Ugrešić Dubravka

Baba Jaga ha fatto l'uovo

Autore: 
Ugrešić Dubravka

Bella sorpresa primaverile, l’ultimo lavoro di Dubravka Ugrešić appena uscito per i tipi di Nottetempo potrebbe essere definito una specie di cofanetto in incognito contenente un romanzo in due parti (o due romanzi brevi) e un saggio strettamente legati. E’ chiaro dove ciascuno dei tre abbia inizio, molto meno dove finiscano. Delineare un tema portante o i suoi protagonisti non è compito facile: il panorama umano spezzato dalle divisioni intestine dell’ex-Jugoslavia che nel Ministero del dolore segnavano pesantemente le vite e i destini non solo dell’io narrante (dietro cui si celava l’Autrice stessa ), ma anche e soprattutto dei suoi allievi rifugiati in un’Olanda indifferente e neutrale, lasciano il posto a un’analoga frammentazione qui riferita al genere femminile. Di cui la Ugrešić sonda soprattutto la vecchiaia, nel suo rapportarsi a sé stessa e agli altri.

Cosa accade a una donna quando invecchia? Questa è la domanda che l’Autrice sembra porre e porsi: perché se il tempo con l’umanità tutta è generalmente poco pietoso, con le donne può diventare veramente crudele. All’incertezza dei pensieri e del passo, alla debolezza data dall’età avanzata e dalle malattie, si accompagnano solitudine e perdita dei punti di riferimento, fragilità che in parte giustificano l’atteggiamento tendenzialmente egoista di molte anziane. Eppure l’analisi, precisa fino alla spietatezza, non dimentica che le donne hanno perfino in tarda età, e molte soprattutto allora, risorse interiori inesauribili, che permettono loro pensieri ed azioni in netto contrasto con il decadimento fisico esternamente apparente. La forza misteriosa e ancestrale, ancorché spesso nascosta e segreta, dell’universo femminile, è rappresentata dalla Baba Jaga, personaggio mitologico dell’Europa orientale che affonda le radici antichissime all’origine della storia umana, quale metafora compiuta della terza età, in cui si fondono e completano giovinezza e maturità.

Dubravka Ugrešić sceglie di raccontare le donne – particolarmente le donne anziane – partendo dalla madre dell’io narrante (l’Autrice stessa in un gioco di specchi  che si svela pian piano), una bulgara dal carattere deciso e autoritario, sulla quale le passate tempeste sembrano aver lasciato solo lievi scalfitture, tremendamente concentrata su se stessa, ma anche fragile nella non accettazione di un’esistenza resa difficile dalla malattia. Accanto alla madre, ma non in contrapposizione con lei (piuttosto e semmai in contrasto con la figlia), una giovane e poco probabile studiosa di folklore slavo che aiuta l’Autrice a compiere un viaggio nella memoria sempre più debole della madre e meno metaforicamente fino al villaggio natale di lei. Come in un’antica fiaba, il viaggio verso radici dimenticate restituisce alla protagonista una consapevolezza nuova di se stessa: la figlia partita per aiutare la madre a ritrovare passati punti di riferimento, scopre che è forse lei ad aver bisogno di ritrovare parti perdute di sé.

Il secondo racconto, legato al primo da un debole riferimento, è una vera e propria fiaba moderna: le tre anziane protagoniste che si concedono una vacanza in un rinomato centro termale di un altro Paese dell’Europa orientale diviso in due, avvicinano il lettore in modo progressivo e inesorabile alla scoperta del segreto della forza femminile che si mantiene intatta fino all’ultimo respiro. Come antiche streghe in incognito, le tre amiche provocano attorno a loro – ma ne sono anche protagoniste - eventi straordinari ammantati di quotidianità, che hanno a che fare con l’amore, la fortuna, gli affetti familiari.

Chiude la particolare raccolta un lungo saggio sulla Baba Jaga, che la studiosa di folklore incontrata nel primo racconto manda (nella finzione narrativa) all’editore del romanzo: accanto a un vero e proprio studio, vengono rilette – direi fin troppo in profondità, e qui sta l’unico limite di un libro per altro gradevolissimo – tutte le vicende precedenti, in una sorta di altro specchio nello specchio, da cui emerge come l’Autrice abbia costruito il suo romanzo (ovvero le prime due parti) attingendo a piene mani dalla mitologia dell’Est europeo, dalle fiabe russe alle antiche tradizioni slave. L’uovo del titolo non è solo un richiamo alla strana forma assunta talvolta dalla Baba Jaga (che ha un corpo di vecchia, un’unica gamba e un adunco becco, e vive in una capanna/nido che si regge su zampe di gallina), ma assurge a simbolo di rinascita insito nell’animo oltre che nel corpo femminile. Come a dire che in una donna si celano armi pericolose e poteri straordinari, destinati a cambiare il corso delle cose solo a esserne coscienti, e talvolta perfino in assenza di una reale consapevolezza. Come a dire che con la vecchiaia non terminano le speranze, poiché la forza interiore delle donne ammanta ogni loro respiro, e anche quando questo viene meno resta una traccia, quasi un sentiero disegnato per le generazioni che verranno.

Lo stile della Ugrešić, ben reso in una traduzione senza dubbio accurata (intuibile anche in mancanza di una conoscenza diretta della lingua croata), si mantiene vivace lungo tutto il racconto, così come il ritmo della narrazione, che cade solo leggermente nella parte finale, quando al vero e proprio saggio sul folklore slavo si inframmezzano riletture delle pagine precedenti talvolta leggermente ridondanti.

Lettura senza dubbio dedicata alle donne. Il pubblico maschile dovrebbe affrontarla al modo in cui i cavalieri delle fiabe russe si avvicinavano all’isba di Baba Jaga: con estrema prudenza.

