Troisio Luciano

Tirtagangga e varie sorgenti

Autore: 
Troisio Luciano
Sono convinta che per comprendere in profondità un’opera artistica non sia sufficiente l’analisi di una sua sola espressione, per quanto rappresentativa del proprio creatore. Bisogna farsi un’idea del luogo, del tempo, delle influenze possibili del vissuto di un autore. Conosco poco della produzione letteraria di Luciano Troisio e ancora meno le implicazioni personali che possono nascondersi fra le righe della raccolta Tirtagangga e varie sorgenti. I racconti tuttavia colpiscono in profondità il lettore attento, che si ritrova a guardare con occhi non suoi un mondo lontano, perso nella memoria scolastica di racconti antichi e difficile storia contemporanea, e con il quale tuttavia – sia per possibilità mediatiche, sia per inevitabili contatti commerciali sempre più frequenti (e invadenti) – ci si deve confrontare ormai molto spesso.
Il Troisio viaggiatore non è per Lankelot una sorpresa: abbiamo potuto leggere pagine intense per partecipazione e descrizione sull’Oriente estremo – quella “sua” Cina soprattutto, che ci affascina e ci inquieta dai tempi di Marco Polo - ma anche su Hong-Kong, Bali, la Thailandia. Né ci sorprende il Troisio narratore, sensibilità non necessariamente automatica per un linguista, ma frequente nella tradizione del turista attento e consapevole. Non si nasce scrittori, è evidente, ma credo esista – come in ogni forma artistica – un talento naturale che ci accompagna dalla giovinezza, talvolta dall’infanzia, e che ci dona la capacità di trasmettere, di condividere, di comunicare il pensiero, l’emozione, la memoria.
In questo senso va riconosciuta all’autore di questi racconti ben più di una generica “abilità di base”: la narrazione di fatti, eventi, personaggi e situazioni si snoda lungo percorsi ricchi di suggestioni, richiami al proprio vissuto, invenzione poetica, memoria storica e lucida analisi del presente. Fra le parole, come linea incisa sul foglio a segnare in modo certo lo spazio di scrittura, emergono una conoscenza enciclopedica, un sapere che parla di molto studio, sì, ma anche di molteplici interessi, e la lucentezza di una conoscenza mai arrogante.
 
In Specchio Tantra trovo la chiave di lettura di un mondo ignoto, dal quale è inevitabile sentirsi attratti e nello stesso tempo sgomenti: l’osservazione, dall’aereo, delle creste altissime delle montagne himalayane genera la percezione di un pianeta diverso, extraterrestre in senso etimologico.
Gli occhi che narrano questo Oriente sono profondamente occidentali, eppure riescono a penetrare il mondo diverso dal proprio con sconcertante chiarezza:  l’incontro con l’altro, con l’indigeno, è sempre difficile, incompleto, in entrambe le direzioni. Che sia il professore italiano stregato da una “dea” orientale, che sia il poeta cinese innamorato dell’Italia e respinto dal rappresentante prescelto (metaforicamente forse da tutta una cultura di difficile condivisione), che si tratti del commerciante preso nelle spire della Triade o del professionista stanco di una vita ordinaria e soffocante: lo straniero in terra straniera deve cercare, alla fine, i suoi simili per poter comunicare davvero.
Forse questo è il senso nascosto anche dell’ultimo corposo racconto, che dà il titolo alla raccolta, ove si narrano le vicende a lietissimo fine di un italiano in cerca del proprio personale paradiso: geograficamente collocato presso un luogo incantato, nel cuore (e nella mente) sarà poi comunque meno lontano da casa di ciò che si potrebbe immaginare.
 
Réportage di viaggio, cronaca attualissima, racconto di contraddizioni inevitabili, Tirtagangga e varie sorgenti rappresenta una perfetta sintesi dell’incontro con la società e la cultura di popoli lontanissimi, ma non meno ricchi di storia e tradizioni del nostro Occidente.
Luciano Troisio ha l’indubbia capacità di trasmettere la storia del contatto fra questi due mondi senza cadere nella facile tentazione del pregiudizio dell’una o dell’altra parte, con grande rispetto per la storia dei luoghi (non manca la denuncia dei momenti meno luminosi di quella recente, ma questo non comporta geremiadi recriminatorie di alcun genere: i fatti sono accaduti, se ne pagano le conseguenze, punto).
Quanto sono lontani gli stessi universi di qualche decennio prima narrati da una Marguerite Duras suo malgrado tradita da memorie coloniali.
 
Qui lo sguardo accarezza distanze fisiche e geografiche tra due mondi opposti tentando un equilibrio difficile: l’ironia  di cui i racconti sono permeati (rivolta specialmente ai propri simili incapaci di cogliere suggestioni diverse da quelle servite al turista occidentale su piatti dorati) si accompagna alla ricerca linguistica (il professore scopre inevitabilmente le carte) e a lirismi inattesi. L’intreccio narrativo è un alibi per dire moltissimo altro, la categorizzazione umana è abbastanza evidente (a ben guardare, tutti i protagonisti si riducono ad uno), come se all’autore importasse realmente più la descrizione della cornice che quella dell’evento: l’attenzione si focalizza così proprio sui particolari destinati a colpire il nostro immaginario e a scardinare qualche inevitabile luogo comune.
Viaggiatore dello spazio fisico e interiore, Luciano Troisio si fa ponte tra la nostra visione del mondo e quella di un lontano Oriente di cui ci restituisce un’immagine limpida, perfino gentile e soprattutto, anche nelle sue profonde contraddizioni, vera.
 
