Tuzi Federica

Non ci lasceremo mai

Autore: 
Tuzi Federica

“Ma allora, se Alessandra non vuole essere una femmina perché volete farla essere una femmina per forza?” (pag. 23)

Così, in una vigilia di Natale, reagisce, per difenderla, Sofia, sorella minore di Alessandra, la protagonista di “Non ci lasceremo mai” (uscito per la neonata casa editrice Lantana), romanzo d’esordio di Federica Tuzi, regista, sceneggiatrice, scultrice, più conosciuta forse per il programma di culto su Fox Cult “Santiago: anche le lesbiche sono pellegrine”, nata nel 1973 a Flint, Michigan, la cittadina del documentario del 1989 di Michael Moore “Roger and Me”: “Correva il 1973 e mio padre aveva vinto una borsa di studio a Flint, Michigan, città satellite dell’allora gigante General Motors, ancora oggi famosa grazie ai documentari di Michael Moore. Con la full bright in tecniche dirigenziali, mio padre, mia madre e io – sotto forma di pancione tondo e agitato – ci eravamo dunque trasferiti in una delle tante villette a schiera della cittadina di Flint. Nessuno di noi sapeva che la General Motors sarebbe fallita qualche anno dopo, né che l’intera zona si sarebbe trasformata nel fantasma di sé stessa. E se io non sono diventata uno di quei bambini con i genitori alcolizzati e le tasche piene di armi da fuoco, lo devo solo al fatalismo di mio padre, che le decisioni più importanti le ha prese lanciando una monetina. Testa: "Accetto la proposta di lavoro che mi hanno fatto e restiamo tutti qui in America.” Croce. “Torniamo a casa e tentiamo la fortuna in Italia”. E, come tutte le croci, anche la nostra portava a Roma”. (pag. 15)

E a Roma, Alessandra sembra destinata a vivere una vita come quella di tanti altri esseri umani, figlia di genitori borghesi che sognano per lei il consueto ciclo di studi, una carriera promettente, un fidanzato, un marito, un matrimonio, dei figli ma questo progetto si scontra ben presto con l’identità irrequieta e in divenire di Alessandra. Fin dalla prima giovinezza Alessandra non si riconosce nel proprio corpo di donna, fantastica sulla compagna di classe Elena, le scrive una lettera d’amore.

“Le nostre litigate erano cominciate presto: per una gonna a pieghe, per il vestito della comunione, perché volevo i capelli corti, perché non dove scalmanarmi. Mi avevano da subito definita un maschiaccio, senza sapere quanto fosse vera quell’intuizione. Nemmeno io lo sapevo ancora, ma già dal primo anno delle scuole medie era stato chiaro che de la maschio avevo anche i gusti sessuali. La parola “lesbica” mi arrivò addosso come uno schianto. Non tanto per il suo significato letterale (che male c’era ad amare le femmine?”), quanto per quel retrogusto da film porno, alienato, sporcaccione. Me la ripetevano nei corridoi, la scrivevano sulla lavagna e sulle mattonelle del bagno, e solo perché avevo dato una lettera d’amore a Elena, la mia compagna di banco” (pag. 16).

E’ prigioniera di un corpo femminile che vorrebbe trasformare in maschile sottoponendosi a devastanti trattamenti medici, di convenzioni sociali che la mortificano che le impediscono di vivere per quello che è o che vorrebbe tanto capire, prigioniera di un paese stanco, mortificante, che sembra non poter concedere nulla a chi viene bollato semplicemente come Diverso, come Lesbica, come Omosessuale, come Contro Natura. 
A 22 anni si innamora di Irene, una sedicenne, che le farà capire che trasformare il suo corpo non è affatto la scelta più giusta ma la loro storia d’amore avrà vita breve e vistasi senza futuro, incapace di vedersi viva in Italia, decide di trasferirsi negli Stati Uniti, chiedendo prima ospitalità a New York alla famiglia Angelucci, amici di lungo corso dei suoi genitori e proprietari di una catena di ristoranti italiani. Alessandra vive nel culto di Japhy, il vagabondo del Dharma, l’eroe di Jack Kerouac e gli States sembrano il paese giusto per dare una svolta alla propria vita, con le sue liberà inimmaginabili, i suoi movimenti culturali, le sue contraddizioni, i suoi spazi immensi dove poter viaggiare per mesi, anni, per una vita intera senza mai fermarsi.

