Troisio Luciano

Reportage da Sihanoukville, Cambogia. Sì, è un paese per vecchi. II di II

Autore: 
Troisio Luciano

[continua da qui] E. ed io noleggiamo spesso una moto. Siamo stati fermati varie volte dalla polizia. Il casco è obbligatorio solo per chi guida. Ci vuole un permis internazionale che E. possiede in fotocopia. Andiamo nel centro della città al mattino alle 9 circa, al grande mercato coperto. Parcheggio a pagamento e via al suo ristorantino del cuore, tavoli in alluminio, pavimento coperto di cartacce e peggio. Su ogni tavolo una scatola chiusa con bacchette, solito rotolo di carta (igienica) chiuso in un dispensatore di plastica, magnifica grande teiera bianca-avorio con coperchio autentico legato con breve spago, manici assenti e sostituiti con dozzinali fili di ferro. Decorazioni non coperte da smalto, ormai consunte. Se non fossero così ingombranti sarebbe da comperarle tanto sono belle e coccole (forse mi ricordano giorni cinesi). Ne ho fotografate diverse.

[Il fatto che abbiano coperchio autentico è una raffinatezza su cui volentieri mi soffermo rivolgendomi a un pubblico sceltissimo, cioè a uno sparuto target di (miei lettori) ceramisti sinologi. I quali capiranno e certo apprezzeranno: infatti in Cina, ma anche da queste parti, le porcellane, le ceramiche, i vasi, le teiere, le stesse tazzone da tè, tutti gli esemplari antichi e moderni, sono progettati corredati di coordinato coperchio (utile e necessario per proteggere il contenuto da insetti e brutture). Ma assai spesso, versando il tè, il coperchio cade e si rompe. Tanto è vero che in molti casi detto coperchio prevede un forellino per legarlo con breve catenella di sicurezza alla teiera. Il risultato di tale accortezza però è assai deludente, perché molto di rado si trovano dagli antiquari vasi antichi e teiere antiche con coperchio originale. Siete avvisati. In Cina poi succede che oggi le grandi fabbriche di ceramiche e tazze da tè in bianco e azzurro (ne occorrono miliardi), abbiano una sezione che fabbrica solo coperchi neutri di vario calibro, per rimpiazzare quelli rotti. Meno elegante ma infinitamente più funzionale, la produzione di coperchietti in alluminio, da vendere sciolti. Scrivendo queste superflue righe ho fatto dimenticare che spesso si rompono anche le tazze invece dei coperchi].
 
Il tè è gratuito, buono, aromatico. E. mangia una zuppa con noodles, erbe e beef, qualche volta si dimentica di avvertire: senza coriandolo! e allora tira un paio di bestemmie; ma ce ne sono perfino con vonton. Io prima di arrivare al parcheggio mi compero un paio di ciambelle dolci e le intingo nel caffè (nero, perché la goccia di latte condensato dolce delle multinazionali è talmente schifosa che mi mette di malumore e quasi non mangerei nulla. Mi conforta il fatto che più tardi andremo da Ezio Martini, ristorante italico). I servizi di lavaggio stoviglie sono limitati a un'abominevole conca per terra, visibile dai tavoli. Dall'altro lato c'è una parrucchiera aperta sul pubblico. E. teme i capelli adespoti ancor più del lercio rassettare. Insomma un bell'ambientino. I globetrotter non possono certo essere schizzinosi, fatte salve le infezioni intestinali (ad es.: io non bevo mai, come fa lui, caffè freddo col bicchiere pieno di sospetto ghiaccio tritato!).
 
