Yoshikawa Eiji

Musashi

Autore: 
Yoshikawa Eiji
Due cieli: una scuola.
Due spade: una scuola
 
Ci sono alcune storie che aspettano solo di essere vissute. Ci sono alcune vite che attendono solo di essere conosciute.
Ho amato questo romanzo da subito, da sempre come se fosse stato inciso da una mano invisibile nella mia mappa genetica. Ogni tanto lo cerco, lo sfoglio, ne respiro le pagine ingiallite e ne rileggo qualche brano come per ritrovare quelle memorie mai abbandonate del tutto.
 
Gli occhi di bambina lo scrutavano tra gli scaffali della libreria della casa di famiglia. Il suo posto era in alto, tra i libri pesanti, quelli che incutevano timore e sfida allo stesso tempo, quelli che venivano lasciati integri nell'incertezza di leggerne la parola “fine”.
Il titolo incuriosiva, la copertina con il disegno di un samurai pronto alla battaglia con le due spade ad angolo retto affascinava, portando l’immaginazione a volare più in alto dello scaffale stesso.
 
All'inizio di un'estate, subito dopo la scuola, la mano di bambina si allungò  al punto di afferrare quel volume di oltre 900 pagine. Sarebbe stato suo per una settimana intera. Una frazione di tempo che non avrebbe più dimenticato.
Quella mente di bimba imparò ad amare il Giappone attraverso i suoi eroi di carta. Iniziò a conoscerne la storia attraverso questo libro.
 
“Lo studio non consiste soltanto nella lettura, ma è qualcosa che dovremmo integrare nel nostro stile di vita”, Iwamizudera monogatari - Takeda Shingen.
 
Le dita di una donna accarezzano lievi la copertina un po’ sciupata, sollevano le pagine pregne di ricordi, di segni, di pieghe senza lasciare al tempo trascorso la possibilità di cancellarne i significati profondi. Ciclicamente quella mano di donna lo riapre per scorrere con gli occhi le righe e ripercorrere un’intera esistenza di passioni.
E' come se questo libro crescesse nella sua mente di volta in volta. E' come se maturasse insieme a lei.
 
Chi era Miyamoto Musashi?
Un ronin, un samurai senza padrone entrato di diritto nella storia giapponese.
Notizie biografiche, leggende e fantasie si riuniscono in questo romanzo sotto l'abilissima mano di Eiji Yoshikawa (1892-1962), uno dei più valenti e amati scrittori giapponesi, in terra nipponica.
Yoshikawa, con incisività, ha realizzato un’opera che più di ogni altra apparsa in Occidente è riuscita nel difficile intento di scrivere una pagina di storia giapponese di grande importanza, trasmettendoci la nostalgia con cui il Giappone moderno guarda al suo passato.
 
Musashi è un lungo romanzo storico pubblicato a puntate tra il 1935 e il 1939 inizialmente su di un prestigioso giornale nipponico (Asahi Shimbun) e per 14 riedizioni in unico volume. Ne sono stati ricavati 7 adattamenti cinematografici, oltre a quelli per il teatro e per la televisione (su Imdb se ne contano 27, al 2004).
In tempi recenti è stato tradotto in manga con il titolo "Vagabond" di  Takehiko Inoue. Appassionata delle vicende di Musashi non ho perso un episodio della serie televisiva "Samurai" (manga "Lone Wolf") di Kozure Okami che pure trattava delle avventure di un ronin, Itto Ogami, in compagnia di un bambino. E' dello stesso regista, tra l'altro, uno degli adattamenti di Musashi. I due personaggi se pure si eguagliano per le congiure che li avevano resi, letteralmente, "vagabondi", si distaccano per lo spirito con cui inseguono la Via della Spada. Itto Ogami per vendetta, Musashi per accrescere il suo spirito.
 
