Codeine

Frigid Stars

Codeine

MEANING OF CODEINE

Codeina: alcaloide dell’oppio, usato fondamentalmente come tossifugo; cioè, come inibitore della tosse. Droga, quindi: ma buona, e farmaceutica. Legaloide, ecco.

FRIGID STARS

Chicago, 1989: si formano i Codeine, tra i padri dello slo-core: genere che Scaruffi ha definito, con la consueta efficacia espressiva, “rock al rallentatore, in stato permanente di deliquio”. “Frigid Stars” (1990: 1° edizione; 1991: ristampa Sub Pop) è un disco che non poteva avere miglior etichetta; sin dall’incipit, D, dimostra d’essere una ipnotica e ossessiva moviola rock, con effetti a un tempo distensivi, narcolettici e catartici. Batteria singhiozzante e sospesa, distorsioni frastornanti e canto prossimo alla litania, con episodica alterazione del tono nei ritornelli. Quanti avessero avuto, in questi anni, modo di apprezzare e di godere della bellezza ermetica e post-drakeiana e neilyounghiana del sound dei Low, troveranno qui la matrice della loro poesia depressiva.
Gravel bed ciondola, psichedelica e malata, a un passo dall’inerzia. Pickup song ha un inizio arpeggiato e meno estremo; la voce tombale di Stephen Immerwahr, naturalmente debitrice della lezione di Lou Reed, stabilisce coesione tra questo brano e le tracce precedenti. New Year’s può sembrare una dimenticata b-side dei Joy Division, soltanto più rarefatta e intorpidita da una depressione paralizzante. Second Chance è qualcosa che solo chi amava e interiorizzava senza difficoltà Bauhaus e Virgin Prunes poteva produrre: è una composizione nata sull’orlo d’un baratro avido di sentimenti e di vitalità, fondata su un maestoso basso e su una trionfale e ossessiva ripetitività.

La seconda metà del disco, come qualcuno a questo punto avrà già previsto, non si discosta affatto dalla prima. Nessun inganno: è tutto soffocato e lentissimo e imbalsamato, il rock vive sottotraccia e l’aggressività è dissolta da una tumorosa malinconia. Cave-In è semplicemente irrimediabile: è un brano che non intende lasciare scampo e via d’uscita, vuole soltanto intossicare e imprigionare nel male. L’esplosione delle chitarre è un’illusione di liberazione da un’angoscia insormontabile. Cigarette Machine stabilisce un ragionevole contatto tra i Codeine e gli Slint di Spiderland: senza la letterarietà e lo sperimentalismo dei geni del Kentucky, ma con una vena intimista e iconoclasta piuttosto simile. Incubi notturni e postindustriali dominano Old Things e la vagamente “The Eternal” style 3 Angels: diciamo imparentate coi Mazzy Star, ma senza sensualità, e padri e madri di certe splendide derive postrock coeve, distorte ed elettroniche, dai Mogwai ai Sigur Rós.
Completa questo esordio suicidello e cupo Pea, ruvida e maledetta e spietata.

I Codeine sono destinati a restare nella memoria come pionieri di un genere che ha avuto l’intelligenza e l’umanità di mostrare una reazione diversa – non aggressiva, e ovviamente non rivoluzionaria – all’involuzione e alla de-umanizzazione dei ruoli, e delle interazioni sociali. Spiegano perché è esistito, nell’ultima generazione, e perché esisterà ancora, chi rifiuta di combattere e si ripiega nella contemplazione delle ferite della sua anima: e sogna un cancro localizzato proprio al centro del suo ombelico, e ci vaga attorno con altrimenti inspiegabile, funebre e autodistruttiva eccitazione.

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ANTOLOGIA DELLA CRITICA

Sostiene il maestro Scaruffi: «Il sound di Frigid Stars (SubPop, 1991) è una sorta di esagerazione dei climi più “spaziali” dell’acidrock, uno stile che discende dal gotico austero delle prime opere degli Swans. Le dissonanze quasi organistiche della chitarra di John Engle, i colpi sordi nel vuoto di Chris Brokaw. I languidi rimbombi del basso di Stephen Immerwahr costruiscono atmosfere iper-depresse per le litanie sonnambule e tristissime dello stesso Immerwahr. Pea, D e Cave-In sono ballate disperate da far invidia a Nick Drake e Tim Buckley, ferite mentali che irradiano dolore. Gravel Bed e Cigarette Machine (per citare due dei brani meno musicali) sono cataloghi di orrori quotidiani alla deriva in un mare di accordi e battiti narcotici, devastazioni psichiche. Laddove il clima da tragedia tocca i vertici lirici, come in New Year’s, sembra addirittura di riascoltare le tetre monodie di Nico.
Un tale “black hole” emotivo non può avere altro referente che se stesso, indulgere cioè nella celebrazione della propria disfatta esistenziale; ma Pickup Song e Old Things sono invece capaci di impuntarsi in crescendo epici. Tanto arduo e puro è il loro programma che Second Chance lambisce il Lied da camera d’avanguardia. Se il più ovvio riferimento è quello dei Galaxie 500, il piglio fatalista, annoiato, nichilista è quello di una Lydia Lunch ottantenne».

Scrive Marco Delsoldato su Ondarock: «L’apertura del disco, “D”, è il manifesto di una nuova idea di musica, discendente da un cantautorato legato a Tim Buckley come a Neil Young, ma inesorabile nello spezzare qualsiasi catena di parentela con altri generi. In un periodo in cui era la musica veloce a dominare (l’epica del grunge), i Codeine ribaltavano la prospettiva, esaltando la concezione rallentata dei suoni. Registrato in due diversi weekend nel seminterrato di un amico, Frigid Stars raggiunge le vette dell’essenzialità, dove ogni aggiunta viene rifiutata. Sono litanie tristi (“New Year’s”), a tratti ostiche (“Sigarette Machine”), emotivamente impetuose (“Pickup Song”), venate da un’intensità assoluta (“Pea”). In questi episodi, si rintracciano quelle caratteristiche che influenzeranno i Low come i Black Heart Procession, i Bedhead come i Red House Painters, sino ad arrivare all’attualità di Calla e Dakota Suite».

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CODEINE – FRIGID STARS

Chris Brokaw: batteria.
John Engle: chitarra.
Stephen Immerwahr: basso, voce.

DISCOGRAFIA ESSENZIALE e BREVI NOTE

White Birch, Sub Pop, 1994.
Barely Real, Sub Pop, Ep, 1993.
Frigid Stars,Sub Pop, 1991.

Chicago, 1989. Nascono i Codeine.

Approfondimento in rete: Onda Rock / Debaser / Scaruffi / Allmusic / FasterLouder.

Gianfranco Franchi, “Lankelot”. giugno 2005. Originariamente pubblicato su Lankelot.com

ISBN/EAN: 
0098787010725

Commenti

Codeine: grazie ancora una volta a Closer per il dono.

Complimenti a IBS - questo disco, etichetta Sub Pop, è in catalogo!
Ottima scelta.

Fatevi due passi anche qui: www.subpop.com/ sito ufficiale dell'etichetta.

copertina!

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