“Grazie a Dio, aveva senso dell'humour. Sorrisi, mi pulii i residui di panna montata dalla faccia e dalle mani e la guidai nel valzer che il quartetto di archi stava attaccando a suonare. Mia madre mi aveva insegnato a ballarlo, quindi ero a mio agio, almeno per il momento. Mentre volteggiavamo, incrociai lo sguardo del colonnello Steinig. Sorrise e annuì in segno di approvazione. Fu così che conobbi Annie Breton” (Wilder, “La mia puttana francese”, Otto)
Gene Wilder, attore americano classe 1933, tutto a un tratto ha deciso di sperimentare un'altra strategia per sprigionare la sua creatività. Smessi i panni del comico di genio, ha scelto quelli, polverosi e non sempre fascinosi, del narratore. È stato spiazzante scoprire che l'attore feticcio di Mel Brooks, a fine carriera, ha deciso di dedicarsi alla letteratura. Se il primo risultato, quello forse più prevedibile, è stato un'autobiografia (“
Baciami come uno sconosciuto”, con buona critica) il secondo, questo, è stato un tentativo di narrativa pura. “My French Whore” (2007; IT, “La mia puttana francese”, Sagoma, 2010) è una strampalata commedia degli equivoci con retrogusto da spy-story ambientata tra Stati Uniti, Francia e Germania nei giorni tristi e dolorosi della Grande Guerra. Wilder punta a raggiungere – scopriamo nei ringraziamenti – una “certa semplicità di linguaggio”, fondando la sua ambizione su due modelli non da poco: Hemingway e Jean Renoir. Ne deriva uno stile estremamente semplice – in più d'un frangente, verrebbe da dire, “elementare”. E in questo senso non particolarmente hemingwaiano, nemmeno facendo le debite proporzioni. E tuttavia Wilder non manca d'una sua dignità autoriale tutt'altro che disprezzabile. Mel Brooks – che non è un critico letterario, ma è sicuramente un artista con una sua sensibilità estetica – ha trovato questo debutto narrativo di Wilder un “elegante intreccio di intrigo, azione, sesso e umorismo”, dichiarandosi sorpreso per la presenza d'una storia d'amore “particolarmente commovente e davvero ben scritta”. Probabilmente l'intreccio non può essere considerato elegante, né particolarmente innovativo: ma ha una sua apprezzabile compostezza, ecco. Soprattutto nei frangenti erotici, sporadici, Wilder ha una certa classe.
La Aspesi, invece – leggiamo in quarta – s'è divertita, come la maggioranza assoluta dei lettori che sentiranno il bisogno e la curiosità di sfogliare questo libro, a immaginare che il protagonista avesse “la testa ricciuta, gli occhi chiari e spalancati, la dolcezza e la fragilità del suo creatore, quel Gene Wilder che ha smesso di fare film ma non di farci sorridere”. La tentazione, che ve lo a dico a fare, c'è – e c'è soprattutto per certi frangenti che sembrano scritti pensando a una successiva versione cinematografica. Wilder è – come ogni bravo sceneggiatore – molto portato per i dialoghi e tendenzialmente tutto visivo. Non è immaginifico e non ha niente di visionario. È portato, scrivendo, per una satira docile, leziosetta, piuttosto beneducata.
Qualche notizia sulla trama. Paul Peachy viene dal posto da cui viene la birra: Milwaukee. Tutti sanno soltanto questo di Milwaukee, ma a lui va bene così. Cittadino americano di sangue tedesco (e cognome alterato: da “Paquet” a “Peachy”), alle spalle discreti studi letterari e un po' di teatro amatoriale senza pretese, lavora come conducente di treni. Il suo matrimonio ha perso un po' di brillantezza, e lui stesso non sa più esattamente cosa vorrebbe essere. E così, complice la contingenza storica, sceglie un'avventura tosta: partire per il fronte. È la Prima Guerra Mondiale, e chissà che questo suo poco di teatro alle spalle non possa tornargli comodo, assieme alla sua buona conoscenza del tedesco. Quando Peachy incontra una misteriosa spia sanguemisto, Harry Stroller, non sa ancora che quel tizio diventerà il suo paradigma. Perché quando Peachy verrà catturato dai tedeschi e si troverà con i fucili puntati all'altezza del petto, saprà come improvvisare. Con quale tono. E di qui ne deriveranno tutta una serie di cose interessanti... Io mi fermo qui altrimenti brucio il piacere della lettura d'un romanzo che, Wilder ne converrebbe, è fatto sostanzialmente di trama. E basta.
E però vi stuzzico con questa immagine qui, da trattare con la dovuta fantasia...
