Intelligenza sottile, anima dalle passioni eterogenee e forti (politica, calcio, rock, letteratura) e dalla viva sensibilità per le sofferenze dei lavoratori e dei figli del popolo, il perugino Giovanni Dozzini, classe 1978, ha dato vita, col suo secondo romanzo breve “L'uomo che manca” (Lantana, 2011), a una pagina di onesta narrativa neorealista.
“Due file di bambini, una di fronte all’altra a salutare chi stava arrivando. Ci trovammo così a passare tra quelle ali spiegate nel segno dell’innocenza. La strada di terra battuta, cosparsa di petali rosa. Le bambine e i bambini cantavano un inno di gioia, tra le mani giunte, fiori di campo e a ogni ospite un inchino con la fronte e un sorriso. […]I bambini sorridevano e cantavano, in quel canto di vita lieve, immersi in quella loro purezza, da farti tornare la voglia di credere ogni tanto a un dio giusto e alla speranza.” (p.166)
Dopo tanti anni come inviato speciale per la televisione, per forza di cose ci sono episodi, incontri, storie che rimangono più che mai presenti nella memoria e rappresentano al meglio il significato del proprio mestiere. In tempo di velinari e zelanti operatori nel campo della disinformazione di massa fa sempre piacere leggere delle cronache che ti riportano con i piedi in terra e mostrano la realtà così com’è; anche nella sua veste più tragica e priva di consolazioni.
Memorie di un autore tv e di un giornalista d'inchiesta caro a Sergio Zavoli ed Enzo Biagi: uno che sembra consacrato alla sua professione con una dedizione incrollabile, uno che vive ogni reportage come una battaglia per restituire verità, luce e giustizia a chi vive nell'ombra, da vittima dell'arroganza e delle prepotenze. Uno che non ha dimenticato affatto cosa il giornalismo d'inchiesta sia. Quello vero. La bella notizia è che Nevio Casadio esiste, e non è una creatura letteraria: Casadio si direbbe uno dei pochi grandi esempi superstiti del giornalismo televisivo d'una volta, etico e onesto: un esempio capace di fronteggiare, con dignità e orgoglio, la volgarità, la grettezza e la mediocrità del circo catodico forzista.
"Figli delle stelle" è la nuova commedia di Lucio Pellegrini, regista che esordì dietro la macchina da presa lanciando sul grande schermo il duo delle Iene Luca Bizzarri e Paolo Kessisoglu (E allora mambo!, Tandem), e successivamente il quasi esordiente Riccardo Scamarcio (Ora o mai più). Dopo un periodo meno fortunato, Pellegrini è tornato alla ribalta nel 2008 col film-tv I liceali, che ha generato una seconda serie e conseguito un ottimo successo di pubblico.
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