Wallace David Foster

Verso occidente l'impero dirige il suo corso

Autore: 
Wallace David Foster

Conoscete David Foster Wallace? Se non ne avete mai letto un libro, forse avete sentito parlare di lui perché poco più di un mese fa ha preferito farla finita, non si sa ancora bene per quale motivo, portando via con sé tutto il suo talento e una vita di soli 46 anni, che tanto aveva ancora da dire al mondo della letteratura.

"Verso occidente l'impero dirige il suo corso" è un romanzo di questo autore americano che racconta la storia di una serie di persone che si mette in viaggio per raggiungere una megafesta che raduna tutti gli attori che sono mai apparsi negli spot di Mc Donald’s, fin dalla sua nascita.
Tra questi ci sono un clown che fuma canne e suda, suo padre che è anche un mago della pubblicità (che ha organizzato l’evento, il megaevento), una scrittrice triste e fondamentalmente postmoderna, un aspirante scrittore pieno di dubbi e custode di una freccia (attenti a questa freccia, importantissima), un attore che ha un occhio rivolto all’interno del cranio, una hostess dalla faccia arancione e delle rose fritte in un sacchetto (!).

Insieme, questa banda poco amalgamata di varia umanità si dirige verso la più grande riunione di attori di spot di McDonald’s di tutti i tempi. Un evento straordinario, così come il lancio di una casa stregata che diventerà una delle catene di discoteche più grandi degli USA. Un viaggio delirante e divertente nell’Illinois, su una macchina composta da altri pezzi di macchina. E un racconto nel racconto che è perfetto nel suo cinismo e nel suo essere fuori dagli schemi. 

Ovviamente tutta la storia è un semplice pretesto, una scusa banale per Wallace per riflettere sull’America contemporanea, sui tic degli uomini, sulla società dei consumi, su se stesso ma soprattutto un esercizio di stile di 200 e passa pagine che omaggia il maestro della letteratura postmoderna, quel John Barth autore della Casa Galleggiante che solo l’opera della Minimum fax negli ultimi anni ha riportato in Italia.

Wallace omaggia Barth, il suo racconto Lost in the Funhouse - dove c'era la Casa Stregata - ma allo stesso tempo porta agli eccessi e parodizza alcune dei temi e lo stile dello scrittore, con il suo continuo entrare nella storia, il suo intervento di narratore nel testo, con lunghe digressioni metanarrative ed anche meta-metanarrative.

Dentro questo libro quindi c’è Barth (con citazioni, allusioni, personaggi e riferimenti espliciti) ma soprattutto una riflessione sul postmoderno, una riflessione sulla riflessione sul postmoderno, un continuo cambio di tono e di virate narrative che trasportano il lettore in un mondo totalmente paradossale, ma appunto per questo stranamente vero.
Uno dei passi principali per entrare nel mondo di questo straordinario scrittore, purtroppo scomparso questa estate, è iniziare da un racconto come questo. Sarà – mi auguro – un incontro con un mondo affascinante e fondamentale. Un’esperienza da non perdere. Qualcosa che (come cerca lo scrittore nel libro) “vi dia una fitta al petto”.

EDIZIONE ESAMINATA e BREVI NOTE

Verso Occidente l’Impero dirige il suo corso - David Foster Wallace, Minimum Fax , 2008.
David Foster Wallace (Ithaca, 1962 – Claremont,  2008) scrittore statunitense.


ISBN/EAN: 
9788887765342

Commenti

gran ritorno di RAPACE!

(integro codice ean copertina & qualche tag;) )

giusto giusto... dimentico sempre!

bel tributo. Sei sempre più lucido.

(ma sai che wallace è identico a Thomas Mueller, alias Michele B?)

no, ma dai.

identico, incredibile. ho visto la sua foto nel profilo...

sto leggendo Tennis, Trigonometria, Tornado ed altre cose che non farò più.. un genio.

