Zarzana Francesco

Il cimitero dei pazzi

Autore: 
Zarzana Francesco

Alla fiera della piccola e media editoria, tenutasi al Palacongressi di Roma dal 4 all’8 dicembre, è stato presentato un libro basato su un luogo simbolo di un tema ancora scottante: il “dolce sterminio” praticato negli ospedali psichiatrici francesi, in concomitanza ai genocidi attuati nella Germania nazista. Si tratta dei 45.000 deceduti per fame nei manicomi francesi tra il 1940 e il 1944, di cui parla anche Max Lafont in “L’Extermination douce”.

Francesco Zarzana nel presentare il suo libro, racconta di essersi interessato alla questione grazie ad un recente trafiletto di giornale. Nel 2009, l’associazione “Les Amis du Cimitière des Oubliés de Cadillac” si batteva, infatti, per scongiurare la minaccia di distruzione di un misterioso cimitero definito “dei dimenticati”. Questo cimitero, in uso dal 1600, sarebbe dovuto essere distrutto per far posto ad un parcheggio. Lo scempio è stato evitato grazie al riconoscimento del sito tra i monumenti storici di Cadillac, dalla regione dell’Aquitania.
 
Così Zarzana si è recato sul posto e ha condotto delle ricerche, da cui sono emersi, oltre a dati rilevanti riguardanti gli internati e i decessi per malnutrizione, anche le vicende di persone dal tragico destino come, ad esempio, Osvaldo e una giovane ragazza suicida, Marguerite B., internata nel castello-prigione di Cadillac. Proprio da quest’ultima persona trae ispirazione il personaggio del prologo (l’unica parte del libro di Zarzana frutto di fantasia) che guida il lettore nel luogo in questione prendendolo per mano come fa con Laurent.
 
“Vuoi andare a vedere il cimitero?”, disse lei rompendo il silenzio.
“Dentro? No di certo. Mia madre dice che non ci devo andare perché ci sono le anime degli alienati che mi possono rapire e trascinare dentro le fosse”.
Maguy rise forte.
“Tua madre ti vuole solo fare paura. Il cimitero dell’ospedale... – sussurrò Maguy – Lo chiamano tutti così. Ma sai quale sarebbe il suo nome ideale? Il cimitero dei pazzi. Però tutti si vergognano di dirlo. Perché la gente non chiama le cose con il proprio nome? – La usa voce cominciò a tremare – Ci sono sepolti i malati di mente. Ce ne sono quasi quattromila. Tutti abbandonati. Mi piacerebbe che fosse messo a posto, fosse curato, ci fossero sempre fiori freschi, un andirivieni di visitatori. Ma la salute mentale, la follia e la morte non interessano a nessuno in questo paese. Vieni con me che te lo faccio vedere”. (pp. 20-1)
 
Laurent non rivedrà più Maguy, di lei troverà soltanto una lapide nel cimitero “dei dimenticati”, affollato dai morti dell’ospedale psichiatrico di Cadillac, ed in questo caso da una detenuta della prigione femminile (l’antico castello di Cadillac è stato adibito a prigione fino al 1952).
Ecco che nei capitoli seguenti l’attenzione passa quindi al passato e a ciò che è realmente accaduto. Ecco allora riportate le pessime condizioni dei “malati mentali”: c’era una separazione tra prima e seconda con la terza classe (...) Nel dormitorio non c’era praticamente separazione tra i letti. [...] In mezzo al dormitorio c’era un secchio che serviva da latrina collettiva, rimpiazzato in qualche raro caso da una “turca”, (p. 51). Alle donne le “tube venivano chiuse per evitare gravidanze”, (p. 52). Per non parlare dei trattamenti ai quali questi esseri umani -molti dei quali “non visitabili” da eventuali persone care (p. 52)- venivano sottoposti...
 
Cito, ad esempio, che “per nutrire i malati nell’impossibilità di alimentarsi, o quelli che rifiutavano di farlo (anoressici, depressi, deliranti, i colpiti da catatonia), veniva adoperata una sonda inserita nell’esofago per via nasale.” (p. 53). Ma sarà proprio questa l’unica crudeltà non più inflittagli, sostituita da quella letale della non alimentazione.

EDIZIONE ESAMINATA e BREVI NOTE

Francesco Zarzana è giornalista, scrittore, autore teatrale. Ha collaborato alla stesura di diversi testi e con Susanna Miselli ha scritto il volume La scure su Davide. Le leggi razziali del 1938 (Franco Angeli, 2005). È fondatore e curatore della rassegna teatrale T… come Teatro e ideatore di Buk – Festival della piccola e media editoria di Modena.

Francesco Zarzana, “Il cimitero dei pazzi”, Infinito edizioni, Roma, 2010. 

per approfondire: Repubblica

Stefania Iannella, 27 dicembre 2010.

ISBN/EAN: 
8889602821

Commenti

[zarzana] e dopo qualche

[zarzana] e dopo qualche anno... ritorna Stefania! Ben ritrovata:).

La nostra amica ci racconta una storia che probabilmente non conosceva nessuno, sin qua...

"un libro basato su un luogo simbolo di un tema ancora scottante: il “dolce sterminio” praticato negli ospedali psichiatrici francesi, in concomitanza ai genocidi attuati nella Germania nazista. Si tratta dei 45.000 deceduti per fame nei manicomi francesi tra il 1940 e il 1944, di cui parla anche Max Lafont in “L’Extermination douce”."

