Come nasce un amore.
L'approccio e il corteggiamento. Studiarsi piano, piano.
Se tutto va come deve andare.
L'amore sboccia tra le mani.
Caldo e appassionato.
Seguendo le vie del cuore.
L'anima. Tutto te stesso.
Questo mi succede spesso.
Ed è successo con la musica tanti anni fa.
Ho iniziato a suonare per 'colpa' loro.
Guardando un video.
La pulsazione. Entrava in me, sgorgando naturalmente.
Ho comprato un basso per suonare le canzoni dei Cure.
Per godermi le linee suonate da Simon Gallup, mio vero primo maestro d'ascolto e di suono.
Ho suonato anche quando le dita insanguinate mi chiedevano pietà, seguendo la musica.
Il ritmo.
Era il Marzo del 1990.
Era da poco uscito il quarto singolo di "Disintegration".
'Pictures of you' galleggiava nella mia stanza.
Ed io galleggiavo con lei.
Il video tra la neve. Gocce. Sensazioni che è difficile raccontare.
Disintegration uscì l'1 Maggio 1999.
Una sorta di chiusura di una trilogia:"Faith" - "Pornography" - "Disintegration". Molti dicono che la vera trilogia sia "Pornography" - "Disintegration" - "Bloodflowers".
Ma a mio gusto credo che la prima sia quella vera.
Un album che racchiude in se migliaia di emozioni. Infinite. Si.
Amore, malinconia, tristezza, felicità, gioia e dolore.
Inquadrati dai testi ispiratissimi di Robert Smith e dalla musica, non più decisamente dark ma complice di più generi.
"Plainsong"
E' l'incipit ideale.
Il pensiero delle prime luci del mattino.
Come gli occhi che cercano distratti uno raggio di luce.
O il buio per dormire ancora.
Come campane in festa. Come il canto sornione degli uccelli.
Le tastiere sono gocce di rugiada spruzzate a fior di pelle.
E l'entrata della chitarra è come odorare, sentire, farsi avvolgere dal buon odore di un caffè. Incredibilmente saporito e dolce.
L'ingresso della voce di Smith dopo 2 minuti di questa purezza musicale è di una poetica che dire emozionante è poco. Sono decine di voci piene di delay, riverbero che cullano e fanno sognare.
Il breve testo. Parla di vento, freddo. Di pioggia. Di come corre il tempo.
"Pictures of you"
E' la melodia perfetta. Un incastro meraviglioso del canto con la musica.
Un incrocio di arpeggi di chitarra. Di basso. Su un bellissimo ritmo di batteria.
Il tutto avvolto da un pigiama caldissimo creato dalla tastiera.
Ecco. Questa canzone esprime calore.
Il testo è. Magia. Petali di candore. Amore. Distacco.
E' un bacio sotto la pioggia, una carezza.
Lasciarsi. Cadere. Disintegrare quelle foto perché ti fanno male.
Ricordare ancora così non ci starai più male?
Perché non c'era niente al mondo che avrei voluto se non te.
Una delle canzoni più discusse dei Cure. Sulla sua purezza e commercialità. Forse. Sono gusti. Ma ogni volta che la sento a me, si apre il cuore.
Poi fate voi…
"Closedown"
Inizia con un basso a dir poco 'enorme' accompagnata da un tribale di batteria suonato solo sulle pelli e ancora da una spruzzata di tastiere che rendono questo quadro ancor più stupendo. L'ingresso 'chitarrifero' è un orgasmo di sensazionale gusto artistico. 'I'm running out of time/I'm out of step/And closing down" la voce inizia a cantare e.
A quel punto capisci quanto sia bella la musica.
The Cure.
Quanto sia meraviglioso il canto di Robert Smith.
Che con la sua voce può avvolgere il tuo cuore e portarlo via in un barattolo di miele e lucciole.
Una 'suite' piuttosto particolare che inizia e finisce con lo stesso ritmo e con le stesse note. Da cavalcare. Salirci piano e farsi guidare.
"Lovesong"
E' una dichiarazione d'amore di Robert alla moglie Mary.
Una serenata 'scura', piena di parole e suoni dolci.
La tastiera è un dolcissimo, bellissimo carillon che gira nascondendosi da un giro di basso sublime e su d'una batteria che suona praticamente in loop.
Le chitarre di Porl Thompson entrano ed escono e sono come sempre deliziose e fondamentali. "However far away I will always love you/However long I stay/I will always love you/Whatever words I say I will always love you/I will always love you" .Poi il momento del solo;che sembra d'immaginare un quadro raffigurante l'Amore. Ci sento amore. Ecco. Ispira anche serenità, certo.
Scivola via così deliziosamente che è un peccato non riascoltarla ancora e ancora.
"Last Dance"
Sono ottave di basso accompagnate da un micidiale "Fill" di batteria.
Poi la melodia esplode, in maniera soffusa, quasi soffocata, tra chitarre e un tappeto di tastiere.
Il 'groove" prende corpo e il basso è di una bellezza disarmante.
La particolarità che si coglie ascoltando queste prime canzoni, è l'assenza quasi totale di un ritornello o di un momento che si può definire tale.