“Dopo le uova di quaglia, il caviale, la cacciagione, i Napoleon e tre bicchieri di vino (bianco), tutti i commensali – tranne Annie – vollero sapere cosa facevo quando vivevo in America con mia madre. Stupidamente mi lasciai scappare che un tempo avevo recitato in teatro. Fu come se nella stanza fosse appena entrato Rodolfo Valentino. Steinig mi chiese di recitare un brano da un'opera teatrale e tutti si unirono, pregandomi di esibirmi. Tutti, tranne Annie. Alla fine mi alzai in piedi, rimproverandomi di non aver saputo tenere chiusa quella mia boccaccia, cercando di non mostrare quanto fossi alticcio [...]” (p. 80).
Ecco, in questo caso viene voglia di adottare la strategia della Aspesi, vale a dire sovrapporre quei lineamenti che sappiamo a quelli di questo attore alticcio che sta per cominciare a recitare. “Sembra un vero professionista”. Già...
EDIZIONE ESAMINATA e BREVI NOTE
Jerome
Silberman, alias Gene
Wilder (Milwaukee, USA, 1933), attore e scrittore nordamericano.
Gene Wilder, “
La mia puttana francese”,
Sagoma, Vimercate, 2010. Traduzione di Alessandra Olivieri Sangiacomo. Illustrazione in copertina di Leonardo Rodriguez. Collana “Le sagome”.
Prima edizione: “My French Whore”, 2007.
Commenti
[gene wilder]Gene Wilder,
[gene wilder]Gene Wilder, attore americano classe 1933, tutto a un tratto ha deciso di sperimentare un'altra strategia per sprigionare la sua creatività. Smessi i panni del comico di genio, ha scelto quelli, polverosi e non sempre fascinosi, del narratore. È stato spiazzante scoprire che l'attore feticcio di Mel Brooks, a fine carriera, ha deciso di dedicarsi alla letteratura. Se il primo risultato, quello forse più prevedibile, è stato un'autobiografia (“Baciami come uno sconosciuto”, con buona critica) il secondo, questo, è stato un tentativo di narrativa pura. “My French Whore” (2007; IT, “La mia puttana francese”, Sagoma, 2010) è una strampalata commedia degli equivoci con retrogusto da spy-story ambientata tra Stati Uniti, Francia e Germania nei giorni tristi e dolorosi della Grande Guerra. Wilder punta a raggiungere – scopriamo nei ringraziamenti – una “certa semplicità di linguaggio”, fondando la sua ambizione su due modelli non da poco: Hemingway e Jean Renoir.
http://www.youtube.com/watch?v=kDxSXqiqrjc booktrailer!
[wilder] e da qui in avanti,
[wilder] e da qui in avanti, due sentieri diversi per approfondire, deragliare, perdersi a dovere qui dentro.
Prima Guerra Mondiale in Lankelot: http://www.lankelot.eu/Prima-Guerra-Mondiale
Libri SAGOMA in Lanke: http://www.lankelot.eu/sagoma
[Wilder] Da attore a
[Wilder] Da attore a narratore è un bel salto...
Mi piacciono le menti visive, la scrittura, forse, un po' meno.
[Wilder-Franchi-Angela-Luca]
[Wilder-Franchi-Angela-Luca] Sapete chi può regalare delle grandi sorprese come narratore e attore? Steve Martin. Shop Girl fu una gran bella sorpresa. Ne è stato tratto anche un film ma non so dirvi.
[Wilder] Adesso faccio la mia
[Wilder] Adesso faccio la mia solita figuraccia, ma non conosco Steve Martin. Vado a cospargermi il capo di cenere :(
[Wilder] Angela se digiti il
[Wilder] Angela se digiti il nome su google immagini secondo me sai chi è. magari non hai visto nulla di lui ma la faccia è nota.
[Wilder] Santo Google! Hai
[Wilder] Santo Google! Hai ragione, l'ho cercato e ti dirò: ho visto anche alcuni film in cui ha recitato. Però leggere un suo libro...Mmmm, non mi ispira moltissimo.
[and] non amo molto Steve
[and] non amo molto Steve Martin, dico la verità. Però mi segno il libro che dici...
[Wilder - Martin] In realtà
[Wilder - Martin] In realtà ho fatto un po' di confusione, il libro di Steve Martin migliore e secondo me, sorprendente e molto delicato è: "Un cuore timido - Una storia d'amore e quadrati magici" uscito per Kowalski nel 2006.
Ecco di cosa parla:
"Daniel Pecan Cambridge ha quindici anni. O trenta. O cinquanta. Chissà.
