Casino Royale

Dainamaita

Casino Royale

“Dainamaita” è il primo, esplosivo disco dello storico collettivo milanese “Casino Royale”. Nato nel lontano 1987, il gruppo fondato da Giuliano Palma e dal chitarrista Ferdi raggruppa numerosi musicisti e personalità eclettiche in grado di creare, da quasi vent’anni, musica sempre ad altissimo livello. Sempre pronto a mescolare suoni e generi d’ogni tipo, in bilico tra il funky, l’hip-hop, il rap e lo ska, il gruppo ha attraversato e illuminato la musica italiana degli ultimi decenni, senza mai ricevere i giusti riconoscimenti e apprezzamenti dal pubblico.

Straordinario è questo esordio, “Dainamaita”, datato 1993, che mostra sin dalle prime note la potenza devastante già suggerita dal titolo. 
Si parte con una intro allegra e divertente, “De maestro e…”, con un pianoforte che strimpella freneticamente note di Carosone. Poi un piatto che scretcha, e subito inizia “Dainamaita”: pura dinamite, per l’appunto, con suoni travolgenti, crossover, la voce di Alioscia che ringhia rabbiosa e Giuliano Palma ad esibirsi nei cori. Il pezzo ha ormai fatto storia, della band e non solo, ed è impossibile restare fermi quando lo si ascolta. Come dimenticare l’incipit? “BUSINESS! Qualcosa di incredibile / BUSINESS! Non è mai stato facile / BUSINESS! Di stelle senza anima! / BUSINESS! Salvarsi se possibile!”.
Poi vi è un brevissimo intermezzo strumentale, tra il reggae e lo ska, “Dainadaba”, che introduce la splendida “Treno per Babilon”, altro inno storico e travolgente del gruppo. Come sempre Alioscia e Palma funzionano alla meraviglia, le loro voci si completano e rendono ogni canzone dei Casino un invito a dimenarsi e dondolare la testa. Molto originale il testo, in simbiosi con la musica: “Tu spera che il treno si fermi / che reggano come chiedi i bassi / ma da sempre i binari son questi / fissi, uomo tu resisti / ma si fermerà, ma il ritmo lo può rallentare / la mia anima non cade in questa spirale / Ragga per i 5 sensi / il vapore che brucia e lo senti / stai vivendo oh, sopra il treno per Babilon”.
“Alioscia Dietro lo specchio” è un altro intermezzo musicale, chitarra, tromba e batteria con un sound estivo e rinfrescante, che anticipa la morbida “Re senza trono”, uno splendido pezzo ska-reggae, in puro stile Casino Royale delle origini. Leggero, con tonalità soffuse e coretti avvolgenti, fin quando l’intervento rappato di Alioscia dà un tocco di incredibile originalità a tutto l’impianto.
Altro pezzo strumentale, rumori e suoni scomposti, futuristici: “Quando si perde il controllo”. Poi tocca a “KZK”, violento pezzo quasi hard – rock, con una violenta chitarra in primo piano e voce urlata sullo sfondo. Poi Alioscia inizia a cantare: “Per te non esiste, Ma! No, non vuoi vedere / non trovi un senso, paura di capire! / fermo sul limite di quella zona oscura / segui la tua mente, segui la tua mente ora!”. Si tratta di un pezzo duro, violento, rabbioso, molto lontano dallo stile del resto del disco, proprio per questo ancora più particolare e apprezzabile.
“J.S.S.” è un pezzo dalle sonorità orientaleggianti, solo musica e canti lontani, poi percussioni e tanto ritmo. “Purple Haze” è una splendida cover del capolavoro di Jimi Hendrix, rielaborata in chiave ska e molto originale. Molte trombe a condire il sound, e la voce di Giuliano Palma a dominare la scena insieme alla chitarra.
“Tà – Shot” è un piccolo intervallo sonoro, poi “Justice” racconta casi storici di ingiustizia, alternando brevi comunicati sulle guerre e la barbarie del mondo al grido “Justice!”: poi parte la canzone, con Giuliano Palma alla voce principale, su una base molto movimentata: “Justice! Chiamala, chiamala Justice!”, canta, e noi ci uniamo a lui.
“Metallo giallo” è un’altra canzone memorabile: basso in evidenza, Alioscia con la sua voce inconfondibile, in una canzone molto ritmica e dinamica, dall’orecchiabile ritornello. Chiude il disco “Cielo”, dall’inizio molto spensierato, che diventa subito cupo sound urbano e metropolitano. Un pezzo molto vicino al puro hip-hop, dall’indimenticabile testo: “Tenendo alta la guardia, chiudendo forte la porta / per voi sono io chi si sbaglia, ma sento ancora una volta…frequenze deboli, pensieri sterili, tensioni inutili, tragedie simili, noi siamo ruvidi e non certo ombre che vi sporcano i vostri cazzo di muri, siate sicuri…”.

