"Cercate, se potete, di fermare un uomo che viaggia con il suo suicidio all'occhiello".
Le raccolte di racconti a tema non sono così comuni. Personalmente ho sempre guardato con diffidenza a questo tipo di produzione: in genere i racconti, nelle raccolte, hanno sempre (o quasi) un tema comune, un filo conduttore, si rimandano costantemente l'uno all'altro, vivono di echi consonanti. L'esplicitazione nel titolo di questa raccolta "Suicidi esemplari" quindi non mi sembrava una scelta elegante, anzi eccessivamente forzata e artificiosa. Come si dice, excusatio non petita. Tutto questo tuttavia non toglie nulla all'intensa esperienza del lettore nel leggere questi dodici racconti, questi suicidi degni di nota, scritti come fossero episodi di cronaca nera o come piccole confessioni pacate e crudeli.
Enrique Vila-Matas è l'esempio perfetto dello scrittore post-franchista che ha vissuto in epoca franchista: franchista perché basta dare un'occhiata ai dati anagrafici; post-franchista perché gli accenti di quel periodo gravano ancora sulle sue pagine senza tuttavia sminuirne il tono o ridurne l'intensità a leziosa testimonianza carica di rancore. In breve, la sua produzione non sembra esser stata influenzata dai topos letterari tanto in auge ai tempi della dittatura del generalissimo. I topoi in realtà sarebbero gli stessi per una ventina di altri scrittori ispanici: fortemente individualisti, sensibili alla saudade cara a Pessoa, mischiano abilmente tratti di genere, in particolare quel genere definito in Spagna come novela negra (spagnoleggiando il più francesizzato noir), con la penna ironica e il cinismo di chi è forte di un solido mestiere. In casi come questo il pensiero vola subito a Manuel Vasquez Montalban che col suo Pepe Carvalho ha messo a posto tutti quelli che vedevano in Simenon, Chandler e Highsmith l'ultima tappa dell'investigazione nera.
C'è la casalinga, madre di famiglia in una famiglia che la trascura, moglie di un marito che la fa sentire, così poco romanticamente, nulla più che un suppellettile, che dopo anni di non vita sedentaria decide di sparire. C'è il comico caduto in disgrazia, questa volta una sfortunata mutazione fisica (ingrassa senza limiti) che va ad intaccare la sua credibilità comica, rubandogli il suo posto nel firmamento dell'entertaining; una volta trovata una spalla invidiabile, uno splendido partner, pronto, così sembrerebbe, a risollevarne la carriera, il comico fa una scoperta tragica ma neanche così tanto... C'è il calciatore ormai sul viale del tramonto che vede la morte passargli accanto ed ignorarlo educatamente. E ci sono tanti altri ritratti deliziosi, uomini e donne che esistono per volontà dell'autore e che smettono di esistere per una logica personale ineccepibile.
La prosa di Vila-Matas è ricca ed evocativa ma mai invasiva né invadente. L'autore è celebre per la sua vasta produzione aldilà dei generi e dei clichè, senza sbarcare del tutto nella riflessione metaletteraria fine a se stessa. Con Suicidi esemplari si rischia di scoprire un Vila-Matas diverso, sicuramente più facile e comprensibile, se si prendono in considerazione quella scala di leggibilità tanto criticata da Roberto Bolano, per esempio, e trovare, tuttavia, un grande autore contemporaneo che sembra aver trovato un suo stile sfrontato ed elegante allo stesso tempo.
