“Ho smesso di cercare di dimostrare di essere qualche cosa di diverso da quello che sono. E è stato l’inizio del vero silenzio. Della vera pace interiore”.
Undicesimo libro di un outsider, montanaro dal cuore onesto, buono (buono davvero), tenero e semplice, uomo che parla alla montagna, come un mistico, l'atipico Mario Martinelli, “Dalla vita di un jobrero” (giugno 2008) è il suo primo memoir. È la storia d'uno stile di vita montanaro e spartano (meglio: monastico), dopo vent'anni di vita cittadina caotica e sregolata. È la storia di uno che decide, dopo aver letto Mauro Corona, che non c'è niente di meglio da fare che eliminare il superfluo dalla propria vita. È la storia di uno che quando dà la parola la mantiene, da vero jobrero.
È la storia di un uomo che un giorno ha deciso di tornare nel suo paese e tra le sue montagne, in Vallarsa, per ritrovare sé stesso, e guarire dal male. È la storia di uno scrittore che voleva dare voce a una vallata che ha avuto poca letteratura, se non per via della Grande Guerra. E quella poca non è mai stata adeguatamente pubblicizzata. È la storia di uno che ha ritrovato il grande segreto della lentezza, e quello più grande ancora del silenzio. È la storia di uno che tiene viva la memoria del sacrificio dei nostri soldati conservando le loro piccole cose, ritrovate qua e là per i monti. È la storia di un incontro tra due scrittori; noi conoscevamo la prima, Fiorenza Aste, elegante letterata di Rovereto.
Ho terminato da poco la lettura dell'ennesimo Corona, non fresco di stampa (la chiusura del libro è data 2004) ma ancora abbastanza recente: vorrei capire se Mondadori crede di aver trovato la sua gallina dalle uova d'oro o se l'autore, stanco di trascorrere le giornate tra arrampicate montane e intaglio del legno, ha deciso di consacrare il tempo della maturità alle proprie memorie.
Mauro Corona, lo scultore, scalatore e scrittore di Erto in Friuli, è giunto alla sua quarta prova narrativa ed ancora una volta ci descrive il suo paese, gli abitanti, gli usi e costumi, i difetti, le miserie, i problemi di una zona di montagna fino a poco tempo fa completamente ignorata dal turismo.
Questa raccolta di racconti costituisce la terza esperienza narrativa di Mauro Corona, di Erto in Friuli, più noto come scultore del legno ed arrampicatore formidabile (ha aperto 247 nuove vie su roccia sulle Dolomiti d’ Oltre-Piave, coi più alti gradi di difficoltà).
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