Un libro in cinque capitoli introdotti da altrettanti sogni. Negli scrittori mediorientali la componente onirica è sempre presente e il romanzo di Ziarati, scrittore iraniano che scrive in italiano, non fa eccezione.
Il primo sogno è di Alì, il bambino protagonista del romanzo e voce narrante della piccola grande storia di “Salam, maman”. Alì è il terzo figlio di una famiglia di Teheran. Il suo racconto inizia quando lui è ancora piuttosto piccolo. Siamo negli anni settanta e Mohammad Reza Pahlavi, l’ultimo Scià di Persia, è stato da poco ricondotto al trono grazie all’appoggio degli Stati Uniti. La famiglia di Alì è formata dal padre Parviz, che fa il tassista, dalla madre Parvaneh, sarta e casalinga, dai gemelli Puyan e Parì e dalla piccola Parvin.
Alì è un bambino curioso che tempesta di domande e di "perché" tutti coloro che lo circondano. Alcune risposte le trova nelle spiegazioni dei suoi familiari, altre le immagina da sé mostrando un’infinita fantasia.
L’infanzia di Alì è segnata dalla presenza forte di una madre come Parvaneh: severa, incisiva, determinata, razionale e scettica. Il suo “oggi non è giornata” deve bastare, e bastava da solo, a regolare l’intemperanza e l’esuberanza dei figli. Le parole di Alì, che crescono con lui durante il racconto della sua storia, rendono alla perfezione quale fosse l’atmosfera sia in casa che fuori. La crescita del protagonista, infatti, passa dall’osservazione di un vissuto quasi esclusivamente familiare fino a quello scolastico per divenire, in maniera quasi traumatica, sociale e politico.
L’evento drammatico è rappresentato dall’arresto di Puyan, il fratello maggiore, il giovane studente appassionato di fotografia e sempre molto acuto nell’analizzare le contraddizioni di un Paese come l’Iran. “Puyan la rivoluzione la voleva fare perché ci credeva veramente. In che cosa credeva? Ci avevano sempre insegnato, a casa, a scuola, alla moschea, sui libri, alla radio, nei film e nelle favole raccontate per farci addormentare, che ci dovesse essere una maggiore giustizia sociale. Credeva veramente che si potesse cambiare tutto e che si potesse realizzare un mondo migliore e costruire una nuova società o una civiltà universale dove tutti… ma la rivoluzione a quei tempi era ancora lontana”.
Puyan legge libri proibiti, ha una mente libera e fa parte di un movimento di attivisti contrari alla monarchia. Manifesta contro l’ingiustizia sociale, contro la disoccupazione, contro la mancanza di libertà di espressione, contro il ritardo che il Paese dimostra nonostante l’immensa ricchezza rappresentata dai giacimenti petroliferi. Il Savak, la polizia segreta, arresta Puyan e altri suoi compagni.
Dopo l’arresto, la madre non ha dubbi: è necessario bruciare tutti i libri di Puyan perché qualcuno sarebbe venuto a cercarli. Alì e sua sorella Parì raccolgono i volumi “proibiti” e ne fanno un grande fuoco all’interno di un bidone.
La Storia fa così il suo ingresso nella casa e nella vita di Alì e con la sua vita si mescola. Puyan viene liberato dopo diverso tempo e dopo aver subito percosse e torture. E’ scosso e rinchiuso in se stesso. Riesce a riprendersi solo grazie alla fotografia e, proprio questa sua passione, gli permette di andare in Inghilterra. Il suo viaggio arriva poco dopo il trasferimento della sorella gemella Parì negli Stati Uniti per motivi di studio. La famiglia è smembrata mentre le vicende politiche dell’Iran sembrano precipitare di violenza in violenza, passando dalle manifestazioni di piazza agli scontri a fuoco, dalle repressioni ai massacri culminando nella cacciata dello Scià e nell’avvento dell’ayatollah Khomeini.
La voce di Alì è quella di un ragazzino che racconta degli eventi molto più grandi di lui. Quelli che vede accadere attorno a sé e a cui prende parte quasi senza volere. La scrittura di Ziarati, ovviamente, si adegua all’età del protagonista e si evolve con lui. “Salam, maman” è un libro lieve e piacevole, nonostante tratti temi spesso duri e implacabili. E’ il racconto della rivoluzione iraniana senza pregiudizi né enfasi perché trasmesso dagli occhi e dalle parole di un giovanissimo che si sta formando umanamente e culturalmente. Il substrato in cui Alì è immerso è quello familiare, religioso e spesso superstizioso, tradizionale e sociale di un Paese che sperava di abbandonare il regime dispotico di uno Scià conquistando libertà e democrazia attraverso una rivoluzione e che, invece, si è ritrovato catapultato in una morsa forse ancora più feroce e soffocante che, tuttora, non accenna a mutare.
Nota a margine: leggendo “Salam, maman” non ho potuto non pensare a “Persepolis” della Satrapi.
EDIZIONE ESAMINATA E BREVI NOTE
Hamid Ziarati è nato a Teheran nel 1966. A quindici anni, nel 1981, si trasferisce in Italia dove si trovavano già suo fratello e sua sorella, entrambi medici. Ha studiato a Torino, città dove tuttora vive, conseguendo una Laurea in Ingegneria. Scrive in italiano ed ha pubblicato due romanzi, entrambi per Einaudi: “Salam, maman” (2006) e “Il meccanico delle rose” (2009).
Pagine Internet su Hamid Ziarati: Wikipedia – Scrittori torinesi - Facebook
Hamid Ziarati, “Salam, maman”, Einaudi, Torino, 2010.
(monnalisa, agosto 2010)
Commenti
[salam, maman] Monna
[salam, maman] Monna scrive: "Un libro in cinque capitoli introdotti da altrettanti sogni. Negli scrittori mediorientali la componente onirica è sempre presente e il romanzo di Ziarati, scrittore iraniano che scrive in italiano, non fa eccezione."
buona lettura!
[ziarati] considerando quanto
[ziarati] considerando quanto scrivi qui, "E’ il racconto della rivoluzione iraniana senza pregiudizi né enfasi perché trasmesso dagli occhi e dalle parole di un giovanissimo che si sta formando umanamente e culturalmente.", potrei avere un libro da suggerirti. Si chiama "Scrittura cuneiforme", l'autore è un Iperborea, Abdellah Kader. Qui trovi la scheda editoriale completa di rassegna stampa: http://www.iperborea.com/web/libri/0118.htm
[ziarati] a proposito della
[ziarati] a proposito della nota a margine... e cioè "leggendo “Salam, maman” non ho potuto non pensare a “Persepolis” della Satrapi."
> qui: http://it.wikipedia.org/wiki/Marjane_Satrapi wiki sulla Satrapi. In attesa che qualcuno ne scriva qui su lanke - se non ricordo male non è mai successo...
[Ziarati] Grazie mille per il
[Ziarati] Grazie mille per il suggerimento di lettura, Franchi.
Ho notato che della Satrapi, qui, su Lankelot, non c'è nulla. Aspetteremo...
[ziarati] per quanto ricordo,
[ziarati] per quanto ricordo, "Scrittura cuneiforme" di Kader è un bel tentativo di sintetizzare e trasfigurare i cambiamenti sociali e politici dell'antica Persia. Uno dei pochi che ho letto, purtroppo, quindi non posso compararlo a niente. Sicuramente aiuta a farsi un'idea, a orientarsi un po'.
Quanto alla Satrapi, mi unisco alla tua attesa;)