Zardi Paolo

Antropometria

Autore: 
Zardi Paolo

Una raccolta di racconti è sempre pericolosa. Non soltanto la vulgata editoriale vuole che abbia poco pubblico rispetto al resto del mondo narrativo, ma capita spesso che in quel poco pubblico s'aggirino creature cresciute leggendo i racconti di Borges, quelli di Landolfi, quelli di Calvino, di Pirandello, di Verga, oppure nutrite dai grandi narratori americani del Novecento, da Fitzgerald in avanti. Questi lettori sono creature cresciute bene, belle viziate, pretenziosette. Stavolta possono stare tranquille: l'esordio di Paolo Zardi, Antropometria (Neo Edizioni, 175 pp., € 15,00), è davvero intelligente e seduttivo, capace di scandagliare dinamiche e contrasti psichici in frangenti liminari. È come un film di Alejandro González Iñárritu scritto da Guillermo Arriaga: diciamo come un “Amores Perros” o un “21 grammi”. E s'intravede la stessa velleità, quella di intrecciare i diversi episodi, le diverse storie. Quando quel gioco riuscirà Zardi avrà scritto un gran romanzo. Per adesso, racconta. Bene. Non è poco.

Nel suo sito, l'artista ha spiegato come è stato scelto il titolo di questa raccolta: “Il titolo non l’ho scelto io: ma è quello che avrei scelto io se mi fosse venuto in mente. D’altra parte, era sufficiente sfogliare il libro, per trovarla: la parola 'antropometria' compare già nella seconda facciata del primo racconto – anche se il personaggio che la pensa non sa il motivo per il quale gli è venuta in mente (io, che quel racconto l’ho scritto, invece lo so)” (fonte: qui). L'antropometria, leggiamo su wiki, è la scienza che misura il corpo umano. Questi sedici racconti, quindi, vogliono essere un'allegorica “misurazione dell'umanità”, delle sue attitudini, delle sue componenti. Un personaggio di uno di questi racconti, che parrebbe coincidere con l'autore, a un tratto ci dice che la misurazione dell'umanità nel momento in cui si trova al limite – della violenza, della sofferenza, dell'esistenza, del piacere – non è una crudeltà, perché ogni storia ha senso se chi la vive scopre qualcosa (di sé, della vita) di imprevedibile, di sconosciuto. Si direbbe un manifesto autoriale. Interessante.
 
L'incipit è d'un'intensità squassante. Si chiama “Sei minuti”, è la narrazione del precipizio di disperazione e di sorpresa d'una donna che sta per essere violentata, e infine viene violentata. Zardi racconta il dolore e l'angoscia di lei servendosi d'un realistico flusso di coscienza. Quindi, ecco “Non del tutto, non per sempre”: è un'altra sassata. Più spiazzante ancora della precedente. Una coppia felice torna a casa dopo una serata normale, con gli amici. La moglie del narratore si stende sul letto, e tutto a un tratto smette di parlare. Muta, punto. Lui pensa sia uno scherzo. Non è così. Ha avuto un malore. È diventata un vegetale. Zardi orchestra un doppio colpo di scena, come scoprirete, suggerendo meditazioni sul rapporto tra anima e corpo e sul significato dell'amore, e della bellezza. Davvero estremamente ben fatto, molto intelligente, e con una limpida reminiscenza cinematografica: “La donna scimmia” di Marco Ferreri.
 