 
 "Io le regalavo gemme, gioielli antichissimi che avevo ansiosamente inseguito nei mercati di cammelli nel Gujarat, nel deserto di Tarr, dove i temibili venditori nomadi tenevano nell'altra mano un fucile, nella afose bottegucce di Jaipur la rosa, oppure ai sordidi confini comunisti della Birmania e del Laos, dove si comprava liberamente oppio in pani da due libbre, io acquistavo antichi gioielli senza tempo dalle elegantissime Yao, in argento puro come la luna, fatti con le piastres francesi, da artisti nomadi, inconsapevoli di trasportare raminga, sul cavallino di montagna, un'arte senza secoli ..." (p.64)
 
EDIZIONE ESAMINATA E BREVI NOTE
Luciano Troisio (Monfalcone, 1948), ricercatore del Dipartimento di italianistica dell’Università di Padova, ha insegnato nelle Università di Pechino, Shangai, Bratislava, Lubiana. Ha pubblicato numerosi volumi dedicati alla poesia: By logos, esproprio transpoetico, 1979; Folia sine nomine, 1981; e La Trasparenza dello scriba, 1982 (con Cesare Ruffato); La poesia nel Veneto, 1985; Ragioni e canoni del corpo, 2001; Linee odierne della poesia italiana, 2001. Inoltre ha pubblicato le raccolte poetiche: L’angelo alle spalle, 1960; Anamnesi in tre versioni, 1965; Precario, 1980; Persistenza del cavallino, 1984; I giardini della maharani, 1986; Le poetesse cinesi, 2000;  Three or four girls, 2002.
In dialetto altopadovano: Drìoghe ai poeti, 2001.
In prosa: Tirtagangga e varie sorgenti, 1999; Viaggio a Ko Ciang 2001; Nuvole di drago, 2003;  La ladra di pannocchie 2004.
 
Luciano Troisio, Tirtagangga e varie sorgenti: cinque descrizioni asiatiche. Marsilio, Venezia, 1999.

TROISIO in LANKE:
 
Ilde Menis, novembre 2007
 
ISBN/EAN: 
8831771965

Commenti

Mantenuta la promessa... mi sento meglio :))

Avverto subito il Professor!

"Luciano Troisio ha l?indubbia capacità di trasmettere la storia del contatto fra questi due mondi senza cadere nella facile tentazione del pregiudizio dell?una o dell?altra parte, con grande rispetto per la storia dei luoghi"

Ero in agguato e sono emozionato nel veder riaffiorare un libro esaurito e reperibile solo via internet. Col passare del tempo (è del 1999 e Marsilio non lo ristampa), trovo che tenga bene e alcuni racconti li amo ancora. Grazie Ilde della tua generosa recensione e delle intuizioni profonde (per la verità sono un po' intimidito). In effetti debbo convenire che "Specchio Tantra" è il racconto più intrigante, non solo per essere un omaggio alle donne, ma per la condizione di sonno ipnotico che permette al protagonista di abbattere tutti i criteri di logiche e unità temporali.

si è mangiato parte del commento, come al solito....
allora, > di queste capiacità ci eravamo accorti già leggendo i reportage. ottime riflesisoni, Ilde.
Questo libro mi manca, ma come si fa a trovarlo adesso?

Cara Marina, basta chiedere. Io credevo che tu l'avessi. Baci.

non sapevo che ne serbassi ancora delle copie!!!!:-)

Credo di aver dimenticato il codice ISBN: Marina, su IBS lo danno come disponibile (poi chissà se è vero...).

Luciano, sono io a essere intimidita da certa scrittura...!

"Non si nasce scrittori, è evidente, ma credo esista – come in ogni forma artistica – un talento naturale che ci accompagna dalla giovinezza, talvolta dall’infanzia, e che ci dona la capacità di trasmettere, di condividere, di comunicare il pensiero, l’emozione, la memoria".
Assolutamente d'accordo con te, Ilde.
E' arte di pochi e forse spesso chi legge cerca un modo non troppo indiretto per farsi partecipe di un qualcosa di cui si sente privo in prima persona.

E' bello che tu sottolinei "la lucentezza di una conoscenza mai arrogante"
Altro immenso dono.

"Lo straniero in terra straniera deve cercare, alla fine, i suoi simili per poter comunicare davvero".
Tristemente vero.
Perchè se è indubbio che la diversità arricchisca, è altrettanto indubbio che l'affinità nutra mente e cuore.

Come vorrei preludere a una vera mente a una vera vita...
Grazie Angela.

Angela, grazie della lettura condivisa, come sempre con grande attenzione!

"Il Troisio viaggiatore non è per Lankelot una sorpresa: abbiamo potuto leggere pagine intense per partecipazione e descrizione sull?Oriente estremo ? quella ?sua? Cina soprattutto, che ci affascina e ci inquieta dai tempi di Marco Polo - ma anche su Hong-Kong, Bali, la Thailandia. Né ci sorprende il Troisio narratore, sensibilità non necessariamente automatica per un linguista, ma frequente nella tradizione del turista attento e consapevole. Non si nasce scrittori, è evidente, ma credo esista ? come in ogni forma artistica ? un talento naturale che ci accompagna dalla giovinezza, talvolta dall?infanzia, e che ci dona la capacità di trasmettere, di condividere, di comunicare il pensiero, l?emozione, la memoria."

> Questo è un passo bellissimo...

(e intanto cominciamo il conto alla rovescia per i futuri reportage del Professor, che tra non molto ripartirà...
lasciando la città dei 4 senza - l'ultimo è il conto nei ristoranti, come stiamo scoprendo - per un breve fertile periodo)

[TROISIO] foto o copertine -

[TROISIO] foto o copertine - quando disponibili - in tutti i pezzi; recensioni o reportage che fossero. Tags revisionati. Link all'archivio TROISIO integrato in calce a ogni singola pagina.