Veronesi Sandro

Brucia Troia

Autore: 
Veronesi Sandro
Bruciano stilemi e convenzioni, convinzioni sociali. Fiamme. Ma si che l’incendio a volte può essere spento anche se poi non rimane che rovina. Fuoco, fiamme e lampi di genio fino a sfiorare gli abissi della pazzia più folle, barlumi di amori sospirati ma mai abbracciati,  concupiti certo, magari sognati, ma poi, niente, nulla, basta.  Scintille di speranza, roghi di illusioni. Ma poi anche fumo che soffoca, cenere, caos. E vento. Dispersione, disillusione, disincanto, frana, distruzione. Frantumi, macerie e nessuna ricomposizione possibile di un magico e fragile puzzle esistenziale.

Non c'è pace ma molta guerra interiore nelle anime turbolente e illividite che vivono nel santuario presso la collina, dove un prete visionario e quasi ferocemente religioso accudisce con poca grazia, assieme a sgraziate suore, orfani senza nome né madre, orfanotrofio più o meno regolare, ma siamo qui, in Italia, cosa volete che sia approfittare, in nome di una buona causa? E niente serenità, così pare, altrove, nemmeno in quelle anime (anime? Anim-ali?) che si aggirano tra le lande bestiali e povere del quartiere del cantiere, sorta di ghetto che si nutre di espedienti, che (a-)normalmente sono furti e sfruttamento ai margini della città, che cresce languida ed impavida come una grassa matrona che si pasce delle sue invereconde contraddizioni. E c'è vita, anelito a, sia che lo start sia di fuochi sacri che di istinto di sopravvivenza. Eccoci ordunque, più che in un girone infernale siamo al Purgatorio e il Paradiso però sembra davvero lontano, irraggiungibile, chimera delle chimere, aspirazione impraticabile anche se si pensa possibile.
E la storia è tutta qua, fra le vite che si scambiano tra questi due poli solo apparentemente antitetici e che invece paiono spesso, più che spesso, uno il completamento dell'altro. Bambini che fuggono o ritornano per forza, deliri che vivono o muoiono, da queste parti, insomma, è un gran casino. Con l eccezioni ed accezioni del caso, in ogni caso la Letteratura può suturare o disintegrare senza fare male.

Scrittura vibrante, non urlata ma molto densa, desueta per chi conosce Veronesi. Qualche eccessiva ridondanza, finale più che ovvio, adeguatamente confezionato certo, ma gli epiloghi appaiono eccessivamente e prolissamente ineluttabili e di sapore plastificato, gli epitaffi quasi scaturiti per logica meccanica e aprioristica invece che esistenziale e poetica. Scritto in lunghi venti anni, soggetto a numerose e tormentate ristesure, come da introduzione a cura dell’autore, "Brucia Troia" in larghe parti evidenzia la cifra autoriale di Veronesi, le sue spiccate ed ormai forse acclarate capacità di narratore, la sua non comune capacità indagatoria sui più nascosti antri psico- emotivi dei personaggi. Però.

Manca quella garbata indolenza e talvolta graffiante irriverenza che morbidamente emergeva a vivaci fiotti nelle letture dei suoi esordi narrativi, in epoche in cui perlomeno questo romanzo fu progettato se non per intero almeno in larga parte. Forse Veronesi ha ceduto dopo venti anni, ha voluto disfarsene quasi di getto, liberandosi di un peso, come in maniera direi elegante fa supporre nella sua breve nota introduttiva. Se si volesse essere cattivi, magari anche per restare in scia al successo di pubblico ottenuto con "Caos calmo" di recente. Ed eccolo dunque il Veronesi che non t'aspettavi, dal tono costantemente acceso, fortemente epico ed aulico, a farsi cantore di questa sorta di maledizione che aleggia a più livelli in quel lembo di terra così moderna eppure dai riverberi di sapore ancestrali, archetipici, se vogliamo (e vogliamo) nel senso junghiano del termine, nella sua accezione più divulgata e comune.
Nulla più, allora, dei frizzi e lazzi di "Per dove parte questo treno allegro" oppure le composte scomposizioni di drammi familiari vissuti elegantemente, nessuna improvviso scatto di registro, unghiate sarcastiche che ad ogni improvvisato angolo di narrazione sorprendono e divertono il lettore anche smaliziato in "Gli sfiorati".
Oddio succede. Chi non lo conosceva ne apprezzerà le.
Per chi lo ha letto, ne evidenzierà i.

