Esce per le Edition d'en bas un libretto agile e intelligente, un pamphlet di denuncia del mondo accademico moderno. La firma è di quelle che faranno stridere denti e stirare acidi sorrisi, perché Libero Zuppiroli è un professore universitario, direttore dell'istituto di optoelettronica della top ranking university EPFL (Politecnico di Losanna).
Zuppiroli parla della trasformazione subita dalla sua scuola, da istituto formatore di giovani ingegneri a gigante di marketing, public relations, e altri label sui quali la penna di Zuppiroli incede con ironia che sfiora a tratti vene di gustoso sadismo.Stilisticamente il libretto è perfetto. Si divide in tre parti:
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La prima dedicata all'accurata analisi del politecnico di Losanna, usato come prototipo, è scritta con una dose più che massiccia di sarcasmo, paragonando il magnifico rettore a un noto eroe omerico, e le sue gesta alla sfida con Scilla e Cariddi.
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La seconda si interessa più specificamente del modello americano di sviluppo universitario, alla tendenza tutta europea di copiare oltre oceano, anche dove decisamente poco raccomandabile, e a una spietata critica degli accordi di Bologna.
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La terza stilisticamente elegante e onirica, racconta la ricerca quotidiana nella fantomatica Utopia, l'università ideale fondata nel 2014, in seguito alle ripetute crisi del mercato internazionale, e alla crescente consapevolezza “che si pensò che era il caso di cominciare a pensare”.
Tutto in questo pamphlet è studiato con coscienza di causa: lo stile retorico cambia violentemente nella terza parte, dai toni caustici sul rettore-Ulisse, all'atmosfera sognante di Utopia. Di sicuro Zuppiroli non si tira indietro, e mostra denti e artigli; la risata scatta facile nella prima parte, diventa tirata di consapevole preoccupazione nella seconda. Si apre in un sorriso, forse un po' condiscendente nella terza.
Due sono i limiti evidenti del lavoro. Da una parte il formato del pamphlet è ideale a suscitare dibattito e intrattenere il lettore; ho letteralmente divorato il libro in due ore, venerdì sera (il professore sarà forse orgoglioso di sapere che ho schivato la molto globale festa Balelecal politecnico per ritirarmi nella lettura) e non mi sono annoiato nemmeno un minuto. Dall'altra manca in modo plateale di profondità d'analisi. Spara ad altezza uomo, solitamente con molta intelligenza, ma con suggerimenti che meriterebbero altra analisi e altro spessore. È ovvio, nessuno compra, legge e apprezza un'opera titanica in ottanta volumi, ma a più riprese si ha l'impressione di essere passati troppo in fretta dal problema degli accordi di Bologna all'effimera classifica delle università mondiali, dal ruolo dell'insegnamento universitario, sempre bistrattato rispetto alla ricerca, alle manie megalomani dell'eccellenza in ogni ambito. Mi sembrano in larga parte rivendicazioni condivisibili; soprattutto, anche nei rari casi in cui non concordo, mi sembra che ci voglia coraggio (e non è poco) per spiattellare così il fallimento della politica universitaria.
Non è tutti i giorni che un professore universitario si permette di dare del megalomane, borioso, mediocre e qualunquista al proprio datore di lavoro; sempre con eleganza, mai volgare, sempre con dati alla mano e appropriati rinvii (a libri, siti internet, fatti di cronaca).
Il pamphlet ci sta, ma ora occorrerebbe qualcosa di più circostanziato, magari un tema (e uno solo) approfondito come si deve. Con i dettagli, i se e i ma che un pamphlet non può avere.
Il secondo limite è la tendenza a fare fuoco su tutto e tutti:
Al termine del XXI secolo, i migliori capi di stato (leaders) che offrono ancora le democrazie occidentali si chiamano Silvio Berlusconi, George Bush, Vladimir Putin e Nicholas Sarkozy. Taluni malpensanti potrebbero averne a male e preferire altri modelli: ma sarebbe offensivo verso i milioni di elettori che, in barba ad ogni avversità, hanno eletto e rieletto questi geni. [...]
(gustosamente crudele)
il genio del presidente del Politecnico di Losanna fu di capire in fretta che questo modello di governo è applicabile anche all'istituzione universitaria
(e questa fa male)
scrivere così mi fa ridere, e non posso in tutta onestà che applaudire. Cosa si può rispondere se non dargli ragione? Le domande che mi faccio sono piuttosto dell'ordine della RealPolitik
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non è un po' tardi?
