Casino Royale

CRX

Casino Royale

Casino Royale, album numero dieci. L’acronimo che dà il titolo a questo disco della band milanese significa questo: è il decimo disco, tra quelli più o meno noti, del gruppo formato da Giuliano Palma, Alioscia, Ferdi, Pardo e gli altri musicisti pieni di idee e voglia di sperimentare che rientrano sotto il nome di Casino Royale.
La carriera di questi folli manipolatori di suoni e generi musicali aveva già regalato capolavori come “Dainamaita”, nel 1993, e “Sempre più vicini”, nel 1995, insieme ad un live intenso e imperdibile come “1996: Adesso”. Ma non bastava. I Casino Royale, allora, si sono subito rimessI in gioco, hanno riabbracciato strumenti, campionatori e quant’altro, e hanno realizzato un altro album storico per gli anni Novanta: “CRX”.


Qui il sound è diverso, lo si sente sin dal primo ascolto. La band abbandona ska e reggae, definitivamente, e si immerge in maniera completa nell’elettronica pura, nelle sonorità dub e hip-hop, ricche di effetti sonori e elementi campionati. E realizza un album travolgente, che non ha paragoni immediati in Italia, e conferma ancora di più l’unicità e la grandezza del collettivo capitanato da Palma e Alioscia. Grandezza testimoniata anche dalla dedica inserita nel libretto: “22 APR 1997 Lima (Perù): ambasciata giapponese – io rifletto”, riferita alla drammatica strage di guerriglieri Tupac Amaru che si erano barricati nell’ambasciata con circa 700 ostaggi il 17 dicembre 1996. Il 22 aprile, dopo più di 120 giorni, l’esercitò penetrato nel palazzo e massacrò i 14 terroristi, dopo che questi si erano arresi ed erano stati catturati. 


Immergiamoci subito nel disco. La prima traccia è la travolgente e angosciante “Io rifletto”, cantilena metropolitana, martellante mix di suoni cupi e micidiali. Una canzone che è un pugno nello stomaco, rabbiosa e viscerale, carica di vibrazioni e pathos. Base ossessiva, suoni underground, liriche forti e dirette: “Sento intorno riflesso su di me / Lacrime, sorrisi, il suono dei miei simili / Non li vedi riflessi su di te / Segni indelebili sono la mia genesi”.
“Benvenuto in mia casa” è la seconda traccia, breve ma intensa, anch’essa un capolavoro dei suoni distorti e campionati. Elettronica semplicemente travolgente, a meta tra Aphex Twin e i vecchi Casino Royale.
Segue “The Future”, una delle più famose dell’album, una lunga cavalcata dub con la voce di Alioscia assoluta protagonista nelle strofe, mentre nei ritornelli si mescola con la vellutata voce di Giuliano Palma: “Ogni stop è solo un altro start / la vita non si ferma tic tac / ogni stop è solo un altro start / la vita non si ferma the future”.
“Ora/solo io ora” aggiunge ai suoni precedenti una buona dose di chitarre elettriche ed un sound che ricorda i primi Massive Attack. Questa è la quarta traccia, e rappresenta il quarto capolavoro del disco. Malinconica e avvolgente, questa melodia ipnotizza con i suoi suoni e colpisce, in particolare, per l’armonia generale che riesce a creare, mescolando sonorità così diverse.
Poi arriva “Oltre”, magnetica e semplice ballata tra il funky e l’R&B, sempre carica di elettronica e incredibilmente coinvolgente, grazie anche alla coinvolgente batteria.
“Là dov’è la fine” ha un non so che di magico, sin dalle prime note. Una delle canzoni più conosciute della band, soft e delicata, dà libero sfogo al canto di Alioscia, per poi liberare la voce di Giuliano Palma, in uno storico ritornello: “La la la, là dov’è la fine del fiume / là dove per spiegare non servono parole / là ci vuole / la la la là dov’è la fine del fiume / là dove serve il mare per spegnere il dolore / non c’è amore…”. Una delle più belle del disco.
La successiva è “Specchio”, breve intermezzo di suoni e campionamenti. Poi la strana e originale “In picchiata”, che unisce in poco meno di sei minuti un vortice di idee musicali, strumenti, esperimenti sonori, con il solito Alioscia a guidare il fantastico risultato. Ancora “Homeboy”, quasi una canzone da film, alterna il canto di Giuliano Palma ad una batteria grezza, per poi virare in direzione della pura sperimentazione sonora. Folle.
“Hi-fi” inizia con una domanda: “Caro amico, ti sei mai chiesto cosa è realmente la stereofonia?”, per poi diventare un rapido e travolgente susseguirsi di suoni, batteria, effetti sonori e dare libero spazio al canto di Giuliano Palma e di Alioscia.
“Là sopra qualcuno ti ama” chiude il disco, con leggerezza e semplicità. Una canzone allegra e spensierata, quasi pop, con alcune aperture sperimentali ma su tonalità più luminose e distese rispetto al resto del disco: un’ulteriore faccia mostrata dal gruppo milanese, dal testo particolarmente ironico: “Di certo là sopra qualcuno ti ama / Ma oggi non è in casa / Respiri la voce che ancora ti chiama / Ma ora si allontana”.


