Affari sporchi tra Finlandia, Estonia e Carelia (una delle 21 repubbliche autonome della Federazione Russa) per il romanzo d'esordio di Matti Rönkä, mezzobusto da tiggì con il genio del genere Dekkari, file under: Krimi, file under: nero criminale. Il protagonista è "è nato e cresciuto in Unione Sovietica. Finlandese dell'Ingria da parte di padre, la famiglia materna aveva trovato rifugio in URSS durante la guerra civile. Viktor si è stabilito in Finlandia e ha assunto il cognome originale, Kärppä, che significa 'ermellino'" (pag. 10) - come recitano le ultime righe dell'utilissima nota introduttiva che ci scaraventa nell'universo careliano-ingriano, altrimenti roba cirillica per chi non respira regolarmente l'aria frizzantina dell'estremo nord-est europeo.
Barzelletta. Cosa ci fanno quattordici infermiere svedesi, dieci ostetriche finlandesi, due medici norvegesi, un medico finlandese, un pilota inglese, uno steward inglese, due hostess inglesi, due copiloti inglesi, dieci tagliaboschi finlandesi, due tecnici forestali finlandesi, due ingegneri forestali finlandesi e un giornalista finlandese su un’isola deserta? Si salvano. Dopo nove mesi. Come? Disegnando col fuoco sulla nuda terra e facendosi notare da un satellite. In effetti la battuta non è delle migliori, ma se la espandiamo in forma di romanzo e mettiamo al timone Paasilinna Arto, maestro dello humour finnico e signor narratore, allora le cose cambiano, e si sghignazza. Più che nel finale, in corso d’opera.
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