Di solito facciamo anche una rapida visitina all'affollatissimo mercato. Abbiamo occasione di incontrare molti bianchi sopra i 55 che si siedono ai tavoli del nostro stesso sozzo ristorantino (il quale si trova in felice posizione strategica alla fine del capannone, a ridosso del palazzetto delle toilettes e soprattutto contiguo al parcheggio delle moto) e palleggiano uno o due figlioletti, mentre la moglie fa la spesa. Questo per dire che non ci sono soltanto vecchi bianchi autolesionisti disperati e bavosi, ma anche parecchie persone di una certa età, che forse non sono alla prima esperienza. È improbabile che siano vittime di fertili “incidenti di percorso”; tendo a pensare che credano ancora in un progetto. Di solito le loro banali donne sono cambogiane, molto più giovani dei mariti bianchi, che forse sono poveri diavoli, ma infinitamente più ricchi di una cambogiana. Quando le donne tornano ridenti, le loro borse della spesa sono gonfie di erbaggi frutta carne pesce e ogni altro bendiddio. I bambini sono tra zero e 4 anni, in generale sani e bellissimi. Sono certo che sacrifici e preoccupazioni siano ampiamente risarciti da soddisfazioni.
 
Ci sono molti baracchini che cambiano valute. Attualmente per 100 euro si hanno circa 135 dollari. Tutti accettano in pagamento il dollaro, che vale, in rapporto fisso da anni, 4.000 rial, la moneta locale. Il resto viene dato liberamente in rial o dollari. Non esistono spiccioli metallici. Si è ininterrottamente circondati da molti esponenti dell'anonima mendicanti, ognuno autorizzato in una certa ristretta area dal capomafia (a cui forse pagheranno il pizzo). Sono quasi tutti astuti professionisti, commoventi vecchiette a mani giunte, prepotenti furbacchioni che si rivolgono e infastidiscono solo i bianchi. Ci sono anche molti mutilati senza mani o gambe, presumibilmente da mine antiuomo, e strazianti casi di esibite nude deformità. Certo non si può dare retta a tutti. Poi andiamo a vedere le carabattole degli orafi analfabeti che non sanno nemmeno il nome dei minerali e cominciano da un miliardo di dollari. Ci sono molte pietre semipreziose, spesso sintetiche, ma quelle che non hanno valore non vengono falsificate, e sono bellissime. I venditori sono in generale persone disoneste, che quando vedono un bianco perdono il controllo e si mutano in rapaci. È assai difficile non essere imbrogliati. D'altronde il paese è talmente povero che ci sono poche tentazioni, e quelle poche in mano a lestofanti. Quando abbiamo finito riprendiamo la moto, visitiamo un paio di supermercati per acquistare arachidi e bottiglie di liquori, nonché acqua. Quindi ci precipitiamo al locale italiano Martini, sulla spiaggia elegante di Ochheuteal. È piuttosto lunga, almeno un paio di chilometri fitti di padiglioni, aperti su tre lati, verso il mare, rigidamente coordinati in legno e paglia. Nel 2002, quando la Cambogia ha aperto le frontiere, sono venuto qui la prima volta, trascinato da una coppietta di religiosi italiani, appartenenti alla setta dei Fessacchiotti del Bramaputra. Non c'era nulla. Ricordo solo che c'erano dei ruderi e qualche ragazza francese in bikini. Ora sembra di essere a Jesolo o Sottomarina in agosto. Nel frattempo il mare ha mangiato una parte della spiaggia e ciò ha permesso al Comune di spostare più indietro le costruzioni, razionalizzando e corredando di una comoda e quasi bella passeggiata a piastrelle, l'intera spiaggia. Stando comodamente seduti all'ombra su poltrone di rattan, si può assistere allo struscio-passaggio di migliaia di persone. Questa è la spiaggia preferita dai giovani turisti stranieri, passano molte australiane vaccare commesse impiegate gambalunga tutte uguali, seriali profili vittoriani, tracagnotte immigrate da poco, dorate giovani belle banali, vestite o in bikini, le varie categorie di mignotte (già culturalmente classificate da Ugo Tognazzi in una sua basilare fondamentale lezione). Le indigene, piccoline, esili o robuste, curve scadenti che presuppongono cattiva alimentazione e secondo me pochissimo attraenti, fanno la loro lenta passerella, alcune passano più volte, esibiscono la merce spogliate, tornano rivestite con cura, cappelli da ippodromo, accessori falso Vuitton, falso-Moschino che alludono a una tariffa più sostanziosa del tipo: ecco con chi avrete a che fare. Penso che seducano solo marinai anglofoni, camionisti tedeschi, isolati neozelandesi che poi se le sorbiranno portandole in giro. Ma può darsi che loro si divertano così. Ci sono anche molti mendicanti e mutilati, ciechi con un lungo bastone accompagnati trainati da una o due bambine. Infastidiscono cantando-ragliando, come quasi tutti i cantanti asiatici, davvero insopportabili.
 