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non stiamo cercando di puntare troppo in alto?.
Mi permetto una metafora mitologica (visto che Zuppiroli paragona il Magnifico Super-rettore a Ulisse, non me ne vorrà); se Zuppiroli è Sansone, che grazie ai ricresciuti capelli tenta di distruggere il tempio, il dubbio che mi assale è che anche la sua forza leggendaria, ormai non basti più. Apprezzo l'estetica del gesto, ma mi faccio qualche domanda. Non sull'integrità del personaggio, che da anni si batte in questa lotta, ma sulla reale possibilità di cambiare qualcosa, se ci si attacca a così tanto in una volta sola. Forse più che di Sansone, qui assistiamo al supplizio di Sisifo.
Sulle poche parti che personalmente non condivido non mi dilungo(sono critico, ma meno assolutista sul problema del publish or perish; direi che Zuppiroli picchia i tasti giusti, ma ho più di qualche dubbio sulle possibilità alternative); la contemplazione del mio ombelico è uno spettacolo che mantengo privato, e Zuppiroli ha avuto la simpatia di presenziare a una discussione pubblica, in cui ci siamo dilungati su questi problemi (io al solito ho calcato la mano tre volte più pesantemente di quello che penso davvero).
Questo libro andrebbe tradotto, e distribuito alle giovani reclute universitarie. Andrebbe discusso e vagliato con attenzione. E sì andrebbe criticato, magari in modo severo; e ora di ristabilire un uso massiccio del cervello nelle questioni di politica universitaria, e questa è una lettura intelligente da cui cominciare.
EDIZIONE ESAMINATA e BREVI NOTE
Zuppiroli Libero (nato in Italia, data sconosciuta), insegnante / scienziato / filosofo / saggista / storico, nazionalità francese.
Libero Zuppiroli, “La bulle universitaire, faut-il poursuivre le rêve américain?”, Editions d'en bas, Lausanne 2010. Prima edizione.
Bibliografia consigliata:
Thomas Mueller per lankelot. 10. 05. 2010.
Una nota personale: ho notato con piacere che (anche se non se ne parla direttamente nel libro) il professore è molto critico verso il sistema poco selettivo di accesso alle università, e avanza più di una critica sull'abbassamento degli standard di formazione /istruzione. Ho paura che in questo senso si faccia qualche illusione; gli studenti che manifestano contro (contro Bologna, contro la gestione delle università all'americana, contro una serie di molto criticabili innovazioni) non vogliono un'università più votata alla riflessione. Vogliono un'università più facile. Vogliono il pezzo di carta, senza il sudore. Il diploma, senza lo sforzo. Non capiscono che il pezzo di carta non vale niente in quanto tale. Ho paura che cercare le proprie alleanze lì, non porti lontano. Spero di sbagliarmi
Commenti
A voi!
A voi!
[Zuppiroli] Che chicca!
[Zuppiroli] Che chicca! Domani me la leggo con calma e commento.
[zuppiroli] carico in prima!
[zuppiroli] carico in prima!
[hammer] oh luca guarda un
[hammer] oh luca guarda un po' se riesci a impaginarlo meglio? A me viene fuori un mezzo accrocco. viva bondi!
[zuppiroli] mi pare meglio:)
[zuppiroli] mi pare meglio:)
[zuppiroli] lasciamo così?
[zuppiroli] lasciamo così? perché stavo per fare tutto un nuovo copia-incolla, ma ho paura di stravolgere l'impaginazione...
[zuppiroli] io dico che hai
[zuppiroli] io dico che hai fatto un miracolo.
[padre] Tutto merito Suo. (E
[padre] Tutto merito Suo. (E del lordato Bonda)
[Zuppiroli] Mi sa che il
[Zuppiroli] Mi sa che il problema è che scrivo con open Office e non con Word; la prossima volta incollo in formato "solo testo"?
[thomas] anch'io uso open
[thomas] anch'io uso open office... di solito basta copincollare l'articolo servendosi del terzultimo pulsante, quello con la "w" di word.
[Zuppiroli] Infatti ho usato
[Zuppiroli] Infatti ho usato il tasto che dici tu; ho anche docuto cancellare una serie di linee che comparivano in cima al testo.
[zupp] allora prova a
[zupp] allora prova a "flaggare", cioè a contrassegnare, entrambe le opzioni che appaiono mentre carichi il testo...