Qualche nota sugli altri racconti. “Futuro anteriore” è una meditazione sulla morte, sul destino, sull'inevitabile fluire della vita (degli altri) quando uno se ne va, e sul peso che assume ogni piccola cosa, ogni piccolo gesto, non appena rapportato al pensiero che un uomo è caduto, se n'è andato. Il pezzo si direbbe speculare al breve “Ai tempi del nulla”, in cui siamo sempre dalle parti delle memorie d'una testa tagliata, diciamo così. Mentre “È di nuovo famiglia” è un'irresistibile variazione erotico-grottesca sul tema dell'inseminazione artificiale. Diciamo che è un invito a tornare all'inseminazione naturale. Vissuta magari come “La lotta”, altro dignitoso esercizio di stile, con embrionale approfondimento psicologico sicuramente riuscito. Psicodramma del tradimento nel manierista e meno ispirato “Non accade per amore”. Ondivago e artificioso “Il Sesto Stato”. L'ambientazione dei pezzi, tendenzialmente patavina, garantisce al testo una buona fedeltà spirituale (mai lessicale) alla piccola e media borghesia della buona provincia veneta: assieme, Padova restituisce ai racconti quella strana sensazione di freddo, di distacco, che si respira per le sue strade, e qualche volta tra la sua gente. È una musa scontrosa, Padova, con un debole per le piazze di De Chirico. Zardi sa interpretarla, e sa servirsene con buona personalità.
 
A latere, vale la pena segnalare che tra gli artisti di riferimento Zardi ha nominato nel libro Philip Roth, David Foster Wallace, Vladimir Nabokov, Flannery O'Connor, Nathanael West. Peccato registrare l'assenza di scrittori italiani. Vezzosa dimenticanza o snobismo, vedremo – ce ne accorgeremo presto. Zardi ha un gran futuro davanti: racconta l'intensità del male e del bene senza mai essere patetico.
 
EDIZIONE ESAMINATA e BREVI NOTE
Paolo Zardi (Padova, 1970), ingegnere e scrittore veneto. Ha esordito pubblicando un racconto nell'antologia “Giovani cosmetici” a cura di Giulia Belloni (Sartorio, 2008). Questo è il suo primo libro.
 
Paolo Zardi, “Antropometria”, Neo Edizioni, Castel di Sangro, 2010. Collana Iena, 4. Copertina di Toni Alfano. Logo Iena [interni] di Ricky Butler.
 
Approfondimento in rete: Grafemi (blog di Zardi) / Rivista inutile / Zioscriba / Viadellebelledonne.
 
Gianfranco Franchi, “Lankelot”. 2010.

Prima pubblicazione cartacea: SECOLO IT 15 dicembre 2010, pagine 8 e 9. Tutti i diritti appartengono al Secolo. L'articolo appare su Lankelot in versione leggermente più estesa.

ISBN/EAN: 
9788896176054

Commenti

[antropometria] un gran

[antropometria] un gran bell'esordio. Buona lettura!

[antropometria] la bellissima

[antropometria] la bellissima copertina è di toni alfano. Qui: http://tonialfano.com/ il suo sito.

[neo] schede su neo edizioni

[neo] schede su neo edizioni in lanke, http://www.lankelot.eu/neo-edizioni

[Zardi] Questa recensione mi

[Zardi] Questa recensione mi intriga moltissimo. Per come è scritta, perché è dedicata ad un'antologia di racconti, perché sottolinea che il pubblico degli amanti del genere è in realtà molto sofisticato.

Segnalo, per chi non concorda con la "vulgata editoriale" che ha in spregio le raccolte di racconti, una citazione di Eric-Emmanuel Schmitt:

"Il racconto è un diagramma di romanzo, un romanzo ridotto all'essenziale. E' un genere esigente che non perdona il tradimento. Il romanzo può essere utilizzato come ripostiglio in cui sbattere di tutto, cosa che è impossibile fare con il racconto, in cui bisogna misurare lo spazio assegnato alla descrizione, al dialogo, alla sequenza, in cui il minimo errore nell'architettura risalta. Anche i compiacimenti".

 

[zardi] bellissimo questo

[zardi] bellissimo questo passo di Schmitt. Non lo conoscevo, grazie davvero per averlo segnalato. Mi sembra davvero una sintesi ispirata. E andrebbe restituita a dovere a chi sceglie di scrivere (e pubblicare: editore incluso quindi) racconti. In quale libro si trova?