Ad esempio questa canzone gira quasi tutta sulle stesse note. Se si escludono un paio di momenti. Ma è una ripetizione che non stufa ma che ti entra in testa e ti dondola e accarezza. Un ultimo ballo tra la neve, il desiderio del primo bacio. Come se fosse l'ultimo momento. Come fosse l'ultima volta.

"Lullaby"
Chitarre. Arpeggi e un riff che gira come una vite in testa.
Poi Basso e Batteria. Un marcia velenosa. Oscura. Una ninna nanna da incubo.
Dal profilo, in questo caso, decisamente dark.
E' un 'mostro' fatto canzone inventato da Smith è soci. Una delle canzoni più famose dei Cure. Accompagnato da un video a dir poco macabro e claustrofobico dove Smith e al tempo stesso cacciatore(un uomo ragno a dir poco pauroso) e preda(o sua cena).
Una chicca. Che fa muovere/ballare. Tra le inserzione di tastiere e questo ritmo a 'marcetta' davvero sfizioso. Splendida l'interpretazione di Robert che riesce a far strisciare la voce. Poi sembra quasi ingoiarti, rendendo ancor di più questo effetto 'sfumato' e 'oscuro' più credibile.
"Fascination Street"
E' stato il mio primo pezzo suonato sul basso dei Cure.
Ed è in effetti il basso il cuore pulsante di questa canzone.
Enorme e splendido.
Una meravigliosa cavalcata tra centinaia, migliaia di chitarre che si inseguono, si raggiungono e si prendono per mano.
Con le giuste spruzzate di tastiere varie messe sempre con gusto e sagacia da O'Donnell.
Un lento ed inesorabile crescendo sonoro. Devastante il cantato di Smith che sale duettando con le chitarre di Thompson su nuvole di note difficili da immaginare. Arrivando dove solo lui sa.
Splendidamente meravigliosa. Semplicemente.
Portami in una Fascination Street e colorami di te. Avvolgimi. Con la tua bocca.
E poi. Chi lo sa, vedrà.
"Prayers for rain"
E' ancora bellezza allo stato puro disegnato da un arpeggio 'scurissimo' di chitarra e da un pianoforte e poi ancora chitarre ad arrotolarsi sul basso e la batteria. Come un muro. Un muro di pioggia.
Poi prima della voce le tastiere diventano protagoniste, rendendo l'aria ancora più nebbiosa. E la voce ci entra dentro sparata a 20000 all'ora. Sofferta. Bellissima. All waiting for the rain. Una pioggia di baci.
Si accendono archi. Tanti archi.
Sembra come un nuvola nera che ti si addensa sopra la testa e. Proprio così. Quella sensazione.
Delizia. Quando ancora la voce prende delle note assurde cadendo tra questi archi pesantissimi, bellissimi.
E amen.
Da ascoltare. Infinitamente.
"The same deep water as you"
Ancora pioggia. Mi sembra di vedere una scena di un film di Michel Gondry, quando inizia a piovere e i due protagonisti sono ancora dentro casa.
Tra le acque, ancora basso(Da piangere per quanto è bello) e batteria a sostenere e traghettare tra i tuoni e i lampi.
Poi tastiere come vento. E chitarre che sono gocce che scendono piano sulla pelle. La voce, ti prego, è una preghiera. Kiss me Goodbye. Che gli Dei ascoltino queste note e gioiscano con me.
Accarezzami come questa melodia.
Un carezza malinconica. D'amore. Bellissimo.
Un squarcio di tutto quello che di bello ci può essere nella musica.
Le chitarre sono come un'arpa che canta incredibile e soffusa.
Se ci capisco qualcosa di musica, questa canzone è un capolavoro.
Punto. Repeat. Repeat. Repeat. Fino a quando.
Will kiss you I will kiss you/I will kiss you forever on nights like this/I will kiss you I will kiss you/And we shall be together...
"Disintegration"
Vetri che si frantumano? Decine di vetri che si disintegrano.
Batteria, basso e chitarre a formare un roccioso 'groove'.
Poi melodia con altre chitarre e le tastiere.
Poi il canto.
Un lungo delirante cammino verso la fine.
How the end always is.
'Disintegration' è un percorso musicale incredibile che ti fa rimanere immobile.
Pazzesca ancora una volta l'interpretazione di Robert, straziante in alcuni punti, quasi gridando. "Droppimg through sky through the glass of the roof/Through the roof of your mouth through the mouth of your eyes/Through the eyes of the needle/It's easier for me to get closer to heaven than ever feel whole again". E così sia.
Mentre il finale incalza ed è stracolmo di suono. Lasciami ancora qui vicino a te.
"Homesick"
Inizia tra i brividi. Pianoforte e basso. Fermati un attimo e ascolta ad occhi chiusi. Senti che melodia. Ascolta. Ascolta. Sfiora con la mano questa armonia, queste note che prendono forma. Toccale;ora che la batteria e tutto il resto cantano meravigliosamente. Ed emozionati quando il basso inizia enorme, poi, a pulsare. Immagina quadri che non hai visto mai. Foto sul pavimento mai scattate con una nuova luce, colori nuovi. Lasciati baciare dalla voce. Balla. Balla a piedi nudi e vedrai che le note ti avvolgeranno. Delicate. Ballerai lenta. Cercando gli archi in aria. Ti stringerò e. Magia. Solo. Niente altro.
