Vian Boris

La schiuma dei giorni

Autore: 
Vian Boris

L'essenziale nella vita è dare sempre giudizi a priori. Si nota in effetti che le masse hanno torto e gli individui sempre ragione. E ancora ci sono solo due cose: l'amore in tutti i modi con delle belle ragazze e la musica di New Orleans [...].

Innamorarsi di questo autore è naturale come respirare. La schiuma dei giorni è il capolavoro di Vian, un testo che ha il sapore dell'aforisma e la frivolezza della contingenza. Scivola di pagina in pagina tra deliziosi non sense, e arguzie snelle e raffinate.

Personaggio centrale è Colin, magistralmente descritto come un ragazzo quasi sempre di buon umore. Nel tempo restante dormiva, e con un nome quasi appropriato (Colin in francese significa anche merluzzo, e probabilmente il gioco di parole tra Colin e Calin (buffetto, carezza) non è casuale).

La sua storia permea queste pagine, una storia d'amore quasi perfetta ed eminentemente tragica. Un mero pretesto. A deliziare il lettore, lungo una lettura frizzante e inusitata sono gli incontri marginali e l'uso del linguaggio, i veri protagonisti di questa epopea dell'assurdo. A popolare il bestiario Vianesco troveremo uno strabiliante pianococktail capace di sfornare bevande in funzione del pezzo eseguito, armi letali che crescono solo se incubate da lavoratori umani, una coppia di pederasti d'onore a presenziare ai migliori matrimoni, un cuoco nero seduttore e maestro di vita e un macchiettistico Jean Sol-Partre, in cui il lettore non faticherà a trovare la caricatura di un noto esistenzialista.

La favola, perché di questo si tratta, evolve dall'idillio alla tragedia, tratteggiando con questo espediente più che con ogni altro la profondità dei personaggi, che da frivoli giovani altoborghesi diventeranno i protagonisti del perire di ogni speranza. La giovane sposa di Colin, gravemente malata (una ninfea le cresce nel polmone), trascinerà lentamente se stessa e l'intero suo mondo nella morte e nella disperazione.

Tutto cambia con la salute di Chloé, gli amici invecchiano, la stanza nuziale cambia forma e si restringe, avvizisce. Colin, non volendo rassegnarsi perderà tutto, denaro, talento, dignità, accettando lavori sempre più umilianti, dalla fabbrica d'armi in cui i fucili si nutrono di uomini, al servizio informativo che annuncia le disgrazie con un giorno di anticipo.

L'amico Chick sprofonderà sempre più nella sua maniacale adorazione di Parte, dimentico della realtà, mentre questa si fa sempre più assurda e lugubre. Chloé morira e il fuoco divorerà quanto resta del giorno.

A fianco delle numerose frivolezze, delle allusioni e delle citazioni, registriamo uno stile graffiante e sarcastico, che non risparmia critiche severe.

Ecco come Vian descrive Jean Paul Sartre: Partre [...] passava le sue giornate a bere e a scrivere con altre persone come lui, che vengono a bere e a scrivere, bevono the marino e alcool dolci, il che evita loro di pensare a cosa scrivono e c'è molto via-vai, questo rimescola le idee di fondo e ne si pesca l'una o l'altra, non bisogna eliminare il superfluo, un po' di idee e un po di superfluo, si diluisce. La gente assorbe più facilmente [...]

Così, inanellando affondi incisivi ed elegantissimi fronzoli, anche nella tragedia più nera, nella morte e nell'annientamento di ogni significato, Vian non rinuncia ad una comicità che strappa più di un sorriso e che sorprende ad ogni riga con nuove burlesche invenzioni. Perché, sembra voler dire tra le righe, la realtà è infinitamente più assurda di qualsiasi libro.

EDIZIONE ESAMINATA E BREVI NOTE

Boris Vian, scrittore e musicista francese (1920-1959). Titolo originale: l`écume des jours, più propriamente "la spuma dei giorni", trad. italiana, "la schiuma dei giorni". Recensito sulla base dell'originale francese, ed. Livre de poche. I paragrafi in corsivo-grassetto sono traduzioni del recensore.

Edizione italiana consigliata:

Boris Vian, "La schiuma dei giorni" Marcos y Marcos, 2005
Traduzione di Turchetta
Prefazione di Ivano Fossati
Con un'intervista a Pennac

Qui per una bibliografia e biografia completa (wikipedia).

Vian in Lankelot:

 

ISBN/EAN: 
9788871680712

Commenti

(al volo, per rallegrarmi della pagina dedicata a vian e ricordarti di preparare un paragrafo con note bio-bibliografiche e riferimenti all'ediz esaminata. Poi ripasso!)

La schiuma dei giorni, Marcos y Marcos, copertina rossa?

No, Livre de Poche, copertina blu, originale francese. Ho tradotto io.
Stasera aggiorno

uh. complimenti per la traduzione;-)

Done

Stasera riaggiorno

Di Vian ho letto Sputerò sulle vostre tombe,La schiuma dei giorni non ancora.
Ma dalla tua recensione, davvero perfetta, noto che le atmosfere sono diverse: fosche e dissacranti nel primo (fu censurato, se non ricordo male, non tanto per il linguaggio, quanto per le immagini crude che descriveva, bohémien e surrealiste, credo, nel secondo.
La differenza è abissale. Devo pensarci.
Intanto, grazie

Raffaella

direi chiarissima e senza fronzoli su un autore ed un romanzo che mi è stato caldamente proprio da un mio amico lankelottiano e che dunue presto leggerò. Ottimo stile.

Un pezzo lucidissimo e completo, davvero. A breve pubblicherò un dossier sul Boris in questione, sul jazzista e sullo scrittore. ;)

E' un pezzo chiaro e sostanzialmente scolastico, ma è un buon principio per una futura produzione di tue schede analitiche o recensioni; e il discorso della tua diglossia ha ragione di fascino (come l'idea che se ne sia parlato dal vivo;) ) e porta premesse suggestive con sé..

OK. A giorni un'altra, Cassola o magari quella raccolta di poesie di cui si chiosava a Trieste.
A+
TM

Ho provato a leggerlo e mi è costato un po' di fatica. E' un libro fuori dalle mie corde, forse non sono ancora capace di apprezzare a pieno il ripetuto ricorso al non sense. C'è da aggiungere poi, che le continue note del traduttore per spiegare le arguzie linguistiche specie i calembour, mettono in evidenza quanto sia necessaria la lettura in lingua originale.

[VIAN] "A quindici anni,

[VIAN] "A quindici anni, grazie a 'La schiuma dei giorni', scoprii, come molti altri adolescenti della mia generazione, che i romanzi erano qualcosa di più che una storia su cui fantasticare; da quel momento la parola 'letteratura' cominciò ad avere un senso. Fra l'altro Boris Vian aveva il vantaggio decisivo di circolare attraverso una sorta di passaparola e di non essere ancora una lettura scolastica".

Bonnet, "I fantasmi delle biblioteche", Sellerio, Palermo 2009 p. 25