Nasce un amore nel deserto della Libia tra un tenente medico e una crocerossina di nobile famiglia. É una storia casta e pulita, col sapore del tempo antico, fatta di sguardi, piccole intimità, baci quasi rubati, perché nessuno deve sapere, proibito dai regolamenti che le crocerossine familiarizzino così con i militari. Sono gli anni della seconda guerra mondiale, in Italia domina il fascismo con la sua retorica e i suoi miti, nell’ospedale da campo 129, nel Gebel, è arrivato il tenente medico Alfredo: viene dal fronte, lì dove la guerra si fa sentire davvero, ha ancora l’animo pieno di quei ricordi.
“La Libia libera i sogni, la morte esiste anche in questo luogo, ma non porta tristezza” (p.124). La guerra di Libia secondo Tobino: ventun prose ambientate in quest’arida terra che accende sogni e fantasie con i suoi paesaggi, ma è anche teatro di scontri mortali. Inizialmente troviamo la 31° Sezione Sanità “abbandonata a non far niente ai margini di un’oasi, come durante la guerra spesso accade ai reparti” (p.31).
“La mia vita è qui, nel manicomio di Lucca. Qui si snodano i miei sentimenti. Qui sincero mi manifesto. Qui vedo albe, tramonti, e il tempo scorre nella mia attenzione. Dentro una stanza del manicomio studio gli uomini e li amo. Qui attendo: gloria e morte. Di qui parto per le vacanze. Qui, fino a questo momento, son ritornato. Ed il mio desiderio è di fare di ogni grano di questo territorio un tranquillo, ordinato, universale parlare”(p.95).
“Dolorosa follia ho udito la tua implacabile voce per tanti anni e quanto dolore ci fu tra queste mura. Adesso gli psicofarmaci ti hanno messo la maschera ma io intravedo il tuo ghigno, conosco la tua potenza, e credo che per difenderci da te ci voglia proprio un luogo adatto a te, si chiami manicomio, ospedale, pensione Miramare o pensione Miramonti, un luogo che sia consapevole dei tuoi artigli”.
«Non una bomba, uno schiamazzo.
A Roma hanno approvato una legge.(…)
La legge ha già un numero: 180, una data: 13-5-1978.
In sostanza stabilisce, impone che i manicomi siano aboliti, come il dionisiaco e il diavolesco della follia non esistesse. La follia è una malattia qualsiasi, come il morbillo, la difterite.
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