[zarzana] tratto dalla sua

[zarzana] tratto dalla sua intervista rilasciata a Repubblica: 

Quanto è importante conservare la memoria?
"Credo moltissimo nella conservazione della memoria e il mio libro non è un semplice esercizio letterario. Le testimonianze raccolte, le storie ascoltate da chi ha vissuto direttamente quei fatti costituiscono un prezioso tesoro che va divulgato. Le piccole storie possono diventare le grandi storie e io cerco di fornire anche strumenti di indagine. I dati che ho raccolto mi hanno lasciato senza fiato. Nella sola Cadillac durante la seconda guerra mondiale, dal '41 al '45, morirono oltre mille persone e non si trovano più i registri del '39 e del '40. Mentre in tutta la Francia ci furono oltre 45mila morti internati nei manicomi. Mi sono posto la  domanda se la morte di un così alto numero di malati psichiatrici non sia stata una politica distruttiva simile a quella tedesca, anche se portata avanti con più discrezione. Ho notato molta ritrosia in Francia a parlare dell'argomento e prevale la tesi della carestia causata dalla guerra, della mancanza degli approvvigionamenti alimentari e dell'occupazione nazista. Come ha sottolineato lo storico Angelo Lallo nelle conclusioni, questo libro denuncia un buco nero storiografico che non può fermare la richiesta di approfondimento critico e la ricerca della verità. Bisogna capire se la psichiatria francese, al pari di quella tedesca, sia stata connivente con il regime nazista o se sia stato semplicemente un tragico caso che ha colpito la sfortunata popolazione dei manicomi sottoposta alle temperie della guerra. Il libro vuole essere un piccolo contributo per riaprire la discussione,  a partire da queste considerazioni".

http://www.repubblica.it/spettacoli-e-cultura/2010/10/15/news/passaparol...

[il cimitero dei pazzi] e a

[il cimitero dei pazzi] e a partire da questo articolo...

STEFANIA IANNELLA: tutti i suoi articoli, http://www.lankelot.eu/autori/Stefania

INFINITO EDIZIONI: http://www.lankelot.eu/infinito-edizioni

MATTI in Lankelot: http://www.lankelot.eu/matti

MANICOMIO in Lankelot: http://www.lankelot.eu/manicomio

[stefania] tecnicamente,

[stefania] tecnicamente, l'articolo non si trovava on line perché mancava il tag "letteratura", diventato fondamentale per la pubblicazione di articoli riferiti a libri & letterati. Ho aggiunto vari altri tag per migliorare l'indicizzazione del pezzo, sia su google che nel nostro archivione: http://www.lankelot.eu/archivione

... che oggi festeggia quota 4.881 articoli.

E' davvero piacevole e confortante rileggere un tuo pezzo nuovo a tre anni pieni di distanza dall'ultima volta. Un bel segno:). Grazie.

(Stefania) Bentornata

(Stefania) Bentornata Stefania! é un piacere rileggerti su lankelot. Sei sempre a Parigi o sei tornata in Italia?

[federico] Grazie, sì, sono

[federico] Grazie, sì, sono finalmente ritornata in Italia. Ed ho scelto Roma :)

[cimitero dei pazzi] Ciao

[cimitero dei pazzi] Ciao Gianfranco, grazie a te per l'integrazione della tag e della nota sull'autore. :)

[cimitero dei pazzi]

[cimitero dei pazzi] Incredibile, non conoscevo questo posto. Non conoscevo questa storia.

Andando per associazioni mi viene in mente "il Sentiero del Silenzio-Porta della Memoria", sull'altopiano di Asiago. Un posto che lascia senza fiato per molti motivi.

http://www.magicoveneto.it/Altipian/Gallio/Sentiero-del-Silenzio-Porta-d...

Si trattava di altri alienati. Dimenticati.

E Cadillac lo associavo a qualcos'altro.

 

[miner] allora il tuo esordio

[miner] allora il tuo esordio potrebbe essere proprio un reportage sul Sentiero del silenzio-Porta della Memoria. Pensaci...

[zarzana] Grazie per

[zarzana] Grazie per l'invito, ci penserò. Anche se gli altopiani trasudano storia, ed un reportage di una manciata di giorni sarebbe poca cosa...Meritano rispetto

[altopiani] naturalmente.

[altopiani] naturalmente. Grazie ancora a te.

[cimitero dei pazzi] Tra i

[cimitero dei pazzi] Tra i defunti provenienti dall’ospedale psichiatrico di Cadillac, registrati come domiciliati ai “Quartiers Saint-Martin”, Zarzana cita anche alcuni artisti, tra i quali Camille Claudel (amante di Auguste Rodin), morta un mese dopo l’appello del fratello, lo scrittore Paul Claudel, a proposito dello stato disperato di malnutrizione in cui si ritrovavano i ricoverati nei manicomi.

[camille claudel] non lo

[camille claudel] non lo sapevo, non potevo immaginarlo. Per me restava la musa stupenda dell'Éternelle idole. Terribile fine.

Sono andato a leggere qui la sua biografia: http://it.wikipedia.org/wiki/Camille_Claudel

maggiori dettagli, ovviamente, su wiki francese: http://fr.wikipedia.org/wiki/Camille_Claudel