Brunori Sas

Vol. Uno

Brunori Sas

Sarà forse perché l'estate è la stagione che con le sue bordate di caldo torrido mi riconcilia col mio corpo, sarà forse perché non vedo il mare da tempo immemore, sarà forse perchè al mare ho trascorso giorni di indimenticabile serenità familiare, sarà forse perchè il mare mi ha salvato la vita, sarà forse perché durante le lunghe ore di autostrada la radio era sempre accesa su cassette di musica anni '60 italiana e anglosassone con canzoni da cantare senza nemmeno conoscerne le parole, sarà forse perché le strade deserte di una città in pieno agosto conducono ad una strana malinconia che mi fa continuamente pensare al passato, che mi rende più disposto a concedermi delle pause di svago, condite da semplicità senza troppi fronzoli intellettuali indispensabili per non pensare continuamente al difficile vivere quotidiano ma una cosa è certa: «Vol. Uno», disco d'esordio del cantautore calabrese ed ex imprenditore mancato Brunori Sas, è davvero un piccolo gioiello della (nuova?) canzone italiana, con nove pezzi che guardano alla nostra musica d'autore più eclettica (Rino Gaetano, Ivan Graziani, Piero Ciampi e gli urlatori anni '60) riadattandola ai nostri giorni, e che chiedono di essere cantati a squarciagola proprio come fa spesso il nostro Brunori Sas.

Il disco è costellato da ricordi anni '80 (Edwige Fenech, i mondiali dell'82) e '90, amori, poesie (Verlaine), Novella 2000, sigarette, vacanze al mare, palette e secchiello, feste in spiaggia, la scoperta del sesso, con il presente che angoscia con la sua precarietà, con il mutuo che ti stringe alla gola e un lavoro che si vorrebbe mollare al più presto. 

Brunori Sas si confessa uomo e poeta fragilissimo nei tre minuti del brano di apertura di sole voce e chitarra, «Il pugile» «La devi smettere di darmi i pugni, non sono mica un pugile» e «E sì, lo so, che sei imbattibile, che sei perfetto e irraggiungibile mentre io sono un fiore», delinea in «Italian Dandy», con l'accompagnamento dei fiati, la figura di un ragazzo diverso dagli altri, «Mia madre sfogliava Novella 200o ed io ai suoi piedi leggevo Prevert, avevo 10 anni ma pensavo già alle donne e chiuso nel mio bagno amavo Edwige Fenech, a scuola i ragazzi giocavano al calcio e io sul muretto citavo Verlaine, avevo 16 anni ma pensavo solo al sesso poi vidi le sue labbra e me ne innamorai», canta in «Nanà» la propria condizione passata di ragazzino solo e triste e un presente di poco conto «Perché la mia non è una vita speciale e molto spesso me la devo inventare, perché la mia non è una vita speciale ed è per questo che la devo cantare», si diverte come faceva Rino Gaetano a descrivere i sogni di vita di uno scapolo come tanti ce ne sono a questo mondo in «Paolo» che ambisce solo ad avere una donna accanto «Paolo non lo sa per chi voterà, sa soltanto che vuole una moglie, che gli scaldi la minestra a cena, che gli tenga in ordine la casa e prega Dio e Padre Pio che prima o poi lo ascolterà e prega Dio o Padre Pio e prima o poi lo ascolterà», colpisce il cuore dell'ascoltatore con il gioiellino malinconico, «Come stai» che guarda oltre Manica per le sue armonie giocate sull'intreccio della sua voce in punta di piedi, della chitarra, dei fiati e di una voce femminile:                                                                            

«Come stai?
E' la frase d'esordio nel mondo che ho intorno
Tutto bene, ho una casa e sto lavorando ogni giorno.
Che cosa vuoi che dica? Di cosa vuoi che parli?
E' il mutuo il pensiero peggiore del mondo che ho intorno.
Tasso fisso, con l'euribor c'è chi sta impazzendo da un anno.
Che cosa vuoi che scriva? Di cosa vuoi che canti?
Di come facile è andare quando non sai guidare
Di come è triste il Natale senza mio padre
Il calcio è la sola religione del mondo che ho intorno
Una pizza, una birra e poi andremo a ballare giù al mare
Che cosa che vuoi che dica? Di cosa vuoi che parli
Di come è grande il mare quando non sai nuotare

Di come è navigare al rallentatore
Forse dentro me cambiano le cose
Forse dentro me cambiano le cose
Dentro al mio giardino nascono le rose
»,

ricorda le vacanze estive del 1982, quelle di Mondiali in «Guardia '82« e un amore che sulla voce dolente si trascina per anni «Dieci anni più tardi la vidi, vicino a un falò e bruciavano la carne e bruciavano le canne, io stavo seduto da solo a suonar la chitarra a cantare canzoni, a cercare canzoni ma lei non mi guardava per niente, ingollavo Peroni ed iniziavo ad urlare», con poche parole canta la tristezza della vita de «L'imprenditore» con una insolita impennata elettrica finale «Come sono contento di fare l'imprenditore ma come sono contento di lavorare per ore ed ore!», svela il proprio animo indolente in «Di così» «Ho lasciato i sogni chiusi nell'armadio che dentro a un cassetto non ci stanno più e quello che voglio è vivermi meglio, quello che voglio è vivermi meglio» e ci saluta col minuto e vento di «Stella d'argento» tenerissima nelle sue lacrime sotto il cielo.