Quanto al libro di Zardi, è stato davvero una bella sorpresa. E ha risvegliato molte reminiscenze cinematografiche di buon livello, che non è mai male. L'unica cosa che m'ha spiazzato un po' è stata accorgermi, per l'ennesima volta, che un narratore italiano considera autori di riferimento narratori tradotti in italiano. Fenomeno tutto secondonovecentesco e contemporaneo. Mmm.

 

[Zardi] Interessante un libro

[Zardi] Interessante un libro di racconti, anche perchè è davvero difficile trovare raccolte, oltre che trovarne di buone. Forse mi sbaglio, ma nel Veneto c'è forse più attenzione anche per il lavoro di Mozzi e dei suoi accoliti.

Nathanael West, fa piacere che qualcuno lo ricordi ancora.

Poi sul tuo appunto sugli autori tradotti, hai perfettamente ragione ma nel panorama contemporaneo italiano io fatico non poco a trovare qualcosa che possa avvicinare anche solo quelle traduzioni. Poi va a gusti, certo. 

[Zardi] La citazione è tratta

[Zardi] La citazione è tratta da un articolo di Schmitt comparso sul Corriere della Sera l'11 settembre 2010. Io l'ho accuratamente ritagliato e conservato, ma ho scoperto che sul web si può trovare nell'archivio del Corriere a questo indirizzo:

http://archiviostorico.corriere.it/2010/settembre/11/Parole_sate_co_9_10...

Per quanto riguarda l'assenza di narratori italiani di riferimento tra quelli segnalati da Zardi, mi irrita di più l'assenza di classici dell'Ottocento o del primo Novecento, italiani o stranieri che siano (ma è un vezzo così diffuso che non mi stupisce più, ormai), e una certa sudditanza alla letteratura americana. Amo anch'io Wallace e Nabokov, ma non per questo dimentico i classici russi, francesi e -lo dico senza traccia di sciovinismo - gli italiani come Verga, Calvino e Pirandello (visto che siamo nell'orizzonte del racconto breve, chi può leggere "Paura di essere felice" di Pirandello senza ammalarsi un po'?).

[Zardi] Sì, in effetti i

[Zardi] Sì, in effetti i riferimenti letterari si stanno sempre più restringendo. io per esempio per riallargarli, ho deciso di rileggere Guerra e Pace e qualcosa di Ippolito Nievo, di cui scrissi nel mio tema di maturità.

Sui racconti, ci sono, è vero. Io per esempio non so cosa farà il buon Mascheri in futuro, però mi piacerebbe, così, per sfizio, leggere nuovi racconti. Sarà forse una stronzata, però io me lo ricordo bene Poliuretano.

[mascheri-poliuretano]

[mascheri-poliuretano] grandissimo libro. Esordio folgorante. Bravo Andrea a ricordarlo.

[schmitt-elettra] il colophon

[schmitt-elettra] il colophon ci racconta qualcosa in più: questi frammenti vengono da "Giornale di bordo", racconto tratto dal libro di Eric-Emmanuel Schmitt "Concerto in memoria di un angelo", pubblicato dalle Edizioni E/O.Ciò è molto interessante. Perché non scrivi un articolo su quel libro? Sembra molto affascinante.

Sempre sul Corsera, leggo e condivido, a beneficio dei curiosi: Schmitt, nato in Francia a St. Foy-Les- Lyon nel 1960, ha studiato musica al conservatorio di Lione e si è quindi laureato all' École Normale Supérieure di rue d' Ulm a Parigi. Ha insegnato filosofia all' università di Chambéry e, come autore teatrale, ha scritto opere rappresentate in tutto il mondo, come Il visitatore, Variazioni enigmatiche, Oscar e la dama in rosa. Tra i suoi romanzi, tutti pubblicati in Italia da Edizioni E/O, ricordiamo Odette Toulemonde (di cui nel 2006 ha anche diretto una versione per il cinema, che in Italia è stata intitolata Lezioni di felicità), Monsieur Ibrahim e i fiori del Corano, Piccoli crimini coniugali, Milarepa, La mia storia con Mozart, La rivale. Un racconto su Maria Callas e Il lottatore di sumo che non diventava grosso.

