“Tutto quello che chiamiamo reale è fatto di cose che non possono essere considerate reali” (Niels Bohr, omaggiato a p. 56).
Esordio di Allan C. Weisbecker, originariamente pubblicato nel 1981, questo “Cosmic Bandidos” è una sorta di pittoresco e picaresco anello di congiunzione tra “Fear and Loathing in Las Vegas” di Thompson (1971) e l’ironia nera del cinema di Quentin Tarantino: in salsa quantistica. È un’opera decisamente atipica e inconsueta, per via di questa speciale commistione tra la rappresentazione della vita d’un gruppo di banditi – per stravagante contrabbando, nostalgie piratesche, droghe di vario genere e pesca via granate – e la ricerca del narratore d’una rivelazione che sappia essere altra da quelle religiose, psicanalitiche o estetiche, in generale. Che sia pienamente scientifica, e in altre parole: rivoluzionaria. Diventa così il libro dell’allucinazione delle allucinazioni: quella del possesso e del controllo della verità.
A esasperare le già forti curiosità e a ravvivare le suggestioni vive al termine della lettura, ecco la questione della misteriosa identità dell’autore, Allan Weisbecker. Come potrete verificare, navigando nelle pagine evidenziate in calce all’articolo, si congettura che l’autore sia americano, non se ne conosce luogo e data di nascita, si presuppone possa essere uno pseudonimo, si trovano tracce d’una sua residenza costaricana. Le uniche notizie certe si riferiscono alla sua passione per il surf e per la fotografia e alla sua attività di sceneggiatore televisivo (il fu “Miami Vice”). Il film tratto da questo libro è in lavorazione da diverso tempo, tuttavia la lavorazione è ammantata dal segreto: sappiamo solo che l’anima sarà John Cusack.
A firma Weisbecker (cfr. sito ufficiale dell’autore) sono stati pubblicati, sino ad oggi, tre romanzi e diversi reportage sul mondo del surf.
Veniamo a qualche cenno sulla trama e sullo stile.
In una baracca, da qualche parte nella Sierra Nevada, un bandito sta studiando fisica. Ha trent’anni, è pluriricercato, vive – in bolletta – con il suo cane, High Pockets, e un boa, Legs. Ogni mercoledì, i suoi due compagni litigano ferocemente. Qualche illuminato indigeno potrebbe conoscerne le cause.
L’autore prende alla lettera l’illuminazione del narratore, e va a sviluppare la storia per differenti sentieri, alternando flashback a flashforward. Nel primo, la grottesca e stupefacente (è il caso di dirlo) formazione scientifica del protagonista si sviluppa per letture (forzate: a partire dal sacco d’una biblioteca, e del suo bibliotecario poi comatoso), divulgazione prima canina poi umana e confronto con le uniche autorità disponibili (saggi indigeni piumati, capaci di trangugiare banane buccia inclusa e di spazzolarsi mezza bottiglia di mezcal), nel tentativo – riuscito solo provvisoriamente, come i neofiti scopriranno – di raggiungere il responsabile della sua illuminazione quantistica, quell’americano rapinato da José. Dopo una micidiale e farsesca serie di comunicazioni in codice e un sofisticato fuoco incrociato di lettere provenienti dalla foresta, per confermare l’avvenuta comprensione della teoria del diverso sé in diversi mondi, il narratore avanzerà confrontandosi con le teorie più innovative e (de)stabilizzanti della fisica. Sino all’agnizione finale.
Il secondo binario del libro si sviluppa invece sulle avventure del suo gruppo di disorganizzati banditi: dai giorni romantici del Don Juan, nave da contrabbando, teatro di grandi imprese, di deliri, di ruffianate, di incontri-scontri con la Marina, di poco credibili stratagemmi doppiogiochisti (CIA inclusa), preludio a fughe in volo. Il tutto, all’insegna d’una potenziata legge di Murphy – la legge del Don Juan (se qualcosa potrà andar male, andrà male all’infinito).
Intanto: spinelli, cocaina, allucinazioni, banditi dalla granata facile e progressivo sputtanamento, isola per isola.
La vita è una stravaganza senza senso, fortune e ricchezze vanno e vengono, la verità continua a sfuggire. È solo una ricerca. Come quella della giusta definizione del quark, l’elemento base dell’universo.