Musashi nasce nel 1584 come Shinmen Takezo.
Dopo l’abbandono da parte della madre, cresce nell'ombra dell'autoritario padre samurai sino alla sua morte. Disobbediente ed irrequieto si fa conoscere nel suo paese d’origine, Miyamoto, per il suo carattere scostante.
Consapevole della necessità di una grande impresa per onorare la memoria del padre, convince l'amico del cuore, Matahaci, a prender parte alla battaglia di Sekigahara nel 1600, laddove si decisero le sorti del futuro Giappone.
I Tokugawa del castello di Edo (attuale Tokyo) sconfissero la coalizione di daimyo dell'Ovest. La dinastia degli Shogun Tokugawa instaurò in seguito le classi sociali in Giappone determinando l'isolamento del Paese dal resto del mondo fino al 1868.
Il giovane Takezo e Matahachi sopravvivono alla battaglia e, avendo preso le parti dell'Armata dell'Ovest, i perdenti, sono costretti a restare nascosti.
 
Il romanzo inizia proprio con la conclusione della battaglia e con Matahach ferito che viene aiutato dall'amico. Sulla via del ritorno il destino dei due è pronto a servire la scena al romanzo. Matahachi si perde tra le braccia della prostituta Oko e preferirà, per qualche anno, vivere nell’indolenza con lei e sua figlia Akemi. Takezo torna al villaggio da solo scontrandosi con l’accusa di tradimento dalla famiglia dell'amico, ormai costituita soltanto dalla vecchia madre Osugi. Sono vani i tentativi di Takezo di poter spiegare la realtà dei fatti senza infangare la memoria dell'amico e si trova così costretto a fuggire, aiutato prima dal bonzo Takuan che sarà il suo primo maestro di vita e poi dalla dolce Otzu, promessa sposa di Matahachi.
 
Il suo nome muterà in Miyamoto Musashi (che potrà leggersi anche come “Takezo”, con gli ideogrammi giapponesi).
Inizia così un lungo e solitario addestramento per percorrere l'eterna Via del Samurai. Rinuncia a tutti i suoi averi, fisici e sentimentali per seguire una strada dura, una lotta continua contro le sue debolezze, il fantasma del padre e con la sua morte. Percorre le strade di Kyoto, Osaka, Nara fino ad Edo lottando contro avversari famosi e meno famosi. Sempre con un talento innato, sempre con la sua forza sovrumana e l'umiltà che gli salverà ad ogni duello la vita. La leggenda vuole che abbia avuto, nell’arco della sua vita, più di 60 incontri e che li abbia vinti tutti. Non è difficile da credere. I samurai, se non morivano sul campo, di fronte alla sconfitta facevano hara kiri.
 
Musashi incrocerà sulla via anziani maestri di scherma, contadini, monaci illuminati da cui trarrà sempre una preziosa lezione di vita.
 
La sua palestra sarà la strada. La pioggia, il vento, la grandine saranno i suoi alleati più preziosi. La pittura, la scrittura, la calligrafia, l’arte del te, il lavoro dei campi, la scultura e la meditazione saranno i suoi maestri.
Con coraggio affronterà anche cento nemici insieme, allenando la mente e lo spirito unitamente al corpo. Rifuggirà le passioni terrene, per evitare rotture dell'equilibrio interiore e per non legarla ad un destino incerto respingerà l'unica donna amata, Otsu.
 
La sua vita raminga e solitaria sarà intervallata da due allievi, prima Jotaro che lo perderà e lo seguirà sempre nell'ombra e poi Iori che diverrà l'allievo prediletto. La sua via si incrocerà spesso con il vecchio amico Matahachi che lo tradirà più volte e con la madre di lui, Osugi. Quest’ultima  lo ricoprirà di infamia per tutto il Giappone, arrivando solo all’ultimo al pentimento e alla redenzione finale.
 
