«L’espressione «poète maudit» (poeta maledetto) ha superato i limiti di un’epoca, e può oggigiorno qualificare altri autori oltre agli amici di Verlaine. Essa designa in generale un poeta (ma anche musicista, artista in genere) di talento che, incompreso, rigetta i valori della società, conduce uno stile di vita provocatorio, pericoloso, asociale o autodistruttivo (in particolare consumando alcol e droghe), redige testi di una difficile lettura e, in generale, muore ancor prima che al suo genio venga riconosciuto il suo giusto valore» [it.wikipedia.org/wiki/Poeti_maledetti].
"Io sono convinto, senza essere affiliato a nessuna setta spiritica, che la sola presenza fisica dei libri, in una biblioteca, agisca su chi li possiede. Si legge anche per osmosi” (Pontiggia, “Leggere”, in “L'isola volante”, p. 71)
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