Apoteosi

Apoteosi

Apoteosi

Nel passato, l'apoteosi  era il processo di divinazzazione celebrato dopo la morte dell'imperatore Romano: oggi vorrei rendere giustizia a questa formazione musicale morta da tempo. Siamo nel 1975 e dalla Calabria escono fuori dal nulla tre fratelli (Massimo, Federico e Silvana Idà) che insieme a Franco Vinci e Marcello Surace pubblicano un piccolo capolavoro con l'aiuto economico fornito dal papà dei tre: Salvatore. L'album vende pochissimo e rimarrà una rarità per gli appassionati del genere, i nostri non avranno insieme altre possibilità in futuro per dimostrare il loro indiscusso valore. E' vero che la loro sorte è comune a quella di altri gruppi prog italiani di quegli anni ma nelle poche guide in cui vengono citati non sono mai recensiti a dovere e non capisco perchè. Per gli amanti delle tastiere qui troviamo veramente di tutto, piano, sintonizzatore, moog, mellotron, ecc ... e tutti suonati veramente bene da Massimo Idà, bravo anche Franco Vinci alla chitarra e pregevole l'accompagnamento ritmico di Marcello Surace alla batteria ma soprattutto di Federico Idà al basso che suona molto bene e nel panorama prog italiano non è una cosa comune (se poi aggiungiamo che si diletta con discreti successi anche con il flauto cosa altro possiamo chiedere ad un musicista?). La componente vocale è femminile ed anche questo è un elemento rarissimo nel genere prog. Silvana dimostra di possedere una voce molto ben strutturata e convincente al contrario di tanti colleghi maschili, durante tutto il disco sembra più accompagnare gli altri che prendere il sopravvento eppure avrebbe i mezzi per farlo, forse più adatta al mondo del jazz (mi ricorda Rosanna Casale). I testi transitano tra il sociale e lo spirituale, essenziali ma ragionati. Tecnica, compattezza e affiatamento contradistinguono questo gruppo che superficialmente qualcuno paragona ad altri illustri gruppi italiani e stranieri, in realtà non scopiazzano da nessuno ed anzi dimostrano di avere uno stile ben definito ed originale. Certo escono un pò tardi ma esordiscono in maniera eccelsa e dobbiamo oggi, finalmente, dargliene atto.

L'album è un vero e proprio concept, si apre con Embrion che inizia con una tipica atmosfera prog, cui segue l'accenno di una melodia prima al piano e poi alla chitarra, subito dopo abbiamo una lunga suite con accellerazioni e decellerazioni, divisa in due parti: Prima realtà e Frammentaria rivolta. Nella prima parte la melodia iniziale viene ripresa ed espressa pienamente con prevalenza sulla scena del piano, si comincia a sentire anche un pò di flauto. Poi è la volta della voce di Silvana Idà. Segue un piccolo crescendo di flauto e piano, poi un duetto tra chitarra e sintonizzatore con basso in evidenza, ritorna il motivo iniziale al piano e chitarra. Ascoltato questo pezzo ti domandi: saranno capaci di fare di meglio? La risposta arriva immediatamente dopo con un nuova traccia lunga divisa in tre: Il grande disumano - Oratorio (Chorale) - Attesa. Spettacolare la prima con un intreccio di diversi brani miscelati così bene da sembrare un unico pezzo, per la prima ed unica volta ascoltiamo anche una voce maschile, è quella del chitarrista che però non regge il confronto con Silvana, qui stiamo ad un prog di alto livello esecutivo e di ottima riuscita. Segue la seconda che, come si evince dal titolo, si ispira alla composizione corale creando un'atmosfera suggestiva e nulla più, si finisce con la terza che riprende ed allunga l'ultimo tema della prima per poi concludere la traccia. Dimensione da sogno è il pezzo più melodico del gruppo e segue la tradizione italiana del prog , ma non dispiace. La traccia finale ti incanta. Apoteosi, nome del gruppo e titolo dell'album. Un vero capolavoro che inizia con i piatti ed un giro di basso che ricorda tanto i Goblin (solo che i nostri escono prima). Dopo si si aggiunge la chitarra che prima suona lo stesso giro, poi comincia a strozzare delle note che piano piano prendono vita e consistenza, alla fine ecco il piano che si limita ad accompagnare mentre il sintetizzatore crea magiche atmosfere. Il pezzo si carica mano a mano che prosegue, varcando i confini del prog per spaziare in quell'area che pochi altri gruppi del panorama italiano hanno saputo raggiungere, sembra dover esplodere da un momento all'altro, ma lo farà solo alla fine dando così compimento all'embrione iniziale.  Ho riascoltato decine di volte questo album, ogni volta ho apprezzato qualcosa di più e questo succede solo con le cose fatte veramente bene. Voto 9 - - -

Apoteosi
album: Apoteosi anno: 1975 etichetta: Said
componenti
Silvana Idà: voce
Massimo Idà: tastiere
Federico Idà: basso, flauto
Franco Vinci: chitarra
Marcello Saurace: batteria
 
approfondimenti in rete:
 
ascolto:
 
nina_garbo, 28 giugno 2009
ISBN/EAN: 
000

Commenti

Neo-Nina.
Chicca micidiale: opera unica degli Apoteosi, 1975.

(leggendo la bio, è complicato accettare l'idea che l'artista di punta di una band di - piccolo, ma nutrito, vedo - culto sia diventato autore di musiche per la TV. L'Italia è veramente un paese sinistro)

bisogna far pur qualcosa per campare, comunque prova a chiederglielo (se vedi meglio il sito suona quasi tutti i venerdì a Roma)

se ho capito bene dell'attuale band c'è pure il vecchio chitarrista
http://www.frankiecanthinaband.com/index.html

no, no mi sono sbagliato: è un altro Franco, quello vero lo trovi su
http://www.myspace.com/francovinci

Ora me li studio;)
Sono molto incuriosito. Grazie ancora per questa primizia;)

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