Geremia è all’apparenza uno dei tanti uomini soli e grigiastri che incrociamo quotidianamente per strada o al supermercato. Malgrado la fisicità invadente (centosette chili) la sua preoccupazione è restare invisibile. Non ama gli specchi per strada, non ama stare in mezzo alla gente e assolutamente odia che qualcuno si impicci delle sue cose. Fa l’informatico e nel suo lavoro è inappuntabile, puntuale, preciso, scrupoloso. Non ti aspetteresti nessuno slancio da uno così.
Ma quando Geremia torna a casa è capace di grandi amori e di miracoli. C’è un regno, una terra di scontri e di battaglie nel suo appartamento. C’è, perché lui l’ha chiamato alla vita. Ci sono due bellissime creature da difendere, ci sono armi e nemici letali. Varcata la soglia di casa Geremia diventa Parmio e Parmio è a capo di un fortino che protegge le vite fragili di Silfantea e Pamella, a qualunque prezzo.
Nel mondo non si fida del prossimo, non vuole nemmeno un contatto con il prossimo. Detesta soprattutto le mamme. “Santa Matrice in Fiore! Le mamme! Perché non si ficcano gli occhi nelle mannagge loro? Sono le peggiori… ecco cosa sono. Curiosone e impiccione. Ma quand’è che pensano ai figli?”. Maledice con rabbia il giorno che gli dei hanno infilato mamme dappertutto.
“Le mamme, va detto, sono spesso racchiuse in un universo pratico, fatto di convinzioni che rispondono a esigenze pragmatiche”; l’universo di Parmio, invece, è di altra natura.
Fin da bambino, man mano che la sua strana e ipersensibile personalità prendeva forma, Geremia ha capito che il mondo è manicheisticamente divisibile in due spazi. Uno spazio buono e uno meramente materico. Lo spazio buono è quello dove un uomo come lui può seguire la sua vera natura e compiere a pieno la sua missione di amante e protettore, in questo spazio ci sono gli astratti disegni geometrici che tracciano in aria le rondini, ci sono pesciolini umili e tenaci come le gambusie, le carezze lievi di sua zia, la bellezza palpitante delle cose che gli altri trovano inanimate, come l’erba. Nello spazio cattivo c’è la soffocante invasività delle mamme, il chiasso volgare dei colleghi boccacceschi, il caos, il nonsense, i gatti. I gatti anche sono peggio delle mamme, egoisti, lascivi, pigri. Non basteranno mai i metodi per liberarsi dei gatti, i gatti attirano verso un mondo sbagliato. Il mondo giusto segue precise leggi divine, è perscrutabile. I gatti sono creature che passano dal mondo materiale a quello immateriale senza leggi. Per fortuna odiano l’ammoniaca, il limone, l’aceto e l’aspirapolvere
"Lo stagno delle gambusie" si muove su un piano surreale, basta adottare il punto di vista di Parmio e sarà chiaro che c’è il modo di comunicare logicamente e sensatamente con gli dei. Gli dei parlano continuamente dei loro progetti, ne hanno bisogno. Il trucco sta nel saper interpretare.
All’individuo sciocco la vita sembra in mano al caso, ma in realtà è precisa come un orologio e attendibile come un grosso oracolo. Tutti abbiamo dei nemici, degli amori da proteggere, dei segreti che danno un senso a ogni giornata. La messa in scena di una battaglia quotidiana spetta a tutti. Mille rituali ci confortano, dalle piccole cose, come l’abbigliamento che ci fa sentire autorevoli, ai metodi palesemente stupidi come la lettura degli oroscopi. Tutti viaggiamo giorno dopo giorno armati delle nostre spade giocattolo. Convinti che se non camminiamo sulle mattonelle nere la giornata andrà bene, se non scordiamo l’ombrello aperto sul letto il fulmine non ci prenderà.
