Un libro non si giudica dalla copertina, né dal numero delle pagine, ma a voler essere onesti entrambe le cose incidono non poco quando si sceglie un titolo tra i tanti e, probabilmente, lo sa bene la Elliot che con la Knize, autrice di “Piano solo”, non ha trascurato nulla, giacché a lettura faticosamente ultimata, capisco quanto abbiano influito su di me il bianco e nero dei tasti in primissimo piano, nonché il sottotitolo: “Una storia d'amore e di musica”.
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