C’è bisogno di Califano
Se fosse nato altrove, magari in America, oggi sarebbe annoverato tra i guru di quell’élite rivoluzionaria targata “beat generation”. In Francia si parlerebbe di lui come di un impenitente chansonnier. In Inghilterra, non da meno, per meriti artistici si sarebbe potuto fregiare dell’ambito titolo di Sir. Da noi invece, sebbene goda di un'indiscussa popolarità, la sua figura oscilla tra l'altalenante gradimento di una cultura popolare, storicamente dissonante e contrapposta: il mito, un Maestro, un poeta, l’unico. Diversamente: trash, maledetto, eccessivo, inaffidabile. In realtà, in quanto “sfacciatamente italiano”, Franco Califano appartiene a ciascuna fazione: poeta maledetto, artista scomodo e, ovviamente, proprio per tutto questo, unico. Del resto, basterebbe ripercorrere il suo excursus anagrafico per capire quanto il destino abbia inciso nella formazione del controverso personaggio.
Con queste parole si presenta il popolare cantautore sul suo sito. Califano è un poeta straordinario che ha saputo con originalità e trasgressione mettere in musica la vita e le contraddizioni dell’amore, a volte prendendo posizioni poco ortodosse e fuori da ogni canone.
Per questo motivo il Califfo può contare su una nutrita schiera di ammiratori e allo stesso tempo non è amato da un manipolo di detrattori benpensanti che snobbano la sua arte.Se è vero che esiste un dialogo tra la canzone d’autore e la poesia, Franco Califano è uno dei cantautori italiani che con le sue bellissime canzoni ha contribuito notevolmente a rafforzarlo. In tal senso è imperdibile il suo nuovo cd C’è bisogno d’amore. Questo è certamente il suo disco più bello. Dodici tracce impreziosite dalla collaborazione con Nicky Nicolai, Stefano Di Battista e Federico Zampaglione dei Tiro Mancino.
Il maestro Califano questa volta dà il meglio di sé. Egli si rivolge al freddo che sentiamo nella nostra epoca e a squarciagola grida che c’è bisogno d’amore “quando tutto va male tutto va bene/quando Dio si nasconde e non si fa sentire”.
Controcorrente canta quello che non sappiamo dell’amore in un mondo il cui vero problema "è difficile parlarsi e ascoltarsi davvero”.
Nel disco ci sono almeno tre capolavori assoluti nei quali Califano punta il dito contro l’analfabetismo emotivo e l’indifferenza, le mode o le maschere che il genere umano indossa. Strana la vita, Un secolo che va e Pallide memorie sono le tappe fondamentali del viaggio di Franco Califano nelle macerie del presente che ruba ad ognuno un po’ d’allegria.
Il menestrello racconta con l’umiltà della grande poesia storie comuni di oggi. Non rinuncia alla libertà di cantare l’amore, misura di tutte le cose, in questo tempo piccolo che “continuerà a picchiare sull’umanità”.
Questo è il disco più maturo di Califano. Un ritorno gradito ancora nel nome dell’amore che è stato sempre al centro della filosofia di vita del cantautore romano. Il maestro di vita racconta il nostro tempo, le sue parole sono dentro le cose che tocchiamo. “Solo e innamorato” della vita e dell’amore, Franco Califano è tornato per dirci a modo suo che oggi vale la pena di rischiare e mettersi in gioco con i propri sentimenti. Bisogna tornare a parlarsi e ascoltarsi davvero. Perché la verità esiste ed è nascosta in tutto quello che non sappiamo dell’amore.
Insomma, c’è bisogno d’amore per dare un segnale in questo mondo popolato da anime sole che percorrono sempre strade parallele.. C’è bisogno d’amore , questa è la vera rivoluzione per cui vale la pena alzarsi al mattino e cambiare il mondo.
Nicola Vacca
(articolo pubblicato il 16 giugno su Linea quotidiano)
Commenti
Nicola presenta l'ultimo CALIFANO
Non sono mai stato un fan di Califano, però questo tuo pezzo è davvero molto bello e sentito, Nicola. Intenso. Fa venire voglia di ascoltare il disco. Non escludo che lo farò, nonostante tutte le mie riserve sul personaggio e soprattutto sulla sua musica.