“The Freewheelin’ Bob Dylan” è il secondo album ufficiale del cantautore americano Robert Zimmerman, meglio conosciuto col nome d’arte Bob Dylan, che al giorno d’oggi è ormai sinonimo di cantautore e musica d’autore.

Il disco si apre, appunto, con una delle canzoni più celebri del cantautore statunitense: “Blowin’ in the wind”, cantata e ricantata da centinaia di artisti dopo di lui, inno generazionale, brano pacifista e canzone manifesto contro la guerra. Impossibile dimenticarne l’incipit: “How many roads must a man walk down / Before you call him a man? / Yes, ‘n’ how many seas must a white dove sail / Before she sleeps in the sand? (Yes, ‘n’ how many times must the cannon balls fly / Before they’re forever banned? / The answer, my friend, is blowin’ in the wind, / The answer is blowin’ in the wind”. La melodia è essenziale ma fantastica, così come la voce di Dylan. L’artista si scaglia contro il proprio paese, e la politica da esso portata avanti: pone interrogativi scomodi, ma necessari, e attende una risposta che deve immediatamente diventare realtà, basta tendere l’orecchio e ascoltare più che i politici e i politicanti con le loro bugie ciò che “sta soffiando nel vento”.
La seconda traccia è la bella “Girl from the North Country”, dolce e delicata canzone dedicata, molto probabilmente, ad una delle prime ragazze del giovane Dylan. La musica è leggera e armonica, mentre Bob Dylan ricorda la bellezza di questo suo vecchio e sincero amore: “Well, if you're travelin' in the north country fair, / Where the winds hit heavy on the borderline, / Remember me to one who lives there / She once was a true love of mine”. Il finale di armonica è semplicemente da pelle d’oca. La terza canzone del disco è un’altra traccia ormai storica: “Masters of war”, grido di protesta contro i signori della guerra, coloro che senza scrupoli fabbricano le armi che seminano morte in tutti i conflitti mondiali. La musica è incessante e ripetitiva, con un ossessivo giro di chitarra che grida pace contro tutti i potenti che seminano solo guerra e distruzione. Anche qui le parole sono dure, rabbiose, pesanti come macigni, sia oggi ma soprattutto per quell’epoca: “You that never done nothin’ / But build to destroy / You play with my world / Like it's your little toy / You put a gun in my hand / And you hide from my eyes / And you turn and run farther / When the fast bullets fly […] You’ ve thrown the worst fear / That can ever be hurled / Fear to bring children / Into the world / For threatening my baby / Unborn and unnamed / You ain’t worth the blood / That runs in your veins”.
L’album continua con “Down the Highway”, semplice e diretto blues vecchio stampo, con accordi essenziali e un canto quasi parlato, recitato. La canzone è molto appassionata, emozionante e la voce di Bob Dylan è la vera ed unica protagonista. La successiva canzone è “Bob Dylan’s Blues”, anche questa con richiami al passato, ma più elaborata della precedente, sia nel testo che nella musica, che vede primeggiare l’armonica ed un canto più complesso che si alternano lungo tutte le strofe.
Subito dopo si raggiunge un altro dei punti più emozionanti ed intensi dell’album, l’apocalittica “A Hard Rain’s A-Gonna Fall”, canzone dalla melodia piuttosto semplice ma dal forte testo che prende spunto dalla possibilità di una “pioggia densa” che cadrà sulle nostre teste, mentre altre immagini ci descrivono le conseguenze nefaste delle azioni degli uomini senza scrupoli che governano il mondo (“dead oceans”, “sad forests”, “sharp swords in the hands of young children” e altre ancora). “Don’t Think Twice, It’s All Right” è anch’essa bellissima, forse la melodia più accattivante e emozionante dell’album. È una pura e semplice ballata romantica che parla d’amore irrazionale e riscalda il cuora con l’armonica.
