Troisio Luciano

Strawberry-Stop

Autore: 
Troisio Luciano

In Strawberry-stop, raccolta di poesie il cui titolo evoca il nome di un suggestivo locale di Bali dove vengono servite fragole declinate in ogni possibile variante culinaria, Luciano Troisio allinea i temi centrali della sua poetica avvolgendoli in un alone di nostalgia smaliziata ed ironica. Il poeta veneto si promena tra gli scenari policromi del paesaggio esotico, sgambetta “per giungle e pagode” senza tirare la manica al lettore, ma ponendosi esattamente in mezzo come un anonimo cronista di stravaganze. Ma ovunque un elemento stride (La passerella dei difformi p. 21). L’oriente da lui perlustrato e analiticamente resocontato è un lembo di terra dove s’incontra ciò che non si sa/mentre/non si/trova/quel/che/”si/sa” (Holiday palace resort & casino p. 84) e dove pudore ed indecenza s’incontrano nel luogo delle possibilità infinite.

 
I suoi versi sono veri e propri resoconti di viaggio attraverso i quali vediamo transitare un microcosmo di immagini e di sensazioni, istantanee di ricordi, di luoghi e di personaggi. Il suo percorso solitario va oltre le intenzioni socio culturali, ma si limita a raffigurare una geografia locale mediante le sue stravaganze minime, che sono quelle destinate all’inevitabile oblio. Tenta di afferrare usi, costumi e discrepanze di quello che è in definitiva un luogo del disagio, dove si finisce per essere estranei perfino a sé stessi.
Tra bagliori impressionistici e richiami domestici Luciano Troisio è un uomo perplesso e disponibile, che non perde mai di vista poche, essenziali verità. Verità che non sono né metafisiche né morali, ma più semplicemente verità umane. I suoi dubbi danno l’impressione  di proteggere le sue certezze, di tenerle al caldo, in un punto centrale, irraggiungibile e tuttavia malinconico della sua persona. I suoi versi non seguono le rotte di un viaggiatore svagato abbacinato dalla consistenza cedevole di una diffusa sensualità fatale, ma il solco coerente di un cronista curioso provvisto di strategie di resistenza: La beltà persiste per suo conto/però deve esserci lì qualcuno/almeno a trascriverla In una classica composizione di pag. 103).   
Una sgomenta, perplessa percezione si allarga sulla pagina come una colata di cera. Ma un attimo prima che si trasformi nello spettacolo di se stessa, una mano ferma e paziente interviene, mettendo a tacere l’informe bellezza di una vasta malinconia carica d’infausti presagi.
 
Troisio ha delle cose da dire e vuole dirle, soprattutto vuole che si capiscano, e fa tacere la musica, le mette la sordina perché si sentano le sue parole. La sua poesia vuole essere la forma di un racconto, lo strumento di una comunicazione. La sua opera è un ossimoro visivo che riesce a far convivere la bellezza ed il raccapriccio, la proiezione sdoppiata di una realtà che è insieme evocativa ed allucinante.
 
Allontanatosi dal post-sperimentalismo della fine del secolo scorso, ma ancora del tutto immune dalla propensione lirica, Luciano Troisio si conferma poeta modernista, che volentieri accorcia ed allunga o va in asincrono. Presenta una cifra stilistica tessuta con parole leggere, che ha un taglio prosastico e quasi colloquiale, ma che poi d’un tratto cambia colore e tono portando in luce una crescente ricchezza di significati.   
 
Strawberry–stop è un libro prodigo di sollecitazioni al termine del quale, tuttavia, resta aperto il quesito se queste cartoline di viaggio siano sintomi del disagio o un modo per superarlo. 
 
EDIZIONE ESAMINATA E BREVI NOTE :
 
Luciano Troisio – Strawberry–Stop Ed. LietoColle 2007.
 