Qui si chiude il disco. Prezioso e imperdibile. Incredibile mix di suoni, influenze e generi musicali, “Dainamaita” già dal primo ascolto si presenta come uno splendido calderone in ebollizione: abbiamo il reggae e lo ska, il crossover, il funky, un tocco di soul e di rock, tutto miscelato con tanto ritmo, sperimentazioni, coraggio e i componenti giusti per un fantastico progetto musicale, in piedi ormai da quasi vent’anni.
Primo disco in italiano della band, il primo ad avere un minimo di visibilità a livello nazionale. Subito il sound è maturo, completo, originale, e diventerà un riconoscibile marchio di fabbrica della band, che comunque svilupperà altri progetti musicali eterogenei accanto ai Casino Royale, nel futuro, come i Bluebeaters di Giuliano Palma e i Royalize.
Disco base per comprendere il gruppo, “Dainamaita” sarà la base per gli sviluppi ancora più completi del successivo “Sempre più vicini”, di sicuro il più bello dell’intera discografia del gruppo.
“Dainamaita” è un album da non perdere, insomma, per conoscere una band spesso dimenticata, ma che ha fatto e continua a fare grande musica, lontano dalle dinamiche del mercato nazionale e dalla sola parola che sembra guidarlo: business. I Casino Royale sono distante anni luce da tutto questo, e continuano a testimoniarlo con ciò che stanno portando avanti, da qualche tempo, attraverso il loro sito internet. Noi, personalmente, non ci stancheremo mai di ascoltarli.

DISCOGRAFIA
Soul of Ska, 1988
Dainamaita, 1993
Sempre più vicini, 1995
1996: Adesso (live), 1996
CRX, 1997
Best, 2002

BREVI NOTE DISCOGRAFICHE
I Casino Royale nascono nel 1987. Dopo i primi album in inglese e di cover, nel 1993 esce “Dainamaita”, che li mette in evidenza come una delle più originali e coinvolgenti band italiane. Sono ancora poco conosciuti dal grande pubblico, ma già molto apprezzati dalla critica e all’estero. Nel 1995 la conferma delle loro eccellenti capacità viene da “Sempre più vicini” che, grazie anche ad alcuni singoli travolgenti, offre loro un grande successo di pubblico. Poi escono, a breve distanza, il live “1996: Adesso!” e “CRX”. Dopo il Greatest Hits “Best”, del 2002, il gruppo ha iniziato un nuovo modo di fare, produrre e promuovere la musica, un nuovo progetto che ha alla base la tecnologia del web e la diffusione attraverso la rete. Complimenti alla band.

Antonio Benforte, novembre 2005.

ISBN/EAN: 
0731458692720

Commenti

ecco cosa faceva giuliano palma prima dei Bluebeaters

aggiungo i tag "musica" e "opera prima", e il codice ean del best of!

"Incredibile mix di suoni, influenze e generi musicali, ?Dainamaita? già dal primo ascolto si presenta come uno splendido calderone in ebollizione: abbiamo il reggae e lo ska, il crossover, il funky, un tocco di soul e di rock, tutto miscelato con tanto ritmo, sperimentazioni, coraggio e i componenti giusti per un fantastico progetto musicale, in piedi ormai da quasi vent?anni."

> Disco che manca nella mia collezione - ne (ri)leggo la tua presentazione con viva curiosità. Domando: c'è qualche traccia notevole su youtube, tratta da questo primo disco?

(CRX è il disco che conservo con amore. Anni Novanta vissuti come dio comanda)

Urka, che hai tirato fuori, il primo disco dei CR.. Che ricordi!!

Mi piacevano un sacco i suoni del chitarrista.
Mi piace tanto la voce di Alioscia e l'intensità che ci mette nel cantare.

Crx è un grandissimo disco.

anvedi ER CARAFFA!

Ecchice!!

Crx è potentissimo.. tra un po' lo pubblico (ne avevo scritto sul puntocom)!

9, daje allora;).

8. grazie:)
ci voleva...

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