Già dal titolo scelto probabilmente scelto con parsimoniosa ponderazione, si sceglie e si mantiene un registro ed un procedere che vuole convogliare al rappresentativo, all'icona di un significato ultimo su un certo mondo, si assurge al paradigmatico, alla parabola e non al parabolico,e la storia ne risente ampiamente, l'intero complesso appare didascalico, volutamente incastrata e solida nella sua tenebrosa volontà manifesta di esemplificare una dato, un'idea. Una sola, e senza scelte.
Vadano di per se i non luoghi geografici che però rappresentano tutti i luoghi del mondo, vada l'antitesi dai tratti violenti e sanguigni fra ricchi e poveri, ma il finale più che catartico come nella tragedia greca, più che epico o epicizzante, sfuma in dettagli di sapore cronachistico addirittura da polpettone gossipparo. E' evidente a questo punto che sarà necessario leggere "Caos calmo", per darsi punti di riferimento e comprendere ed eventualmente apprezzare gli sviluppi della narrativa del Veronesi attuale, certo non biasimando e bocciando in toto il vibrante "urlo e furore" vivido e livido che sottende l'opera analizzata e ne anima le pagine a discapito di quanto esposto. Vabbè Sandro, ci troviamo altrove ed un'altra volta.
Con rispetto, tuo Baol.
 
EDIZONE COMMENTATA E BREVI NOTE
 
Sandro Veronesi (Prato, 1959) romanziere e giornalista, ha vissuto a Roma  e Prato. Ha studiato architettura.
 
Si analizza qui S. Veronesi "Brucia Troia", Milano, Bompiani, 2007. Recensione pubblicata in larga parte come opinione sul sito commerciale Ciao.it nel luglio 2007

BIBLIOGRAFIA CONSIGLIATA

1984 Il cielo e il resto, Edizioni del Palazzo
1988 Per dove parte questo treno allegro, Theoria (Bompiani 1991)
1990 Gli sfiorati, Mondadori
1992 Cronache italiane, Mondadori
1992 Occhio per occhio. La pena di morte in quattro storie, Mondadori
1995 Venite venite B-52, Feltrinelli
1996 Live, Bompiani
2000 La forza del passato, Bompiani
2001 Ring city, Walt Disney Company Italia
2002 Superalbo, Bompiani
2003 No man’s land (Terra di nessuno), Bompiani
2005 Caos calmo, Bompiani

Sandro Veronesi in Lankelot:
 
ISBN/EAN: 
9788845258305

Commenti

nel caldo e frenetico mio agosto odierno, tanto per tornare vi racconto una delusione :)

"Manca quella garbata indolenza e talvolta graffiante irriverenza che morbidamente emergeva a vivaci fiotti nelle letture dei suoi esordi narrativi, in epoche in cui perlomeno questo romanzo fu progettato se non per intero almeno in larga parte. Forse Veronesi ha ceduto dopo venti anni, ha voluto disfarsene quasi di getto, liberandosi di un peso, come in maniera direi elegante fa supporre nella sua breve nota introduttiva. Se si volesse essere cattivi, magari anche per restare in scia al successo di pubblico ottenuto con "Caos calmo" di recente. Ed eccolo dunque il Veronesi che non t?aspettavi, dal tono costantemente acceso, fortemente epico ed aulico"

> Proprio per questo mi interesserà passarci, prima o poi. Mi ha molto colpito la notizia della complessa e ventennale genesi dell'opera, immagino che sia fondante per capire a fondo il dna autoriale. Segnalazione molto curiosa:)

"Qualche eccessiva ridondanza, finale più che ovvio, adeguatamente confezionato certo, ma gli epiloghi appaiono eccessivamente e prolissamente ineluttabili e di sapore plastificato, gli epitaffi quasi scaturiti per logica meccanica e aprioristica invece che esistenziale e poetica."

> praticamente è un'opera prima:). Potente suggestione. Danke!

boh, non mi è piaciuto e dire che lo avevano incensato dei liberi e stimati recensori non professionisti di cui mi fidavo. Credo che io possa chiudere la faccenda leggendo Caos calmo che apppunto è lì per. :)

Ricordo un thread, nel forum: "Non leggete Caos Calmo", con relativo dibattito. Mi è rimasto così impresso che tutte le volte che vedo la copertina in libreria penso a quel thread come a un mantra:).

A proposito, è il tuo 50° articolo. Gaudeamus igitur...

http://www.lankelot.eu/SMF/index.php?topic=347.0

era un post di Marco Busetta.

Si mi ricordo la faccenda, infatti mi intriga. Io credo che al di là di ristesure il nocciolo di questo sia l'opera prima non pubblicata ( e magari bocciata) allora. Vedremo, dicono che Veronesi è disponibile, magari mi legge.
****
5. Vedi che sto aggiustando vassalli e culicchia per qui, primo che scompaio in messico. Tra l'altro :)

Messico! Aspettiamo un bel reportage, con foto. Sarà prezioso. Hai un mese solare di fronte, tra grande evento, compleanno e viaggio. Scrivi, perché sono quei periodi destinati a restare impressi a fuoco...

infatti son quasi bruciato :). Anzi facciamo tatuato :D

il titolo, Brucia Troia, viene da una canzone dell'ultimo album di Vinicio Capossela. una curiosità;-) ciao.

avendo terminato "Caos calmo" posso sicuramente conludere che "Brucia Troia" è decisamente un altro Veronesi. L'intuizione con cui chiudevo la pagina presente era fondata. A risentirci su questi schermi con relativa recensione eventualmente ...

olè! Altro trailer. Bene:).
Adoro le anteprime.