Chi siano le creature amate da Parmio non ve lo possiamo dire perché, a meno che non entriate in casa sua, Parmio ci tiene che non sappiate nulla di lui. È per questo che quando durante una delle sue epiche battaglie viene ferito al viso, il giorno dopo a lavoro si butta ad armeggiare sotto la scrivania non appena un collega entra nel suo ufficio. Non può farsi scoprire. Non si fida. Soprattutto se siete delle mamme.
BREVI NOTE
Enrico Unterholzner (Padova, 19**), scrittore e ingegnere veneto. Vive e lavora a Padova. È laureato in Ingegneria Meccanica e si occupa di formazione professionale. Nel 2001 ha fondato Fantalica, associazione culturale e artistica che si occupa anche di corsi di scrittura.
Enrico Unterholzner, “Lo stagno delle gambusie”, Meridiano Zero, Padova 2009.
In rete: RASSEGNA STAMPA IT
Valentina Petracchi, dicembre 2009
Commenti
neo VALE!
neo VALE!
interessante...ummm. e bel
interessante...ummm. e bel pezzo (-:
L'ho letto anch'io ed è
L'ho letto anch'io ed è godibilissimo. Divertente e ironico tra fiaba e realtà di tutti i giorni. Bella recensione, Valentina, non sono d'accordo solo sui gatti. Non sono invadenti, indelicati e intriganti come li tratteggia Unterholzner, forse leggermente sornioni, ma senza malizia e detestano l'aspirapolvere. Lo confermo. Grazie di averlo presentato.
Raffaella
l'ho letto anche e
l'ho letto anche e francamente...
"Curiosone e impiccione. Ma
"Curiosone e impiccione. Ma quand’è che pensano ai figli?”.
Come sarebbe a dire? In caso s'impicciano dei figli, ovviamente per timore che si caccino nei guai!
Sui gatti non posso essere d'accordo, sono troppo gattofila....
Comunque noto che l'autore è padovano, interessante, un altro veneto.
“Le mamme, va detto, sono
“Le mamme, va detto, sono spesso racchiuse in un universo pratico"
Anche qui, è logico che le mamme siano spesso legate alla sfera del pratico: sono costrette dalla realtà. Qualcuno deve pur sbrigare queste sporche faccende....
Spezzo una lancia in favore
Spezzo una lancia in favore delle mamme: non so stirare e per me la lavatrice è un ciclope. La mamma ha tutto il diritto di telefonarmi la domenica alle 8 per chiedermi come sto... :)
Secondo me l'autore non ha gatti,né mai li ha avuti. Il mio gatto è fondamentalmente un fancazzista radicale, m fiuta, mi snobba, vuole i suoi spazi. Io glieli do.
articolo interessante a
articolo interessante a proposito di un libro di cui mi sembra di aver letto su Donna di Repubblica. Chiederò a mia sorella che mi sembra l'abbia acquistato o sia in procinto di farlo. Spezzo anche io una lancia a favore dei gatti che mi somigliano particolarmente e a mia madre che sembra un incrocio fra un gatto soriano e zeman.
ahahah
ahahah
Spezzo tutte le lance che ho
Spezzo tutte le lance che ho in favore dei gatti: compagni adorabili e non invadenti. Da poco è arrivato un quarto gatto, a casa mia. 5 mesi o giù di li. Mi costano perchè mi costano, ma va be', sono soldi spesi volentieri.
Naturalmente spezzo una una lancia anche in favore delle mamme, quando non sono ingombranti o iperprotettive, naturalmente.
la mia gatta pesa otto
la mia gatta pesa otto chili:). E' sempre più grassa.
Be, è normale quando fanno
Be, è normale quando fanno vita sedentaria. io ne ho una che sta sui 6 e mezzo, non ti credere;)
era uscita anche la Liberale,
era uscita anche la Liberale, altra padovana, pochi mesi fa...;) sempre Meridiano Zero
pubblicala anche da noi,
pubblicala anche da noi, amice Al...
visto che credo di essere una
visto che credo di essere una delle poche madri assidue qui dentro......meno male che non tutti la pensano come l'Autore.