 

[pirandello-paura di essere

[pirandello-paura di essere felice-elettra] ecco, questo è un altro tuo articolo che vedrei bene da queste parti. Un esercizio di scrittura creativa, assolutamente tuo, al confine con la dichiarazione di estetica. che dici?

[elettra, da zardi a schmitt]

[elettra, da zardi a schmitt] e qualche mese più tardi... http://www.lankelot.eu/letteratura/schmitt-eric-emmanuel-concerto-memori...

(grazie!)

[Antropometria] Sugli autori

[Antropometria] Sugli autori stranieri come autori di riferimento, va detto che si traduce moltissimo, e quindi è nelle cose. Nel primo Novecento, si traduceva molto meno, ed era la stessa persona che scriveva, magari, a tradurre autori e autrici sentiti per sé fondamentali. Poi non è che prima chi scriveva non considerasse autori di riferimento autori stranieri. Oggi è solo, forse, una cosa maggiormente pervasiva. (Onore a chi traduce, per altro)

[Antropometria] Concordo con

[Antropometria] Concordo con te Andrea e onore ai traduttori e posso dire che per esempio alcune persone che leggono in originale hanno detto che Martina Testa è veramente brava come traduttrice.

Adesso è una vera e propria invasione, da associare a un numero elevatissimo di pubblicazioni che sommandosi negli anni diventa impressionante.  Poi, almeno secondo me, ci sono tutta una serie di libri che vuoi perchè scadenti o vuoi perchè troppo legati al loro paese d'origine, potrebbero anche non essere tradotti, valorizzando magari autori autoctoni.

[Antropometria] Il racconto

[Antropometria] Il racconto di Zardi, "Sei minuti", da come ce ne parla Franchi mi ricorda moltissimo un racconto di David Foster Wallace tratto da "Brevi interviste con uomini schifosi". Si chiama "B.I. n. 20, dicembre '96" (dove B.I. sta per "Breve Intervista") e parla di una ragazza che sta per essere violentata: per sopravvivere allo stupro, lei capisce che la sua unica possibilità è quella di stabilire un contatto con l'anima del violentatore, "sentire e immedesimarsi nella psicosi e nella rabbia, nel terrore e nel tormento dello psicotico sessuale", penetrare "vari strati di rabbia e terrore e delusione fino a toccare la bellezza e la nobiltà dell'anima umana generica che sta sotto ad ogni psicosi".

Sconvolgente, no?

P.s.: la proposta mi incuriosisce assai.

[antropometria] solo Zardi

[antropometria] solo Zardi può dirti se l'influenza prima del racconto è questa, Elettra - ma la congettura è affascinante. Magari Zardi si iscrive al sito e viene a parlarcene, sarebbe bello.

[se la proposta ti piace, vai;). Splendido.]

[antropometria] Buonasera,

[antropometria] Buonasera, Gianfranco, sono Paolo, l'autore di Antropometria. Prima cosa: ho molto apprezzato la recensione, non solo per le "belle" parole spese, ma anche per le critiche ad alcuni racconti (critiche che tra l'altro condivido) e per la profondità della lettura.

