretti che praticamente non urla più, ma canta ed in certi momenti canta anche molto bene.
A tratti apre il disco. Ed è praticamente divisa in due parti.
La prima.
La batteria suona solo sulle pelli, senza piatti e tiene il tempo con un loop di tastiere.
Il canto di Ferretti è cupo, profondissimo, certe volte quasi strillato, a volte intimo.
Le chitarre intervengono in sottofondo.
Noise, feedback e dei riff in repeat che fanno crescere piano piano la tensione.
La batteria poi si spegne.
Seconda parte. Mentre il loop ancora suona ed entra in testa, entra in scena il basso.  Distorto ed enorme.
La canzone riprende ora quota, ed esplode. Senza essere violenta. Le chitarre sembrano essere una mezza dozzina, tra fischi, arpeggi, distorsioni e mille note.
E Ferretti canta come se fosse una filastrocca: “Non fare di me un idolo mi brucerò, se divento un megafono m’incepperò, cosa fare non fare non lo so, quando dove perché, riguarda solo me, io so solo che tutto va ma non va, non va, non va, non va, non va... Sono un povero stupido so solo che Chi è stato è stato e chi è stato non è Chi c’è c’è e chi non c’è non c’è Chi c’è c’è e chi non c’è non c’è Chi è stato è stato e chi è stato non è”.
Palpitazione Tenue si poggia ancora una volta su un fill di batteria che è praticamente uguale per tutta la canzone.
Il canto di Ferretti è molto bello è piuttosto intimo. Quasi rappato.
Gli interventi chitarristici sono di colore, di feedback, di grattugiate, di stortissime melodie e di accordi ubriachi. Così come le percussioni.
Molto particolare il testo. Sicuramente adatto all’andamento allucinato della canzone.
Celluloide:inizia la strofa con il canto, il basso e la batteria.
Il testo, stranissimo, è costruito usando una cinquantina di titoli di film.
L’apertura sonora sul primo ritornello è un’esplosione di chitarre distorte. La seconda strofa invece è solo chitarra che distortissima accompagna la voce e la batteria. Bello lo special rumoroso dove per la prima volta si sente anche la voce di Ginevra Di Marco, che entrerà poi in pianta stabile nel gruppo dall’album successivo, Linea Gotica (ma anche ne In Quiete. Disco semiacustico live. Uscito tra Ko De Mondo e Linea Gotica).
Terza strofa solo batteria e voce. Con l’ultima fragorosa esplosione che porta al finale.
Del Mondo è sinceramente uno dei pezzi più belli dei C.S.I., per testo e musica.
L’inizio, morbido, precede una meraviglia di arrangiamento chitarristico, di basso e batteria. 
La struttura della canzone, particolarissima, non ha ritornello ma solo strumentali veramente belli. Meravigliose le chitarre che anche qui sembrano infinite.
Ottimo il basso, sempre molto presente. Splendido il suono.
Quasi di stampo Sonic Youth, il momento strumentale tra distorsioni sature, fischi, feedback e deliziose melodie. Senza fiato, sul finale. Quando tutto si spegne e rimane la voce di Giovanni Lindo, con qualche goccia di tastiera e di percussioni Famiglie Donne Incinte / Sfregamenti, / Facce Gambe Pance Braccia...”.
Home Sweet Home parte subito veloce. Con sembianze e sapori metal. Soprattutto per come suonano le chitarre.Il basso è sempre enorme e gira velocemente.
Bella la batteria, che non pesta forte, ma che segue un ritmo molto particolare. I ritornelli sfruttano il wha-wha di una chitarra, l’incendiarsi di un’altra e la voci della Di Marco e di Ferretti. Che duettano e funzionano perfettamente insieme, soprattutto nel finale, che finisce ancora tra feedback, rumori e fischi.
Curiosità: in uno stralcio di ritornello Ginevra Di Marco canta Om Mani Padme Om che è un Mantra buddista. I mantra sono sillabe mistiche che favoriscono, se pronunciate correttamente durante la meditazione, il passaggio ai piani superiori della conoscenza.
Intimisto è una meraviglia.