Molte le ragazzette che passano a vendere braccialetti di fili colorati, una scusa per attaccare bottone. (Attenzione: questo luogo è incluso tra quelli accusati di prostituzione infantile!). Ma noi abbiamo le nostre tre bambine indigene del Martini, quasi figliocce di Ezio, il gestore senese; due fanno la quarta e una la seconda. La scuola elementare inizia alle 7 e termina alle 10-11. Poi vengono qui. Garantiscono una certa disciplina nel locale, tenendo lontane le altre invadenti bambine di passaggio. Sono bellissime, ben nutrite, parlano un discreto inglese, noi le abbiamo corredate di penne, di quaderni, di alfabeti (inglesi) figurati, specie la piccola, che si è dimostrata subito molto interessata alla scrittura, mi ha pronunciato l'intero alfabeto inglese e i numeri certo meglio di me. Poi hanno cominciato a sgorbiare-disegnare sui quaderni, hanno scritto happy new year Ezio I love you, in modo errato. Naturalmente sono intervenuto nel mio ruolo di maestro. Ezio (che ovviamente è occupatissimo) è stato molto contento. Quindi hanno strappato in modo disordinato zingaresco delle pagine da un quaderno (con mio silente disappunto).
In Myanmar ho trovato un quaderno molto adatto ai bambini sui sei anni: le due copertine hanno l'alfabeto uguale a come ricordo il mio da bambino: ogni lettera collegata a una figura appesa al muro dell'aula. Ne ho comperato vari pacchi da dieci e certo non me li porterò in Italia. Anche E. ha comperato molte penne bic. Siamo assolutamente contrari a dare soldi ai bambini, a farne mendicanti. Io personalmente mi dedico soltanto a quelli scalzi che passano con un grande sacco di plastica nera a elemosinare bottiglie e lattine vuote. Ogni seicento raccolte (o forse ogni quattrocento, e cioè 10 rial a pezzo, che mi sembra più probabile) prendono un dollaro (4.000 rial). Questi bambini sono molto più sporchi e stracciati degli altri, e appaiono oltre che tristissimi, anche denutriti. Per questo noi li facciamo mangiare in nostra presenza un po' di frutta, patatine, poi gli diamo una penna e un quaderno. Non parlano affatto, probabilmente non vanno a scuola e non sanno una parola di inglese, sono timidi, non sorridono, sono brutti, hanno il viso triangolare, mangiano in silenzio, ringraziano a mani giunte e subito se ne vanno col loro sacco grande e leggero, tremenda bandiera nera. Tutto l'opposto delle tre ragazzine nostre, dai volti gentili, dagli occhi così profondi che sembrano truccati, ma non lo sono. Sicure, disinvolte, scherzano con quegli omaccioni stranieri in costume da bagno, pieni di tatuaggi. Sono fortunate a stare da Martini. Non ho mai visto la loro madre. Pensavo che fosse una giovane donna che lavora lì e le tratta come figlie, ma lei mi ha dichiarato di non avere figli. Vanno a fare il bagno semivestite, poi si cambiano nel retrobottega, hanno vestitini colorati puliti e piacevoli. Al tramonto vanno a casa. Invece noi che veniamo qualche volta da Martini dopo cena a bere un drink nell'happy hour, dopo le 21 vediamo il passaggio di tanta gente, di ragazze minorenni ambigue, alcune circi appiccicaticce vengono a proporsi simpaticamente e altrettanto simpaticamente vengono invitate in italiano poco standard (che loro capiscono benissimo) a togliersi dalle palle. Ma la cosa per me grave è vedere delle ragazze teenager che a quell'ora accompagnano in giro tre o quattro bambinette di 7-10 anni, su e giù per quella passeggiata. Che cosa si può pensare? Non c'è un controllo di polizia? O forse sono solo nostre fantasie, degne delle casalinghe di RadioSherva? Quando si parla con residenti, anche italiani, ci si accorge che sanno molto più di quel che dicono. Si esprimono molto cautamente. Ho fatto molte domande a Ezio: se tutti questi bambini vagabondi mangiano regolarmente, se vanno tutti a scuola, se sono obbligati al lavoro. Infatti vedo spesso verso le 11 tornare da scuola i figli dei ristoratori di Victory hill in uniforme scolastica, ma solo alcuni. E gli altri? Saranno gratuite almeno le elementari? Ezio ha risposto che spesso “sono i bambini che mantengono i genitori”. Frase sibillina e terribile. Una volta una delle tre è arrivata con una banconota da 100 dollari.
-Chi te l'ha data?
-Tu cambiamela.
Non si sa che fare.
 