"Oh it was sweet/It was wild/And oh how we.../I trembled/Stuck in honey/Honey cling to me/So just one more/Just one more go/Inspire in me/The desire in me/To never go home".
"Untitled"
Fisarmonica(?).
Entra.
Deliziosamente. Chitarra, basso, batteria e synth.
Un ultimo malinconico sospiro prima della fine.
"Feeling the monster/climb deeper inside of me/feeling him gnawing my heart away hungrily/i'll never lose this pain/never dream of you again".
Una nenia. Una filastrocca.
Un altro piccolissimo capolavoro 'scuro' che finisce a sfumare, che fa ti fa venir voglia di riascoltare. E così come è iniziata, così finisce.
Buonanotte…
Robert Smith - Voce, chitarre e tastiere
Simon Gallup - Basso e tastiere
Porl Thompson - Chitarre
Boris Williams - Batteria
Roger O'Donnell - Pianoforte e tastiere

Fiction Records 01/5/1999
Curiosità:Nel Booklet del cd risulta anche Laurence Tolhurst, storico batterista del gruppo nei primi dischi. Poi spostato alle tastiere ed infine defenestrato per troppo uso di stupefacenti. In realtà in questo disco non si sa se ha suonato qualche strumento ma soprattutto se ha inciso qualcosa.
DISCOGRAFIA ESSENZIALE e BREVI NOTE
Three Imaginary Boys, Fiction, 1979.
Seventeen Seconds, Elektra, 1980.
Faith, Elektra, 1981.
Pornography, Elektra, 1982.
Japanese Whispers, Elektra, 1984. B-sides.
The Top, Sire, 1984.
The Head on the Door, Elektra, 1985.
Kiss me Kiss me Kiss me, Elektra, 1987.
Disintegration, Elektra, 1989.
Mixed Up, Elektra, 1990. Remixes, re-recordings.
Wish, Elektra, 1992.
Paris, Elektra, 1993. Live.
Wild Moon Swings, 1996. Fiction / Elektra.
Bloodflowers, 2000. Fiction / Elektra.
The Cure, 2004. Geffen.
Fabio Mele Maggio 2007, Recensione vagamente modificata apparsa su Ciao.it
THE CURE in LANKELOT:
Commenti
Il Grande Capo scrive dei Cure. E questa è la prima bella notizia della giornata:). 'spetta che metto su il cd e leggo-ascolto...
"Ho comprato un basso per suonare le canzoni dei Cure.
Per godermi le linee suonate da Simon Gallup, mio vero primo maestro d?ascolto e di suono.
Ho suonato anche quando le dita insanguinate mi chiedevano pietà, seguendo la musica.
Il ritmo."
> ecco, questo volevo leggere. Anche:).
> integrato tutto l'archivio dei pezzi sui Cure nel sito, intanto...
grandissimo pezzo, scritto da un musicista che ama raccontare quei dischi che sa sentire come nessuno di noi.
Pezzo fichissimo, come al solito. Per un grande album, l'unico dei Cure che possiedo originale. Al tempo ero ossessionato da "Lullaby", e da quel video che è un assoluto capolavoro.
..mi stavo quasi per commuovere..
quando qualcuno parla di un artista o di un gruppo per cui hai pianto o riso, che ti ha accompagnato nelle nottate adolescenziali..quelle in cui "il mondo è cattivo, sei giusto solo tu" pare sempre che parli di un fratello, di un amico strettissimo..
ogni canzone ha un significato specialissimo...e ti dimentichi che possa averlo anche per altri..
ogni volte provo un misto di stupore e stupidità nel'accorgermi e ricordarmi che tanta gente ama quello che amo io..
è bello
fa bene
a puro titolo conoscitivo, quando ho trovato le note di "friday i'm in love" l'ho cantata ininterrottamente per giorni..
sono altrettanto certa che le note siano per lo più sbagliate..
ma chisenne
"I don't care if monday's blue"..
notte a tutti
buon ascolto
"... there was nothing in the world
that I ever wanted more
than to feel you deep in my heart
there was nothing in the world
that I ever wanted more
than to never feel the breaking apart
all my pictures of you..."
è tutta Colpa di "pictures of you" se mi sono innamorata, dichiarata e sposata. dei cure, invece, m'ero già perdutamente innamorata con "seventeen seconds". (poteva esse diciotto, eh?!)
Enorme dottò! come scrivi di musica tu... nessuno. suoni con le parole. (se fossi un gatto ti sposerei.... ) ; )
qui Franco ti chiama "Grande Capo", io su "Faith" ti appello professore. Che palpiti da certi pulpiti... :-). Detto ciò posso solo dire che fai poesia. racconti "l'ascolto".E che la mia storia personale su questo disco te l'ho già raccontata. O forse no. Non importa. Non.
4. 5. 6. 7. 8. Siete troppo buoni... Grazie davvero! :)
Avanti CARAFFA!