Semplicemente grandioso. Un disco che credo non abbia uguali nel nostro panorama musicale: infatti, ad un primo ascolto, non sembra neanche italiano. Facendo attenzione, però, ci si accorge che le liriche sono nella nostra lingua, e si capisce che si ha a che fare col grandioso gruppo milanese dei Casino Royale. Questo è un disco che avvicina in maniera impressionante i lavori e i percorsi musicali di questa favolosa band a quelli dei Massive Attack, i re del trip-hop di Bristol. È davvero incredibile il livello di maturità artistica e sonora raggiunta dal gruppo, che vedrà, subito dopo il disco, Giuliano Palma prendere la strada dei Bluebeaters e Alioscia e soci continuare il percorso musicale intrapreso alla fine degli anni Ottanta.
Questo è un po’ l’album-testamento della band, che ci ricorda la grandezza del gruppo così come era nato alla fine degli anni Ottanta. Il miglior modo, sicuramente, per ricordare i Casino Royale con Giuliano Palma, band che anche ora, senza di lui, continua a portare avanti progetti musicali notevoli, interessanti e, come sempre, innovativi.
Questo, comunque, resta un disco imperdibile.




TRACKLIST
Crx
Benvenuto in mia casa
The Future
Ora / Solo io ora
Oltre
Là dov’è la fine
Specchio
In picchiata
Homeboy
Hi-Fi
Là sopra qualcuno ti ama


DISCOGRAFIA
Soul of Ska, 1988
Dainamaita, 1993
Sempre più vicini, 1995
1996: Adesso! (live), 1996
CRX, 1997
Best, 2002


BREVI NOTE DISCOGRAFICHE
I Casino Royale nascono nel 1987. Dopo i primi album in inglese e di cover, nel 1993 esce “Dainamaita”, che li mette in evidenza come una delle più originali e coinvolgenti band italiane. Sono ancora poco conosciuti dal grande pubblico, ma già molto apprezzati dalla critica e all’estero. Nel 1995 la conferma delle loro eccellenti capacità viene da “Sempre più vicini” che, grazie anche ad alcuni singoli travolgenti, offre loro un grande successo di pubblico. Poi escono, a breve distanza, il live “1996: Adesso!” e “CRX”. Dopo il Greatest Hits “Best”, del 2002, il gruppo ha iniziato un nuovo modo di fare, produrre e promuovere la musica, un nuovo progetto che ha alla base la tecnologia del web e la diffusione attraverso la rete. Complimenti alla band.


Antonio Benforte, novembre 2005.

IN LANKELOT:

Casino Royale - CRX - rapace
Casino Royale - Dainamaita - rapace

ISBN/EAN: 
0731453498327

Commenti

che album, che album

1. tutta la vita;).
pesta duro come dodici anni fa.

"Casino Royale, album numero dieci. L?acronimo che dà il titolo a questo disco della band milanese significa questo: è il decimo disco, tra quelli più o meno noti, del gruppo formato da Giuliano Palma, Alioscia, Ferdi, Pardo e gli altri musicisti pieni di idee e voglia di sperimentare che rientrano sotto il nome di Casino Royale."

> Credo che sia stato il disco dell'esplosione, qui in IT, dopo anni di attesa. Difficile manchi nelle collezioni di chi ama la musica alternativa...

"Grandezza testimoniata anche dalla dedica inserita nel libretto: ?22 APR 1997 Lima (Perù): ambasciata giapponese ? io rifletto?, riferita alla drammatica strage di guerriglieri Tupac Amaru che si erano barricati nell?ambasciata con circa 700 ostaggi il 17 dicembre 1996. Il 22 aprile, dopo più di 120 giorni, l?esercitò penetrato nel palazzo e massacrò i 14 terroristi, dopo che questi si erano arresi ed erano stati catturati."

>
http://en.wikipedia.org/wiki/T%C3%BApac_Amaru_Revolutionary_Movement

"Questo è un disco che avvicina in maniera impressionante i lavori e i percorsi musicali di questa favolosa band a quelli dei Massive Attack, i re del trip-hop di Bristol. È davvero incredibile il livello di maturità artistica e sonora raggiunta dal gruppo, che vedrà, subito dopo il disco, Giuliano Palma prendere la strada dei Bluebeaters e Alioscia e soci continuare il percorso musicale intrapreso alla fine degli anni Ottanta."

> Vero. I Massive erano il modello.
I primi Massive, quando la scena di Bristol dava lezioni a tutta Europa, formidabili.

I casino continuano a fare splendide cose.
bello il sito e spesso ci sono canzoni e remix da ascoltare http://www.casinoroyale.it/category/audio/

da paura:)

non sapevo. Ottima integrazione, Ant.

1. Mikey Dread, Macro Marco & Casino Royale- ?We are Family?
ad esempio, mi piace un sacco.

[Casino Royale] carattere

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