Zadoorian Michael

Second Hand

Autore: 
Zadoorian Michael

"Motor cars, handle bars / Bicycles for two / Broken hearted jubilee / Parachutes, army boots, / Sleeping bags for two. / Sentimental jamboree. / Buy! buy! / Says the sign in the shop window. / Why? why? / Says the junk in the yard." (Paul McCartney, “Junk”).

Come in una vecchia canzone di Paul McCartney, l’atmosfera di questo romanzo è minimal, essenziale e gentile; qui si canta la poesia delle piccole cose: delle nostre relazioni con le cose, dell’anima delle cose. “Second Hand” di Michael Zadoorjan, misconosciuto e promettente artista americano, è un libro che sarebbe piaciuto a Sergio Corazzini: 

Dicono le povere piccole cose: Oh soffochiamo d'ombra! Il nostro amico se ne è andato da troppo tempo: non tornerà più. Chiuse la finestra, la porta; il suo passo cadde nel silenzio del lungo corridoio in cui non s'accoglie mai sole, come nel vano delle campane immote, poi la solitudine stese il suo tappeto verde e tutto finì. Qualche cosa in noi si schianta, qualche cosa che il nostro amico direbbe: cuore. Siamo delle vecchie vergini, chiuse nell'ombra come nella bara. E abbiamo i fiori. Egli avanti di andarsene, per sempre, lasciò sul suo piccolo letto nero delle violette agonizzanti. Disperatamente ci penetrò quel sottile alito e ci pensammo in una esile tomba di giovinetta, morta di amoroso segreto. Oh! come fu triste la perdita cotidiana inesorabile del povero profumo! E se ne andò come lui, con lui, per sempre.
Noi non siamo che cose in una cosa: imagine terribilmente perfetta del Nulla […].
(Sergio Corazzini, “Soliloquio delle cose”).

È un romanzo d’amore – l’amore per l’esistenza, trasfigurato nell’appartenenza degli oggetti, nella loro valenza simbolica, nella loro misteriosa vitalità al di là del tempo, e della traslazione in spazi altri: s’indaga del gioco buffo dei passaggi di proprietà, del respiro del padrone perduto che mantengono.
Domandando: “E se davvero tutte quelle cose assorbissero una minuscola scintilla di voi, come se il grasso sulle vostre dita contenesse l’essenza della vostra anima? Allora pensate a tutte le cose che avete posseduto, a tutto ciò che vi è passato tra le mani. Dove saranno finite, quelle cose?” (p. 9).

Richard è innamorato del passato: è uno junker, un robivecchi, e ha una sua bottega, Satori Junk.
Satori
: come l’esperienza del risveglio. Perché crede veramente che le cianfrusaglie possano regalarci un istante di autentica illuminazione. Basta essere disposti a coglierla. 
La merce viene scelta in base a un criterio semplice: “se mi piace, la vendo”. E allora ecco set di barattoli di cucina cromati, vecchi bicchieri da bar, una parete di trofei di bowling e di majorette, camicie dell’era della disco, grappoli d’uva in vetro e via dicendo; Richard ha un talento medianico, stabilisce contatti con chi non più esiste. È la porta per le anime perdute, per le storie che nessuno vuole più ascoltare e in pochi sanno raccontare.

La madre di Richard è ammalata e lui finalmente ha cominciato a capirla. Nel corso dell’opera, Richard la perde e si ritrova a leggere la vita di lei attraverso gli oggetti che ritrova, con la sorella o da solo, fidandosi del suo fiuto di junker.

Già, perché “Ti aprono una porta e tu hai accesso ai segreti. E non solo i segreti del moto, ma i segreti: paure, gioie, risentimenti, disperazione, noie. La vita e la morte sono andate in scena, tu te le sei perse e ora sei dietro le quinte, a curiosare tra gli oggetti di scena, nel tentativo di capire se in cartellone ci fosse Amleto o Sotto l’albero yum yum” (p. 23)

E intanto s’innamora di Theresa. Theresa che un poco gli somiglia, perché sa reinventare le cose; Theresa che saprà spezzare l’incantesimo del disamore, della solitudine e del soliloquio delle piccole cose: Richard amava la ripetitività, la routine, e forse si stava spegnendo mentre inseguiva l’essenza. L’essenza, nelle cose. Se è vero che le cose ci proteggono – “sistema di resistenza passiva alla mortalità”, p. 30 – lui s’era creato una roccaforte di quelle invincibili.