Gatti: Ettore peserà 7 Kg buoni, xe un gaton!:)
Sono stata lontana da
Sono stata lontana da Internet e non ho potuto leggere e rispondere ai commenti, scusatemi
Ma è solo Geremia che è arrabbiato con i gatti e le mamme, non il povero Enrico Unterholzner. Sebbene io sia l'archetipo della mamma gatta, dopo un'iniziale diffidenza, l'autore mi ha perdonata. :-D
[stagno delle gambusie]
[stagno delle gambusie] Regalato alla mia signora... l'ha adorato :)
[stagno] grande:). Cosa le ha
[stagno] grande:). Cosa le ha ricordato?
[gambusie] Non mi vuole dire
[gambusie] Non mi vuole dire niente! Si limita a ripetere "Devi leggerlo!"... :)
[gambusie] oh. Non l'avrei
[gambusie] oh. Non l'avrei mai detto... :)))
[stagno] ahahahah ma con te
[stagno] ahahahah ma con te non vale, tu già dalla casa editrice sai se un libro mi piacerà o no ;)
[stagno] diabolica questa
[stagno] diabolica questa cosa, infatti...:)
[stagno] beh, sei un
[stagno] beh, sei un tuttologo editoriale, non è che mi stupisce più di tanto :) Altro che le pippe che insegnano Storia dell'editoria da noi... eh...
[stagno, ot] magari hammer,
[stagno, ot] magari hammer, ne ho ancora di mondi da studiare, soprattutto tra quelli "terminati" nel Novecento. Ma intanto ce l'ho messa tutta per imparare a riconoscere un marchio da un altro, e.... e va beh:).
Goditi lo Stagno;).
[unterholzner] venerdì 28
[unterholzner] venerdì 28 gennaio 2011 ore 21.00
presso Libreria Mondadori Quarto potere
Contrà Pusterla, 14 - VICENZA (clicca per la mappa)
presentazione del libro
Lo stagno delle gambusie
di Enrico Unterholzner
Meridiano Zero
“Enrico Unterholzner – ingegnere esordiente dalla fantasia fiabesca – tratteggia, con tenerezza e ironia, un uomo/bambino che ama gli inni chiassosi e scoppiettanti di Wagner e Strauss ed è affascinato dalla tempra delle gambusie, pesciolini capaci di adattarsi a qualsiasi ambiente e temperatura, magia della natura sconosciuta ai più.”
Carlotta Vissan, D, Repubblica delle donne
Geremia, una vita parallela nel paradosso
... sembra essere proprio questa la scommessa del libro: mettere un personaggio dentro una normalità deviata, per vedere fino a che punto il mondo che riesce a costruire non collide con l'altro. Certo il caso qui è estremo, sfocia nel paradosso, ma quello che interessa ad Unterholzner sembra essere il meccanismo, la capacità cioè di costruire mondi a partire da segni per poi fissarli in modo che diano stabilità di fronte alla vita, al dolore.
Niccolò Menniti-Ippolito, il Mattino di Padova/la Nuova di Venezia e Mestre/la Tribuna di Treviso, 14.1.10
Romanzo d’esordio di Enrico Unterholzner, ingegnere meccanico che si occupa di formazione professionale, Lo stagno delle gambusie è una delicata miniatura in bilico tra il quotidiano e il surreale, la routine e l’alienazione, il giubilo e l’ossessione.
Joseba, Film TV
Inoltre – e molto importante – lo stile con cui Enrico Unterholzner compone il suo romanzo è caratterizzato da una costruzione linguistica in cui tutto ascende: sia la forma sia il significato. C’è sempre una sorpresa che ci attende alla fine di una frase, una lieve tensione che ci spinge a proseguire nella storia. Come se gli avvenimenti fossero realmente quelli tipici di un romanzo d’avventura.
Lucilla Noviello, il Messaggero, 24.4.10
Dialoga con l'autore Alberto della Rovere.
[unterholzner] articolo
[unterholzner] articolo ripreso sul sito dell'artista: http://www.artalica.it/