Cerco di riprendere i vari commenti. Per quanto riguarda i riferimenti letterari, la lista che presentavo alla fine del libro non era ovviamente esaustiva: si trattava degli autori senza i quali probabilmente non mi sarebbe venuta voglia di scrivere. Leggo molto altro (l'ultimo romanzo che ho letto è Madame Bovary, nella traduzione di Ottavio Cecchi, che ho trovato di una bellezza sconvolgente), però è vero, pochi italiani. Non credo sia una questione ideologica, e nemmeno stilistica - non saprei nemmeno definire cosa sia, il romanzo o il racconto italiano. Ho cercato autori che mi dicano qualcosa; ne ho trovati un po' in America (tutti accomunati da un certo gusto per un'ironia amara o grottesca - e non sempre celebri, come il completamente dimenticato West, o l'ormai trascurato Faulkner), in Russia (amo Gogol e Checov, e anche un po' Dostoevskij, che uno dei personaggi del libro cita), in Cecoslovacchia (Kafka - che però è tedesco - e Kundera - che ultimamente scrive in francese), in Inghilterra (Jane Austen, Martin Amis, Dickens, l'ex polacco Conrad e Shakespeare, che credo di conoscere molto bene: quindi non tutti contemporanei), il latino Orazio (che ho letto centinaia di volte), e infine Nabokov, che non saprei dove collocare da un punto geografico (e neppure letterario, a dire il vero...). Tra gli italiani, ho molto amato Svevo; tra i contemporanei conosco un po' Covacich; adoro, e credo di conoscere bene, la poesia italiana (oltre al classico Montale, amo Cosimo Ortesta, Franco Marcoaldi, Sandro Penna, Cesare Pavese), mentre faccio molta fatica a leggere poesia straniera. Ho letto l'ultimo libro di Mozzi, ma credo non faccia testo. Di italiano, leggo soprattutto libri di autori non ancora affermati, o non del tutto, come Sabrina Campolongo, Nicola Pezzoli, Matteo Scandolin. Non ho pregiudizi. Diciamo che semplicemente non ho ancora trovato un italiano che mi abbia folgorato. Si accettano consigli.

Per il parallelismo tra "Sei minuti" e il racconto di Wallace, è possibile che esistano delle relazioni che vanno oltre alle mie intenzioni - ma credo che nella sostanza il contenuto sia diametralmente opposto. Nel mio caso, la vittima non riesce ad instaurare alcun tipo di rapporto con lo stupratore - da nessun punto di vista. Il punto di vista è meramente meccanico. Antropometrico (il racconto "Sei minuti" dovrebbe essere leggibile nel sito della Neo, come anteprima). Se proprio devo trovare (o ammettere) una fonte di ispirazione, direi piuttosto la struttura del primo racconto proprio della raccolta "Brevi interviste a uomini schifosi", uno dei libri più belli che io abbia mai letto, e senza il quale probabilmente non mi sarei mai messo a scrivere ("Sei minuti" è il primo racconto che ho scritto, circa tre anni fa).

Scappo - pentola mongola con i colleghi tra mezz'ora. Ma conto di tornare qui nei prossimi giorni. Intanto ancora grazie per la qualità della recensione, e per la qualità dei commenti (bellissimo il pezzo sul racconto di Schmitt)

A presto,

Paolo

[Zardi] Allora leggi

[Zardi] Allora leggi Gianfranco Franchi! (-;

[antropometria] benvenuto,

[antropometria] benvenuto, Paolo, molto felice di leggerti anche qui su Lankelot. Grazie ancora per aver apprezzato l'articolo, e per tutte le risposte alle varie domande, curiosità, suggestioni sin qua emerse. Quanto agli italiani contemporanei io ti proporrei diversi sentieri di studio e ricerca.

Tra i nostri coetanei [anni 70] ci sono promesse come Consonni, Morici, Mascheri, Tonon; belle anime pop come Santoni e Morozzi; letterati fuoriclasse come Andrea Di Consoli.

Per ciascuno dei nomi che ho speso, punta http://www.lankelot.eu/archivio-autori.html e troverai qualcosa. A suo tempo avevo giocato a coniare la categoria degli "incompatibili": http://www.lankelot.eu/letteratura/franchi-gianfranco-gli-incompatibili-...

