Georg Friedrich Haendel, Ferruccio Busoni, Bruno Walter ed Arturo Toscanini. Quattro giganti della musica: i quattro protagonisti di questo breve libro che, prima d’ogni cosa, racconta la passione sconfinata che Zweig nutriva per la l’arte musicale. Lo scrittore, infatti, fu amico di vari ed importanti musicisti e proprio ad alcuni di loro dedica questi brevi e sentiti ritratti.
Lo scritto più consistente è quello per Haendel, artista vissuto nel XVIII secolo che lo scrittore aveva amato attraverso le sue opere. Haendel era un uomo corpulento e irascibile, personaggio dalla mente eccelsa e dalla profonda determinazione. Nel 1737 un colpo apoplettico lo costrinse alla stasi: “Per quattro lunghi mesi Georg Friedrich Haendel giacque senza forze, quelle forze che erano tutta la sua vita. La metà destra del suo corpo rimaneva come morta. Non poteva camminare, non poteva scrivere, con la destra non poteva suonare un solo tasto. Non riusciva neppure a parlare, la bocca gli pendeva di lato dopo il terribile strappo che aveva squarciato il suo corpo, le parole gli uscivano dalle labbra smozzicante, indistinte”.
La volontà del musicista si impose con veemenza. Il titano non voleva esser vinto ed annichilito da una malattia. Ad Aquisgrana si sottopose a terapie e bagni caldi. Per nove ore al giorno il Maestro rimaneva nell’acqua calda, a dispetto delle tre che i medici gli consigliavano. Alla fine ebbe la meglio. Tornò a vivere e tornò alla sua musica. E si lanciò con passione nella scrittura di varie opere e alcuni oratori. Le contingenze, però, non erano favorevoli. “Già nell’anno 1740 Haendel torna a sentirsi un uomo vinto, sconfitto; delle sue glorie di un tempo rimangono soltanto detriti e cenere. A fatica riesce a rappezzare qualche nuovo brano da vecchi lavori, di tanto in tanto si impegna in alcuni componimenti minori. Ma esaurito è il grande flusso, morta la forza primordiale pur nel corpo sano […] Un’altra volta si affaccia la fine”.
La sera del 21 agosto 1741 Haendel tornò a casa dopo una passeggiata nella calura serale londinese. Trovò un pacchetto con dentro uno scritto. Era del poeta Jennens, colui che aveva già redatto per lui il Saul e l’Israele in Egitto. La nuova opera portava un titolo: Il Messia. La furia prese possesso del musicista: quella di Jennens voleva essere una burla? Quel poeta si prendeva gioco della sua agonia artistica? Presto alla rabbia si sovrappose la curiosità, Haendel iniziò a sfogliare lo scritto di Jennens. Una strana e misteriosa illuminazione lo colse e lo travolse per tre settimane. Il Maestro fu coinvolto da un “momento fatale” che lo portò a musicare Il Messia, una delle sue opere più riuscite ed amate.
Di Busoni, Zweig fa un dipinto in parole. L’italiano di genio, bello come un “Cristo dolente su legno nero”, un uomo dalla risata buona, aperta, aretina. Amato e distinto tra tutti i Maestri. Incantato dalla sua stessa musica perché, scrive Zweig, “Busoni ascolta. Ascolta se stesso suonare”. E si allontana da sé e dal resto, la musica lo incanta e lo estranea conducendolo in una dimensione diversa: “Sembra quasi scordarsi, in questi preziosi minuti, che questa cosa che lo avvolge con un brivido dolcissimo defluisce da lui stesso; respira, beve ed ascolta rapito…”. E Zweig si trova a pensare di invidiare questo incantesimo, ma sa che non si può invidiare un uomo che non sa invidiare. Si può solo stimarlo ed appassionarsi alle sue creazioni.
Bruno Walter è, invece, uno di quegli spiriti speciali venuti su nell’ombra. E venire su all’ombra di Mahler è stata per lui una maledizione e una benedizione insieme. Un collaboratore dal talento infinito, spirito eclettico e coinvolgente. Solo dopo la morte di Mahler fu possibile accorgersi della stella di Walter. Con ritardo e con dolo, forse. L’abnegazione all’arte della musica era per lui l’unica ragione di un’esistenza. “La gioia è anche abbandonarsi ad un artista che in prima persona sa darsi così magnificamente, rendendo in questo modo gloriosa testimonianza del fatto che l’umiltà di fronte ad un’opera altrui non tradisce una debolezza, ma anzi la più bella forza creativa della terra”.
Quelle che Zweig, infine, dedica a Toscanini sono delle pagine di elogio puro. Di ammirazione sconfinata e, a tratti, perfino troppo enfatica. E’ evidente che Toscanini è tra i migliori del tempo, tra i migliori di un secolo. La sua arte cerca la verità e la perfezione “con la forza mediatrice del sacerdote e con l’abbandono del fedele, con la disciplina rigorosa dell’insegnante e con il palpitante e timoroso zelo di chi ritiene di aver sempre qualcosa da imparare”.
EDIZIONE ESAMINATA e BREVI NOTE
Stefan Zweig nasce a Vienna nel 1881 da una ricca famiglia ebraica. Si laurea in Filosofia nel 1904. Appassionato viaggiatore, ha modo di conoscere numerosi luoghi del mondo e di incontrare alcuni tra i più importanti esponenti della cultura del tempo: Auguste Rodin, Hermann Hesse, James Joyce, Ferruccio Busoni. Zweig diviene famoso come romanziere, traduttore, biografo e librettista. La sua produzione letteraria è ricca e molto varia, anche se in Italia non tutti i suoi libri sono stati tradotti. Nel 1934 Zweig lascia l’Austria per spostarsi in Inghilterra e nel 1940 si trasferisce definitivamente negli USA al pari di tanti altri esuli ebrei. Il 22 febbraio del 1942, a Petrópolis, cittadina a nord di Rio de Janeiro, Stefan Zweig muore suicida assieme alla seconda moglie Lotte Altmann.
Pagine Internet su Stefan Zweig: Wikipedia – Casa Stefan Zweig - Lankelot
Stefan Zweig, “La resurrezione di Haendel e altri scritti musicali”, Passigli, Firenze, 1994.
Traduzione di Lorenza Venturi.
(monnalisa, agosto 2010)
Commenti
(Zweig) Neo Monnalisa!
(Zweig) Neo Monnalisa!
[zweig] qui il sempre più
[zweig] qui il sempre più ricco archivio ZWEIG:
http://www.lankelot.eu/archivio-autori.html?Z/Zweig+Stefan
[Zweig] Bellissimo argomento,
[Zweig] Bellissimo argomento, almeno per me.
Leggere dell'accoppiata Busoni-Walter merita solo per questo l'acquisto del libro.
Busoni che peraltro non ha mai ottenuto, almeno in Italia, la fama che si meritava.
[passigli] qui l'elenco delle
[passigli] qui l'elenco delle schede dedicate ai libri Passigli: http://www.lankelot.eu/Passigli
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[busoni] perchè, Lupo? Da cosa è dipesa la fortuna di FB?
[per chi volesse approfondire, intanto: http://it.wikipedia.org/wiki/Ferruccio_Busoni )