Stare al Martini è molto gradevole. Gran parte della clientela è italiana doc. Tutti settentrionali, lombardi, romagnoli, toscani. Il più meridionale: un cinquantenne romano antipatico che esibisce orologio e braccialetti d'oro. In generale uomini soli, sui 45. Ci sono anche qui panciuti bevitori rispettati, quelli che tengono lezioni ad alta voce, quelli che vorrebbero ricostruire l'atmosfera del loro bar sport (Ezio, mi fai un Negroni con ghiaccio?), e tradiscono una malinconia, un principio di perdita d'identità (padana...). Ci sono quelli che ascoltano, cacciatori di notizie, dritte e informazioni, quelli che mostrano orecchini e chincaglieria d'argento a prezzi bassissimi, grandi affaristi, furbetti di tre cotte. Anche qui il bigliardo, ci giocano anche le bambine, bisogna stare lontani almeno due metri. Donne pochissime. Ogni tanto ne viene su qualcuna dalla spiaggia a bere qualcosa. Si sente osservata. Ci sono anche altri europei, con amichetta indigena. Passano venditrici, passa l'erbivendolo di ruolo. Arrivano anche gruppetti di ragazzi che hanno scoperto il Martini per caso. Si fermano a bere una birra, ad ascoltare le vecchie volpi affabulanti, che attingono agli infiniti serbatoi del fantastico altrove. Dovunque, ma non a lavorare. Ne esce una fetta d'Italia pochissimo conosciuta, di gente astuta che volentieri lascia il posto di lavoro agli altri.
 
E., grande psicologo, mi dice che si tratta in prevalenza di separati, di gente che ne ha combinate di cotte e di crude, imbroglioni e truffatori che, se tornano, vengono costretti a fallire e messi in galera (per questo sono fuggiti all'estero). Hanno da qualche parte un congruo deposito da cui prelevare e se ne stanno in giro fino ad esaurimento della grana che hanno rubato ai clienti.
Anche solamente stare seduti in silenzio, ascoltare, dopo mesi di astinenza dalla lingua materna, i discorsi dei connazionali di cultura modesta, tipici topici, è un grande divertimento. Gli argomenti sono i più banali e nazional-popolari possibile: calcio, sesso. Erano molti anni che non udivo un resoconto di Guinness genitali così articolato e dettagliato, corredato di tutte le figure dell'esagerazione al massimo vertice della gaussiana.
Insomma da Martini lo spettacolo è assicurato. Andateci. Il ritrovo è sofisticato, c'è la sua bella bandiera tricolore con accanto lo striscione Forza Cesena; gli imbonitori aborigeni sono mediocri e anche brutte facce, ma c'è un autentico gestore senese di nome Ezio, simpaticone aiutato da altro concittadino. Il menu è quasi sofisticato: va oltre la pizza e la pasta di vari tipi, offre lasagne, cacio e pepe, pasta e facioli alla toscana (fatta solo su prenotazione), vere bruschette e altri sfizi. Inoltre l'olio è extravergine (però scadentino), c'è il vero caffè da cialda, ogni volta ne bevo due, alcuni liquori sono autentici. Ho provato tutti i piatti più costosi: discreti. Quelli di pesce sono ottimi e a prezzi contenuti. Ci siamo tornati tutte le volte che abbiamo noleggiato la moto.
L'ultima volta partendo per tornare, una ruota era a terra. E. è andato dal gommista. Ha dovuto cambiare la camera d'aria. Abbiamo speso 10 dollari e il fottuto noleggiatore cinese non ce l'ha rimborsati.
 
