Miguel de Unamuno è conosciuto come filosofo e narratore, autori di libri fondamentali come Il sentimento tragico della vita. La sua produzione poetica è poco conosciuta e considerata una parte secondaria della sua attività letteraria. Non è proprio cosi. Basta leggere la bellissima antologia, curata da Paola Tomasinelli. Verrà di notte e altre poesie (Passigli, pagine 115, 14 euro) che offre al lettore italiano la possibilità di rendersi conto dell’importanza dell’attività poetica del grande scrittore di Bilbao.
I temi dei suoi versi sono quelli cari anche all’Unamuno prosatore. Con la poesia egli scava nell’esistenzialismo puro, tocca ampiamente temi religiosi, confida soprattutto nel credo romantico e nella fede assoluta, nei profondi sentimenti che emozionano."Esistenzialista – scrive Paola Tomasinelli - ma allo stesso tempo anche cristiano che cerca nel cattolicesimo una risposta al suo problema fondamentale, quello della morte e dell’immortalità. Resterà eterodosso, votato alla pratica del dubbio, al gusto della provocazione e del paradosso".
La sua poesia, come tutta l’opera filosofica e narrativa, si consumerà sempre nella ricerca delle risposte fondamentali relative al mistero della vita e della morte.
"Sognar la morte non è ammazzare il sogno?/Vivere il sogno non è ammazzare la vita?Perché metterci dunque tanto impegno/a apprender ciò che oblieremo,/scrutando l’implacabile cipiglio/ cielo deserto del Padrone eterno?".
Questi sono gli interrogativi che Miguel de Unamuno si pone nella sua ultima poesia scritta il 28 dicembre 1936, pochi giorni dopo giunge la morte. Tutta la sua poesia è un teatro filosofico, di continua autoanalisi e interrogazione sul senso ultimo dell'esistere, che utilizza anche personaggi-metafora dei miti classici e letterari come don Chisciotte, Fedra, la Sfinge, Medea, Rachele. Si percepisce in ogni pagina l'ansia di immortalità, che anima l'autore e ne determina la spinta verso una ricerca di religiosità. Ma si sente fortissimo anche il senso dell'angoscia che tinge di amarezza e di conflittualità l'esistenza umana. Sono tutti temi che pongono Miguel de Unamuno tra gli anticipatori del pensiero esistenzialista, uno scrittore che rimane ancora oggi una figura problematica nell'interpretazione critica, espressione e incarnazione dell'ambiguità e delle innumerevoli possibilità di comprendere la società moderna. Unamuno aprì la propria anima alla poesia, nonostante venga ricordato come uno dei più importanti filosofi spagnoli della prima parte del secolo scorso.
Prima di entrare nella notte , il poeta sfida ancora una volta quel sentimento tragico della vita che è stato il suo più inquietante motivo di ricerca esistenziale.
Non è un caso che egli affidi le sue ultime volontà alla verità dello spirito della poesia. In Come si fa un romanzo, de Unamuno scriverà che chi legge una poesia sa che questa è una creatura in grado di scrivere e riscrivere la creazione. Lontano da arroganza e vanità, lontano da qualsiasi presunzione.
BREVI NOTE
Miguel de Unamuno y Jugo (Bilbao, 29 settembre 1864 – Salamanca, 31 dicembre 1936) poeta, filosofo, scrittore e politico spagnolo di origini basche.
Verrà di notte e altre poesie (Passigli, pagine 115, 14 euro)
http://it.wikipedia.org/wiki/Miguel_de_Unamuno
Nicola Vacca
(articolo pubblicato su Liberal il 20 giugno)
Commenti
Miguel de Unamuno è conosciuto come filosofo e narratore, autori di libri fondamentali come Il sentimento tragico della vita. La sua produzione poetica è poco conosciuta e considerata una parte secondaria della sua attività letteraria. Non è proprio cosi. Basta leggere la bellissima antologia, curata da Paola Tomasinelli. Verrà di notte e altre poesie (Passigli, pagine 115, 14 euro)...
neo NICK!
" In Come si fa un romanzo, de Unamuno scriverà che chi legge una poesia sa che questa è una creatura in grado di scrivere e riscrivere la creazione. Lontano da arroganza e vanità, lontano da qualsiasi presunzione."
> Grazie per questa preziosa segnalazione.