Tra i tratti stilistici peculiari di Weisbecker, segnaliamo la tendenza a servirsi di note a margine con intento regolarmente ironico; non sempre sono piccole estensioni della narrazione, talvolta sono glosse o battute fulminanti o paradossi. Assieme, questa tendenza alla “macroparentesi” si reitera e si presenta nell’adozione di vivaci proposizioni incidentali o parentetiche.
Nel complesso, la scrittura di questo “Cosmic Bandidos” è brillante, coinvolgente, divertente: espressione d’un gioioso delirio che tuttavia non annebbia la narrazione, a dispetto degli aggrovigliati sviluppi della trama e dei continui rimandi interni.
Prima di congedarmi, ricordo e segnalo con opportuni asterischi che questo è stato il primo libro pubblicato da Meridiano Zero, dieci anni fa. A metà 2007, eccolo riproposto in una nuova edizione: la traduzione di Marco Vicentini è stata totalmente rivista. Godetevela (prima che esca il film, sbrigliate la fantasia e immaginatelo, leggendo).
EDIZIONE ESAMINATA e BREVI NOTE
Allan C. Weisbecker (luogo e anno di nascita irreperibili sia in Italia che in USA), sceneggiatore cinematografico e televisivo (Miami Vice), surfista, fotografo e scrittore americano. Vive a Pavones in Costarica. Queste le (scarne) notizie ufficiali.
Allan C. Weisbecker, “Cosmic Bandidos”, Meridiano Zero, Padova 2007.
Traduzione (rivista, rispetto alla storica prima edizione) di Marco Vicentini.
Prima edizione: “Cosmic Banditos”, 1981.
Prima edizione italiana: Meridiano Zero, Padova 1998.
Adattamento cinematografico: in progress, secondo diverse voci. Per la regia di John Cusack.
Approfondimento in rete: Rassegna Stampa (in progress!) / Sito ufficiale di Allan Weisbecker / Surfer Magazine (intervista) / Wikipedia / Escape Artist /
WEISBECKER in LANKELOT:
Weisbecker Allan C. - Cosmic bandidos di franchi
Weisbecker Allan C. - Cosmic bandidos di michele_bonaventura
Gianfranco Franchi, Lankelot. Giugno 2007
Commenti
Per gli appassionati di Letteratura Americana; per tutti gli amici della sezione Scienze, fisici in primis; per chi leggendo d'una battaglia contro un pipistrello non potrà non pensare a "Paura e delirio a Las Vegas"
Fico!
Sabato sono in libreria.
>2 io andrò a scrocco .)
Molto divertente dev'essere. Me lo regalerò quest'estate. Altra grande chicca franchiana :)
non a caso sei il dio del blog collettivo. è un onore essere qui!
Onore mio stare tra voi. Buona lettura:).
Questa è una chicca micidiale, in effetti. Mi direte, ci direte.
(soprattutto m'aspetto profonde analisi sui passi campionati dall'autore nel libro: da Bohr a Einstein, da Hawking a Zukov. Avrei voluto saper leggere quelle citazioni correttamente, purtroppo l'ho potuto fare da semplice letterato. Sono convinto che le vostre letture garantiranno un gran bel contributo alla comprensione delle idee presenti nel testo.)
bene. altra idea regalo. ora vedo. ovviamente per mio frate, che nella fisica ci si trova bene. però sono ancora troppo indeciso, uffa. però sembra davvero interessante, questo;-)
Non ti nascondo che vorrei aggiudicarmi anche la prima storica edizione, non solo per ragioni feticistiche e storico-editoriali ma per comparare le traduzioni:). Potresti dare al frate la nuova e tenere per te la prima...;)
Sì, una bella pagina: poi non so se l'argomento potrebbe attrarre chiunuqe.
Posso fare una proposta folle (ma neanche tanto)?
Potremmo cominciare a mettere il numero delle pagine come ultimo elemento?
Qualche volta è un'informazione preziosa... :))))
D'accordo. Qui - se non ricordo male: sono fuori casa, nella casa della biblioteca magica che ti ho raccontato - direi siamo sotto le 200. Tempo di lettura: max 6 ore.
Aggiungo. M'attendo approfondimenti e notizie sulla biografia dell'autore, in eventuali futuri articoli. Io dico che c'è da scavare...