Luciano Troisio (Monfalcone, Go, 1938), ricercatore del Dipartimento di italianistica dell’Università di Padova, ha insegnato nelle Università di Pechino, Shangai, Bratislava, Lubiana.
Ha pubblicato numerosi volumi dedicati alla poesia: By logos, esproprio transpoetico, 1979; Folia sine nomine, 1981; e La Trasparenza dello scriba, 1982 (con Cesare Ruffato); La poesia nel Veneto, 1985; Ragioni e canoni del corpo, 2001; Linee odierne della poesia italiana, 2001. Inoltre ha pubblicato le raccolte poetiche: L’angelo alle spalle, 1960; Anamnesi in tre versioni, 1965; Parigi nord-sud, 1966; Indicativo imperfetto, 1968;Precario, 1980; Persistenza del cavallino, 1984; I giardini della maharani, 1986; Le poetesse cinesi, 2000;  Three or four girls, 2002. In dialetto altopadovano:Drìoghe ai poeti, 2001.
In prosa:
Tirtagangga e varie sorgenti, 1999; Viaggio a Ko Ciang, 2001; Nuvole di drago, 2003;  La ladra di pannocchie, 2004.
Studioso, globetrotter, flaneur, i suoi campi d’attenzione sono nell’ordine: la scrittura, l’Asia, l’immagine (specialmente la fotografia e la grafica d’arte). Sue opere sono state illustrate da Emilio Baracco, Giovanni Barbisan, Andreina Bertelli, Renzo Biasion, Mino Maccari, Cesco Magnolato, Walter Piacesi, Gianni Poggeschi, Orfeo Tamburi, Hugo Wulz, Tono Zancanaro.
 
ISBN/EAN: 
9788878483576

Commenti

quarta recensione di "Strawberry-Stop".

Devo a Lankelot la conoscenza di questo poeta. Ho letto "Parnaso d'oriente" e poi "Strawberry-Stop" a seguito delle Vostre segnalazioni.
Sono contento di essermi confrontato con la sua poetica, molto evocativa ed originale. E la recensione mi è venuta currenti calamo al termine della seconda raccolta.

Gian Paolo

Caro Gian Paolo, rientrando stasera ho trovato la tua recensione. Molto profonda originale e densa: ti ringrazio davvero.

"Il poeta veneto si promena tra gli scenari policromi del paesaggio esotico, sgambetta ?per giungle e pagode? senza tirare la manica al lettore, ma ponendosi esattamente in mezzo come un anonimo cronista di stravaganze"

Bel passo, Gian Paolo.

Tornando a casa proprio da una Padova grigia e musona, ieri sera non ho potuto fare a meno di pensare che "noi" di Nord-Est dobbiamo per forza farci colpire gli occhi dalle zone del mondo un pochino più colorate e allegre :)

"Strawberry?stop è un libro prodigo di sollecitazioni al termine del quale, tuttavia, resta aperto il quesito se queste cartoline di viaggio siano sintomi del disagio o un modo per superarlo"

e a quest'ultima opportuna riflessione dovrebbe rispondere il Poeta, se vorrà!

Questa è una riflessione posta non in tono minore come clausola da Gian Paolo gran maestro di retorica, che provoca il lettore a continuare (come del resto dimostra la profonda Ilde (che però non è un lettore qualsiasi).
Lo scriba ha pudore ad esprimersi; comunque deve ammettere che Giampaolo ha centrato un punto nevralgico: infatti non si può negare che le "cartoline" siano sintomi dell'ubiquo disagio, e nemmeno che siano involontarie ma non troppo terapie sciamaniche per cercare di non precipitare nella vorago.

Sono lusingato che la la recensione abbia incontrato il gradimento e del poeta e di Ilde, lettrice attenta e profonda conoscotrice della'animo umano.

Grazie di cuore ad entrambi
Gian Paolo

"Tra bagliori impressionistici e richiami domestici Luciano Troisio è un uomo perplesso e disponibile, che non perde mai di vista poche, essenziali verità. Verità che non sono né metafisiche né morali, ma più semplicemente verità umane."
> a me piace qui. Sono contenta che le nostre segnalazioni ti abbiano invogliato alla lettura di Luciano, ti consiglio anche il romanzo la ladra di pannocchie, è davvero bello.

Grazie Marina, seguirò il tuo consiglio.

Gian Paolo