Abita da solo in una bella casa sulla spiaggia di Santa Monica, la sua vita è scandita dagli orari di apertura dei negozi e delimitata al quadrato del quartiere. Troppo complesso, infatti, andare più lontano di così per uno che, come lui, vive in un mondo regolato da leggi inviolabili: si è severamente proibito di attraversare la strada a meno che il marciapiede non abbia una discesa, di stare in una casa in cui le lampadine accese non diano un totale di 1125 watt, di accettare modifiche al rigido ordine previsto per ogni giornata.
Il suo più grande piacere è ritrovare l'armonia nella matematica dedicandosi, in beata solitudine, ai quadrati magici di Dürer.
Il suo mondo è piuttosto solitario: le donne che più gli piacciono (Zandy la farmacista, Elizabeth l'agente immobiliare, Philippa la vicina di casa) non sanno nemmeno che lui esiste, mentre l' adorata nonna vive lontano e può "soffocarlo di baci" solo tramite le lunghe lettere che si scrivono.
Ma una di queste lettere cambierà la vita di Daniel...
Come l'eroe di un'avventura picaresca molto speciale, Daniel abbatte a poco a poco le barriere matematiche che chiudono la vita ed entra dolcemente nel territorio complicato e inafferrabile delle relazioni umane.
Adesso nei quadrati magici di Dürer, un tempo pieni di numeri, possono fiorire i nomi di persone amate, che li rendono ancora più magici. E adesso, con suo enorme stupore, Daniel si rende conto che esistono molti pretendenti per un cuore timido."
[Wilder] Anche Ethan Hawke ha
[Wilder] Anche Ethan Hawke ha scritto dei romanzi (-: Poi, io non credo troppo al "salto" fra qualcosa e qualcosaltro. Chi recita ha, dovrebbe avere, una preparazione letteraria tutt'altro che misera, anche se magari incentrata su quello che è il suo lavoro principale, o quello che è il lavoro tramite cui è conosciuto al pubblico. Molto teatro è stato fatto, è fatto, da attori e attrici che sono anche autori e autrici. Non è narrativa, per così dire, ma sempre scrittura. Wilder ha avuto esperienza di sceneggiatura, e non è un caso che Gianfranco ne riveli le abilità per i dialoghi. Bòn. Ciao! Domani mi leggo con calma La regina, eh.
[Wilder] Ethan Hawke me lo
[Wilder] Ethan Hawke me lo ricordo decisamente meglio (sarà mica perchè è moooolto più carino di Martin?). Neppure di lui, però, sapevo avesse scritto libri.
(La regina può attendere, ci ho messo 2 anni a scriverne da quando tu e Ilde me ne avete parlato, leggerai con tutta calma se e quando vorrai. La pagina è lì, ormai non scappa)
[Wilder - Hawke]
[Wilder - Hawke] http://www.amazon.it/s/ref=nb_sb_noss?__mk_it_IT=%C5M%C5Z%D5%D1&url=search-alias%3Dstripbooks&field-keywords=Ethan+Hawke&x=0&y=0
[Wilder - Hawke] Ah, edito da
[Wilder - Hawke] Ah, edito da Minimum Fax. Buon segno!
[Wilder - Ethan Hawke] Non è
[Wilder - Ethan Hawke] Non è male quel libro di Ethan, insomma, non me l'aspettavo.
Cara Angela, ho convissuto per anni con un suo poster, insieme a quello di River Phoenix in camera...li amava mia sorella.
Tra l'altro il Franchi magari non sa che Ethan ha pure recitato ne "La leggenda di Zanna Bianca"
[hawke-zanna bianca] mi
[hawke-zanna bianca] mi manca, in effetti:)
[Ethan Hawke] Ho letto il
[Ethan Hawke] Ho letto il Mercoledì delle Ceneri e stilisticamente mi ha divertita. La storia invece no. L'ho trovata noiosa.
[hawke] prendo nota... grazie
[hawke] prendo nota... grazie miner.
[gene wilder] Ho rivalutato
[gene wilder] Ho rivalutato Gene Wilder - che già amavo da bambino - guardandomi quasi tutti i suoi film in una volta, l'inverno scorso. E ho scoperto che c'è davvero qualcosa di mostruosamente anarchico nel suo personaggio (nell'adattamento cinematografico del Piccolo principe è forse l'unico che si salva davvero) con scatti di genialità che hanno solo i più grandi comici, quelli che piacciono a me. Il libretto da come ne parli sembra un bel passatempo :)) Ci penserò.
[martello, wilder] secondo me
[martello, wilder] secondo me potresti apprezzare di più la sua autobiografia (e magari raccontarcela per bene). Per te è perfetta, immagino:)