Il ritmo quasi circense della batteria che con le spazzole sfiora il rullante. L’arpeggio delicato di chitarra. Il canto delle tastiere. Il basso che pulsa. La doppia drammatica, intima voce di Ferretti, che evoca la sua Dea.
Anima e Cuore. 
Invito a chiudere gli occhi. Ascoltando questi 4 minuti di poesia.
Questo squarcio di bellezza pura. “ Allora non rimane niente e te ne vai / Consuma spento e lento il mio dolore consuma me”.
Occidente è un lamento di Ferretti sul nostro mondo.
Basso che suona in 4 (ritmo molto usato per le canzoni dance, per intenderci) con la cassa della batteria e il charleston e un riff di chitarra che va e viene durante la strofa. E ancora urla sui lamenti di Ferretti negli strumentali. Anche in questa traccia, non ci sono dei veri e propri ritornelli. Sostituiti da interventi chitarristi, e da saliscendi di ritmo. Bello il finale, con le chitarre deliranti che sono accompagnate adesso anche dalle perc Ahi ahi ahi ahi ahi...
Memorie Di Una Testa Tagliata inizia con un arpeggio di basso, lentissimo, da gocce di pianoforte molto lontane e dalla voce di Giovanni Lindo davvero intima e profonda. Squarcianti inserti chitarristici completano il suono, molto minimale che continua per praticamente tutta la canzone. Belli i momenti solo basso, pianoforte e batteria.
Sul momento di massimo collasso sonoro, esplode a sorpresa Finistère. Distortissima.
Il canto sembra quasi una preghiera. “/ Tendono al grande bang / E tutto tende al grande BANG”. Mentre il resto è una distorsione potente e allucinante. Le chitarre sembrano quasi urlare di rabbia. Il basso pulsa il tempo, enorme e pesante. Insieme alla batteria che ora macina prepotente.
Musica e parole, completamente in sintonia e rabbiose.
La lune du Prajou è l’unico strumentale. Riempito meravigliosamente dagli acuti della Di Marco, che danza con la sua voce in questo squarcio musicale dipinto dai suoi compagni di viaggio. La batteria sembra bussare ad una porta.
Il basso è come sempre splendido. Le tastiere in questo caso sono enormi e colorano profondamente il pezzo. Un momento di pausa per il gran finale.
In viaggio è un incredibile e potente concentrato di chitarre. Che prima graffiano in lontananza, poi diventano assai presenti sui ritornelli. Infine incendiarie sugli strumentali.
A colorare il tutto ancora il fenomenale basso di Maroccolo e la filastrocca cantata da Ferretti. “Viaggiano i viandanti viaggiano i perdenti più adatti ai mutamenti / Viaggia la polvere viaggia il vento viaggia l’acqua sorgente / Viaggiano i viandanti viaggiano i perdenti più adatti ai mutamenti / viaggia Sua Santità / Viaggiano ansie nuove e sempre nuove crudeltà / Cadono di vertigine.../ Cadono di vertigine...”. La canzone ad un certo punto si spegne. Solo il basso che pulsa. E feedback all’infinito di chitarre, di armonici che piano si allontanano fino alla fine.
Fuochi Nella Notte: chitarra acustica e percussioni. Storta e ubriaca una chitarra elettrica cerca di infilarsi mentre ancora il canto sembra una ninnananna. Il ritmo poi prende corpo quando il basso e la batteria si fanno sentire.
Come un lungo percorso acustico. 
Questa canzone fa venire una gran voglia di ballare. Cresce piano, piano. Le chitarre sempre più presenti. Coro, che riprende, quasi, le parole della prima traccia. “”.
Il suono ora è meravigliosamente pieno. Bello il pianoforte, che esce nel finale a braccetto con uno strampalato solo di chitarra. E tutto finisce.
Ko De Mondo è stato composto, concepito, arrangiato, suonato e registrato nei mesi di Agosto e Settembre ‘93 nel manoir “Le Prajou” in Finestre, Bretagna.
Il Consorzio Suonatori Indipendenti:
Giovanni Lindo Ferretti – Canto
Massimo Zamboni – Chitarre armoniose, grattugie
Giorgio Canali – Chitarre disturbate
Francesco Magnelli – Magnellophoni
Gianni Maroccolo – Basso, Attilio
Alessandro Gerby – Percussioni
Pino Gulli – Batteria