Per qualche tempo si dedicherà, insieme a Iori, alla coltivazione dei campi, aiutando gli abitanti del villaggio a lottare contro i ronin che saccheggiavano tutti i loro averi. Il suo scopo non era quello di provvedere ai pasti quotidiani, ma di cercare il nutrimento per la sua anima. Voleva imparare cosa significasse lavorare per vivere, anziché mendicare. Voleva, inoltre, convertire al suo modo di pensare la popolazione di quelle terre. Ormai era arrivato a vedere la Via della Spada sotto una nuova luce. Un paio d'anni prima non desiderava altro che sconfiggere tutti i rivali, "essere il più forte di tutti", ma quei trionfi ormai gli apparivano insoddisfacenti.
Ne scorgeva la suprema verità: desiderava conquistare se stesso, assoggettare a sé la vita, far sì che la gente vivesse anziché morire. La Via della Spada andava usata, semplicemente, per arrivare alla perfezione di sé. Doveva essere una fonte di forza per governare il popolo e condurlo alla pace.
 
Dopo vari insuccessi capì che la terra è terra, l'acqua è acqua. Non avrebbe potuto mutare la loro natura. Quello che avrebbe dovuto imparare era l'esser servo della natura. Smise di imporle la propria volontà e la lasciò fare a suo modo, cercando al tempo stesso di cogliere l'opportunità che agli abitanti della pianura era sfuggita. "Le stesse regole vanno applicate nel governo del popolo" egli disse a se stesso. "Non cercare di opporti al sistema dell'universo. Prima assicurati di conoscere il sistema dell'universo".
 
Nel pieno della maturità si trovò a dover affrontare una sfida già lanciata anni prima ad uno dei più famosi samurai dell'epoca, Sasaki Kojiro. Quest'ultimo rappresenta l'esatto opposto di Musashi. Caparbio, valente samurai, inventore dello stile Ganryu, era stato allievo nella scuola di Ito Ittosai Kagehisa, la più grande di quelle allora esistenti in Giappone. Kojiro, covava in sé un'invidia ed una superbia nascoste tanto bene che i suoi ammiratori facevano la fila per ammirarlo.
Più volte aveva denigrato Musashi e le sue tecniche naturali fino a che i due si trovarono a fronteggiarsi in un duello storico, sull'isola di Funajima, davanti a Nagaoka Sado protettore di Musashi e del principe Tadatoshi della casa degli Hosokawa presso cui prestava servizio lo stesso Kojiro e dalla quale era stata disdettata la nomina di Musashi a seguito dell'infamia di Osugi e di Kojiro. 
 
Un duello terribile su cui pesavano infinite vicende. Tutti erano sicuri della sconfitta di Musashi; la differenza, tuttavia, era nella verità delle due essenze che si scontravano. Kojiro aveva riposto la sua fede nella spada della forza e del coraggio. Musashi nella spada dello spirito, quella della lealtà, della compassione e dell’umiltà. La sua spada era un semplice bastone di legno.
Era questa la vera differenza tra i due. Una differenza che avrebbe cambiato il loro destino, per sempre.
 
Applicate la strategia con una mentalità ampia, e penetrate il vero nucleo della via. Prefiggetevi di migliorare, grazie ad una mentalità illuminata, giusta e comprensiva. Cercate di considerare la via come il vuoto, ed il vuoto come la via. Nel vuoto non ci sono il bene ed il male: c’è la saggezza, c’è il principio e c’è la via. La mente è il vuoto”. Gorin no sho (Il Libro dei cinque anelli) – Shinmen Musashi-no-kami Fujiwara-no-genshindetto Miyamoto Musashi.
 
Movida, 9 luglio 2004
Originariamente apparsa su ciao. Revisione per Lankelot.com
 
EDIZIONE ESAMINATA e BREVI NOTE.
 
Eiji Yoshikawa (1892-1962) era uno dei più prolifici e popolari scrittori giapponesi.
Figlio egli stesso di un samurai, ha saputo esprimere in modo sublime l'ideale di vita del ronin più famoso di tutti i tempi.
Il suo romanzo più famoso è, per l’appunto, “Musashi”, approdato in edizione italiana nel 1983 (Rizzoli). Su questo straordinario personaggio scriverà altri libri come “L’arte della guerra”, “Il bushido”, “La via del samurai”, “La Via della vita e della morte”. Nessuno di questi è disponibile in Italia. In “Musashi” si sofferma sulla prima parte della vita del ronin, fino al momento in cui inizia a diventare una leggenda.
 