E così, dopo aver capito che nemmeno New York fa per lei, decide di mettersi in viaggio, fino a raggiungere il sud-ovest degli Stati Uniti, Santa Fè, Taos, dove la sua vita avrà una svolta decisiva grazie all’incontro con una famiglia particolarissima che sembra direttamente uscita da un film o da un libro statunitense, dove conoscerà il culto del peyote, Michael, il professore-maestro di vita, ed Elizabeth, un’altra bellissima sedicenne che tornerà a trascinarla per altri viaggi, altre scoperte, altri fallimenti che la condurranno finalmente ad un confronto sincero con se stessa e con la famiglia.

“Non ci lasceremo mai” è un libro che colpisce per la scelta di fondo compiuta dalla scrittrice: Federica Tuzi avrebbe potuto tranquillamente spingere sui risvolti più dolorosi della vicenda, imbastendo un dramma a tinte forti dai risvolti moralistici e accusatori, ed invece no, sceglie la via della leggerezza, della grazia degli incontri, dei sentimenti più intimi che accomunano tutti gli esseri umani. 

Perché, se è vero che innanzitutto questa è la storia di una donna, di una lesbica, alla ricerca della propria dimensione, è però anche la storia di tutti coloro che non sanno accettarsi per quello che sono o che potrebbero diventare, di coloro che vorrebbero amare ma non ci riescono, che hanno un corpo e lo vedono solo pieno di difetti, che non sapendo fare una scelta scappano, si nascondono, non riescono a fermarsi, non riescono a spiegarsi, perdendo così molte occasioni o forse costruendo, proprio su queste perdite, uno stile di vita, una dimensione pronta a crollare davanti al minimo ed inaspettato ostacolo.

La scrittura di Federica Tuzi è delicata e riesce benissimo a rendere vivi i turbamenti, i difetti e le qualità di Alessandra, e di tutti i personaggi che ci presenta lungo il libro, in particolare le figure femminili della sorella Sofia, Irene ed Elizabeth e sarebbe stato davvero bello se per tutto la durata del romanzo questa grazia fosse rimasta costante, perché la stessa struttura, che ricostruisce gli eventi in ordine non cronologico, incolla il lettore alla pagina ma nello stesso tempo fornisce troppi particolari, troppi eventi, troppe spiegazioni , troppe situazioni simili.

Il libro avrebbe necessitato anche di qualche taglio, perché con le sue 320 pagine è a mio parere decisamente troppo lungo e ci sono pagine, come quelle ambientate nel deserto americano, molto noiose (questo forse è dovuto anche al fatto di una certa insofferenza personale per tutto ciò che riguarda una certa spiritualità, culto del peyote, sostanze lisergiche, la stessa visione del viaggio come occasione per ritrovare se stessi), didascaliche, poco riuscite insomma e gli stessi dialoghi in molte occasioni appaiono artefatti, ripetitivi, un po’ da fiction televisiva, come se l’autrice non volesse proprio dimenticare nulla, offrendo tutto e di più al lettore.

Per concludere, “Non ci lasceremo mai” non è un’opera del tutto riuscita ma ha dalla sua un respiro internazionale davvero notevole, a causa anche dell’origine della scrittrice, e una lontananza quasi abissale dai toni melensi e masturbatori di molti romanzi italiani, che fa sicuramente ben sperare per il futuro della scrittrice Federica Tuzi.

Edizione esaminata e brevi note:

Federica Tuzi (Flint, USA, 1973). Film-maker, sceneggiatrice e scultrice, ha studiato religioni orientali, terapie alternative, e­soterismi e psichedelia. Ha partecipato con il racconto Ladyboy all’antologia "Principesse azzurre" da guardare edito da Mondadori.

Federica Tuzi, "Non ci lasceremo mai", Lantana Editrice, Roma, 2011.

Il romanzo è stampato su carta amica delle foreste, certificata dal Forest Stewardship Council.

Andrea Consonni, febbraio 2011.