Ginevra di Marco – Voce in “La lune du Prajou” e “Home Sweet Home”
Marco Parente – Percussioni in “Del Mondo”

DISCOGRAFIA ESSENZIALE e BREVI NOTE

Ko De Mondo, 1993.
In Quiete, 1994.
Linea Gotica, 1996.
Tabula Rasa Elettrificata, 1997.
Approfondimento in rete: Caronte / Kalporz / Rude PravdaSonica / Wikipedia


Fabio Mele, Dicembre 2004 apparsa in precedenza su lankelot.com
ISBN/EAN: 
0731451887123

Commenti

A tratti percepisco tra indistinto brusio
Particolari in chiaro,
Di chiara luce splendidi,
Dettagli minimali in primo piano,
Pi forti del dovuto e adesso so
Come fare non fare, quando dove perch
E ricordando che tutto va come va
Come fare non fare, quando dove perch
E ricordando che tutto va come va
Ma non va, non va, non va, non va...

Nell'occhio inconsapevole di un cucciolo animale,
Archivio vivente della Terra,
Un battito di ciglia sonnolente racchiude un'esistenza
Spazio determinato, costretto dilatabile
Spazio determinato, costretto dilatabile mi incanta...

E chi c'è e chi non. Eh.

Via col vento Il vento della steppa
Balla con Jurij il piccolo cosacco
vende paccottaglia dell'Armata Rossa
lavora conto terzi per i piccoli boss
Proposta indecente Attrazione fatale
Le porno casellanti al servizio di frontiera
Les liaisons dangereuses La scelta di Sophie
Gola profonda Oral Anal Non Stop
Donne sull'orlo di una crisi di nervi
Woodstock Easy rider The wall Cuori ribelli
Lanterne rosse Rocco e i suoi fratelli
JFK Robin Hood Papillon Malcolm X
Fronte del porto Profondo rosso
Mucchio selvaggio Corazzata Potemkin
Senza via d'uscita Gioventù bruciata
La moglie del soldato Soldato blu!
C'è tanto da imparare!
A qualcuno piace caldo Il tè nel deserto
Totò d'Arabia Suspiria Casablanca
Totò le Mokò Sette chili in sette giorni Indiana Jones
Assassinio sull'Orient Express Giù la testa
Turista per caso Dune La tempesta
L'ultimo imperatore La Contessa di Hong Kong
La Cina è vicina
Run Tokio ga Sex and Zen Tokio decadence!
C'è tanto da imparare!
L'ultima tentazione L'inferno di cristallo
Fino all'ultimo respiro San Michele aveva un gallo
Roma città aperta Italiani brava gente Pane amore e fantasia Amici miei
Via col vento Il vento della steppa
Balla con Jurij il piccolo cosacco,
vende armamenti atomici a corto e medio raggio,
ha già imparato tanto è pieno di volontà!

Hai una bella voce Luca.. congratulazioni, felicitaziooooooniiiii, spara jury, spara, spara, jury speraaaaa!!

Allah è grande e gheddafi è il suo profeeetaaa!

Non studio, non lavoro, non guardo la tv, non vado al cinema, non faccio sport!

Ho un presente che è Dio e fa la camierera. (Bombardieri su Beirut)

Un'erezione, un'erezione, un'erezione triste per un coito modesto, per un coito molesto, per un coito modesto.. spermi spermi spermi spermi indifferenti per ingoi indigesti(non sono sicuro ahahahah)

Beh come non citare:

Perché tu, io lo so,
sei migliore di me.
Perché tu le darai
tutto quello che hai.
Perché, finché vivrai,
amerai solo lei,
non farò niente per
riportarla da me.

Riderà, riderà, riderà,
tu falla ridere perché,
riderà, riderà, riderà,
ha pianto troppo insieme a me.

Anche se soffrirò
più di quello che so.
Anche se già lo so
che io mi pentirò.
Anche se lei per me
lascerebbe anche te,
non farò niente per
riportarla da me.

Riderà, riderà, riderà,
tu falla ridere perché,
riderà, riderà, riderà,
ha pianto troppo insieme a me.

Riderà, riderà, riderà,

(Orchestra)

riderà, riderà, riderà,

(Orchestra)

Ma se tu l'amerai
un po' meno di me.
Ma se tu cambierai
e un altr'uomo sarai.
Ma se tu sciuperai
quel che ho fatto per lei,
giuro che tornerò
e la riprenderò.

Riderà, riderà, riderà,
tu falla ridere perché,
riderà, riderà, riderà,
ha pianto troppo insieme a me.

E ricordando che tutto va come va...

fratè, il bluette lo usiamo per i link! Potresti passarlo in rosso o blu scuro, quando hai tempo e voglia? T'abbraccio

A parte questo. Disco e scrittura della madonna. Davvero. E "il basso è sempre enorme".

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