Questo racconto, che non ho letto, era in origine parte della raccolta, "The girl with curious hair" edita in Italia da Einaudi, e da Minimum Fax, in versioni diverse, quella di Mf più completa, ad eccezione però di questo racconto. Così come per Una cosa divertente che non farò mai più (la cui versione originale A supposedly fun thing I'll never do again comprendeva, oltre al saggio che dà il titolo alla raccolta, anche quei saggi in Italia editi come "Tennis, tv,....") in Italia si è preferito, per questi due libri (che io sappia, solo di questi), pubblicarli in più volumi, forse per la corposità del saggio e del racconto (in confronto anche agli altri delle due raccolte) che li predisponeva (quasi) naturalmente alla pubblicazione singola.
Una curiosità. tutto qua.
Una nota sulla traduzione del titolo, che elimina "supposedly", e che rende, secondo me, in maniera minore la complessità del titolo originale. La cosa, infatti, è "supposta" divertente, prima di farla. è "presumibilmente" divertente. Wallace, fin dal titolo, ci indirizza verso uno "scarto" della visione di ciò che ci circonda, ci dice: Attenzione al luogo comune.
Non so se sono riuscito a chiarire in modo adeguato quella che è la mia idea al riguardo (al riguardo di questo titolo), ma tant'è. Buon pomeriggio.

beh sì, con supposedly è tutta un'altra cosa.

Supposedly or not, "Una cosa divertente che non farò mai più" è uno dei libri più divertenti e arguti che abbia mai letto. In my opinion, superiore a "Ragazza dai capelli strani" e meno complesso di "Tennis, tv, trigonometria...".Meno complesso come contenuto, non certo come organizzazione del testo, dato che "Una cosa divertente" è pieno di note!

E Brevi interviste con uomini schifosi! E Considera l'aragosta!
E. DFW.

Tennis, tv, trigonometria un po' più complesso e pesantuccio lo è... e poi ci sono un po' troppi riferimenti alla cultura americana che - ahimè - non riesco a cogliere a pieno.
Però, dio, che scrittore.

"Per non parlare del fatto che il tipo di comicità utilizzato da Kafka è profondamente alieno a studenti le cui risonanze neurali sono americane*. Il punto è che l'umorismo di Kafka non ha quasi nulla delle forme e dei codici specifici della comicità statunitense contemporanea. Nessun gioco di parole ricorrente nè acrobazia verbale esibizionistica, ben poche battute argute o satire mordaci. Non c'è nessuna spiritosaggine sulle funzioni corporali di Kafka, né doppio senso sessuale,né tentativi manieristici di ribellarsi alle convenzioni offendendole. Nessuna farsa pynchoniana con bucce di banana e adenoidi indisciplinate. Nessun priapismo rothiano o metaparodia barthesca o piagnucolio ebraico alla Woody Allen. Nessuna traccia dei giochi di parole demenziali dei moderni telefilm; né bambini precoci o nonni blasfemi o colleghi cinicamente ribelli. Più aliene di tutto, forse, le figure dell'autorità in Kafka non sono mai semplici pagliacci vuoti da ridicolizzare, ma sono sempre al contempo assurde e spaventose e tristi, come l'ufficiale di Nella colonia penale."

*Non mi riferisco a ciò che si perde con la traduzione. Nonostante l'occasione di stasera*, devo confessare che conosco ben poco il tedesco, e il Kafka che conosco e insegno è il Kafka dei signori Muir, e anche se Dio solo sa quanta altra roba mi sto perdendo, la comicità di cui parlo è una comicità che si trova proprio lì, nell'inglese dei cari vecchi Muir.

**[=Un evento del Pen American Center riguardante una nuova grande traduzione del Castello per mano di un uomo credo di Princeton. Nel caso in cui non fosse ovvio, tutto questo documento non è altro che il testo di un rapidissimo discorso.]

(David Foster Wallace, da "Alcune considerazioni sulla comicità di Kafka" in "Considera l'aragosta")

Un articolo lungo, 13 pagine, su Wallace e il suo romanzo incompleto, che verrà pubblicato nella primavera del 2010 negli USA.
Titolo: "The pale king"

http://www.newyorker.com/reporting/2009/03/09/090309fa_fact_max

Ci stava lavorando da anni...

[wallace] and ha scritto di

[wallace] and ha scritto di "Una cosa divertente che non farò mai più": qui, http://www.lankelot.eu/letteratura/wallace-david-foster-una-cosa-diverte...