Luciano Troisio, febbraio 2011
Per approfondire: TROISIO in Lankelot
ISBN/EAN: 
000

Commenti

[sihanoukville, parte

[sihanoukville, parte seconda] a voi.

http://www.sihanoukville-cambodia.com/

[cambogia] tutte le ultime

[cambogia] tutte le ultime volte che su lanke ne abbiamo parlato sono registrate qui: http://www.lankelot.eu/Cambogia CAMBOGIA.

[Troisio-Cambogia II]

[Troisio-Cambogia II] Inizio...ah! le tazze da the, che carine! Anche le teiere, però va a finire che non le uso quasi mai :)

"I servizi di lavaggio stoviglie sono limitati a un'abominevole conca per terra, visibile dai tavoli." Aargh!!!!! Luciano, ma per viaggiare come fai tu bisogna avere gli anticorpi blindati????? Io sarei già schiattata, credo.

Quanta gente stramba, però ecco dove forse vanno a finire quegli amministratori di condominio che, a volte, scappano con i soldi dei malcapitati condomini!

Invece la vicenda dei bambini è terribile.

[cambogia] Cara Marina, la

[cambogia] Cara Marina,

la Cambogia non ha nulla da offrire ai turisti, se non i campi di sterminio e la zona archeologica di Angkor Vat, che si trova nella parte nord.

Ora la strada fino al confine thai è stata rifatta: I turisti possono venire in autobus da Bangkok, vedere i templi e tornare subito nella più ospitale Tailandia. Il resto va bene per i pensionati. Le spiagge sono decenti, alcune poi molto tranquille. Il cibo discreto, i prezzi bassi. 

C'è una borghesia ricca, ma la fascia dei poveri è molto vasta. Non c'è lavoro, non ci sono prospettive. Il problema dei bambini è davvero grave. Non si sa che fare e anche l'UNICEF mi pare combini poco. 

[L. Troisio] Salve Troisio,

[L. Troisio] Salve Troisio, ho scoperto questo tuo report, nonché questo sito, cercando con google testi in italiano su Sihanoukville. Non ho potuto non riconoscere certi personaggi da te descritti che ho avuto anch' io modo di conoscere.

In particolare quello che chiami Daniele, ossia Paolo Conte .... e sono sicuro che è lui per il fatto che ci tiene a ripagare i debiti di 10, 20 dollari , fa discorsi sensati entro una cert' ora e via dicendo....è lui che un paio di volte mi portò a bere sui trespoli dello Sakal, perché diluviando non c' era nient' altro da fare...e che tristezza comunque starci per ore con quelle musiche di 30 o 40 anni fa . . . sempre le stesse, ovunque.

In generale leggendoti ho ripercorso mentalmente luoghi noti in cui sono andato più volte nonché cere da museo che in questo momento saranno ancora lì a sfidare il proprio fegato; io solevo stare un po' più su , verso la via della perdizione, presso alcuni francesi. 

Sono stato comunque dopo che hai steso queste righe e al momento 'Daniele' ormai viveva con una donna locale. La discoteca del russo ha avuto un cambio di guardia (altri russi) mentre egli sarà lo sponsor principale del nuovo aeroporto di Sihanoukville; il ponte di Brooklyn (che è sempre suo), ho sentito che è terminato ma non funziona. Le prostitute e i prostituti di cui parli non sognano di vivere in occidente ma d' incontrare il cliente-principe azzurro che funga da sponsor a tempo indeterminato. Cose brutte come la pedofilia non le ho mai notate anche perché da inizio millennio c' è stata una graduale campagna di intolleranza nei confronti di questo abominio e a Sihanoukville in particolare è stata abbattuta tutta un' area interna al porto, squallido e notorio quartiere a luci rosse noto come 'chicken farm'.