«Vol.Uno» è un disco di una trentina di minuti di canzoni all'apparenza leggerissime ma che ascolto dopo ascolto con le loro melodie e la voce caldissima di Brunori Sas finiscono per conquistarci in maniera disarmante facendoci sognare la bellezza degli amori impossibili, delle cadute e delle rinascite che costellano la nostra esistenza e le nostre estati.

Discografia e brevi note:

Brunori Sas (Dario Brunori, 1977), cantautore e neo-urlatore italiano. Vincitore Premio Ciampi 2009 come miglior disco d'esordio.

Brunoris Sas, "Vol. Uno" (Pippola Music, 2009)

Sul web:

http://www.myspace.com/brunorisas 

http://www.pippolamusic.com/wp/ 

http://www.myspace.com/pippolamusic 

Video:

http://www.youtube.com/watch?v=_VlWIsGBomg

http://www.youtube.com/watch?v=kf5BhrngRPE 

Andrea Consonni, agosto 2010 

ISBN/EAN: 
8016670248941

Commenti

 [Brunori Sas] Un disco

 [Brunori Sas] Un disco d'esordio davvero speciale.

[brunori] aggiungo il tag

[brunori] aggiungo il tag "opera prima"... e finalmente aggiorniamo la homepage dei dischi;)

[Brunori Sas] Bell'album, sì.

[Brunori Sas] Bell'album, sì. Direi da ascoltare anche Dente, e Giovanni Block. Così. Ciao.

[brunori sas] E Samuel

[brunori sas] E Samuel Katarro (canta in inglese). Lo stavo dimenticando.

[Brunori] Purtroppo ti devo

[Brunori] Purtroppo ti devo dire che nessuno dei nomi che hai citato mi piace. Ci ho provato ma non riesco proprio ad ascoltarli. E' anche per questo che sono rimasto anche un po' stupito dal mio apprezzamento per questo album.  

[Brunori Sas] E come mai

[Brunori Sas] E come mai "purtroppo"? Meno male, dico io! Che poi mica li ascolto giorno e notte, eh. Katarro l'ho sentito dal vivo un paio di volte perché è di queste parti, e l'ultima volta mi è piaciuto davvero.  Per il resto,  avere gusti diversi è bello, se no di cosa si parla? (-:

[Brunori Sas] Comunque il

[Brunori Sas] Comunque il primo periodo di questo tuo pezzo mi ha ricordato: Faulkner, Wallace, Egolf. Per la lunghezza, eh. Notte, ciao.

[Brunori Sas] Grazie per il

[Brunori Sas] Grazie per il paragone ai mostri sacri. per i gusti, il mio purtroppo è uscito così, senza pensarci. Faccio una fatica terribile ad ascoltare musica indie italiana, mi fa proprio incazzare, anche solo vederli dal vivo, eccetera, tipo l'orticaria. Ci sono piccole cose che non mi dispiacciono, vedi moltheni e sinceramente questo Brunori mi ha rilassato. :) 

[brunori sas] Sottoscrivo

[brunori sas] Sottoscrivo brancolini, l'incipit è davvero "catchy", e fa tornare in mente un sacco di belle letture. Ma la scrittura del Consonni è sempre così, è un'iniezione di bellezza e di letterarietà. Sono un grande fan:).

Detto ciò, ottima la scelta del disco. Ne ho sentito parlare qua e là, quest'estate, ma non ho ancora ascoltato nessuna traccia. Scrivi: "disco d'esordio del cantautore calabrese ed ex imprenditore mancato Brunori Sas, è davvero un piccolo gioiello della (nuova?) canzone italiana, con nove pezzi che guardano alla nostra musica d'autore più eclettica (Rino Gaetano, Ivan Graziani, Piero Ciampi e gli urlatori anni '60) riadattandola ai nostri giorni, e che chiedono di essere cantati a squarciagola proprio come fa spesso il nostro Brunori Sas."

> Gaetano immagino sia la prima, almeno per fratellanza etnica... Ciampi che canta a squarciagola fatico un (bel) po' a immaginarlo, era troppo ridanciano e troppo amaro per scegliere una strada del genere...

[brunori sas] a proposito di

[brunori sas] a proposito di questo passo, "Il disco è costellato da ricordi anni '80 (Edwige Fenech, i mondiali dell'82) e '90, amori, poesie (Verlaine), Novella 2000, sigarette, vacanze al mare, palette e secchiello, feste in spiaggia, la scoperta del sesso, con il presente che angoscia con la sua precarietà, con il mutuo che ti stringe alla gola e un lavoro che si vorrebbe mollare al più presto. "

> Sai cosa mi viene subito in mente? Baustelle. Sbaglio?

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