[wallace] qui, in una nuova

[wallace] qui, in una nuova puntata della nostra Nuova Rubrica Letteraria, una lettura dell'enorme (da diversi punti di vista) Infinite Jest, ciao

[wallace] ciao ragazzi, ben

[wallace] ciao ragazzi, ben ritrovati:)

[Wallace - Verso

[Wallace - Verso Occidente...] Finito di leggere due giorni fa. Fa venire voglia di. Ogni sua cosa che leggo. E manca sapere che non scriverà più. Manca: DFW.

[wallace] io spero sempre che

[wallace] io spero sempre che prima o poi partiate, tu, andrea, antonio rapace e via dicendo, con una sorta di speciale a sorpresa, per spiegare per bene a tutti noi chi è stato DFW...

[Wallace] Dagli stralci di

[Wallace] Dagli stralci di interviste a DFW nell'ultima edizione Minimum Fax de La ragazza con i capelli strani: "Il progetto che vale la pena di portare avanti è invece quello di scrivere qualcosa che abbia in parte la ricchezza, la complessità, la difficoltà emotiva e intellettuale dell'avanguardia, qualcosa che spinga il lettore ad affrontare la realtà invece che a ignorarla, ma che nel fare questo provochi anche piacere nella lettura. Il lettore deve sentire che qualcuno sta parlando con lui, non assumendo una serie di pose." "La letteratura e la poesia riescono a farmi sentire umano, a eliminare quel senso di solitudine, a mettermi profondamente e significativamente in comunicazione con un'altra coscienza, in una maniera del tutto diversa da quanto riescano a fare altre forme d'arte." "Non mi piace insegnare scrittura creativa. [...] Invece mi piace insegnare letteratura inglese alle matricole. Alla Illinois University di Bloomington arrivano un sacco di ragazzi di campagna che non hanno avuto un'istruzione particolarmente buona e a cui non piace leggere. [...] Quando vedo quei ragazzi scoprire che leggere narrativa di qualità può essere difficile, ma a volte ripaga lo sforzo, e che quel tipo di lettura riesce a darti qualcosa che non può darti nient'altro, quando li vedo rendersi conto di questo fatto, è una cosa fichissima." "La letteratura si occupa di cosa cazzo voglia dire sentirsi un essere umano. [...] Ciò che è stimolante e ha una vera consistenza artistica è, dando per assodata l'idea che il presente sia grottescamente materialistico, cercare di capire questo: come mai noi esseri umani abbiamo ancora la capacità di provare gioia, carità, sentimenti di autentico legame, per cose che non hanno un prezzo? E queste capacità si possono far crescere? Se sì, come, e se no, perché?" "Devi disciplinarti e imparare a dar voce solo alla parte di te che ama le cose che scrivi, che ama il testo a cui stai lavorando. Che ama e basta, forse. [...] Ha qualcosa a che fare con l'amore. Con la disciplina che ti permette di far parlare la parte di te che ama, invece di quella che vuole soltanto essere amata. [...] Quando il lettore si allontana dalla vera opera d'arte pesa più di quando ci si è avvicinato. È più ricco. Tutta l'attenzione e l'impegno e lo sforzo che come scrittore richiedi al lettore non possono essere a tuo vantaggio, devono essere a suo vantaggio. Quello che ha di velenoso e deleterio l'ambiente culturale di oggi è che rende tutto questo tanto spaventoso da dissuaderci dal farlo. Un'opera davvero grande nasce probabilmente da una volontà di svelarci, di aprirci a livello spirituale ed emotivo fino a rischiare di provare davvero qualcosa di forte. Significa essere pronti a morire, in un certo senso, pur di riuscire a toccare il cuore del lettore."

[dfw] Questo passo, tra

[dfw] Questo passo, tra quelli che riferisci, mi sembra fondamentale, e lo sento molto vicino alle mie convinzioni: "La letteratura e la poesia riescono a farmi sentire umano, a eliminare quel senso di solitudine, a mettermi profondamente e significativamente in comunicazione con un'altra coscienza, in una maniera del tutto diversa da quanto riescano a fare altre forme d'arte".

> In realtà credo che non esista niente di più grande della letteratura.

[dfw] In un altro passo, dice

[dfw] In un altro passo, dice che lui non sa se riesce a seguire sempre i suoi principi. Però, per me, è evidente nella sua scrittura la tensione e l'attenzione nei confronti di chi legge. Sento questo, che mi sta parlando, e mi fa sentire, appunto, umano. Questo, non ne so spiegare i motivi.