“Second Hand” è uno di quei libri che dovevano essere pubblicati. Ha questa sua grazia pop – profondo parlando di minimalia, intenso giocando sulla quotidianità – che può ricordare i momenti migliori di autori occidentali leggeri come Pennac e Hornby. Il romanzo illumina gli oggetti poggiati sui vostri scaffali, e sulla vostra scrivania: non è detto che dobbiate essere necessariamente feticisti, basterà giocare quel gioco per raccontarvi storie che giuravate fossero perdute.

Più debole nella narrazione della storia d’amore per Theresa, è un monumento d’originalità per quanto riguarda contesto, ambientazione, io narrante e sua attitudine alla conversione del particulare in universale. Praticamente il regalo perfetto per una lettrice o un lettore forte in cerca di una storia ben raccontata e prodromica di influenze decisive e ludiche e romantiche nella sua vita. A partire dagli oggetti che ci appartengono, parleremo dei romanzi delle nostre vite, e delle vite di chi abbiamo amato.

Adorabile, come tutto quel che ti ricorda lei, che se ne è andata.

EDIZIONE ESAMINATA e BREVI NOTE

Michael Zadoorian (Detroit, Michigan, 19**), scrittore americano.

Michael Zadoorian, “Second Hand”, Marcos Y Marcos, Milano 2008.
Traduzione di Michele Foschini. Copertina di Lorenzo Lanzi.

Collana Gli Alianti, 158.
 

Prima edizione: “Second Hand”, NY, 2000. 

Approfondimento in rete: Sito ufficiale Zadoorian / Recensione in Mostly Fiction 

Gianfranco Franchi, “Lankelot”. Giugno 2008.

ISBN/EAN: 
9788871684840

Commenti

Adorabile.

All this that is more than a wish is a memory
All this that is ceases to be
All is revealed
The obvious door opens nothing
Nothing, nothing left, nothing left
Nothing left to chance

When you try to see, we'll watch you
When you try to leave, we'll keep you
When you should be dreaming, we'll wake you
But don't scream, we'll make you swallow your words

Gave them our reactions, our explosions, all that was ours
For graphs of passion and charts of stars
Gave them our reactions, our explosions all that we are
For graphs of passion and charts of stars

How ending starts
Ending starts with answers.

*
METRIC.
Ending Start.
www.youtube.com/watch?v=Vrihzqzo0yc

Devo recensirlo anch'io. L'ho promesso. Fino ad allora non ti leggo, altrimenti mi rovino storia e suggestioni ;)

Perfetto:)

All is revealed
The obvious door opens nothing
Nothing, nothing left, nothing left
Nothing left to chance.

METRIC.
Ending Start.
www.youtube.com/watch?v=Vrihzqzo0yc

"A partire dagli oggetti che ci appartengono, parleremo dei romanzi delle nostre vite, e delle vite di chi abbiamo amato. "
>proprio in questi giorni ho ripulito e spostato alcuni oggetti e pensavo alla loro storia e provenienza......

Guarda, questo libro ha qualcosa di magico. Da questo punto di vista è un viatico ideale a tornare a guardarsi attorno...

grande franchi, grandi radiohead, grandi joy division!
;-)

;)

Satori come esperienza del risveglio. é vero, non ci avevo pensato;) Ho letto solo oggi il tuo pezzo, per non venirne in nessun modo influenzato. Come avevo intuito abbiamo apprezzato l'opera nel suo complesso pur soffermandoci - come era inevitabile - su aspetti diversi. Logico che l'ultima parte abbia toccato le mie corde, come era chiaro che l'aspetto "hornbysticheggiante" e quello esistenziale sarebbero stati quelli da te più apprezzati. In qualche modo i due pezzi possono integrarsi, per cosi dire;)

Decisamente sì. Siamo una bella squadra;)

bel libro davvero. sabato sono stato al reading organizzato dalla MyM in un negozio Second Hand Style. Letture di brani e Zadoorian ha inviato un video di 8 minuti in cui mostrava la sua casa Second Hand, in cui c'erano molte delle cose che si ritrovano anche nel libro.
La palla da bowling dosa liquore!

aspettiamo il nuovo romanzo!

copertina!

copertina!