Quanto ai grandi autori contemporanei viventi, io dico che dovremmo essere felici d'essere contemporanei almeno del primo Del Giudice, della metà abbondante della produzione di Tabucchi, del genio pop di Carlo D'Amicis (almeno "Escluso il cane") di tutti i libri di critica letteraria e saggistica di Claudio Magris, e della buona tenuta della sua narrativa. E poi dovremmo essere molto felici perché è uscito un romanzo come "La vita personale" di Renzo Paris, per Hacca, omaggio-capolavoro alla scuola romana.

Pochi anni fa è morto un grande narratore (e un bravo critico) come Pontiggia. E sempre tra le persone perdute da poco, ci sono tuoi quasi conterranei di talento abnorme come Goffredo Parise.

Non so, se mi dai qualche indicazione precisa provo a farti una mappatura. Se ti interessano i laterali del Novecento è un discorso, se ti interessano i grandi letterati un altro ancora, se cerchi le promesse un altro ancora. Dimmi tu:)

Ma nomi te ne faccio a oltranza, giuro, e vedrai che ci becco. Magari giochiamo per associazione. Che so: apprezzi la spiritualità di Mozzi? Allora, guardando indietro, ti segnalo un laterale come Tecchi [giovane] e un atipico di genio come Coccioli [di cui gm è grande esperto, grazie a dio]. Per dire. Sperimenti le letture e si va per altre strade.

A latere - diciamo che è bello ricordare che spesso chiamiamo "libro americano" un libro tradotto, che so, da Bianciardi, Pavese o Vittorini. Una volta era così.

Benvenuto ancora!

[Zardi]Ho letto “Sei minuti”

[Zardi]Ho letto “Sei minuti” sul sito della Neo edizioni ed effettivamente, al di là delle suggestioni che mi aveva comunicato la recensione di Franchi, il racconto è più vicino a “La morte non è la fine” che a “B.I. n. 20”: col primo condivide la struttura basata sull’elencazione di subordinate che gonfiano il periodo fino all’esplosione finale (una tecnica che il racconto di Zardi mette a frutto in una chiusa lacerante ed emozionale, quello di Wallace in una volutamente banale). Con “B.I. n. 20”, a parte il tema della violenza sessuale e l’uso del punto di osservazione della vittima, che dilata lo stupro quasi fino all’intollerabile, non mi sembra che “Sei minuti” abbia un rapporto di discendenza diretta (e se fosse il contrario, personalmente non avrei nulla da ridire, visto che si tratta di uno dei racconti più profondi e sconvolgenti di Wallace).

Comunque, Wallace a parte, la lettura di “Sei minuti” mi ha fatto esclamare “Però!!!”.

Quindi leggerò volentieri il resto.

[zardi. antropometria] radio

[zardi. antropometria] radio capodistria! Amices, come ogni 2a e 4a domenica del mese, all’interno dell’AGENDA IN ORBITA su RADIO CAPODISTRIA, ON AIR DALLE H 14 ALLE 14.30 ( www.radiocapodistria.net/ ) sarò ospite di Ricky Russo, living legend, ex calciatore del Chiarbola, speaker e spirito rock triestino, per parlare di libri. Questa volta, ho scelto di parlare di ZARDI e SAROYAN

SAROYAN: La commedia umana (Marcos Y Marcos, 2010) http://www.lankelot.eu/letteratura/saroyan-william-la-commedia-umana.html
ZARDI: Antropometria (Neo, 2010) http://www.lankelot.eu/letteratura/zardi-paolo-antropometria.html

BUON ASCOLTO! A DOMENICA!
E per recuperare la registrazione...

LE PUNTATE DI IN ORBITA RADIO http://fairtilizer.com/users/inorbita

[antropometria] Durante la

[antropometria] Durante la settimana faccio qualche fatica a collegarmi a questo genere di siti - sembra che al lavoro abbiano capito bene che la cultura è nemica della sottomissione, per cui blacklist! ;)

Innanzitutto grazie per la bella lista di autori che hai compilato - il tuo commento potrebbe essere visto come una specie di atlante della nuova editoria italiana.