ISBN/EAN: 
9788897012016

Commenti

[Federica Tuzi] Federica Tuzi

[Federica Tuzi] Federica Tuzi "Non ci lasceremo mai", della neonata casa editrice Lantana Editore. 

[non ci lasceremo mai] carico

[non ci lasceremo mai] carico in prima!

[Tuzi] Rileggendo, mi è

[Tuzi] Rileggendo, mi è tornato in mente uno dei primi libri usciti per la collana Nichel di Minimum Fax. "Mosche a Hollywood" di Michele Fabbri.

http://www.minimumfax.com/libri/scheda_libro/258

Non ho più sentito parlare di lui.

 

[michele fabbri] non so

[michele fabbri] non so aiutarti, caro and. A suo tempo m'era completamente sfuggito, e ho come l'impressione che sia tu il primo a nominarmelo. Prova a sentire il nostro amico Paul Mask, che ben conosce la collana Nichel...

[Fabbri - And] Ha scritto

[Fabbri - And] Ha scritto altri libri, girato un film...qui la scheda sul sito bompiani http://bompiani.rcslibri.corriere.it/autore/fabbri_alessandro.htmlciao!

[Fabbri] Grazie! Non sapevo

[Fabbri] Grazie! Non sapevo che ne avessero tratto persino un film. Adesso provo a vedere.

[lantana, live in roma, 13

[lantana, live in roma, 13 marzo] Lantana editore

Domenica 13 marzo alle ore 11

presso il cinema Nuovo Sacher, Largo Ascianghi, 1 – Roma 

La casa editrice Lantana

presenta i suoi libri 

Leggono: 

Musica e orologi, di Alicia Steimberg: Sandra Ceccarelli

Penso, dunque chi sono?, di Peter Weissman: Roberto Citran

Il tutù, di Principessa Saffo: Michele Alhaique

Non ci lasceremo mai: l’autrice Federica Tuzi

Conduce

Susanna Tartaro, responsabile programmi culturali Radio 3

Accompagnamento musicale a cura del Centro del Bandoneón

diretto dal maestro Héctor Ulises Passarella

Ingresso libero

A seguire sarà offerto un aperitivo

Lantana è una nuova casa editrice indipendente con sede a Roma, giunta in libreria con le prime novità a fine gennaio 2011, sotto la direzione editoriale di Alessandra Gambetti. Lantana deve il suo nome al film di culto del regista Ray Lawrence (Australia 2001). La Lantana è anche una pianta ornamentale dai fiori «volubili»: il nostro logo la rappresenta, come omaggio alla creatività, alla valorizzazione del talento e della bellezza. Vorremmo che i nostri libri fossero degli strumenti di comprensione e di confronto: i romanzi, le memorie, i saggi, così come i filmati di Lantana.doc dedicati a personaggi del cinema, della cultura e dell’arte.

Per ulteriori informazioni: www.lantanaeditore.com

Ufficio stampa Lantana: alessandra.altavilla@lantanaeditore.com

Lantana editore, Via Galilei 35, 00185 Roma, tel. +39 06 83601028 – www.lantanaeditore.com

[non ci lasceremo mai -

[non ci lasceremo mai - premio FANTE opera prima]

Federica Tuzi, autrice del romanzo Non ci lasceremo mai

vincitrice del premio Premio Letterario John Fante Opera Prima 2011

La giuria del Premio dell’edizione 2011, composta da Giulia Alberico (scrittrice), Masolino d’Amico (docente universitario, giornalista, critico e saggista) e Francesco Durante (giornalista, critico e scrittore) aveva scelto tra i finalisti di questa edizione: “Non ci lasceremo mai“ di Federica Tuzi (Lantana Editore) “Un giorno verrò a lanciare sassi alla tua finestra” di Claudia Durastanti (Marsilio), “L’anno delle ceneri” di Giuseppe Schillaci (Nutrimenti). 

Tra questi la Giuria popolare ha assegnato a Federica Tuzi il Premio, che le è stato consegnato dai figli di John Fante, Victoria e Dan.

http://www.lantanaeditore.com/site/2011/federica-tuzi-finalista-al-premi...

 

[lantana, premio j-fante]

[lantana, premio j-fante] complimenti ad Alessandra Gambetti e a tutto lo staff di Lantana per il riconoscimento!