Bon Iver

For Emma, Forever Ago

Bon Iver


Ci sono momenti neri nella vita degli artisti che si tramutano in energia utilizzata per realizzare opere uniche e forse irripetibili. Lutti, depressioni, amori assoluti e il perdersi nella loro fine a fare da ispirazione ed "For Emma, Forever Ago", del songwriter Bon Iver (sigla che sta per lo statunitense Justin Vernon) è uno di questi.

Da quanto si evince dalle sue dichiarazioni, lasciato solo dalla donna che amava e schivato dagli amici, Justin precipita in una fase buia della propria esistenza e per superarla decide di isolarsi per quattro mesi in una capanna abbandonata del Wisconsin, in pieno inverno. In quella capanna abbandonata nella neve, in completa solitudine se non per la compagnia di una chitarra, Justin ritrova se stesso scoprendo negli eventi lasciati alle spalle la forza per comporre canzoni e aprirsi ad una nuova vita.

"For Emma, Forever Ago" è un disco scarno, composto da una chitarra, qualche effetto, un suono di batteria, dei fiati e una voce sofferete che ricorda il tono in falsetto del Jeff Buckley più sommesso e ritratto su se stesso. Suonato nella neve il disco si affianca alle opere di cantori della solitudine come Smog, The Palace Brothers, Papa M, con svolte improvvise nella partitura che riportano ai gospel intonati nelle piantagioni di cotone, all'anima sofferta di Robert Johnson e  a quella riattualizzazione del folk e del country sperimentata da personaggi come Sufjan Stevens e Devendra Banhart ma spogliandosi di quel loro piglio un po' freak-intellettual-chic che ne fa spesso degli artisti riservati ad un pubblico composto da indie snob lettori di riviste specializzate.

E' sufficiente l'apertura del disco per rendersi conto della sua qualità rara, quella "Flume" dal tono bucolico e disperato nel canto "Only love is all maroon // Gluey feathers on a flume // Sky is womb and she's the moon", l'effetto paradisiaco della voce angelica col suo incedere movimentato della chitarra di "Lump sun" dove l'anima si denuda e si svuota del passato "Sold my cold knot // A heavy stone // Sold my red horse for a venture home // To vanish on the bow // Settling slow" per riuscire in qualche modo a far ripartire la propria vita, l'invocazione imprecata sulla chitarra e nient'altro di "Skinny Love" " I told you to be patient // I told you to be fine // I told you to be balanced // I told you to be kind // In the morning I'll be with you // But it will be a different "kind" // I'll be holding all the tickets // And you'll be owning all the fines" con un battito di mani surreale che saluta la fine di un rapporto "cut all the ropes and let me fall", il gospel di "The Wolves (Act I And II) che si conclude con lo sguardo al cielo sulla voce aperta e un accenno di distorsione, di rumore "What might have been lost // Don't bother me" che conduce all'anima del disco, ad una canzone da brividi sulla pelle, "Blindside", in cui Bon Iver è neve, dolore, corde della chitarra, voce, ricordi, dolore, ironia, There's a pull to the flow // My feet melt the snow // For the irony, i'd rather know // 'Cause blinded I was blindsided // 'Cause blinded I was blindsided" , lo slancio emotivo di "Creature Fear" dove il tributo a Jeff Bucley è più che evidente con la successiva "Team" interamente strumentale che gli fa da coda e apertura alla "For Emma" sognante e arricchita dai fiati, che si gioca su un dialogo fra un uomo e una donna e quel nome, quella donna, Emma, salutata per sempre "I toured a light // So many foreign roads // For Emma, forever ago".

Il disco si chiude con un pezzo da brividi, "Stack", che scava nella storia del mondo, "This my excavation and today is Qumran" e che merita solo di essere ascoltata, ad occhi chiusi, in completa solitudine.

"This is not the sound of a new man or crispy realization
It's the sound of the unlocking and the lift away
Your love will be
Safe with me
"


"For Emma, Forever Ago" non è solo e semplicemente un bellissimo disco ma la rivelazione della possibilità insita nella musica e in ogni forma di espressione artistica di toccare, con una semplicità disarmante, l'essenza stessa dell'anima, l'essenza dell'esistenza.

Brevi note:

Bon Iver, pseudonimo di Justin Vernon, (Eau Claire, 1981) è un cantautore statunitense. "Bon Iver" è la storpiatura dell'espressione francese Bon hiver cioè Buon inverno.

Discografia:

"For Emma, Forever Ago" (Lp, Jagjaguwar, 2007)

"Blood Bank" (Ep, Jagjaguwar, 2009)

Approfondimenti in rete:

sito ufficiale: http://boniver.org/

sito myspace: http://www.myspace.com/boniver

Video ufficiale di Wolves: http://www.youtube.com/watch?v=z9lrVZdaluk

ISBN/EAN: 
000

Commenti

Un piccolo grande disco.
Bon Iver
Qui potete vedere alcune cose molto interessanti su di lui:

http://www.brooklynvegan.com/archives/2009/09/bon_iver_sunris.html#more

volo a papparmi Wolves
www.youtube.com/watch?v=z9lrVZdaluk

lo-fi, depressivo, intimista. Ci piace.

:-)

L'etichetta Jagjaguwar non l'avevo sentita proprio mai (ma negli ultimi tre anni ho perso parecchi colpi, in musica...)

[Bon Iver] Nuovo album, nuova

[Bon Iver] Nuovo album, nuova canzone:

http://www.youtube.com/watch?v=KbJy1zeoDn4 

[Bon Iver] Il video ufficiale

[Bon Iver] Il video ufficiale di "Calgary":

http://www.youtube.com/watch?v=0KrmxavLIRM 

[calgary] retrogusto Cocteau

[calgary] retrogusto Cocteau Twins...

[Calgary] Sì. mi piacciono

[Calgary] Sì. mi piacciono molto i Cocteau Twins.

[bon iver] sto ascoltando The

[bon iver] sto ascoltando The Wolves, bello anche il video; anche se questo continuo falsetto, dopo un pò stuficchia...ma mi procuro il cd For Emma

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