Conosco Morozzi - lo conosco di persona, anche se in modo superficiale - e lo considero un natural born writer, nel senso che per lui scrivere è come camminare, o respirare. Anche dalle chiacchierate che ho avuto modo di fare con lui, la sensazione che ho è proprio quella di uno che scrive con estrema naturalezza di cose che già conosce. I suoi libri sono molto piacevoli, anche se forse un po' troppo legati ad un universo post-adolescenziale.

Per quanto riguarda Mozzi, ho letto solo il suo ultimo libro, "Sono l'ultimo a scendere", e devo dire che ho fatto fatica a capire se valga veramente la pena leggerlo. Ci sono tanti spunti molto interessanti, e una grandissima intelligenza, dietro - ma è come se mancassero i sentimenti, e ci fosse pure un certo compiacimento, in questo. Sono uno dei sostenitori che la forma viene al primo posto, tra gli ingredienti che rendono un libro immortale: non per questo, però, sono disposto a rinunciare al cuore che necessariamente deve sentirsi battere forte, dietro.

Sugli altri autori, invece, devo confessare, a malincuore, la mia assoluta ignoranza: conosco Magris di nome (e mi riprometto sempre di leggerlo), ma gli altri, per me, sono tutti degli autentici sconosciuti. E' brutto a dirsi, no? Ma penso che sia un problema mio, non loro. Fino a 36 anni ho avuto un approccio molto naif, o poco strutturato, al mondo dei libri: ho letto molto, ma seguendo un percorso del tutto personale, basato su suggestioni, rimandi, collegamenti sotterranei. Il cambiamento, per me, è stato il blog, che mi ha messo in contatto con persone più colte e preparate di me (io, lo ricordo, non sono che un ingegnere...;-) ). Poi, l'anno scorso, ho avuto la fortuna di ricevere una rassegna stampa via mail, molto curata e molto attenta ai libri italiani, e lì un po' mi sono rifatto - per farti capire, so chi sono i realvisceralisti (;-)), anche se poi, tra loro, ho letto solo Covacich (che mi è piaciuto). Le tue segnalazioni, dunque, vanno a colmare una mia grossa lacuna, e potrebbero essere un buon punto di partenza per un riavvicinamento al mondo degli scrittori italiani.

Per Radio Capodistria: wow! Mia moglie è di Trieste e mi capita spesso di passare da quelle parti - non escludo, tra l'altro, di essere là proprio domani (già che ci sono, per l'11 dicembre è prevista la presentazione del libro alla Libreria Triestina, dove si leggeranno anche delle traduzioni in sloveno di alcuni racconti di Antropometria + un inedito: se per caso sei da quelle parti, mi piacerebbe prendere un caffè insieme). Grandissimo onore. Grazie davvero.

E più in generale, ho approfondito la conoscenza di Lankelot, e direi che tutto questo vostro progetto è davvero notevole. Vi sto aggiungendo tra i preferiti del blog. E ripasso presto da queste parti!

Un abbraccio forte, e a presto

Paolo

[antropometria, zardi]

[antropometria, zardi] Bentornato, Paolo. Sono tornato poco fa da Pisa, sono andato a studiarmi le novità esposte in fiera e posso raccontarti che il tuo libro era in grande evidenza nello stand del tuo editore - un ragazzo davvero estremamente solare, allegro e trascinante. Avevo copia di "Antropometria" ancora dai giorni di Torino, sono rimasto fedelmente in attesa dell'input per poterne scrivere:)

Grazie per il tuo grande commento:). Partiamo da Morozzi. Condivido la tua percezione - ha un rapporto di grande naturalezza con la scrittura, e dovrà decidersi a sublimare la postadolescenza. Diciamo che da scout/editor avevo anche pensato a una cosa abbastanza impegnativa da commissionargli, in questo senso. Posso dirti poco di più perché l'argomento deve restare segreto sino all'uscita del libro e oltretutto non lavoro più per castelvecchi da oltre un anno, ma ti assicuro che c'è un contratto firmato. E che aspetto quel libro con la curiosità del semplice lettore. E niente, mistero, semmai ti dirà lui a voce.