Mi ha fatto piacere leggerti, anche se su certe cose non sono d' accordo (a me non piace frequentare il Martini per esempio, non per i singoli individui quanto perché è 'il ritrovo degli italiani' e non ne sento proprio il bisogno quando vado via da qui); non so se troverò mai il coraggio di scrivere qualcosa sull' Asia in questo sito ma ci darò un' occhiata comunque. Ciao 

 

 

[cambogia] Dear Harry, sono a

[cambogia] Dear Harry, sono a Ventiane, dopo una settimana alle 4000 isole e una a Pakse dall'ottimo caffè. Grandi spostamenti notturni, e in realtà provengo proprio da Sihanoukville, dove ho sostato una ventina di giorni, soprattutto per stare in spiaggia e curare l'artrite. Cosa che non ho fatto per niente, rimanendo pia intenzione. Cocchi, capesante, Matriciane (sic). Ho rivisto gli amici. Paolo Conte mi ha invitato a colazione a casa sua. La sua donna ci ha fatto dei granchi devilled. Come anche molti altri sperava tanto sui quei 4-500 € di pensione a 60 anni. Ora Monti gliel'ha allontanata....

Ovviamente ho poco da spartire con questi amici e l'ambiente sta rapidamente peggiorando a causa della presenza sempre più massiccia di odiosi Russi, invadenti, esibizionisti, mafiosi. Le loro donne sono antipatiche ma piuttosto belle. In Veneto si dice: schei de vilani e cojoni de cani xe sempre in mostra. Le scritte in cirillico si moltiplicano. Ora al Sakal c'è un ippopotamo al tavolo più grande; e' dotato di campanello come il presidente del Rotary e spende molto. Credo che comprerà il locale. Corre voce che un lato della famosa via sopra la collina verrà abbattuta completamente. Molti gestori cercano di vendere l'attività e molti furbini tra cui parecchi italiani del sud (non apro la parentesi!!!) stanno in ascolto spasmodico. Il pazzesco inutile faraonico ponte è finito e chiuso; sembra che debbano abbatterlo a causa dei materiali scadenti. I Russi la fanno da padroni (notizie interessanti e tristi alla voce Cambogia su Wikipedia). Avrei da raccontarne per pagine intere. Tutte le proprietà sulla costa vengono invase da loro che allontanano i proprietari con la forza (armata). Per quanto riguarda l'aeroporto: credo che si farà. Altrimenti non avrebbe alcun senso aver già costruito giganteschi alberghi nuovi tuttora vuoti. C'è una vecchia pista: quella dei bombardieri americani del millennio scorso, però da 14 dicembre 2011 è stato attivato un volo Sihanoukville-Siem Reap (Angkor Vat).

Stare da Martini è invece molto istruttivo: imparo molte cose. D'altra parte l'alternativa è il Freedom, oppure la Collina della Perdizione... Tieni conto che per me ormai le donne sono un ricordo, che con quelle non ci andrei nemmeno se mi pagassero loro, che non fumo e bere non mi interessa affatto. Probabilmente non ci tornerò più. 

Lankelot è un sito molto interessante e libero.

Un caro saluto a tutti.

 

[cambogia, russia] mi

[cambogia, russia] mi piacerebbe saperne di più, professore. E non ricordo se avevamo poi parlato di questo grande libro svedese, "Il sorriso di Pol Pot": http://www.lankelot.eu/letteratura/fr%C3%B6berg-idling-peter-il-sorriso-... approfitto per segnalartelo - in it è, ovviamente, Iperborea.

[L. Troisio] Leggo solo ora

[L. Troisio] Leggo solo ora dopo più di un mese il tuo intervento. Non voglio sparlare dei russi, non si sa mai che ti diano il polonio se poi capiti loro sotto tiro ...... è un peccato che il posto prenda una piega in particolare, se ci sono sempre andato era perché mi dava l' idea che è un posto 'nuovo' dove volendo siamo noi che creiamo le cose e Sihanoukville poteva diventare qualsiasi cosa. Non sono solo i russi a rovinare la scena, è l' andazzo generale, è la diavoleria del casinò con tutti i drammi che crea anche presso i meno abbienti ..... ma ho idea che qualsiasi cosa succeda, nessuno si può sentire padrone sino in fondo in quel posto. Chiunque venga da fuori paventando arroganza nell' estrema asia prima o poi la paga perché per queste genti di Cambogia (come per i Thai), a casa propria ha sempre ragione il padrone di casa, che in ultima istanza sono i ricconi e gli arricchiti del posto. Da padrone fino in fondo, al 100%, chi viene da fuori Cambogia o Thailandia (e anche nel tranquillo Laos presumo) e pensa di fare quello che vuole ha sbagliato da subito anche se lo 'lasciano fare' nel frattempo.

