“Siamo qui sulla Terra per andare in giro a cazzeggiare.
Non date retta a chi dice altrimenti”
Appunti sparsi, libro di memorie, quasi autobiografia: Kurt Vonnegut in questo Un uomo senza patria abbandona ogni tipo di freni e a quasi un decennio dall’ultimo romanzo (Cronosisma), vira prepotentemente verso l’attualità, la società e la politica, con una raccolta di saggi provocatori e intelligenti.
Scritti a 82 anni, tre prima di morire, queste dodici riflessioni sul mondo e sulla vita - americana, ma di conseguenza mondiale – sono di una lucidità disarmante, e riescono con ironia e grande senso critico a dare punti di vista molto interessanti sull’America, le armi, l’ambiente, la politica, la vita e altro ancora.
Intervallati da suoi disegni a colori e da aforismi, questi saggi pubblicati in origine sulla rivista In These Times partono spesso come conversazioni da bar, senza molte pretese, per poi arrivare con uno stile pungente e molto diretto a far riflettere su tematiche molto importanti. Se uno non lo conoscesse, o non sapesse a scrivere è Vonnegut, potrebbe pensare che si trattino delle caustiche osservazioni di un giovane anticonformista letterato. E invece, eccolo lì, uno dei maggiori scrittori americani del Novecento a dirci la sua su questo e su quello.
Ora che Vonnegut è morto, poi, sono testimonianza lampante e inconfutabile della sua incredibile forza e indipendenza. Non le manda a dire né a Bush né a Clinton, non risparmia critiche alle politiche che distruggono il pianeta e al capitalismo che distrugge le nostre vite. I suoi attacchi sono pesanti ma sono fatti con un sorriso amaro sulle labbra: sono come il grido rauco di uno sbronzo dopo l’ennesima birra (proprio in un racconto però Vonnegut dichiara di non amare tantissimo bere ma di avere una sola enorme passione: il tabagismo).
Come tanti rivoli si diramano rapidamente spunti successivi, deliranti digressioni che spaziano dalla musica alla pittura, dal ricordo dell’attacco di Dresda o della Guerra in Vietnam, fino ad arrivare al sesso, alla droga – leggera, solo uno spinello con i Grateful Dead - e all’amore.
Con uno stile a metà tra l’articolo d’opinione e il diario personale, queste dodici visioni del mondo non possono di certo lasciare indifferenti. Sono vere e sanno far male. Un uomo senza patria è il manifesto finale di un grande scrittore, un suo grido contro i poteri forti e prepotenti, un atto d’amore per la letteratura e il nostro pianeta così martoriato.
Pensieri sparsi tutti legati da un sottile ma resistente filo di convinzioni forti: una bella voce fuori dal coro, rabbiosa e ironica, che ci manca tantissimo, ogni giorno di più.
EDIZIONE ESAMINATA E BREVI NOTE
Kurt Vonnegut (Indianapolis, 1922 – New York, 2007), giornalista, scrittore e saggista americano, di sangue tedesco. Studiò Biochimica e Antropologia. Esordì pubblicando “Distruggete le macchine” (“Player Piano”) nel 1952.
Kurt Vonnegut, “Un uomo senza patria”, Minimum Fax, Roma 2006. Traduzione di Martina Testa. Collana “Sotterranei”, 100.
Prima edizione: nella rivista “In These Times”; quindi, in volume col titolo “A Man without a Country”, 2005.
Approfondimento in rete: Wiki en / The Books of Bokonon / Sito ufficiale dell’artista / The Vonnegut Web
In Lankelot: articoli su VONNEGUT.
Antonio Benforte, 30 aprile 2009
Commenti
intanto che divoro "Monteverde".... :)
e cresce l'archivio VONNEGUT! Gran Rapace. Di Kurt Vonnegut ho scritto nel libro dei Radiohead, scoprendo che è una delle fonti di ispirazione di Thom Yorke (vedrai... manca poco;) ).
"Con uno stile a metà tra l?articolo d?opinione e il diario personale, queste dodici visioni del mondo non possono di certo lasciare indifferenti. Sono vere e sanno far male. Un uomo senza patria è il manifesto finale di un grande scrittore, un suo grido contro i poteri forti e prepotenti, un atto d?amore per la letteratura e il nostro pianeta così martoriato."
> Vado a cercarlo nella libreria MF di Santa Maria in Trastevere la prossima volta che scendo giù. Preziosa segnalazione, Ant.
(OT, gran bella copertina.)
copertina molto bella, sì.
[vonnegut] promessa
[vonnegut] promessa mantenuta, comprato:). Proprio a SMIT. Prossimi giorni leggo tutto e volo da te.
[vonnegut, senza patria] è
[vonnegut, senza patria] è proprio come scrivi, Antonio. Un libro intelligente e molto coraggioso. Bella scheda, sintetica, precisa, molto equilibrata. Leggere questa raccolta di articoli è stata un'iniezione di humor, di vivacità intellettuale e di indipendenza. Nessuno potrà mai perdonare le amministrazioni Bush per il male che hanno fatto al mondo. Non solo per le guerre. Vonnegut ha ben chiare le cose...
[vonnegut, uomo senza patria]
[vonnegut, uomo senza patria] i paragoni che Vonnegut fa tra nazisti e yankee della bush generation non sono così azzardati. Nel Medioriente, gli americani sono percepiti esattamente come se fossero hitleriani e non da ieri. Soltanto che non si può dire, nemmeno in Europa, ad alto livello. Almeno - non si può in una nazione vassalla. Negli USA Vidal e Vonnegut - giusto per dirne due - le cose le hanno dette pane al pane e vino al vino...
**
Insomma. Vonnegut era vecchio ma lucido e coraggiosissimo:). Grazie per avercene parlato, è un libretto proprio utile e bello. Bravo.
[vonnegut] ualà, aggiornato e
[vonnegut] ualà, aggiornato e ampliato un po' il format finale;). alla prox anto'!