Mozzi. Facciamo una prova in sincronia. Tra qualche tempo - non molto - uscirà un suo racconto nella nuova collana di Duepunti, "zoo-scritture animali". Se ne dice un gran bene. Dai, lettura incrociata e vediamo cosa ne deriva. 

Covacich. E' il meno triestino dei triestini. Su Lanke trovi qualche mio articolo su qualche suo libro. Diciamo che io cerco sempre la triestinità negli artisti giuliani, e quando manca troppo, come nel suo caso, soffro. E sento un pizzico di estraneità. Problema mio:). E' uno scrittore brit.

Sei ingegnere! Come un tizio di Milano che ha fatto grandi cose qui a Roma. E' una responsabilità scrivere letteratura partendo da ingegneria.

Radio Capodistria: spero che il programma ti sia piaciuto! Quanto all'11 dicembre, se passo in città 100 per cento vengo a vederti, e ascolterò volentieri le traduzioni dei tuoi pezzi in sloveno. A Trieste ho mia mamma, e altri parenti sono tra i "rimasti" nella ex Yugo, nell'Istria costiera diventata oggi Istria HR. altri sono tra gli esuli della nostra diaspora.

a presto, dai;). e ancora complimenti.

[zardi, a padova live il 6

[zardi, a padova live il 6 novembre] dal sito di NEO. Sabato 06 novembre. Ore 18:30. Libreria Effetti Personali. Via Accademia, 10. Padova.

Il padovano Paolo Zardi presenta nel cuore di Padova il suo libro Antropometria, presso la libreria indipendente Effetti Personali insieme all’altrettanto indipendente casa editrice Neo Edizioni. Una sorta di indipendence day a base di nuova e intensa letteratura.

A condurre l’incontro sarà l’editor Giulia Belloni della casa editrice Alet, le letture saranno a cura degli attori Chiara Canton e Paolo Zaffaina.

“Zardi ha un gran futuro davanti: racconta l’intensità del male e del bene senza mai essere patetico” Lankelot

“Una narrazione che smonta il reale spesso a partire da un elemento all’apparenza innocuo, finché non rivela il suo potere destabilizzante - invitando il lettore a osservarne con attenzione gli ingranaggi, i tranelli, ma anche la poesia invisibile sotto agli occhi di tutti” Pagina Uno

Vi aspettiamo

Sabato 06 novembre, ore 18:30
Libreria Effetti Personali
Via Accademia, 10
PADOVA.

http://www.neoedizioni.it/neo/eventi/antropometria-a-padova-libreria-effetti-personali/

[nuovo libro di zardi]

[nuovo libro di zardi] racconta qualcosa Zio Scriba: http://zioscriba.blogspot.com/2012/02/paolo-zardi-la-felicita-esiste.html

[zardi: nuovo libro a

[zardi: nuovo libro a babordo] --------------------

18 maggio, ore 20:00.. Sala Incubatore - Pad. 3. Salone Internazionale del Libro di Torino

Un incontro sopra le righe per affrontare lo spinoso tema del racconto, questo bistrattato genere che seduce ogni scrittore.

Paolo Zardi ci dirà appunto che in fondo "scopare bene è come un buon racconto". E dunque lettore, sei ancora lì a sottovalutarne la bellezza?

Un'occasione per parlare anche della sua ultima e fulminante raccolta di racconti: IL GIORNO CHE DIVENTAMMO UMANI.

 

[zardi e gli italiani] se ne

[zardi e gli italiani] se ne riparla in questa ricca pagina zardiana:  http://grafemi.wordpress.com/2013/07/21/gli-italiani/