Solo un esempio in piccolo. Un tizio un po' fuori aveva aperto un locale quasi sempre vuoto in centro Sihanoukville. Quando poi se ne è andato, il proprietario ha preteso arbitrariamente di essere rimborsato anche di 10 condizionatori mai esistiti che a suo dire quello straniero aveva rimosso dalla struttura. Non c' erano quei 10 condizionatori, ma gli hanno fatto sputare i soldi prima di andarsene. E questo non era un tizio arrogante , non c' era quasi mai ma aveva decorato e messo in piedi tutto un locale che i locatari non si sognavano neanche di avere.....e pagati sempre gli affitti.

Il Martini avrà il suo fascino ma io preferisco le gite, o in motorino o in barca, in spiaggia non ci vado tutti i giorni e non so neanche se tornerò a Sihanoukville....buon proseguo se sei ancora in giro. Saluti

[troisio] Gentile Harry, ho

[troisio] Gentile Harry, ho appena provveduto a segnalare il suo intervento al professore. Spero possa rispondere a stretto giro di posta. Ogni bene, gf

[troisio] Io invece ho motivi

[troisio] Io invece ho motivi supplementari per parlare (male) dei Russi. Stavolta ho scelto di volare con Aeroflot, spendendo anche un po' di più, perché il volo durava meno e allo scalo di Mosca, quello vecchio di cui non rammento il nome che finisce in ovo, si aspetta poco. Per quanto riguarda la sicurezza del volo, non ho nulla da rilevare: tutto liscio e stabile. Si trattava di A 300, per quanto arredato male con seat scomodi. Nella tratta Mosca-Venezia invece uno più piccolo: A 320, molto più comodo e con larghi spazi tra le file. Il guaio è il servizio a bordo: cibo assai scadente, forse peggiore di quello del sud del mondo, dove almeno le hostess sono di un'eleganza regale, e di una infantile affascinante gentilezza che fa perdonare tutto il negativo. Le russe sono in divisa, sulle giacche hanno ricamato in oro il logo con falce e martello in evidenza (nostalgia? invece a Sihanoukville, dove come sai è stato portato un vecchio aereo sovierico, forse Antonov, dentro un gigantesco bar-capannone, l'insegna esterna "Airport" reca il logo dove la falce e martello è stata mutata in più attuale "faccina"). Le giovani donne russe sono antipatiche, però spesso belle. Le hostess non cercano nemmeno di essere gentili, quasi nessuna sa una parola di inglese (ecco spiegato perché ero l'unico passeggero non russo), sono sbrigative e spartane, il cibo è stantio, tutto è scritto soltanto in cirillico. Io, che posso aiutarmi con l'alfabeto greco, ho scambiato la maionese con il latte in polvere e l'ho messa nel caffè. Perfino la rivista di bordo è scritta solo in cirillico (ma quella delle merci in vendita è bilingue!!!). Poverini, non sanno che la loro  lingua è la più odiata del mando, sebbene sia bella.

A terra ancor a peggio, si viene avviati a uno sbabuzzino dove torve stoppose megere culone ti mettono le mani addosso. mi hanno fatto togliere i sandali, con una villania mai vista prima.