EDIZIONE ESAMINATA e BREVI NOTE
Enrique Vila-Matas è nato a Barcellona nel 1948. Autore celebrato dalla critica e pluripremiato (recentemente ha ottenuto il più importante riconoscimento latinoamericano per il romanzo, il Rómulo Gallegos), lo scrittore spagnolo è difficilmente catalogabile per la vasta e variegata produzione che spazia dai romanzi, ai racconti, ai saggi, ma che soprattutto si distingue per l’eleganza e la classicità della scrittura accostata a contenuti originali, a volte apertamente sfrontati e provocatori. Molte delle sue opere sono dedicate al mestiere di scrivere: L' assassina letterata (1977), romanzo dove la lettura di un racconto porta alla morte; Storia abbreviata della letteratura portatile (1985); Bartleby e compagnia (2000), considerato il suo romanzo più celebre, Il mal di Montano (2002), incentrato su una strana malattia che impedisce di scrivere e Parigi non finisce mai (2003) contro-manuale per aspiranti scrittori, ambientato nella Parigi degli anni Settanta. Tra le altre sue opere: i racconti di Suicidi esemplari (1991) e i saggi raccolti in Il viaggiatore più lento (1992).
Enrique Vila-Matas, Suicidi esemplari - Sellerio Editore, La memoria, 1991. Traduzione di L. Panunzio Cipriani.
Paolo Castronovo, Gennaio 2008.
Commenti
Auguri a tutti!
Ave ottimo! Abbiamo pubblicato in contemporanea:)
Auguri a te.
"Tutto questo tuttavia non toglie nulla all?intensa esperienza del lettore nel leggere questi dodici racconti, questi suicidi degni di nota, scritti come fossero episodi di cronaca nera o come piccole confessioni pacate e crudeli."
> http://www.lankelot.eu/index.php?tag=suicidio&paged=1
è un tag curiosamente gettonato. E credo manchino Weininger, Drieu e Morselli, per esempio. L'argomento, da queste parti, ha sempre avuto una sua centralità (estranea al morbo: siamo indagatori del senso, sì;) )
"sausade cara a Pessoa"
> Saudade?
"E ci sono tanti altri ritratti deliziosi, uomini e donne che esistono per volontà dell?autore e che smettono di esistere per una logica personale ineccepibile."
> Autoriale e quindi divina. Sbaglio?
Ancora non ho letto nulla di suo. Ma questo finisce sicuramente tra i desiderata, 2009 o 2010 e me lo pappo a dovere. Preziosa segnalazione.
Hai dato e stai dando un grande contributo a questo sito, Paolo.
Personale e ispirato, e atipico. Sei importante per il futuro di Lankelot. Vai a cercare opere che spesso sono estranee a molti tra noi, e ne scrivi con equilibrio e stile. Continua così.
Ciao Gianfranco!
4. La saudade è un termine portoghese intraducibile in italiano. Indica un sentimento di malinconia fortemente legato al senso di mancanza o meglio di perdita. Ti ricordi "L'ignoranza" di Kundera? Beh, proprio nelle pagine iniziali del romanzo si tratta di spiegare il significato della parole e i suoi possibili corrispettivi in altre lingue.
5. Giustissimo. Vila-Matas è un autore totale: prende personaggi, struttura e trama dei suoi romanzi e li sconvolge senza alcun rispetto. In SE è più un "funesto demiurgo" che presenta i protagonisti dei racconti e li lascia in balia della loro infatuazione per la morte.
7. Caro Franco, se è vero questo, è anche più inequivocabilmente vero il contrario: che Lankelot, come credo sia per tutti, rappresenta una fonte inesauribile di stimoli e confronti, di inspirazione e di crescita culturale infinita. Spero di poter dare almeno la metà di quello che mi date tutti ogni giorno :)
ave ottimo.
Saudade: grazie per il ricco e letterario chiarimento. Ricordavo cosa fosse, sì, e devo al calcio l'interiorizzazione del suo significato, dirotti, prima ancora che a Kundera e alle lezioni di Mazzarella (ricordo quando ci spiegava le sfumature di significato di "sehnsucht" con molta chiarezza). Ma caro Paul, nel tuo articolo c'era scritto proprio "sausade" e non "saudade", cercavo di capire se fosse qualcosa di diverso:). Ho normalizzato anche il testo ora:)
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10, 7. Speranza totalmente ricambiata.
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9, 5. Micidiale.