Eiji Yoshikawa, “Musashi”, edizione Rizzoli, Milano, 1983.
 
Bibliografia consigliata: “Gorin No Sho” (Il libro dei cinque anelli) di Miyamoto Musashi e “Samurai” di L.V. Arena.

 

MUSASHI in LANKELOT

Tokyo - Riproduzione spade di Musashi 

Nikko: Mausoleo - tomba/urna di Ieyasu Tokugawa

ISBN/EAN: 
9788817114677

Commenti

Dopo vari insuccessi capì che la terra è terra, l?acqua è acqua. Non avrebbe potuto mutare la loro natura. Quello che avrebbe dovuto imparare era l?esser servo della natura. Smise di imporle la propria volontà e la lasciò fare a suo modo, cercando al tempo stesso di cogliere l?opportunità che agli abitanti della pianura era sfuggita. "Le stesse regole vanno applicate nel governo del popolo" egli disse a se stesso. "Non cercare di opporti al sistema dell?universo. Prima assicurati di conoscere il sistema dell?universo".

"Ho amato questo romanzo da subito, da sempre come se fosse stato inciso da una mano invisibile nella mia mappa genetica. Ogni tanto lo cerco, lo sfoglio, ne respiro le pagine ingiallite e ne rileggo qualche brano come per ritrovare quelle memorie mai abbandonate del tutto."

> Bellissimo questo passo. Personale e credibile e vero. E' un incipit che rimane impresso:)

"La sua palestra sarà la strada. La pioggia, il vento, la grandine saranno i suoi alleati più preziosi. La pittura, la scrittura, la calligrafia, l?arte del te, il lavoro dei campi, la scultura e la meditazione saranno i suoi maestri.
Con coraggio affronterà anche cento nemici insieme, allenando la mente e lo spirito unitamente al corpo. Rifuggirà le passioni terrene, per evitare rotture dell?equilibrio interiore e per non legarla ad un destino incerto respingerà l?unica donna amata, Otsu. "

> Sarò blasfemo, ma mi tornano in mente certe scene del "Ghost Dog" di Jarmusch - certo il protagonista non era un calligrafo né un pittore, ma un iniziato dalla strada senza dubbio, capace di affrontare molti nemici insieme.
(e non voleva donne)

So già che quando mi tufferò totalmente nella Letteratura Giapponese le tue pagine saranno sicuro e fermo punto di riferimento. Veramente, movi, ci hai insegnato tanto e questi tuoi contributi sono fantastici. Onore al merito.

sai che ho due edizioni di questo romanzo? Il primo è effettivamente la prima edizione uscita in Italia (proprio la primissima...quindi vedi che era già scritto?). La seconda è più trasportabile. Due settimane fa ne ho visto una terza ed ero tentata...è un romanzo che probabilmente, anzi sicuro, ha cambiato il mio percorso di vita. E tu che sei rimasto entusiasto de L'Ultimo samurai credo lo apprezzeresti molto. La vita di Musashi è puro codice d'onore.

3.mi sa che lo pensi sempre quando rileggi questa...

"Il suo romanzo più famoso è, per l?appunto, ?Musashi?, approdato in edizione italiana nel 1983 (Rizzoli). Su questo straordinario personaggio scriverà altri libri come ?L?arte della guerra?, ?Il bushido?, ?La via del samurai?, ?La Via della vita e della morte?. Nessuno di questi è disponibile in Italia. In ?Musashi? si sofferma sulla prima parte della vita del ronin, fino al momento in cui inizia a diventare una leggenda"...ehm cari editori ci vogliamo dare una mossa?

Puro codice d'onore. Rimedierò, rileverò:).
*
mmm... ammazza quanti inediti:).

trailer!