[troisio] Al ritorno,

[troisio] Al ritorno, partendo da Bangkok, la fila dei russi era lunga centinaia di metri, cosa mai vista in quel gigantesco efficientissimo aeroporto. I russi non sono disordinati, stanno in fila e in genere sono silenziosi, grigi, salvo poi a dimostrarsi prepotenti, invadenti, avidi, oltre che carichi di ogni bene superfluo. Un agente tailandese, impietosito dal mio aspetto centenario, mi ha fatto passare da una porta dove non c'era nessuno, ho evitato la fila, il passaporto mi è stato subito controllato. Naturalmente siamo partiti in ritardo. Le hostess tailandesi alzavano cartelli scritti solo in cirillico. Siamo arrivati a Mosca in ritardo alle 20.30. Ho mostrato la seconda carta d'imbarco per Venezia che recava l'orario 20.10. Poi é stata tutta una corsa. La kapò non si è degnata di segnalarmi la gate, mi ha solo spinto fuori, ma per fortuna tutto era in ritardo anche lì. La coda davanti alla mia gate era muta, con gente elegante vestita a festa. Donne da sfilata, pellicce, indossatrici fredde e determinate, Prada in carriera. Solo in quel momento mi sono accorto che ero un marziano.

Oviamente  la mia valigia non è arrivata a Venezia. L'impiegata, una bionda cinquantenne stopposa come una russa, ma dalla pronuncia ruzzantina, molto calma, quasi gentile mi ha lentamente attivato la pratica. Altri attendevano non allegri. Dopo due giorni l'aeroporto mi ha telefonato. Un signore gentilissimo mi avvertiva che mi avrebbe portato a casa la valigia. All'ora stabilita mi ha ritelefonato scusandosi, ma aveva ricevuto l'ordine di andare subito a Chioggia. Infine, arrivato a casa mia, ho constatato che la valigia era in parte sbranata e che mancava una ruota. Ho telefonato all'ufficio rotture, dove una calma signora mi ha fatto capire che la trafila per ottenere i 20 euro di rimborso è da incubo gulag. Non ho più tentato.

Ho visitato molti casinò in vari stati. Ho anche giocato, e perso. Ora non ne sono più attratto. Quelli nuovi di Sihanoukville con le loro luci da Las Vegas, non mi hanno sedotto affatto. Quei derelitti occidentali che restano scottati mi fanno solo pena. Invece dei giocatori tailandesi e cinesi non m'importa nulla. Intanto i russi sono sempre di più e indisponenti, specialmente quelli provenienti dalle repubbliche dell'Asia centrale (quelle che finiscono in stan).

[troisio] Professore, grazie

[troisio] Professore, grazie per la sua disponibilità socratica nel rispondermi. Certo che però andare con quella compagnia aerea significa un po' "andarsela a cercare". Io non la prenderò mai perché ho sempre paura che l' aereo cada anche con quelle più affidabili.

Sarei tentato di recarmi in Cambogia per le vacanze pasquali, solo per vedere 'la fine del mondo' che è un' isola ancora disabitata nell' arcipelago antestante a Sihanoukville: Ko Tang. Ma proprio ora laggiù arriverà la stagione in cui il caldo è insopportabile.

Ho ripensato con tristezza alla visione da lei paventata di questo assalto di russi e anche di 'italiani furbetti'. Si auspica che le isole in fronte diventino mete turistiche come alcune celebri isole della Thailandia. E si auspica un esodo dalla Thailandia di tutti i suoi 'sponsor' occidentali. Il giorno che sarà così ci sarà da mettere una croce sopra. Se poi i resort si riempiranno di russi peggio ancora. Allora sì che ci sarà da metterci una pietra sopra per sempre ...ma sino ad allora, anche se mi ha già nauseato quel posto, ossia Sinville, voglio ancora sperare che venga abbandonata come lo fu negli anni 70 così che un giorno conosca per l' ennesima volta una nuova alba. Vorrei che tutti si scoraggiassero un po' tanto da cominciare ad andarsene, uno alla volta....alla fine già ora ci sono più attività che clienti.

Ho ripensato anche a quando accenna che lei non ha 'amici di questo tipo' in riferimento agli 'arenati' della collina. Non so che dirle se non che io non ho proprio amici (se non due o tre dall' infanzia) e non li cerco mai, soprattutto a Sihanoukville .... e neanche ho parole nè le vorrei tirare fuori  . . . .

Saluti

 

PS: (a me il martelletto che lei vede come un sorriso nello stemma filosovietico dell' airport mi pare semplicemente un asta con due palle)