“Bob Dylan’s Dream” è un commovente sogno uscito dalla mente del menestrello americano, quello del proprio passato e della propria vita spensierata, da ragazzo, e la successiva partenza, l’allontanarsi dalla propria terra e sfidare il destino, costruirsi un futuro. Il ricordo è vivo e intenso, e ancora grande il desiderio di restare chiusi in una stanza con gli amici, a cantare e ridere fino all’alba (“I wish, I wish, I wish in vain, / That we could sit simply in that room again / Ten thousand dollars at the drop of a hat, / I'd give it all gladly if our lives could be like that”). Particolarissimo è invece lo stile e il canto di “Oxford Town”, fatto di strofe brevi quasi parlate, ed un tappeto musicale quasi accennato.
Cosa altro aggiungere: quasi nulla, i testi e le splendide musiche di questa pietra miliare della musica parlano da sole, oggi come ieri, anche a più di
quarant’anni di distanza dalla loro incisione. È impossibile parlare di musica moderna, infatti, senza aver ascoltato almeno una volta nella vita quest’album di Bob Dylan. Da qui inizierà un nuovo modo di intendere la musica d’autore: Dylan segnerà lo stile e influenzerà radicalmente generazioni e generazioni di successivi folksinger e cantautori di ogni nazionalità e paese.
Blowin’ in the Wind
Girl from the North Country
Masters of War
Down the Highway
Bob Dylan’s Blues
A Hard Rain’s A-Gonna Fall
Don’t Think Twice, It’s All Right
Bob Dylan’s Dream
Oxford Town
Talking World War III Blues
Corrina, Corrina
Honey, Just Allow Me One More Chance
I Shall Be Free
DISCOGRAFIA
Bob Dylan (1962)
The Freewheelin’ Bob Dylan (1963)
The Times They Are A-Changin’ (1964)
Another Side of Bob Dylan (1964)
Bringing It All Back Home (1965)
Highway 61 Revisited (1965)
Blonde On Blonde (1966)
John Wesley Harding (1967)
Nashville Skyline (1969)
New Morning (1970)
Pat Garrett & Billy the Kid (soundtrack, 1973)
Dylan (1973)
Planet Waves (1974)
Before the Flood (live, 1974)
Blood on the Tracks (1975)
The Basement Tapes (1975)
Desire (1976)
Hard Rain (live, 1976)
Street-Legal (1978)
At Budokan (live, 1979)
Saved (1980)
Shot of Love (1981)
Infidels (1983)
Real Live (1984)
Knocked Out Loaded (1986)
Down in the Groove (1988)
Dylan & the Dead (live, 1989)
Oh Mercy (1989)
Under the Red Sky (1990)
Good as I Been to You (1992)
World Gone Wrong (1993)
MTV Unplugged (1995)
Time Out of Mind (1997)
Love and Theft (2001)
BREVI NOTE BIOGRAFICHE
Bob Dylan è uno dei maggiori cantanti americani di tutti i tempi. Le sue canzoni hanno influenzato generazioni di cantautori e, tutt’oggi, continuano ad essere una base imprescindibile per chiunque voglia accostarsi alla musica.
La storia della sua vita è degna di un film. Il suo nome è, in realtà, Robert Zimmerman. Nasce a Duluth, nel Minnesota, nel 1941. Sin da piccolo adora la musica e suona la chitarra. A poco più di dieci anni scappa di casa per raggiungere Chicago, dove inizierà a suonare nei club e nel 1962 cambierà il nome in Bob Dylan. La critica si accorge di lui, del suo folk-rock, delle sue canzoni, dei suoi testi, delle sue musiche per chitarra e armonica. Nel 1961, a soli vent’anni, incide il primo disco, quasi tutte cover, ma dal successivo inizia a scrivere canzoni bellissime, molto legate alle tematiche sociali, spesso di protesta, che lo rendono un’icona della generazione del 68. Incide una serie incredibile di album, nel corso della sua carriera, tutti di altissimo livello. Da ricordare, soprattutto, The Freewheelin’ Bob Dylan, The Times They Are A-Changin’, Highway 61 Revisited, Blonde On Blonde e Desire.
Approfondimento in rete: Scaruffi, Ondarock, Kalporz, Bob Dylan.
Antonio Benforte, 5 set. 2005. Già pubblicato su lankelot.com

Commenti
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Esempio:
DISCHI, BOB DYLAN, FREEWHEELIN BOB DYLAN
ok.
Citato dallo spirito rock Cameron Crowe in Vanilla Sky - in modo scopertissimo;)