EDIZIONE ESAMINATA E BREVI NOTE

Dubravka Ugrešić nasce a Kutina (Croazia) nel 1949. Studia lingua e letteratura russa e pubblica alcuni racconti. Vive tra Olanda e Stati Uniti. I suoi romanzi hanno vinto premi in tutta Europa. In italiano sono apparsi Il museo della resa incondizionata (Bompiani, 2002), Vietato leggere (Nottetempo, 2005), Il ministero del dolore (Garzanti, 2007), Baba Jaga ha fatto l’uovo (Notettempo, 2011), candidato all’IMPAC Award 2011.

Dubravka Ugrešić, Baba Jaga ha fatto l’uovo. Roma, Nottetempo, 2011. 416 p.

Titolo originale: Baba Jaga je snijela jaje. Traduzione di Milena Djokovic

In Lankelot : Dubravka Ugrešić

Approfondimenti in rete: wiki

Ilde Menis, aprile 2011
ISBN/EAN: 
978-88-7452-285-9

Commenti

[ugresic] nuovo, ricco

[ugresic] nuovo, ricco contributo di Ilde! Buona lettura.

[ugresic] eccoci Ilde:).

[ugresic] eccoci Ilde:). Mancava semplicemente il tag "letteratura", senza il qualche non possiamo pubblicare schede nella sezione omonima. Il resto, come sempre, perfetto:)

[ugresic] Grazie Gf, prezioso

[ugresic] Grazie Gf, prezioso intervento e preziosa delucidazione :)


Un paio di note fuori testo: il libro me l'ha mandato l'editore che ringrazio sentitamente. Lettura interessante e sicuramente nelle mie corde :)


La Baba Jaga è un personaggio delle fiabe e del folclore slavo: strega terribile, incantatrice, maga e mezzo demonio, ha il potere di risolvere i problemi di principi e principesse alla perenne ricerca di cose impossibili (indimenticabile la fiaba russa anche qui menzionata "Vai non so dove e portami non so che").


In friulano "babe" ha assunto il significato dispregiativo di donna pettegola, impicciona...

[baba] in triestino, e in

[baba] in triestino, e in istriano, è un termine non sempre negativo, comunque è buffo:). Sta, diciamo, per "donnina"...

La Ugresic è estremamente interessante - più tardi passo per leggere tutto per bene:)

[nottetempo+ugresic] ne

[nottetempo+ugresic] ne approfitto subito per segnalare due diversi, sintetici sentieri di ricerca, nel sito.

Il primo, autoriale: UGRESIC in Lanke: http://www.lankelot.eu/archivio-autori.html?U/Ugre%C5%A1i%C4%87+Dubravka

Il secondo, editoriale: ultimi inserimenti per NOTTETEMPO in Lanke: http://www.lankelot.eu/Nottetempo

[baba jaga ha fatto l'uovo]

[baba jaga ha fatto l'uovo] naturalmente rimarrò fedele al tuo consiglio e alle tue indicazioni - vale a dire mi terrò a distanza, da bravo maschietto - però mi viene in mente che nonna, vicina ai suoi magnifici 88 anni, non potrà che apprezzare la lettura di un giocattolo intelligente e pieno di vita come questo. Segnalazione magica: arriva al momento giusto:). Grazie Ilde.

"Come a dire che in una donna si celano armi pericolose e poteri straordinari, destinati a cambiare il corso delle cose solo a esserne coscienti, e talvolta perfino in assenza di una reale consapevolezza. Come a dire che con la vecchiaia non terminano le speranze, poiché la forza interiore delle donne ammanta ogni loro respiro, e anche quando questo viene meno resta una traccia, quasi un sentiero disegnato per le generazioni che verranno."

> Bello davvero questo passo. Ispirato...

[Baba Jaga] Regalo alla

[Baba Jaga] Regalo alla nonna? Sì, c'è almeno una formidabile anzianissima signora con cui potrebbe identificarsi. Ma deve avere un grande senso di ironia. Io oggi l'ho dato a mia mamma da leggere e ... speriamo bene!!!!!!


 

[baba yaga] prime reazioni

[baba yaga] prime reazioni della mamma?

[Baba Jaga] ne parla anche

[Baba Jaga] ne parla anche Clarissa Pinkola Estés nel suo Donne che corrono coi lupi. Parla della storia Vassilissa la Saggia. Baba Jaga è la strega cattiva. Cannibale. La Dea Selvaggia. Che insegna a Vassilissa come distinguere il buono dal cattivo, ad affidarsi all'intuito, a capire cosa davvero si vuole.

[Women Who Run With The

[Women Who Run With The Wolves] Bella lettura di una decina d'anni fa. Approfitto per segnalare ai neofiti almeno WIKI en: http://en.wikipedia.org/wiki/Clarissa_Pinkola_Est%C3%A9s

[Ugresic, Baba Jaga] Per GF:

[Ugresic, Baba Jaga] Per GF: mamma lo trova molto ironico, le piace.


Per miner: Grazie del passaggio e del riferimento. Certo, la Baba Jaga affonfa le sue radici mitologiche veramente molto lontano. E' anche mangiatrice di uomini (il suo nido è circondato da ossa umane), ma nello stesso tempo le sue caratteristiche hanno a che fare con una forza creatrice formidabile. Nel saggio finale sono raccolti tutti i riferimenti. La fiaba che dici è nota anche come Vassilissa la Bella. Qui è chiaro che la Ugresic la usa come metafora della terza età della donna (che un po' strega per l'Autrice è comunque sempre!!!!)

[ilde] ot, ma buon

[ilde] ot, ma buon compleanno:). http://www.lankelot.eu/forum/index.php?topic=4295.0